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BREACH - L'INFILTRATO (Francesco Arlanch)

Inviato da Franco Olearo il Ven, 10/08/2010 - 10:36
Titolo Originale: Breach
Paese: USA 2007
Anno: 2007
Regia: Bill Ray
Sceneggiatura: Adam Mazer, William Rotko, Billy Ray
Produzione: Universal Pictures, Intermedia, Outlaw Pictures
Durata: 111'
Interpreti: Chris Cooper, Ryan Philippe, Laura Linney, Caroline Dhavernas

Al giovane Eric O’Neill, aspirante agente dell’FBI, viene assegnato il ruolo di assistente di Robert Hanssen, agente dell’FBI da quasi venticinque anni, con l’incarico di riferire ai suoi superiori ogni movimento di quest’ultimo, che è stato segretamente sottoposto ad un’indagine interna. Ad Eric sembra un incarico con poche prospettive finché viene informato che Hanssen, spia dell’Unione Sovietica, è probabilmente uno dei peggiori traditori nella storia degli Stati Uniti.

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Questo film può far pensare al pubblico che conosce superficialmente il cattolicesimo, che l’essere traditore di Hanssen sia una conseguenza dell’essere un cattolico devoto o almeno che fra questi due termini non ci sia nessuna contraddizione
Pubblico 
Adolescenti
Una scena sensuale e alcuni dialoghi di contenuto volgare.
Giudizio Artistico 
 
La rinuncia a sviscerare i contrasti al cuore di questa storia rendono il film una specie di gesto a vuoto, che lascia nello spettatore la sensazione di un che d’incompiuto, di sospeso invano
Autore: Franco Olearo
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione


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UNA BIONDA IN CARRIERA

Inviato da Franco Olearo il Gio, 10/07/2010 - 12:43
Titolo Originale: Legally Blonde 2 Red, White & Blonde
Paese: USA
Anno: 2004
Regia: Charles Herman-Wurmfeld
Sceneggiatura: Kate Kondell
Produzione: MGM/Marc Platt Productions/Type A Films
Durata: 95'
Interpreti: Reese Witherspoon, Luke Wilson, Sally Field

Elle Woods, avvocatessa di successo e in procinto di sposarsi, cerca di rintracciare la madre del suo chihuahua Bruiser per invitarla al matrimonio. Scopre però che la cagnetta è usata come cavia da una ditta di cosmetici. Elle allora entra nello staff della deputata Rudd a Washington per far approvare una legge contro la sperimentazione sugli animali.

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Unico sentimento positivo è quello in difesa degli animali
Pubblico 
Adolescenti
Per il crudo umorismo riferito a rapporti omosessuali
Giudizio Artistico 
 
Il film non riesce ad essere divertente, l'ambientazione è quasi fumettistica ed i personaggi poco convincenti
Autore: Franco Olearo
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione


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BAMBOLE RUSSE

Inviato da Franco Olearo il Gio, 10/07/2010 - 11:12
Titolo Originale: Les poupées russes
Paese: Francia
Anno: 2005
Regia: Cédric Klapisch
Sceneggiatura: Cédric Klapisch
Produzione: Ce Qui Me Meut/Studio Canal/France 2
Durata: 125'
Interpreti: Romain Duris, Audrey Tautou, Kelly Reilly, Kevin Bishop, Aissa Maiga

Xavier, che durante il periodo Erasmus a Barcellona aveva convissuto con amici di diverse nazionalità, cinque anni dopo cerca lavoro in patria come scrittore. Parallelamente ai suoi complessi tentativi di scrivere una soap per una rete televisiva, sperimenta nella vita che uscire con tante donne è come giocare con le matrioske: solo alla fine del percorso si capisce qual è l’ultima, quella più piccola, che era stata sempre nascosta in tutte le altre, sempre cercata in tutte le altre. Resta da capire quando finisce il “percorso.

