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Settimana del 3 aprile 2016

Inviato da Franco Olearo il Ven, 04/01/2016 - 15:40

L’ultima tempesta-FilmOro

Questo film della Walt Disney, ricavato da fatti realmente accaduti nel 1952, racconta l’eroico salvataggio di 32 superstiti di una petroliera effettuato con una piccola imbarcazione nel pieno di una tempesta di eccezionali dimensioni. Attraverso sequenze di grande efficacia visiva, si partecipa all’impegno di semplici e umili uomini di mare che compiono senza timore quello che considerano un loro dovere.

Un bacio

Ivan Cotroneo, regista e sceneggiatore, si avventura nelle sabbie mobili di un racconto adolescenziale. Il risultato, oltre ad essere discontinuo, è alquanto triste, frutto di una visione tragica e nichilista dell’esistenza. Questo adolescenti, che godono della massima libertà, la usano per accumulare esperienze, chiusi nel loro egocentrismo, incapaci di aprirsi a ideali più alti

Come saltano i pesci

Un racconto corale, alquanto intrigato, dove traspare una genuina ricerca del valore dei legami affettivi, soprattutto quelli familiari e su una visione ottimistica della vita e dell’amore e propone una positiva riflessione sull’esigenza di riuscire a superare insieme errori e difficoltà. il film risente di una sceneggiatura frammentata, a tratti lenta e più complicata del necessario

Buona lettura dalla Redazione di

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Settimana del 27 marzo 2016

Inviato da Franco Olearo il Ven, 03/25/2016 - 10:08

Heidi – FilmVerde

Dopo l’Heidi dei cartoni giapponesi, costruita con una veste fin troppo internazionale, questo film compie un sano forzo di ritorno alle origini: fedeltà al testo del romanzo di Johanna Spyri, riprese fra le montagne del cantone svizzero dei Grigioni, una ricostruzione accurata della Francoforte di fine ottocento. Resta il piacere di vedere una bambina che scopre la bellezza dell’istruzione e si apre all’amicizia. Il ritmo lento del film, che potrà non piacere agli adulti, risulta invece particolarmente adatto agli spettatori più piccoli.  

A. D. – La Bibbia continua

Sono tanti i tentativi di rendere la Bibbia (in questo caso gli Atti degli Apostoli) attraente alle nuove generazioni, compiuti negli scorsi decenni. La recensione pubblicata sul nostro sito ne fa una rapida disamina. Questo A.D. è da annoverare fra i tentativi che hanno perso la forza del messaggio evangelico, il sacro si riduce a qualche miracolo molto appariscente, fra lampi, vento e la discesa di angeli vestiti da guerrieri. Agli sceneggiatori interessa soprattutto narrare le lotte di potere del sacerdote Caifa e di Ponzio Piato (sotto la spinta di mogli molto ambiziose) in una House of Card di 2000 anni fa.

Truth-Il prezzo della verità

Il film racconta una storia vera del recente giornalismo americano. Tutto iniziò quando la trasmissione televisiva  60 Minutes, diretta dal famoso anchorman Dan Rather, trasmise un servizio della giornalista Mary Mapes nel quale si ponevano dei dubbi sul corretto comportamento del presidente di allora, George Bush, durante il servizio militare. Seguirono le reazioni di chi aveva il potere di soffocare realtà scomode ma anche la scoperta di alcune superficialità commesse dalla giornalista su un tema così delicato. Una storia controversa, senza vincitori né vinti, portata sullo schermo da un’ottima Cate  Blanchett.

Un momento di follia - Sconsigliato

In questo film francese, due genitori divorziati portano le loro due figlie adolescenti in Corsica per una vacanza. Non c’è da recuperare nessun particolare messaggio profondo sui rapporti padre-figlia da questo film, che gioca tutta la sua attrattiva nei confronti del pubblico con una scena di seduzione di una delle ragazze nei confronti del genitore dell’altra.

