Dramma

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THE BLIND SIDE (Franco Olearo)

Inviato da Franco Olearo il Ven, 10/08/2010 - 10:34
 
Titolo Originale: THE BLIND SIDE
Paese: Usa
Anno: 2009
Regia: John Lee Hancock
Sceneggiatura: John Lee Hancock
Produzione: Alkcon Entertainment, Zucker/Netter Production
Durata: 129
Interpreti: Sandra Bullock, Tim McGraw, Quinton Aaron

Mike Oher è un ragazzo afro-americano di 17 anni alto come un armadio. Senza un padre e una madre sempre ubriaca,  passa da una scuola pubblica all'altra a causa dello scarso rendimento. Solo una scuola privata cristiana sembra cercare di recuperarlo. Leigh Anne Tuohy, una signora benestante che manda i suoi figli alla stessa scuola, comprende la  situazione di Mike e decide di accoglierlo in casa. Se il rendimento scolastico migliorerà potrà entrare nella squadra di football americano e far valere le sue doti atletiche...

 

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Una madre sa accogliere in casa un ragazzo povero e senza affetti, gli offre il calore una nuova famiglia e lo aiuta a superare le sue difficoltà nello studio
Pubblico 
Pre-adolescenti
Per il linguaggio a volte triviale
Giudizio Artistico 
 
Ottima e convincente interpretazione della Sandra Bullock nelle vesti di una ricca ma generosa donna del Sud. Lo sviluppo della storia non desta sorprese, rassicurante nella sua positività

The Blind Side, che ha fatto vincere a Sandra Bullock l'Oscar 2010 come miglior attrice protagonista è uscito in Italia direttamente in DVD e si capisce il perché: è  troppo "americano".

Il contesto in cui si svolge la storia presuppone una discreta conoscenza del football americano (in particolare bisogna sapere qual'è il lato cieco, chi sono il quarterback e il tackle) così come esser capaci di seguire le complesse manovre tattiche che una famiglia deve compiere per iscrivere il figlio a una università piuttosto che a un'altra e al contempo la contesa spasmodita fra queste ultime per  contendersi gli studenti più atletici.
Bisogna anche conoscere come funziona il sistema di scuole secondarie americane private, l'importanza del Thanks Giving day, le ragioni dei battibecchi   fra  repubblicani e democratici; sapere chi è il Toro Ferdinando e aver assaggiato almeno una volta i marshmallow.

Quando Big Mike, il ragazzo adottato, ha ormai reso evidente il suo talento per il football e sta per scegliere l'università a cui iscriversi, i coach delle principali squadre di foofball americano si sono prestati ad apparire brevemente nel film rappresentando se stessi ma noi non siamo in grado di apprezzare l'ironia con la quale accettano di prendersi in giro.

In questo contesto così particolare (ma reale, visto che il film si ispira a una storia vera) ci vengono proposti valori universali:  una madre (Sandra Bullock) si accorge che Big Mike,  compagno di scuola di suo figlio,  non sa dove andare a dormire e lo accoglie in casa. Ha l'appoggio del marito e non si preoccupa se le amiche del tè disapprovino (il ragazzo, oltre ad essere povero e incolto, è anche afro-americano). Il marito è un imprenditore di successo (gestisce una catena di ristoranti); lei è una arredatrice  realizzata ed intraprendente ma è anche una madre e cerca di capire come "liberare" questo ragazzo taciturno e reso diffidente da una vita priva di affetti.
Sandra Bullock è brava nel conciliare le due anime che muovono il suo personaggio: quello imprenditoriale  che cerca di ottenere dei risultati migliori per questo ragazzo e la madre che cerca di capirlo e cogliere l'essenza del suo intimo. Emblematico di questo sottile equilibrio è il modo con cui reagisce alle prime deludenti prove di Big Mike sul campo di football.  Leigh Anne lo prende da parte , gli ricorda lo spirito protettivo che è stato capace di esprimere verso la sua nuova famiglia: "ora questa squadra è la tua famiglia e tu devi proteggerla da quei ragazzi (la squadra avversaria)".  Realizza in questo modo una trasformazione interiore del ragazzo che riesce a dargli  l'entusiasmo necessario per vincere la partita.

