POV - I PRIMI ANNI

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Titolo Originale: Pov - I primi anni
Paese: ITALIA
Anno: 2021
Regia: Davide Tosco
Sceneggiatura: Francesco Bigi, Nicola Conversa e Erica Gallesi
Produzione: Showlab, Rai Ragazzi
Durata: 52 episodi di 12'
Interpreti: Ludmilla Ciobaniuc, Christian Carere, ZAckari Delmas. AmieMadih, Stefano marseglia

La vita di una classe del primo anno di liceo a Torino. Katia si sente impegnata ad arricchire le sue pagine sui social intervistando le nuove compagne e i nuovi compagni, sempre alla ricerca di qualcosa di malizioso da dire; Bea ha la testa fra le nuvole e non sa decidersi fra il corteggiamento di Manu (sempre molto impacciato) e il biondo Leo. Come se non bastasse, a scuola è arrivata sua sorella Sabrina nelle vesti di insegnante supplente di italiano e questa è una situazione imbarazzante che nessuno deve sapere. Anna si deve scrollare di dosso un po’ di complessi a causa delle sue rotondità e si angustia perché non è stata ancora baciata. Per fortuna il bidello è un tipo strano ma simpatico e i professori sanno prenderla con un po’ d’ironia quando i ragazzi si arrampicano sugli specchi per giustificare la loro impreparazione….

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
A scuola si sviluppano amicizie, nascono i primi amori (quindi anche le prime gelosie) ma i ragazzi e le ragazze vivono in un mondo chiuso, senza prospettive che trascendano la micro-realtà quotidiana
Pubblico 
Pre-adolescenti
Le problematiche trattate non possono interessare i più piccoli
Giudizio Artistico 
 
Il serial ha saputo trovare una formula indubbiamente originale per calarsi in una tipica realtà adolescenziale riuscendo, grazie anche alla bravura di attori e attrici in erba, a restituirci il microcosmo di una classe di prima liceo

POV è l’acronimo di Point of View, video realizzati con il proprio cellulare per esprimere opinioni personali su ciò che sta accadendo. E’ una componente del format, sicuramente originale, che ha scelto il regista Davide Tosco alla ricerca di autenticità per questo serial dedicato ad alunni del primo liceo. Se due ragazzi o ragazze parlano fra loro, il montaggio ci mostra una rapida sequenza di primi piani classici, di selfie e di POV in tempo reale per scoprire magari che in quello che stanno dicendo nessuno dei due ci crede veramente. L’autenticità è stata ricercata anche nella scelta del cast: si tratta di 25 ragazzi di età fra i 13 e i 16 anni, scelti dopo un’accurata selezione e bisogna riconoscere che se la sono cavata benissimo. In questo microcosmo si intrecciano vari tipi di rapporti interpersonali. Dalla semplice richiesta di poter copiare il compito, ai primi timidi approcci di un ragazzo nei confronti di una ragazza ma anche tanti incontri in gabinetto, il posto per eccellenza scelto dalle ragazze per poter confidare alle amiche le proprie pene d’amore o le proprie incertezze. Gelosie o al contrario liete sorprese si sviluppano nell’unico evento fuori scuola: la festa in casa di Ciccio dove immancabilmente si organizza il gioco della bottiglia nella speranza che quel bacio dato per penitenza non sia affatto tale. Qualche siparietto comico è dedicato al ragazzo che vuole assolutamente diventare un prestigiatore ma fallisce nelle sue magie o all’ambizioso Silvio che vuole acquistare popolarità candidandosi come rappresentante di scuola ma poi si sente male per la paura ogni volta che deve parlare in pubblico.

Il serial si sviluppa in ben 52 episodi ma molto corti, di 10-12 minuti. Si è trattato sicuramente di un altro metodo per agganciare l’interesse dei più giovani, predisposti per un consumo veloce ma questa soluzione finisce per diventare un vincolo per la narrazione. E’ indubbio che la giornata di un liceale trascorra proprio nel modo in cui è stato rappresentato: micro-eventi, incontri veloci per confrontarsi fra una lezione e l’altra, come se ogni giorno bastasse a se stesso. Bisogna però riconoscere che nella realtà,  nei  ragazzi e nelle ragazze c’è sicuramente dell’altro: esperienze anche piccole, stati d’animo che debbono venir superati per riconquistare la serenità, si accumulano, fanno esperienza, trasformano. Si tratta di un aspetto è poco rappresentato in questo serial, che si concentra su una giornata scoppiettante di micro-episodi che si chiudono in se stessi e un nuovo giorno serve per iniziare tutto da capo come in quei film dove il protagonista si sveglia ogni mattina nello stesso giorno (La mappa delle piccole cose perfette, Ogni giorno, Prima di domani, 50 volte il primo bacio).

Il serial non sfugge alla regola del tre: quando si sviluppa una storia con più protagonisti e iniziano a formarsi coppie eterosessuali, almeno uno dei personaggi deve essere omosessuale. E’ il caso di Rami che a dire il vero è un indeciso. E’ Katia a fargli sospettare un motivo diverso dalla sfortuna per le sue difficoltà a mettersi con una ragazza ma lo fa in un modo terribile, indubbiamente indottrinata dalla propaganda LGBT. Lo invita a non vergognarsi, a gridare con sicurezza a tutto il mondo che ha inclinazioni omosessuali. In realtà Rami è incerto, una situazione comprensibile a quell’età. Come ha così ben raccontato il film Tutto sua madre: non bisogna sbrigativamente attribuire delle etichette a un ragazzo solo perché è più timido o sensibile degli altri: bisogna lasciargli il tempo e la calma necessari per scoprire se stesso.

Autore: Franco Olearo


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