Buona lettura e tantissimi auguri per la santa Pasqua dalla Redazione di

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settimana del 20 marzo 2016

Inviato da Franco Olearo il Gio, 03/17/2016 - 19:34

Risorto- FilmVerde

Dopo l’Inchiesta di Damiano Damiani del 1986, un altro tribuno romano si mette sulle tracce di Gesù, che si dice sia risorto. Il film resta interessante finché si sviluppa come un’indagine poliziesca e la ricostruzione della Palestina ai tempi di Gesù e dell’esercito romano è molto accurata. Quando il tribuno incontra realmente Gesù e il tema diventa etico e religioso, la sceneggiatura perde colpi: il Messia si mostra solo come un demiurgo intento a fare tutti i miracoli che gli vengono richiesti e il dialogo fra Gesù  il tribuno, si riduce a un’amabile conversazione sulle aspettative terrene del romano

Brooklyn

All’inizio degli anni ’50 una ragazza irlandese migra, senza troppe difficoltà, negli Stati Uniti. I problemi vengono dal cuore, perché la ragazza si ritrova con due fidanzati da una parte e dall’altra dell’Oceano. Se la protagonista convince poco nei suoi dubbi amletici,  in compenso il film è ben realizzato e  molto curato  nei costumi e nella scenografia. Particolarmente interessante la figura di un  sacerdote irlandese che rende bene testimonianza del grande lavoro fatto dalla Chiesa per gli immigrati

La Corte

Un giudice inflessibile deve trattare un caso delicato assieme a un altro giudice donna con cui nel passato ha avuto una relazione.  Il film tratta con sensibilità due fragilità: quella del giudice che, reduce da un matrimonio fallimentare, riesce ad uscire dal suo immobilismo interiore e l’altra è quella della giustizia umana, che a volte può sbagliare. Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile a Fabrice Luchini e premio per la migliore sceneggiatura al Festival di Venezia 2015.

Forever Young

Tre uomini e una donna over-quaranta  fanno di tutto per non invecchiare. Uno spunto interessante che fa solo sorridere, incapace di trasformarsi in una satira mordace sui vizi del nostro tempo; i personaggi sono poco approfonditi.

Buona lettura dalla Redazione di

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settimana del 13 marzo 2016

Inviato da Franco Olearo il Gio, 03/10/2016 - 22:07

Marie Heurtin – Dal buio alla luce – FilmOro

E’ un vero peccato che questo magnifico film sia stato proiettato in poche sale italiane. Non resta che aspettare la versione in DVD. E’ la storia vera di una ragazza sordomuta e cieca che grazie alla tenacia e all’affetto di una suora riesce a entrare in comunicazione con gli altri attraverso un innovativo metodo tattile. Il film, realizzato con grande professionalità e recitato benissimo, è molto di più di un importante successo educativo: manifesta gli effetti di una grande fede, quella di suor Margerita, che ha riconosciuto in quella ragazza selvaggia e incolta, una figlia di Dio, degna di tutte le attenzioni e l’affetto possibile.

 

Ave Cesare!

I fratelli Coen tornano a farci  divertire con arguzia con un racconto corale, ironico e brillante che celebra il cinema degli anni ’50. Interessante e insolita, per i Coen, la figura del protagonista Eddie, cattolico sincero ce si trova impegnato in una difficile ma coinvolgente e divertente conversazione teologica con gli esponenti di varie confessioni cristiane ed un rabbino.