Dicevamo che il film è molto americano. In questo aspetto è onesto e trasparente e ci aiuta a conoscere  molto di più l'America  (una certa America) che tanti film filtrati ed edulcorati per risultare più vendibili su un mercato internazionale.

Leigh Anne e suo marito sono ben delineati come borghesi del Sud (la storia è ambientata a Menphis), benestanti, repubblicani e cristiani.

Entrambi impersonano l'efficienza e il pragmatismo americano:  il benessre di cui possono godere non è certo una colpa ma la giusta ricompensa per il loro impegno.

L'high school privata  frequentata dai figli di Leigh Anne, di ispirazione cristiana ("Grazie agli uomini questo è possibile, con l'aiuto di Dio tutto è possibile" è l'iscrizione che appare sull'arcata d'ingresso) non nasconde il fatto che esiste un evitabile filtro di censo all'ingresso a causa della retta elevata ma poi sono gli stessi professori che accettano l'iscrizione di Big Mike nullatenente perché "cristiano vorrà pur dir qualcosa", esclama il professore di ginnastica che sta sponsorizzando la sua iscrizione.

Il film solleva il problema della "selective charity" cioè l'iniziativa di aiutare solo dei ragazzi di talento, (come in effetti avviene nel caso di Big Mike, che diventerà un famoso tackle sinistro) in alternativa a un aiuto indistinto verso il prossimo più bisognoso.
In effetti, a un certo punto della storia viene sollevato il sospetto  che i coniugi Tuohy si siano mossi più come scopritori di giovani talenti che genitori premurosi.
La verità forse è più semplice: nel fare del bene ognuno dovrebbe mettere in campo ciò che sono i suoi talenti migliori: se Leigh Anne è una donna positiva, brava nell'insegnare ad avere successo e a non arrestarsi davanti agli ostacoli, lei cerca di far esattamente questo in un ragazzo che ha particolarissime doti sportive. 
Il finale del film  non dimentica di citare il caso di un compagno di Big Mike che non è riuscito ad uscire dal ghetto ed è stato ucciso durante una sparatoria fra bande rivali: se uno si è salvato, per gli altri c'è ancora tanto da fare.

L'autore conclude il film con riferimenti eticamente cristiani: i coniugi Tuohy stanno salutando Michael nel suo primo giorno al college; le parole finali di  Leigh Anne sono: "Voglio che tu ti diverta, ma se metti incinta una ragazza prima del matrimonio, ti giuro che..."

Il film si regge interamente sulla interpretazione di Sandra Bullock; lo sviluppo della storia non ha svolte impreviste e drammatiche o crisi di coscienza: assistiamo a due ore di sistematica lotta di Leigh Anne  per cercar di rimuovere tutti gli ostacoli che pongono davanti a Big Mike e in queste due ore non tentenna, non ha dubbi, va solo avanti.

Autore: Franco Olearo
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione
Canale: PREMIUM CINEMA
Data Trasmissione: Venerdì, 25. Marzo 2011 - 21:00


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THE BLIND SIDE (Armando Fumagalli)

Inviato da Franco Olearo il Ven, 10/08/2010 - 10:22
 
Titolo Originale: THE BLIND SIDE
Paese: Usa
Anno: 2009
Regia: John Lee Hancock
Sceneggiatura: John Lee Hancock
Produzione: Alkcon Entertainment, Zucker/Netter Production
Durata: 129
Interpreti: Sandra Bullock, Tim McGraw, Quinton Aaron

Mike Oher è un ragazzo afro-americano di 17 anni alto come un armadio. Senza un padre e una madre sempre ubriaca,  passa da una scuola pubblica all'altra a causa dello scarso rendimento. Solo una scuola privata cristiana sembra cercare di recuperarlo. Leigh Anne Tuohy, una signora benestante che manda i suoi figli alla stessa scuola, comprende la  situazione di Mike e decide di accoglierlo in casa. Se il rendimento scolastico migliorerà potrà entrare nella squadra di football americano e far valere le sue doti atletiche...