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Giovani che non vogliono crescere. Posizioni negative sul matrimonio
Pubblico 
Adolescenti
Per l'atteggiamento disinvolto sui temi dell'amore e del matrimonio
Giudizio Artistico 
 
E' un film girato con garbo e senz’anima, Trama banale, superficiale caratterizzazione dei personaggi
Autore: Franco Olearo
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione


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LE AVVENTURE ACQUATICHE DI STEVE ZISSOU

Inviato da Franco Olearo il Gio, 10/07/2010 - 10:54
Titolo Originale: (The life acquatic with Steve Zissou
Paese: Usa
Anno: 2004
Regia: Wes Anderson
Sceneggiatura: Wes Anderson e Noah Baumbach
Produzione: Wes Anderson, Barry Mendel e Scott Rudin e Enzo Sisti per Tuchstone Pictures/Scott Rudin Productions/American Empirical Pictures/Life Aquatic
Durata: 118'
Interpreti: Bill Murray, Owen Wilson, Cate Blanchett, Angelica Huston, Willem Dafoe

Quando Steve Zissou, originale esploratore dei fondali marini alla guida della scalcinata nave Bellafonte, vede divorare l’amico e compagno Esteban da un misterioso squalo giaguaro, decide di mettersi alla caccia della creatura. Sulla sua strada capitano anche l’ingenuo Ned Plimpton, che forse è suo figlio e forse no, e la bella Jane, una giornalista incinta che deve fare un pezzo sul team Zissou. L’avventura si rivelerà piena di imprevisti tragici e divertenti.

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Coloratissimo inno alla famiglia. Tutti i personaggi sono dotati di una straordinaria ed irripetibile umanità
Pubblico 
Adulti
Qualche fugace scena di nudo; uso di droghe leggere, linguaggio crudo
Giudizio Artistico 
 
Il geniale autore de I Tenenbaum , grazie anche alle straordinarie doti istrioniche di Bill Murray e a quelle di tutti gli altri interpreti, realizza un film profondo ma divertente, un viaggio alla scoperta di se stessi
Autore: Franco Olearo
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione


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ASTERIX e OBELIX CONTRO CESARE

Inviato da Franco Olearo il Gio, 10/07/2010 - 10:26
 
Titolo Originale: Astérix et Obelix contre César
Paese: Francia
Anno: 1999
Regia: Claude Zidi
Sceneggiatura: Claude Zidi
Durata: 109'
Interpreti: Christian Clavier, Gérard Depardieu, Roberto Benigni, Laetitia Casta

50 A.C. Giulio Cesare ha ormai completato la conquista della Gallia ed anzi si sta apprestando ad attraversare la Manica per intraprendere nuove conquiste in Inghilterra. La situazione non è però del tutto sotto controllo; vi è un villaggio che non solo non paga i tributi a Cesare ma riesce sempre a sgominare tutte le truppe romane che cercano di attaccarlo. Il motivo è ben noto; il venerabile druido Panoramix è in grado di preparare pozioni magiche che conferiscono una terribile forza ad i suoi abitanti ed in particolar modo all’eroe Asterix nonchè al suo amico Obelix che nella pozione magica c’è addirittura caduto dentro quando era piccolo. Dopo una serie di tentativi per aver ragione del piccolo villaggio, tutti falliti, Giulio Cesare concede loro, quasi antesignano della real politik, (anche perché questi galli sono molto simpatici e lo hanno aiutato a smascherare il traditore Detritus) ampia autonomia secondo moderni criteri di "federalismo europeo"

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
La vita semplice ed ingenua di un villaggio contrapposta all'ambizione e brama di potere dei romani
Pubblico 
Tutti
Giudizio Artistico 
 
Buona,f edele ricostruzione delle ambientazioni e dello spirito degli omonimi cartoni animati

Per i figli ed anche per i genitori che da giovani hanno coltivato la lettura dei fumetti di Goscinny ed Uderzo può essere un vero piacere vedere questo film, fedele allo spirito dei loro autori. Lo è nell’ambientazione in un villaggio ricostruito con cura negli studi della Bavaria Film, nella somiglianza dei personaggi e perfino nelle scene ad effetto (del tipo i romani che volano in aria dopo una "carezza" di Obelix), grazie all’immancabile repertorio di effetti speciali. Vi è fedeltà nel contrapporre il microcosmo degli abitanti del villaggio, felici della loro rustica vita ed i romani irrequieti e corrosi dall’ambizione (si vedano le figure di Detritus e di Giulio Cesare).