Buona lettura dalla Redazione di:

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settimana del 6 marzo 2016

Inviato da Franco Olearo il Ven, 03/04/2016 - 10:59

Suffragette

Per commemorare le imprese delle suffragette inglesi è stato scelto il 1912, l’anno forse meno edificante per la loro immagine, quando iniziarono a organizzare gesti di disobbedienza civile, come rompere vetrine o incendiare cassette postali, né a posteriori si può concludere che quei gesti siano serviti alla loro causa. Ben rappresentate sono invece le condizioni di inferiorità in cui si trovavano le donne dell’epoca e non solo perché non potevano votare: a  loro venivano negati  diritti sugli stessi  loro figli. Una bravissima Carey Mulligan sorregge da sola tutto il film ma la sceneggiatura è modesta

Room

Un tema particolarmente scabroso (il sequestro per sette anni si una donna e di suo figlio, chiusi in un capanno di pochi metri quadrati) trattato con sensibilità femminile perché visto con gli occhi del bambino. Oscar 2016 alla protagonista ma la sceneggiatura appare discontinua. Sconsigliato per le persone più impressionabili

 

Attacco al potere 2 - Sconsigliato

Il presidente americano arriva a Londra per partecipare alle esequie del Primo Ministro inglese. Si tratta in realtà di una colossale cospirazione da parte di forze islamiche che vogliono uccidere i potenti del mondo occidentale. Per fortuna c’è la guardia del corpo del presidente che riesce a risolvere da solo la situazione. Di action movie spacconi come questo ne sono stati fatti tanti. Gli americani hanno bisogno di rincuorarsi vedendo quanto è bravo il loro controspionaggio (sullo schermo). Si potrebbe liquidare facilmente questo film come un prodotto d fantasia, assimilabile a un video game. In realtà trasuda odio indiscriminato verso il mondo islamico visto come una realtà compatta. Una guerra santa dichiarata questa volta da parte dell’Occidente.

 

Tirami su

Per la prima volta anche dietro la macchina da presa, Fabio De Luigi sviluppa un racconto di stampo televisivo, con una comicità poco originale ma almeno le conclusioni sono moralmente positive

 

Gods of Egypt

Un tempo gli dei convivevano con gli uomini sulla terra ma erano alti il doppio. E’ stato in questo modo organizzato un bel minestrone dove la mitologia egizia viene inserita all’interno di una trama fantasy. Un’operazione che prende senza vergogna la strada del fumettone avventuroso per conquistare un pubblico di adolescenti e giovani maschi che si possono così rimpinzare di combattimenti tipo videogame

 

Buona lettura dalla Redazione di

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Settimana del 28 febbraio 2016

Inviato da Franco Olearo il Gio, 02/25/2016 - 15:21

God’s not dead -  FilmOro

E’ arrivato finalmente anche nelle sale italiane questo film che avevamo già recensito:  il coraggio di uno studente universitario che sfida il suo professore di filosofia, ateo, di fronte ai suoi compagni inizialmente indifferenti, sull’esistenza di Dio. Un lavoro che rientra nella categoria molto diffusa in U.S.A. dei Christian Films: forse un po’ enfatico ma dall’entusiasmo contagioso

Good Kill

Il regista e sceneggiatore Andrew Niccol, a cui va il merito di avere realizzato film importanti come Gattaca e The Thruman Show, ci mostra in questo film tutta la sua tensione etica su un tema molto attuale: l’uso di droni offensivi nei teatri di guerra. Il film dimostra molto coraggio nell’aprire una discussione  su un tema così scottante ma finisce per darne uno sviluppo troppo retorico.

Lo chiamavano Jeeg Robot

Una vera sorpresa questo film italiano che fa il verso ai blockbuster della Marvel e ai cartoon giapponesi, riuscendo a trovare una chiave nostrana e originale

Anomalisa

Charlie Kaufman, che già conosciamo per film come Se mi lasci ti cancello ed Essere John Malkovich è stato molto bravo nell’usare la tecnica della stop motion, cioè dei pupazzi animati, per raccontare una storia per adulti su di un professionista che si trova da solo in una città sconosciuta. Se la forma è buona, il contenuto è solo triste: il protagonista è un egocentrico anaffettivo, incapace di fedeltà, in cerca del modo di come passare la notte con una donna.