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
<p>Una madre gi&agrave; di due figli che decide di accogliere un ragazzo di un diverso colore della pelle e di una diversa classe sociale, per offrirgli il calore di una famiglia e la possibilit&agrave; di una vera educazione. &ldquo;E&rsquo; semplicemente un film su che cosa significa essere una famiglia&rdquo;</p>
Pubblico 
Pre-adolescenti
<p>Per il linguaggio a volte triviale</p>
Giudizio Artistico 
 
<p>Uno dei pi&ugrave; bei film dell&#39;anno, con una nomination all&#39;Oscar 2010 come miglior film e Oscar a Sandra Bullock come migliore protagonista</p>

E’ passato quasi inavvertito in Italia quello che è indubbiamente uno dei più bei film dell’anno, che ha ottenuto una nomination all’Oscar come miglior film, e la più ambita statuetta del mondo alla miglior attrice protagonista Sandra Bullock, con un incasso completamente inaspettato di 250 milioni di dollari solo in Usa (a fronte di un costo di meno di 30). Eppure, un po’ inspiegabilmente, la Warner Italia ha deciso di non mandare The Blind Side nelle sale, ma di distribuirlo direttamente in dvd, dopo un’anteprima sulla pay tv di Mediaset in maggio 2010.

Da qui la decisione del Fiuggi Family Festival di dedicargli una delle serate clou della manifestazione, lunedì 26 luglio, con l’unica proiezione in sala prevista in Italia.

Come avviene per molti film sorprendenti, la storia di Michael Oher, un ragazzino nero gigantesco che diventa un campione di football americano, è una storia vera, come è vera la protagonista femminile Leigh Anne Tuohy (interpretata da Sandra Bullock), che ha deciso di accogliere un ragazzo di un diverso colore della pelle e di una diversa classe sociale, per offrirgli il calore di una famiglia e la possibilità di una vera educazione.

La sceneggiatura, scritta direttamente dal regista John Lee Hancock, centra la storia sull’incontro fra la famiglia benestante di bianchi del Sud, in concreto il Tennessee (da qualche accenno sembra che le generazioni precedenti della famiglia non siano state esenti da sentimenti razzisti) e il quieto gigante nero, che un’infanzia traumatica ha bloccato nella crescita emotiva e intellettuale. La madre di famiglia –donna concreta, attiva, pragmatica, coraggiosa e con una professione di successo- è quella che prende in mano le redini della vicenda. La Bullock interpreta in modo assai convincente una figura con tratti inaspettati e anticonformisti, che resta scolpita nella memoria dello spettatore. Ma il giovane Michael, che rifiuta il soprannome di Big Mike per essere chiamato con un nome “vero”, non si limiterà a ricevere. Darà molto a questa famiglia: non solo aprendo una finestra su realtà prima sconosciute (i quartieri neri del Sud di Memphis in cui Leigh Anne non era mai stata), ma anche un consolidamento dello stesso senso di essere una famiglia: è bellissima per es. la scena che si svolge il giorno del Ringraziamento, quando mentre ciascuno dei Tuohy è seduto sul divano davanti alla tv è proprio Michael a chiedere che ci si riunisca intorno a un tavolo come da tradizione a recitare la preghiera di ringraziamento. Lui che una vera famiglia non l’ha mai avuta sente ancora di più l’importanza di questo gesto che non è solo un rito, ma racchiude significati profondi. 

“Con Dio tutto è possibile” recita la scritta scolpita sull’architrave della scuola che i figli  Tuohy, e presto anche Mike, frequentano. E le motivazioni di fede che muovono alcuni insegnanti (si tratta di una scuola cristiana) e anche la famiglia in alcune decisioni cruciali non è taciuta da John Lee Hancock, che dice di aver cercato solo di raccontare una storia convincente e commovente, ma è anche uno dei pochi professionisti hollywoodiani importanti che sia un convinto credente.

“E’ semplicemente un film su che cosa significa essere una famiglia”, ha scritto ammirato un recensore americano. Un film uplifting, lo hanno definito in molti: un film che solleva lo spirito, e che presenta un’immagine di donna coraggiosa e determinata, capace con un impulso del cuore di superare barriere di razze e di classe sociale, una figura che non a caso ha fatto innamorare di sé anche un pubblico difficile come quello dei votanti dell’Academy.