I personaggi del villaggio sono semplici fino all’ingenuità: Obelix è irrimediabilmente ingenuo ed innamorato sfortunato; lo stesso sprovveduto capo del villaggio si lascia abbindolare dal primo truffatore di passaggio. Solo Asterix ha sempre piena coscienza delle situazioni e dei pericoli imminenti ma viene immancabilmente zittito come fastidioso seccatore . Anche la bellezza, quella di Falbala (Letitia Casta), è una bellezza luminosa, senza malizia.

Mentre il divertimento per i ragazzi è garantito, cosa ci voleva comunicare Goscinny con queste storie? Contrapporre la semplice e buona vita del villaggio, di chi si accontenta di vivere della solidarietà dei compaesani e delle piccole cose di ogni giorno, ai tormenti ed alle ambizioni di chi cerca la gloria? La libertà dell’individuo che vive nelle piccole comunità contro il potere delle strutture statali? La vecchia Europa contro la prepotenza dell’impero americano? Forse tutte queste cose messe insieme; ognuno può ritrovare in queste semplici storie la morale che percepisce come più vera.

Nel finale vi è però qualcosa di stonato, poco coerente con lo spirito dei fumetti: si tratta della pace finale fra galli e romani, forse per evocare un più attuale atteggiamento europeista. In questo modo però si distrugge il baricentro della storia che resta pur sempre, per il divertimento dei ragazzi, l’eterna lotta fra galli e romani, eterna e ripetitiva come lo sono i giochi. Non si tratta infatti di dover cancellare un odio fra razze diverse che in realtà non c’è: i loro scontri rispondono più ad una esigenza naturale, quasi fisiologica, così come in cane sente di dover rincorrere eternamente il gatto. Questa pace fatta, inevitabilmente, non va proprio giù ad Obelix che perfino nella festa di rappacificazione non può non tornare ad invitare il centurione Caius Bonus ad un botta e risposta a base di cazzotti cosi come succedeva "ai bei tempi".

Autore: Franco Olearo
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione
Canale: ITALIA 1
Data Trasmissione: Domenica, 9. Ottobre 2011 - 13:00


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COME VI PIACE

Inviato da Franco Olearo il Gio, 10/07/2010 - 10:10
 
Titolo Originale: AS YOU LIKE IT
Paese: USA/GB
Anno: 2006
Regia: Kenneth Branagh
Sceneggiatura: Kenneth Branagh, dall’omonima commedia di Shakespeare
Produzione: Kenneth Branagh, dall’omonima commedia di Shakespeare
Durata: 135'
Interpreti: Bryce Dallas Howard, Sacha Bennett, Brian Blessed, Jonathan Broadbent, Alfred Molina, Kevin Kline

Il duca Frederick usurpa trono e possedimenti del fratello Senior e lo esilia nella foresta di Arden, trattenendo con sé solo la nipote Rosalind (Howard), inseparabile compagna della figlia Celia. Alla corte di Frederick, Rosalind conosce per pochi istanti il giovane e coraggioso Orlando, di cui si innamora, ricambiata. Ben presto lo zio deciderà di confinare anche lei nella foresta, ma Celia, che non può fare a meno della cugina, la segue. Rosalind adotta un travestimento maschile e si finge fratello di Celia per evitare incontri pericolosi. Nella foresta, in realtà, troveranno solo gradite sorprese: il padre Senior con una corte di saggi, il giovane Orlando che si aggira in fuga dal fratello Oliver, alberi adornati di haiku e nemici redenti. Cosa resta da aggiungere? La commedia è nota, la natura in fiore e l’amore vince tutto

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
L’amore trionfa contro qualsiasi avversità
Pubblico 
Tutti
Giudizio Artistico 
 
Low budget o ispirazione asente? Branagh non offre una poetica convincente e cerca originalità muovendo i fondali, non rivoluziona nulla di fondamentale.

