SINBAD La leggenda dei sette mari

Sinbad viene ingiustamente accusato di furto un prezioso tesoro:il "libro della pace" fondamento della pace fra le Dodici città.. Proteo,suo vecchio amico, si offre in ostaggio al suo posto; Sinbad potrà così avere dieci giorni di tempo per recuperare il libro sacro. Sinbad vorrebbe approfittare della riacquistata libertà per porsi in salvo, ma Marina, fidanzata di Proteo, le si mette alle calcagna per spingerlo a compiere la pericolosa missione. Riusciranno i due a riportare in tempo il Libro della Pace? Resterà Marina fedele al suo fidanzato?

Valori Educativi



L’amicizia, la lealtà ed il sacrificio individuale possono regalare il bene della pace per tutti

Pubblico

10+

Per la drammaticità delle sequenze ed alcune allusioni sessuali

Giudizio Artistico

0

Cast & Crew

La Nostra Recensione

Eris, la dea della discordia, vuole seminare un “glorioso caos” nel mondo degli uomini. Per questo ruba il Libro della Pace, un testo sacro, fondamento della pace fra le Dodici Città. Sinbad, famoso pirata, viene accusato del furto e, catturato, è condannato a morte. Proteo, figlio del re di Siracusa e vecchio amico di Sinbad, invoca il diritto di sostituzione: lui si offre come ostaggio in cambio di Sinbad, che ha dieci giorni per riportare in città il Libro della Pace, strappandolo dalle mani della dea Eris, che vive nel cuore della città di Tartaro, da cui nessun marinaio ha mai fatto ritorno. Se Sinbad non tornasse sarebbe Proteo ad essere giustiziato. Di nuovo al timone della sua nave, Sinbad, sicuro che il re di Siracusa non consentirebbe mai l’esecuzione della sentenza a danno di suo figlio, decide di fuggire facendo vela alla volta delle isole Fiji. Ma a bordo della Chimera adesso c’è anche Marina, promessa sposa di Proteo, che, in cambio di una generosa manciata di pietre preziose, convince Sinbad a puntare la prua in direzione di Tartaro. Ha così inizio una serie di avventure sbalorditive che porteranno la Chimera, letteralmente, oltre i confini del mondo.

Personaggio tratto dai racconti di Le mille e una notte, il marinaio Sinbad è rivissuto in numerosi adattamenti per il grande schermo, il più famoso dei quali è stato Il settimo viaggio di Sinbad, del 1958. In quel film, le scene di scontro fra i mostri mitologici e l’intrepido marinaio furono realizzate con fotomontaggi fra immagini di attori reali e inquadrature di modellini di creature orribili che sembravano muoversi grazie alla tecnica dello stop-motion (eseguita con maestria da Ray Harryhausen). Questa tecnica – di cui si è avuto un recente esempio con lo splendido Galline in fuga (2000) – consiste nell’imprimere su ogni fotogramma della pellicola l’immagine del modellino in pose leggermente diverse così da dare, allo scorrere delle pellicola, l’impressione del suo movimento. In Sinbad – La Leggenda dei Sette Mari si ritrova un’analoga contaminazione di immagini di natura diversa: mentre i personaggi sono stati realizzati attraverso la tradizionale tecnica del disegno bidimensionale, i mostri e le scenografie più ardite sono stati creati in computer graphic dallo stesso gruppo che aveva creato gli ottimi Z la formica (1998) e Shrek (2001).

Coerentemente con lo stile grafico del film, anche la storia, firmata da John Logan – sceneggiatore di L’Ultimo Samurai (2003), di Il Gladiatore (2000) e di RKO 281 (1999) – presenta un protagonista segnato dall’ambiguità. Sinbad è un ladro che, sebbene puntualmente dichiari di voler fare la cosa più gretta, finisce sempre per compiere quella più nobile. Un eroe suo malgrado, un prode generoso con la fama di ladro vigliacco, l’amico che si dimostra perfetto quando sembra tradire.

Il film offre una serie di sequenze di azione estremamente cinetiche in virtù di un montaggio serrato e ad arditi movimenti dell’inquadratura. Sono numerose le invenzioni visive di grande impatto. Per fare un solo esempio, è particolarmente suggestiva la sequenza in cui la Chimera raggiunge i confini della terra – che viene mostrata piatta – e li supera veleggiando sulle correnti aeree che soffiano oltre l’orizzonte.

È tuttavia interessante soprattutto la parabola tracciata dalla storia a proposito della lealtà amicale e, attraverso questa, il legame instaurato fra il piano morale individuale e il piano politico universale, fra le decisioni di fedeltà nelle relazioni a chi ci sta vicino e il destino di pace o di guerra apocalittica nell’intero mondo. Profonda l’idea che l’eroe venga premiato perché, attraverso la propria disponibilità al sacrificio, fa la verità, ossia rende vera, attuandola, una nobile intenzione che, peraltro, era stata pronunciata mentendo. Peccato per la ripetizione finale del cliché romantico (oltretutto in contrasto con il tema profondo della storia) per cui il personaggio femminile sceglie di amare Sinbad a danno del fidanzato Proteo solo perché esemplifica in modo più evidente i canoni dell’eroe avventuriero.

La visione del film non ha particolari controindicazioni, tuttavia, per il tipo di protagonisti e di dinamiche drammatiche, il film sarà probabilmente più apprezzabile da bambini e bambine dagli 8-10 anni in su.

 

Per gentile concessione della rivista: Studi Cattolici

Autore: Francesco Arlanch

Altre Informazioni

Titolo Originale Sinbad - legend of seven seas
Paese USA
Etichetta
Scrivi per primo un commento a “SINBAD La leggenda dei sette mari”

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Non ci sono ancora commenti