Autore: Armando Fumagalli
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione
Canale: La5
Data Trasmissione: Lunedì, 4. Giugno 2018 - 21:10


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BLACK BOOK

Inviato da Franco Olearo il Gio, 10/07/2010 - 12:58
Titolo Originale: Zwartboek
Paese: Olanda/Belgio/Germ./Gran Bretagna 2006
Anno: 2006
Regia: Paul Verhoeven
Sceneggiatura: Paul Verhoeven e Gerard Soeteman
Produzione: San Fu Malta, Jens Meurer, Teun Hilte, Jos van der Linden, Frans van Gestel e Jeroen Beker per Fu Works
Durata: 135'
Interpreti: Carice van Houten, Sebastian Koch, Thom Hoffman, Derek de Lint

La giovane ebrea Rachel sfugge miracolosamente al massacro della sua famiglia da parte dei nazisti che hanno occupato la natia Olanda. Unitasi alla resistenza la ragazza riesce a insinuarsi nelle grazie di un potente comandante tedesco di cui diviene l’amante. Tra i due sboccia l’amore e le cose si complicano ancora di più  quando cominciano a nascere i sospetti sulla presenza di un traditore che vende gli ebrei in fuga ai nazisti. Arriva la liberazione, ma  Rachel, creduta complice del tradimento che è costato la vista a molti partigiani, viene internata in un campo per collaborazionisti. Viene liberata da un vecchio compagno ma le  sue disavventure non sono ancora finite…

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Il regista sembra sopratutto interessato a creare le occasioni per mostrare quadretti scabrosi e morbosetti a tematica sado-nazista, a fare un uso pornografico della storia
Pubblico 
Sconsigliato
Numerose scene di violenza, di nudo e a contenuto sessuale molto insistite. Sconsigliato per le motivazioni espresse nel riquadro valori/disvalori
Giudizio Artistico 
 
La pellicola, dal punto di vista della messa in scena e dell’approfondimento dei personaggi resta sotto la mediocrità di una produzione televisiva nemmeno tanto prestigiosa
Autore: Franco Olearo
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione


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THE BLACK DAHLIA

Inviato da Franco Olearo il Gio, 10/07/2010 - 12:54
Titolo Originale: THE BLACK DAHLIA
Paese: USA/Germania
Anno: 2006
Regia: Brian De Palma
Sceneggiatura: Josh Friedman
Durata: 120'
Interpreti: Josh Hartnett, Scarlett Johansson, Aaron Eckhart, Hilary Swank, Mia Kirshner

Hollywood, 1947. I poliziotti Lee Blanchard e Bucky Bleichert indagano sull’assassinio dell’aspirante attrice Betty Short, barbaramente uccisa e mutilata. Mentre Blanchard matura per il caso una vera e propria ossessione, incrinando il rapporto con la fidanzata Kay, Bleichert è sempre più attratto da Madeleine Linscott, figlia di un magnate dell’edilizia, che si rivela stranamente legata alla vittima.

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Difficile trovare, in tutto il film, un momento in cui questa Hollywood cupa e sanguinaria, abbia un attimo di vera pietas e giusto orrore di fronte a un delitto così bestiale
Pubblico 
Maggiorenni
Violenza, dettagli macabri, scene a contenuto sessuale
Giudizio Artistico 
 
Anziché puntare a una narrazione lineare e incalzante, il film si perde nella contemplazione delle sue stesse immagini, quasi sganciandole dalla storia, assemblata dentro un groviglio narrativo dove è difficile distinguere il plot principale dalle sottotrame. Belle scenografie di Dante Ferretti
Autore: Franco Olearo
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione


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BECOMING JANE STORIA DI UNA DONNA CONTRO