Dopo l’onorata carriera di adattatore shakespeariano che gli si conosce, dovrebbe Kenneth Branagh rinnovarsi? In fondo, i drammi di Shakespeare non ne hanno necessità: sono un’eterna opera-mondo che per eccellenza parla a tutte le epoche.

E Kenneth Branagh a chi sta parlando? Amleto, Otello, Ofelia, Falstaff, seppur con alti e bassi, da cinque secoli vivono di rendita, misteriosamente tenuti in vita da una forza narrativa e simbolica che sembra non esaurirsi in nessuna contemporaneità. Dovrebbe Branagh vivere di rendita?

Effettivamente ha potuto farlo per alcuni anni, sull’onda di una sana tendenza alla divulgazione del grande teatro, eppure al suo quinto adattamento shakespeariano (dopo Enrico V, Molto rumore per nulla, Hamlet e Pene d’amor perdute), alcuni suoi stilemi registici e una visione in fondo troppo caricata per la cinepresa tolgono decisamente efficacia al testo di partenza. Per giunta, fanno di questo adattamento un progetto ozioso. A tratti, ci rendono persino il Bardo un po’ indigesto. C’è qualcosa che non va.

Innanzitutto non va la decisione del regista di prendere di peso la storia, trasferirla nel Giappone del XIX secolo e poi immaginare gli stessi personaggi come coloni inglesi che vanno creandosi un impero personale fondato sul commercio con l’Estremo Oriente. Tra l’altro, la nuova ambientazione resta molto sottintesa, perché, tranne la rappresentazione kabuki all’inizio (poteva mancare il teatro nel teatro?) e un lottatore di sumo molto fuori luogo, c’è ben poco Giappone in questa follia branaghiana. La foresta di Arden potrebbe essere quella di Sherwood e i futuri mariti di Rosalind e Celia sono due fratelli di colore (come in Molto rumore per nulla Denzel Washington era un principe del Chiantishire insolito), comunque sia non tipici coloni da impero britannico.

Risalta quindi una certa esitazione nei rimandi, perché non si capisce se si voglia rappresentare un Oriente con tanto di contesto oppure appena accennato con un ciliegio in fiore.

Allo stesso modo, scelte banalmente attualizzanti come le coppie multietniche cadono nel vuoto in un assemblaggio di suggerimenti solo estetici, che dà tutto per scontato, come a volte il teatro può fare grazie alla suggestione scenica, ma che al cinema trasmette solo un senso di confezione artificiale.

Forse indeciso tra i due mondi, Branagh non offre, almeno per quanto riguarda il cinema, una poetica convincente e neppure molto coinvolgente. Cerca originalità muovendo i fondali, non rivoluziona nulla di fondamentale.

Prende in prestito prerogative solo teatrali, come la possibilità di simboleggiare il travestimento maschile della protagonista soltanto con i capelli raccolti, lasciando intatto trucco e movenze, e li trasporta nei primi piani del grande schermo. Lascia la direzione degli attori a una maniera classica ed esclusivamente teatrale: ne sono testimonianza lo stile inutilmente istrionico della protagonista, il contraltare ricercato e verboso dei coprotagonisti e lo sforzo dello spettatore nel seguire le smancerie e ricordarsi che hanno luogo in una foresta del Giappone, ma senza capire perché.

Il colpo di grazia ce lo dà il finale metacineteatralprosopoetico, stilema branaghiano di ingenuità non trascurabile, che vede la saggia protagonista sciorinare enfaticamente il suo manifesto d’amore tra i camper della troupe: o meraviglia, sarà stato tutto sogno o realtà? Vita o teatro? Low budget o ispirazione

Autore: Giulia Gibertoni
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione


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BE COOL

Inviato da Franco Olearo il Mer, 10/06/2010 - 13:22
Titolo Originale: Be cool
Paese: USA
Anno: 2005
Regia: F. Gary Gray
Sceneggiatura: Peter Steinfeld
Produzione: Danny De Vito, David Nicksay, Michael Shamberg, Stacey Sher
Durata: 114'
Interpreti: John Travolta, Uma Thurman, Vince Vaughn, Cedric the Entertainer, Steven Tyler, The Rock

In “Get Shorty” era passato dal mondo della malavita a quello del cinema. Ora Chili Palmer, ex strozzino dai modi molto “cool”, prova a buttarsi nello showbusiness dell’industria musicale. La bella Edie, fresca vedova di un produttore discografico, lo aiuta a inserirsi in un mondo difficile, popolato di mafiosi russi, minacciosi rapper dei ghetti, manager corrotti,  talenti da lanciare...

