LUCIFER (quinta stagione)
Dio è ormai stanco e si diverte a far gareggiare i suoi figli, gli angeli Lucifer e Micheal nel contendersi il suo posto. Il serial insiste su la sua unica originalità: beffeggiare il credo cristiano Su NETFLIX
Lucifer, nella sua permanenza terrena, inizia ad “umanizzarsi”: la sua vicinanza con Chloe Decker diventa ben presto amore. Ma l’amore lo rende un angelo buono e vulnerabile. Di questo, ne approfitta Michael, gemello del protagonista, che arriva sulla terra per compiere le sue scorribande. Per cercare di porre fine a questo litigio tra fratelli, Dio in persona scende sulla terra: conoscerà meglio Lucifer, la sua amata, i suoi amici e colleghi. Dopo una breve permanenza annuncia il suo desiderio di pensionamento, scatenando così una guerra tra fratelli per contendersi la successione sul trono di Dio stesso.
Tom Kapinos
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Valori Educativi
Alla quinta stagione questo serial continua a beffeggiare il Dio cristiano che ora assomiglia di più a una divinità greca, con tanto di moglie e di figli-angeli
Pubblico
14+Occorre una buona maturità per interpretare l’ironia corrosiva e dissacrante della storia
Giudizio Artistico
Qualche spunto originale (la decima puntata trasformata in un musical) ma di fatto la storia si trasforma da crime drama a family drama
Cast & Crew
Sceneggiatura
Tom Kapinos
Our Review
L’arrivo della quinta e sesta stagione dicono la fortuna che questo serial ha conosciuto tra il pubblico. Rispetto a quanto già scritto nella recensione delle prime quattro stagioni, sono doverose alcune integrazioni.

Continua lo stravolgimento dell’insegnamento cristiano. Da una parte l’inversione dei ruoli: Michael è l’arcangelo cattivo e dispettoso, assetato di potere, senza scrupoli e senza rimorsi. Lucifer quello buono, capace di innamorarsi, davvero comprensivo nei confronti degli esseri umani.
Angeli e arcangeli sono figli di Dio, anche nel senso naturale del termine. Parlano di lui e si rivolgono a lui come padre e lui li chiama figli. Somigliano più ad un pantheon greco/romano che ad altro: sia per i “servizi” angelici (l’angelo combattente, l’angelo messaggero, etc…) sia per l’abbigliamento coi cui entrano sulla scena.
Dio, come già nel film Una settimana da Dio, è un afroamericano (anche se l’interpretazione di Dennis Haysbert non può neanche lontanamente competere con quella di Morgan Freeman). Era felicemente sposato, ma ora separato dalla moglie, anche se ne è ancora molto innamorato. Lei, poiché ha un po’ troppe smanie di potere e di comando, esercita la sua divinità in un universo parallelo (un esilio edulcorato). Dio, siccome è stanco e inizia a perdere colpi, decide di ritirarsi in pensione e lasciare che gli angeli suoi figli decidano chi è degno della successione. Il suo essere onnisciente, ma misterioso per non influenzare l’esito degli eventi, risulta non poche volte cinico. Nei suoi numerosi dialoghi con Lucifer, Amenadiel e gli altri angeli vengono alla luce le divergenze di vedute, le fatiche di un padre nell’educazione dei propri figli (anche se lui è divino e loro sono creature angeliche). Sulla terra ha modo di conoscere anche il suo nipotino Charlie, figlio di Amenadiel e della psicoterapeuta Linda, coinvolti in una relazione amorosa.
Se nelle precedenti quattro stagioni c’era stato modo di vedere l’inferno (e i loop infernali delle anime dannate), in questa stagione non poteva mancare una brevissima escursione in paradiso (una sorta di prolungamento felice della vita terrena).

Come in quasi ogni serie Netflix, non mancano personaggi con tendenze omosessuali: pur confermando la scelta (come nelle precedenti quattro stagioni) di non mostrare scene di nudo, numerosi sono i baci saffici.
Puntata dopo puntata, i casi di assassinio perdono di importanza: sono sempre presenti (per rispondere ai cliché del genere filmico), ma diventano lo sfondo davanti al quale si svolgono le vicende familiari, amicali e amorose dei personaggi. In pratica, una stagione che comincia come crime e finisce come family drama.
L’esito finale della stagione è abbastanza scontato nel contenuto, la curiosità dello spettatore è solo nel sapere come avverrà tutto quello che ci si attende dall’ultimo episodio.
Degna di nota, per numerosi motivi, la decima puntata: strutturata come un musical, è particolarmente originale, bella per la colonna sonora e le coreografie. Un notevole guizzo artistico capace di portare avanti la trama, uscendo però dallo schema ripetitivo delle puntate precedenti.
Autore
Autore: Francesco Marini
Details of Movie
Paese | USA |
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Tipologia | Serie TV |
Titolo Originale | Lucifer |
Tematiche-dettaglio | Metafisico |

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