Inviato da Franco Olearo il Gio, 10/07/2010 - 10:46
Titolo Originale: Becoming Jane
Paese: Usa/Gran Bretagna
Anno: 2007
Regia: Julian Jarrold
Sceneggiatura: Kevin Hood
Produzione: Robert Bernstein, Graham Broadbent e Douglas Rae per Columbia Pictures/Blueprint Pictures/Ecosse Films/Octagon Films/Scion Films Limited
Durata: 120'
Interpreti: Anne Hathaway, James McAvoy, James Cromwell, Julie Walters, Maggie Smith

Jane Austen vive con la sua modesta famiglia nello Hertfordshire nutrendo l’ambizione di diventare romanziera, mentre mamma e papà preferirebbero che si trovasse un marito, possibilmente ricco. A sconvolgerle la vita arriva in paese l’affascinante Tom Lefroy, con cui la ragazza si scontra subito a causa dei modi strafottenti e della fama di libertino del giovane. Non ci vuole molto perché i due, superando orgoglio e pregiudizi, si innamorino perdutamente e Jane trovi finalmente la sua vena letteraria. Ma la povertà di entrambi e l’ambiente ostile si dimostreranno un ostacolo insuperabile per il raggiungimento della felicità.

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Non ci sonno dei disvalori nella storia raccontata, quanto alla responsabilità dell'autore per aver trasmesso un ritratto falso e deformato della grande scrittrice
Pubblico 
Pre-adolescenti
Una breve scena di nudo maschile, qualche scena sensuale
Giudizio Artistico 
 
Un polpettone sentimentale e citazionistico privo di ogni reale ironia, estraneo allo spirito dell’autrice quanto dell’epoca

È sempre difficile affrontare la biografia di un autore letterario particolarmente amato; quando, come nel caso di Jane Austen, ci si mettono schiere di fan pronti a difenderla con la stessa passione di un cavaliere per la sua dama, ci si trovava di fronte ad una sfida per lo meno improba. Il film di Julian Jarrods, un polpettone sentimentale e citazionistico privo di ogni reale ironia, è talmente estraneo allo spirito dell’autrice quanto dell’epoca che descrive da non guadagnarsi nemmeno questa difesa d’ufficio.

Partendo dall’assunto cinematografico diffuso (vedi Shakespeare in Love) che l’opera letteraria di un autore è spiegabile più o meno in toto con gli eventi della sua biografia, sceneggiatore e regista cuciono una trama che è sostanzialmente un centone indiretto di situazioni e personaggi austeniani.

Curioso è notare, però, che essi non sono tratti tanto dai romanzi della scrittrice, quanto dalla loro volgarizzazione e banalizzazione popolare , che ha dato origine ad un vigoroso filone di letteratura rosa e di “sentimento”, genere in cui la Jane Austen che emerge dalla pellicola si inserisce a pieno titolo. Una definizione che la medesima, molto più figlia del razionalismo settecentesco che del romanticismo allora di moda, avrebbe simpaticamente rispedito al mittente.

I distributori italiani hanno dato il colpo di grazia aggiungendo all’originale un sottotitolo fuorviante (“il ritratto di una donna contro”), che insinua nello spettatore l’inquietante sospetto di trovarsi di fronte una Austen femminista intenta a bruciare il reggiseno.

Di fatto il messaggio del film è piuttosto “conservatore”, dato che suggerisce neppure troppo implicitamente che una scrittrice donna non possa essere completa ed efficace senza l’esperienza del sentimento e dell’amore fisico (come si deduce dai suggerimenti letterari di Lefroy e dalle frequenti allusioni dei parenti al suo bisogno di avere un marito). Posta l’assurdità della semplicistica equivalenza tra esperienza personale dell’autore e ampiezza del mondo narrativo del medesimo, non pensiamo che alla composizione dei capolavori di introspezione e spietata analisi dei costumi della scrittrice inglese fosse strettamente indispensabile la sbirciatina di un bel ragazzo che fa il bagno nudo in un fiume.

La protagonista, apparentemente priva dell’ironia e dello spirito della Austen originale, è una ragazzetta pretenziosa che rivendica ad ogni piè sospinto il diritto ad un matrimonio d’amore e proclama teorie letterarie sul romanzo mentre la mamma armeggia tra i maiali (l’unica ragione della cospicua presenza di questi animali nel film è la presenza di James Crowell –indimenticato protagonista di Babe - come padre di Jane) e le ricorda il valore del denaro.