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
L'industria discografica è cinica e corrotta e l'ex strozzino Chili, invece di contrastarla, sa "navigarci dentro" molto bene
Pubblico 
Adolescenti
Per alcune scene di violenza rappresentate con iperrealismo, linguaggio volgare
Giudizio Artistico 
 
Film insipido e senza ritmo, così autoreferenziale che finisce per essere, semplicemente, noioso.
Autore: Franco Olearo
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione


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L'AMORE E' BELLO FINCHE' DURA

Inviato da Franco Olearo il Mer, 10/06/2010 - 12:05
Titolo Originale: L'AMORE E' BELLO FINCHE' DURA-
Paese: Italia
Anno: 2004
Regia: Carlo Verdone
Sceneggiatura: Carlo Verdone
Durata: 108'
Interpreti: Carlo Verdone (Gilberto), Laura Morante (Tiziana), Stefania Rocca (Carlotta), Rodolfo Corsato (Andrea)

Gilberto e Tiziana sono sposati da vent'anni ed hanno una figlia di 17. Per una leggerezza , Gilberto viene mandato via di casa dalla moglie e trova rifugio dall'amico Andrea, fidanzato con Carlotta. Galeotta fu l'ospitalità che fa cadere Carlotta fra le braccia di Gilberto. Ma intanto Tiziana e Andrea si incontrano occasionalmente all'aeroporto....

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Verdone teorizza l'incapacità cronica di restare fedeli ed propone una forma di relazione "aperta"
Pubblico 
Sconsigliato
Per i disvalori che vengono trasmessi e per una scena di sesso esplicito
Giudizio Artistico 
 
Per i disvalori che vengono trasmessi e per una scena di sesso esplicito
Autore: Franco Olearo
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione


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L'ANNO CHE I MIEI GENITORI ANDARONO IN VACANZA (L. Cotta Ramosino)

Inviato da Franco Olearo il Mer, 10/06/2010 - 10:30
 
Titolo Originale: O Ano em que Meus Pais Saìram de Férias
Paese: Brasile
Anno: 2006
Regia: Cao Hamburger
Sceneggiatura: Claudio Galsperin, Bràulio Mantovani, Anna Muylaert, Cao Hamburger
Produzione: Gullane Filmes/Caos Produçoes/Miravista/Globo Filmes/ Lereby/Teleimage/Locall;
Durata: 104'
Interpreti: Michel Joeslas, Germano Hauit, Paulo Auint, Daniela Piepszyk

Brasile, 1970. Mentre nel paese si sente sempre più forte il peso della dittatura, il dodicenne Mauro è concentrato sulla nazionale di calcio brasiliana che sta per affrontare la finale dei mondiali di calcio in Messico contro l'Italia, in palio la terza stella sulla maglia. Poi, però, Mauro è costretto a lasciare la tranquilla cittadina di Minas Gerais per trasferirsi nel quartiere Bom Retiro di San Paolo, a casa di suo nonno, mentre i suoi genitori, militanti di sinistra, si danno alla macchia senza lasciare recapiti. Ma il nonno muore quasi immediatamente e Mauro rimane affidato alle cure dell’anziano Shlomo, il responsabile della sinagoga. Entra così in contatto con il variopinto e multiculturale universo del quartiere composto da ebrei, italiani, greci e arabi insieme ai quali condividerà anche la sua passione calcistica e sperimenterà le gioie e i dolori dell'ingresso nell'età adulta.v

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Il film è capace di far palpitare ritratti umani dalle molte sfumature valorizzando prima di tutto la forza dei rapporti umani, familiari e della loro microcomunità
Pubblico 
Pre-adolescenti
Un accenno di nudo, qualche scena di tensione
Giudizio Artistico 
 
Una pellicola estremamente godibile che sa raccontare con la forza e la semplicità del punto di vista di un bambino

Questo delicato racconto di formazione, capace di affrontare trasversalmente, ma non per questo meno seriamente, il tema difficile della stagione delle dittature sudamericane, è un ottimo esempio di come si possa creare, a partire da ingredienti semplici, un cinema godibile e al tempo stesso profondo e sincero.

