PERFETTI SCONOSCIUTI

Titolo Originale: Perfetti sconosciuti
Paese: ITALIA
Anno: 2016
Regia: Paolo Genovese
Sceneggiatura: Filippo Bologna, Paolo Costella, Paolo Genovese, Paola Mammini, Rolando Ravello
Produzione: Medusa Film
Durata: 97
Interpreti: Giuseppe Battiston; Anna Foglietta; Marco Giallini; Edoardo Leo; Valerio Mastandrea; Benedetta Porcaroli; Alba Rohrwacher; Kasia Smutniak

Eva (Kasia Smutniak) e Rocco (Marco Giallini) sono una coppia di professionisti, chirurgo plastico lui, psicologa lei, sono sposati e hanno una figlia adolescente; invitano i loro più cari amici per una cena a casa loro. I primi ad arrivare sono Lele (Valerio Mastandrea) e Carlotta (Anna Foglietta), anche loro sposati con due figli piccoli. Poco dopo si presentano anche Cosimo (Edoardo Leo), tassista romano, con la sua giovane moglie, Bianca (Alba Rohrwacher), veterinaria. Tutti attendono l’arrivo dell’ultima coppia invitata composta da Peppe (Giuseppe Battiston), insegnante di educazione fisica disoccupato con un divorzio recente alle spalle, e dalla sua nuova misteriosa compagna, Lucilla. Al momento di sedersi a tavola Eva propone un gioco all’apparenza divertente ma che sarà causa di terribili conflitti: condividere apertamente con tutti i commensali lungo l’arco dell’intera serata il contenuto di messaggi e telefonate da ciascun cellulare personale.

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Una simpatica cena tra amici di vecchia data in un clima familiare, accogliente e disteso si trasforma in una tragica riunione tra adulti esasperatamente concentrati su stessi e sulle proprie esigenze e non più capaci di aprirsi e di rinnovare il rapporto con il proprio coniuge. Ciascun personaggio ha permesso che incomprensioni mai affrontate, immaturità interiore e irrisolti conflitti generassero situazioni di triste lontananza all’interno della coppia e differenti e variegate occasioni di tradimento. La drammatica verità su ciascuna coppia produce una tremenda tempesta di negatività che non lascia spazio alla speranza e ad alcuna possibilità di recupero. Un atteggiamento disinvolto di un genitore nei confronti della figlia adolescente impegnata a risolvere i suoi primi impegni amorosi
Pubblico 
Maggiorenni
A causa dei dialoghi che spesso rimandano a situazioni complesse e difficili da comprendere, con un linguaggio a volte un po’ triviale, il film è più adatto ad un pubblico adulto
Giudizio Tecnico 
 
La sceneggiatura appare all'inizio ben congegnata e mantiene un buon ritmo fino alla metà del film ma poi si trasforma in un puro meccanismo alla ricerca di facili effetti. Ottima la recitazione degli interpreti. Anche scenografia e fotografia accompagnano bene l’andamento della storia.

Secondo Gabriel Garcia Marquez: “ognuno di noi ha una vita pubblica, una vita privata e una segreta”. Partendo da questo presupposto Paolo Genovese pone un quesito dai risvolti piuttosto inquietanti: conosciamo davvero la persona che ci vive accanto? Perfetti sconosciuti intende mostrare proprio cosa accadrebbe se improvvisamente la parte più segreta della vita del partner venisse allo scoperto. Il regista, insieme ad un nutrito gruppo di sceneggiatori, individua nel cellulare l’oggetto potente e pericoloso che custodisce i segreti più nascosti di ogni persona e lo fa diventare il mezzo attraverso il quale vengono alla luce le più scomode verità.

Le quattro coppie protagoniste di questa storia si incontrano per quella che sembrerebbe una tranquilla e simpatica cena tra amici, ma il gioco, un po’ provocatorio, proposto dalla padrona di casa, Eva, mette in crisi tutti e innesca un tragico meccanismo senza ritorno. Ciascun commensale infatti per tutto il corso della cena dovrà impegnarsi a tenere il proprio cellulare al centro del tavolo rendendo pubbliche le proprie conversazioni sia telefoniche che scritte. L’idea è quella di scoprire se c’è davvero piena sincerità tra loro come amici e come coppie, ma il gioco in realtà finisce col rivelare situazioni nascoste e latenti drammi complessi. Dolorose verità su ciascuna coppia vengono allo scoperto e, quasi come se si fosse aperto un pericoloso vaso di Pandora, il gioco produce una tremenda tempesta di negatività a cui seguono, da un punto di vista interiore, morti e feriti gravi. Un ciclone desolante, devastante e impietoso che non lascia spazio alla speranza e ad alcuna forma di perdono.

L'espediente teatrale (tutto origina da Carnage) di una cena fra amici che si trasforma in una guerra senza esclusione di colpi è stata proposta al cinema già altre volte e basterebbe citare,  solo per ricordare la produzione italiana recente, Il nome del figlio e Dobbiamo parlare ma l'espediente di scoprire che è il telefonino di ciascuno a serbare i segreti più inconfessabili all'inizio funziona, grazie a una sceneggiatura intrigante e divertente. Il film finisce per perdere tutto il suo interesse nella seconda parte, quando la ricerca a tutti costi del colpo di scena finisce per far perdere di credibilità alla storia ma sopratutto valore ai protagonisti , che risultano tutti appiattiti intorno a un unico interesse, quello dei propri diversivi sessuali.

Il finale, con queste premesse, risulta tragico: per la coppia ad un certo punto esisterebbero solo due alternative: tacere e custodire i propri segreti ben celati o, di fronte ad un rapporto ormai profondamente lacerato, affrontare una dolorosa rottura, arrendersi e fuggire.

In Perfetti sconosciuti le relazioni sono viste  in modo statico, soggette ad un logorante immobilismo. Ogni personaggio, ad eccezione di Rocco, sembra incapace di guardare avanti e di sapersi mettere in discussione per ricreare e rinnovare giorno per giorno il proprio rapporto con l’altro.  Un ennesimo film senza speranza sulla fragilità di coppia che svela il vuoto esistenziale dei protagonisti. L’opportunità di creare legami affettivi forti, tali da poter sopportare e superare limiti, difficoltà ed errori l’uno dell’altro e di affrontare insieme gli inevitabili cambiamenti della vita crescendo come persona e come coppia non è contemplata.

 

Autore: Vania Amitrano


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