Il film, per altro, sembra incapace di rendere il senso dell’epoca e dell’ambiente sociale che descrive, limitandosi a riportarne gli aspetti più superficiali e noti agli spettatori da altre pellicole in costume e impegnandosi con la delicatezza di un elefante in una cristalleria ad attaccare le “convenzioni” di un modo che impone alle donne il decoro e la repressione della loro sensibilità (di fronte a certe espressioni della medesima come dargli torto?) e dei loro talenti.

La love story con uno spiantato avvocato irlandese che gli autori cuciono addosso a Jane (molte invenzioni sui pochissimi dati a disposizione dato che Cassandra Austen, più conscia dei moderni della discrezione, bruciò la maggior parte delle numerosissime lettere che lei e la sorella si scambiavano) segue binari prevedibili, che nel finale virano ad un patetismo intollerabile (con fratellini affamati di Tom rimasti in Irlanda e sacrifici dei Jane, degni della Traviata), che l’autrice avrebbe considerati piuttosto imbarazzante.

Particolarmente irritante è la lunga coda, con una Austen ormai vecchia che sembra una specie di “donna Letizia” incartapecorita ma ancora salda nel suo ruolo di paladina del sentimento, che ritrova l’innamorato di un tempo che, a parziale ammenda del passato, ha dato alla figlia il nome dell’innamorata.

Un film che potrà piacere solo ai più rigidi detrattori della Austen (confermati nella loro riduttiva visione del suo genio) e a tutti quelli che sono ancora convinti che Bridget Jones assomigli davvero ad Elizabeth Bennet.

Autore: Luisa Cotta Ramosino
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione
Canale: TV8
Data Trasmissione: Mercoledì, 9. Maggio 2018 - 21:30


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ARRIVEDERCI AMORE, CIAO

Inviato da Franco Olearo il Mer, 10/06/2010 - 12:49
Titolo Originale: ARRIVEDERCI AMORE, CIAO
Paese: Italia
Anno: 2006
Regia: Michele Soavi
Sceneggiatura: Marco Colli, Franco Ferrino, Michele Soavi, Gino Ventriglia
Produzione: Conchita Airoldi - Dino Di Dionisio
Durata: 107'
Interpreti: Alessio Boni, Michele Placido, Isabella Ferrari, Alina Nedelea

Ispirato all’omonimo romanzo di Massimo Carlotto, il film racconta il graduale ritorno alla rispettabilità di un ex terrorista, Giorgio Pellegrini, rientrato in Italia dopo aver militato nella guerriglia rivoluzionaria in Sudamerica. Un ritorno che coincide con una sempre più profonda discesa negli inferi della criminalità, nell’ambiguo legame con un ispettore corrotto della Digos, che ricatta Giorgio con le prove della sua antica colpevolezza. Una riabilitazione paradossale, conseguita a colpi di estorsioni, furti, omicidi, sfruttamento di donne, sullo sfondo di un Nord Est compiacente ed ipocrita

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Il protagonista è completamente privo di verità umana: gli piace uccidere, sopraffare, tradire
Pubblico 
Sconsigliato
Scene a contenuto sessuale, violenza in dosi massicce, linguaggio volgare
Giudizio Artistico 
 
Unica cosa di rilievo è l'interpretazione di Michele Placido. Per il resto il regista Soavi si lascia sedurre dalle sfumature “noir” della storia, riducendo il racconto a una serie di immagini forti e disturbanti, che non diventano mai narrazione.
Autore: Franco Olearo
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione


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L'AMORE RITORNA

Inviato da Franco Olearo il Mer, 10/06/2010 - 12:12
Titolo Originale: L'AMORE RITORNA
Paese: Italia
Anno: 2004
Regia: Sergio Rubini
Sceneggiatura: Sergio Rubini, Domenico Starnone, Carla Cavalluzzi
Durata: 110'
Interpreti: io Bentivoglio (Luca), Sergio Rubini (Giacomo), Margherita Buy (Silvia), Giovanna Mezzogiorno (Lena)

Giacomo, attore nel pieno della sua carriera, insoddisfatto perché ambizioso, deve fermare la sua via frenetica per curare una emorragia polmonare. E' l'occasione per rivedere il padre, gli amici della sua terra Pugliese, gli  amori di ieri e di oggi. E' costretto a  subire, inchiodato a letto, i loro affetti e le loro angherie, meditando sugli errori commessi  anche se non ancora su ciò  che dovrà cambiare.