La storia di Mauro, del suo doloroso distacco dai genitori, del suo incontro con l’anziano e burbero Shlomo (attraverso il quale il regista e sceneggiatore recupera anche la sua identità ebraica), dei suoi primi palpiti di interesse per l’altro sesso, è immersa in una realtà vivace e ricca di dettagli, in cui i personaggi servono a raccontare i vari aspetti di una realtà senza perdere il loro valore di individui a tutto tondo.

Anche il riuscito accostamento con l’evento sportivo (il campionato mondiale di calcio poi vinto dal Brasile) contribuisce a dare dinamicità al racconto che si dispiega tra momenti di dramma e di commedia senza mai perdere la sua unitarietà.

Decisamente apprezzabile l’equilibrio non ideologico con cui vengono presentate le varie posizioni (quella, data in assenza, dei genitori di Mauro, ma anche quella degli studenti universitari con cui Mauro viene a contatto alle partite di calcio), evidenziandone anche i limiti, ma riuscendo a far percepire chiaramente allo spettatore il clima del momento storico.

Tutto questo senza perdere la forza e la semplicità del punto di vista di un bambino alle prese con tutta un’altra serie di problemi: da quelli più quotidiani della gestione domestica al contatto con i coetanei, passando anche (ma con leggerezza quasi pudica) sui primi palpiti di interesse verso l’altro sesso.

Il risultato è una pellicola estremamente godibile, ricca di spunti, capace di far riflettere su un momento storico, ma anche di far palpitare ritratti umani dalle molte sfumature valorizzando prima di tutto la forza dei rapporti umani, familiari e della microcomunità costituita dal palazzo e dal quartiere, così come le risorse dell’identità (anche religiosa); che sono ciò che permette a Mauro di crescere nonostante il dolore e il lutto da affrontare e al suo Paese di sopravvivere (e poi risollevarsi) dopo un periodo drammatico e crudele.

In particolare commuove il rapporto che si crea tra Mauro, cresciuto da genitori di origine ebraica, ma non osservanti (tanto che il ragazzino non è circonciso né sa nulla delle regole alimentari e di comportamento legate alla religione giudaica), e il vecchio Shlomo, che si trova così a dover ribadire le ragioni profonde del suo essere per educare quel “nipote” ereditato quasi per caso.

Allo stesso modo vale la pena sottolineare l’estrema delicatezza con cui sono tratteggiate le figure femminili: da una parte quella della ragazzina un po’ maschiaccia che nasconde con il suo comportamento un po’ brusco un gran cuore e dall’altra la giovane e bella Hannah, oggetto dell’interesse ancora un po’ ingenuo dei ragazzini del quartiere, ma anche in qualche modo sostituto della figura materna per il piccolo Mauro.

Autore: Luisa Cotta Ramosino
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione


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AMERICAN DREAMZ

Inviato da Franco Olearo il Mar, 10/05/2010 - 13:25
Titolo Originale: AMERICAN DREAMZ
Paese: Usa
Anno: 2006
Regia: Paul Weitz
Sceneggiatura: Paul Weitz
Produzione: NBC Universal Television, Depth of Field
Durata: 107'
Interpreti: Hugh Grant, Dennis Quaid, Mandy Moore, Marcia Gay Harden, Willem Dafoe, Sam Golzari

 Il presidente degli Stati Uniti (Dennis Quaid) è stato eletto per la seconda volta. Una mattina decide di restare a letto e di mettersi a leggere i giornali: si è accorto che ci sono tante notizie interessanti che non gli vengono riferite nei briefing settimanali.   Il Capo dello Staff (Willem Dafoe), è preoccupato perché il Presidente non si fa vedere in pubblico da troppo tempo e  i sondaggi sono in picchiata; decide quindi di farlo apparire come giudice al concorso per nuovi talenti  American Dreamz, la trasmissione più popolare del momento. Intanto il conduttore della trasmissione Martin Tweed (Hugh Grant) ha selezionato Sally, una ragazza dell'Ohio (Mandy Moore) molto ambiziosa e Omer (Sam Golzari), un giovane irakeno. Quest'ultimo in realtà è un terrorista che ha pianificato di darsi esplodere appena stringerà la mano al presidente....

 

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
L'intento iniziale di Weitz è quello di mettere alla berlina la vocazione di una certa America volta a cercare di apparire più che di essere, ma alla fine lascia trasparire una forma di cinismo rassegnato
Pubblico 
Adolescenti
Atteggiamenti graffianti che virano al cinismo
Giudizio Artistico 
 
Paul Weitz mette questa volta troppa carne al fuoco; la sua satira diverte comunque anche se manca di cattiveria e di originalità

Paul Weitz ha raggiunto con relativa facilità il successo se non di critica, almeno di pubblico, con film scanzonati del tipo American Pie o più  seri come About a Boy e In Good Company. Se nei film precedenti, in modo a volte serio  a volte canzonatorio  aveva trattato il tema dell'amore e della famiglia e con In good Company aveva tratteggiato certe tendenze troppo disinvolte nel modo con cui certe aziende vengono gestite, ora con American Dreamz il nostro regista/sceneggiatore punta direttamente alla satira politica e di costume.
Sulla satira politica Weitz non scherza: il presidente degli Stati Uniti è emotivamente instabile, deve venir costantemente imbeccato dal segretario di Stato (che gli passa le battute attraverso un microapparecchio nascosto nell'orecchio) e con sua grande sorpresa si è accorto (finalmente) che  l'Irak è conteso fra curdi, sciti e sunniti: Una completa macchietta insomma.

E' Sicuramente più puntuale e mordace nel tratteggiare il mondo fatuo dei reality show: quel  loro costruire una competizione artificiale utile solo a rendere celebre tante mediocrità, quello scatenarsi del desiderio collettivo di apparire in TV a qualunque costo , non importa in che modo.   Nel film anche i terribili terroristi islamici interrompono le loro esercitazioni per sedersi sotto la tenda davanti al televisore mentre  Sally, una anonima  ragazza dell'Ohio, farebbe di tutto per diventare famosa, perfino di accettare in diretta TV la proposta di matrimonio di William, un ragazzo che non ama per il solo scopo di far aumentare l'audience.

Il personaggio meglio costruito è quello del conduttore Martin Tweed: sa far bene il suo  mestiere perché  conosce le debolezze del suo pubblico; il suo stesso cinismo a volte lo atterrisce, a volte  gli da un'ebbrezza  di un potere cui non saprebbe rinunciare.
In un dialogo a tu per tu con Sally che manifesta un certo ripensamento nell'accettare di sposare  William per il solo scopo di accattivarsi il pubblico, Martin esterna un vero manifesto dell'apparire al posto dell'essere: "penso che tutti vogliono qualcosa: William vuole te perchè ha in testa un'idea di come sei tu. Non che che gli interessi se sia la verità,  almeno  finché terrà in vita la sua illusione. Perciò credo che meriti quello che desidera".

Il film scivola via leggero e riesce a inanellare varie situazioni comicamente surreali ma ha il difetto di aver messo troppa carne al fuoco (la satira politica, il mondo della televisione, i rapporti fra l'Occidente e il mondo islamico) e di averlo fatto impiegando troppi stereotipi, senza un pizzico di originalità. E' un film intelligente ma poco graffiante. Le luci artificiali dello studio televisivo sembrano estendersi su  tutto il film rendendo fatuo l'intero contesto.

Autore: Franco Olearo
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione
Canale: PREMIUM COMEDY
Data Trasmissione: Domenica, 7. Ottobre 2012 - 21:15


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