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Dopo una vita sentimentale disordinata, Giorgio ritrova il legame con la sua famiglia di origine e impara ad ascoltare le ragioni degli altri
Pubblico 
Maggiorenni
legame con la sua famiglia di origine e impara ad ascoltare le ragioni degli altri Per una scena di sesso (ma senza nudità) e disordinate storie sentimentali
Giudizio Artistico 
 
n sincera rassegna di affetti e di nostalgie, ma con alti e bassi narrativi
Autore: Franco Olearo
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione


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L'ANNO CHE I MIEI GENITORI ANDARONO IN VACANZA (F. Olearo)

Inviato da Franco Olearo il Mar, 10/05/2010 - 13:17
 
Titolo Originale: O Ano em que Meus Pais Saìram de Férias
Paese: Brasile
Anno: 2006
Regia: Cao Hamburger
Sceneggiatura: Claudio Galsperin, Bràulio Mantovani, Anna Muylaert, Cao Hamburger
Durata: 104'
Interpreti: Michel Joeslas, Germano Hauit, Paulo Autran, Daniela Piepszyk

Brasile 1970. Mauro, un ragazzo di dodici anni, prepara le valigie perché deve andare ad abitare per un certo periodo a San Paolo, a casa del nonno: i suoi genitori hanno deciso di "andare in vacanza" ma non si sa per quanto tempo. Mauro avverte che c'è qualcosa che non va ma il padre gli promette che saranno di ritorno in tempo per vedere assieme il campionato mondiale di calcio. Quando infine Mauro  bussa alla porta del nonno nessuno risponde: il vecchio è morto da pochi giorni...

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Una piccola comunità ebraica sa accogliere un ragazzo rimasto solo, quasi novello "Mosè salvato dalle acque"
Pubblico 
Pre-adolescenti
Qualche scena di violenza poliziesca
Giudizio Artistico 
 
Cao Hamburger sa trattare con delicatezza e partecipazione le vicissitudini del piccolo Mauro, senza scadere nel patetico

Il generale Emilio Garrstazu Medici è stato presidente del Brasile dal 1969 al 1974. Il paese beneficiò di  un periodo di crescita economica ma  il regime poliziesco che venne instaurato operò limitazioni alla libertà personale e una severa repressione nei confronti dei militanti di sinistra. Quel periodo viene rivisitato nel film con gli occhi di un ragazzo che ne subisce gli effetti (i suoi genitori, militanti nell'opposizione, sono costretti ad entrare in clandestinità)  pur restandone ignaro e cerca di continuare ad essere quello che è, un bambino di dodici anni desideroso di diventare un bravo portiere e di fare il tifo per il Brasile, candidato a diventare campione nei mondiali di calcio di quell'anno.
Mauro guarda con dolore i suoi genitori allontanarsi e prova l'abbandono più totale quando scopre che suo nonno è morto, ormai completamente solo in una città  a lui estranea.  Ospitato provvisoriamente dal vicino di casa, il vecchio ebreo Shlomo, passa le giornate in casa aspettando una telefonata dai genitori.
Il regista Cao Hamburger ci fa percorrere il difficile inserimento di questo ragazzo in un ambiente totalmente nuovo (il quartiere multietnico del Bom Retiro, abitato da ebrei, italiani, greci  e tanti altri), privo di un qualsiasi  riferimento affettivo.  I rapporti con Shlomo,  sono dall'inizio difficili, complice anche la diversità di fede religiosa (Mauro è stato educato come cattolico) e il caratterino orgoglioso e indipendente del ragazzo.  Alla fine però la comunità ebraica decide di adottare il ragazzo (il nonno ne faceva attivamente parte) e Shlomo insegna a Mauro come si vive da scapoli, abituandolo a pulire casa e a cucinare con lui. Mauro familiarizza con i  ragazzi del quartiere e può finalmente allenarsi da portiere nella loro squadra di calcio. Alla fine il grande evento arriva:  il Brasile sta per vincere il campionato ma i genitori ancora non si vedono.
Il piccolo Michel Joeslas interpreta molto bene le varie vari fasi della sua evoluzione interiore: dall'attesa estenuante, allo sconforto e infine alla dolorosa e prematura entrata nel mondo degli adulti, in un mondo dove bisogna imparare a contare sopratutto su se stessi.
Viene messa in risalto anche la forza di coesione della piccola comunità ebraica, abituata a riunirsi intorno al rabbino per discutere i  problemi in comune, in particolare per  decidere  chi si dovrà prendersi cura del bambino, chiamato ormai il piccolo Mosè.

La tematica narrata è complessa (la dittatura e l'opposizione di sinistra, la solitudine del bambino e la solidarietà della comunità ebraica, la comunità multietnica del quartiere Bom Retiro e il loro compattarsi davanti al televisore per le finali dei mondiali di calcio), ma il registra sa trattare la materia con un ritmo calmo e sobrio senza mai scivolare nel patetico. Anche il ragazzo è visto con realismo, nel suo bisogno di affetto ma anche nella sua irrequietezza, comprese certe sue marachelle, tipiche dell'età, con gli altri compagni di quartiere.

Autore: Franco Olearo
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione


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ALPHA DOG

Inviato da Franco Olearo il Mar, 10/05/2010 - 12:53
Titolo Originale: ALPHA DOG
Paese: Usa
Anno: 2006
Regia: Nick Cassavetes
Sceneggiatura: Nick Cassavetes
Produzione: Sidney Kimmel e Chuck Pacheco
Durata: 117'
Interpreti: Bruce Willis, Sharon Stone, Emile Hirsch, Justin Timberlake, Ben Foster, Anton Yelchin Produzione: Sidney Kimmel e Chuck Pacheco

Ricercato per spaccio di stupefacenti, rapimento e omicidio, Jesse Truelove on i suoi 19 anni è il più giovane criminale iscritto nella lista nera dell' FBI...

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Cassavetes, formalmente impegnato in un'indagine sociologica sulle devianze della gioventù americana, dipinge il solito quadro patologico disfattista, senza vie d’uscita. lasciando trapelare una qualche fascinazione per questi comportamenti
Pubblico 
Maggiorenni
Turpiloquio costante, scene di nudo, di sesso, di violenza, di alcolismo, di droga.
Giudizio Artistico 
 
Il film è monocorde, noioso e la dinamica psicologica dei personaggi è così labile da lasciare lo spettatore poco coinvolto
Autore: Franco Olearo
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione


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4 MESI, 3 SETTIMANE, 2 GIORNI

Inviato da Franco Olearo il Lun, 10/04/2010 - 12:37
Titolo Originale: 4 luni, 3 saptamini si 2 zile
Paese: Romania
Anno: 2007
Regia: Cristian Mungìu
Sceneggiatura: Cristian Mungiù
Durata: 113'
Interpreti: Anamaria Marinca, Laura Vasiliu, Vlad Ivanov

Romania ai tempi della dittatura di Ciausescu: Gabita è una studentessa che vuole interrompere la sua gravidanza, nonostante l'aborto sia illegale. Si fa aiutare da Otilia, sua compagna di stanza, che si preoccupa di mettersi in contatto con il sig. Bebe, che si è impegnato,  a procedere all'operazione in una stanza d'albergo ma nulla sarà semplice in quella giornata.

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Storia che esalta il relativismo etico, dove la decisione di abortire non è un fatto assolutamente personale e libero da qualsiasi responsabilità nei confronti del bambino
Pubblico 
Maggiorenni
Situazioni di alta tensione e immagini raccapriccianti: assolutamente da sconsigliare ai minori
Giudizio Artistico 
 
Buone interpretazioni, buona sceneggiatura, ma il regista scivola nella facile ricerca di situazioni ad effetto
Autore: Franco Olearo
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione


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