Vi chiediamo, se potete, un gesto di sostegno nei nostri confronti e vi auguriamo buona lettura dalla Redazione di

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Settimana del 21 febbraio 2016

Inviato da Franco Olearo il Ven, 02/19/2016 - 00:13

Fuocoammare-FilmOro

Presentato al Festival di Berlino 2016, questo nuovo documentario di Dino Risi (Leone d’Oro nel 2013 per Sacro GRA) cerca di penetrare nel fenomeno Lampedusa con uno sguardo reso profondo da più di un anno trascorso sull’isola. La serena bellezza dei paesaggi e certe tradizioni rimaste ancora intatte degli isolani fanno da contrasto al dramma degli sbarchi clandestini che si consuma ogni giorno.  Un film per comprendere e aprire gli occhi.

Il caso Spotlight

Nel 2001 un team di giornalisti del Boston Globe sviluppò un’indagine che li portò a scoprire vari casi di pedofilia commessi da sacerdoti della loro città. Il regista si è attenuto sostanzialmente ai fatti, senza costruire castelli ideologici e ha posto in risalto come l’azione decisa dei giornalisti innescò una salutare crisi di coscienza nei tanti tiepidi che pur sapendo, si erano rassegnati a una situazione che in realtà non era più tollerabile

Onda su Onda

Rocco Papaleo si posiziona per la terza volta dietro la macchina da presa e questa volta lascia il suo Meridione per andare in trasferta in Uruguay. Al posto della sua piccola Basilicata ci propone questo minuscolo stato fra i giganti del Sudamerica, con la sua bella e melanconica capitale. Una storia positiva sulla scoperta della paternità e sul recupero dell’amicizia ma molto minimalista e discreta, che rischia di non lasciare traccia nello spettatore.

Buona lettura dalla Redazione di

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Settimana del 14 febbraio 2016

Inviato da Franco Olearo il Ven, 02/12/2016 - 15:23

L’ultima parola – La vera storia di Dalton Trumbo

Dalton Trumbo, uno sceneggiatore vincitore di due premi Oscar, accusato, nel 1946, di simpatizzare per il comunismo, venne condannato dalla Commissione per le Attività Antiamericane (House Committee on Un-American Activities), voluta dal senatore Mc Carthy e subì l’ostracismo da Hollywood per almeno dieci anni. Il film si sofferma sugli aspetti umani della vicenda, mostrando come la sua famiglia riuscì a mantenersi unita nell’affetto e nel reciproco sostegno e di come i veri (pochi) amici abbiano avuto il coraggio di aiutarlo nonostante l’ostilità dell’ambiente

Trust

Abbiamo intenzione di continuare ad arricchire i nostri cataloghi telematici (si veda il menù in alto sulla prima pagina), aggiungendo  spunti di discussione su un tema importante per la famiglia: i suoi rapporti con i media. Dopo Disconnect, presentiamo Trust del 2010 (purtroppo non disponibile in DVD con audio in italiano) dove viene raccontato in modo molto realistico come una ragazza di 15 anni venga ingannata da un presunto amico conosciuto via Internet e delle difficili prove che deve sostenere la famiglia, incerta sul come comportarsi

 

Perfetti sconosciuti

Di film dove, una cena fra amici  si trasforma presto in una guerra senza esclusione di colpi, ne sono stati fatti ormai tanti ma quest’ultimo di Paolo Genovese ha un’indubbia originalità: punta il dito sui nostri telefonini, scrigno segreto di verità inconfessabili. Gli attori sono anche bravi e per la prima metà del film il tema si sviluppa in modo intrigante ma poi, nella seconda, si ricade nello squallore senza idee e valori di molta commedia italiana attuale: vengono descritti uomini e donne fragili e insicuri il cui impegno principale è quello di organizzarsi fuitine extra-coniugali e comperare  preservativi per le figlie adolescenti

PPZ PRIDE + PREJUDICE + ZOMBIES

Poteva essere anche originale l’idea di costruire una parodia intorno al classico Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen, ben conosciuto da tutti gli studenti di lingua anglosassone ma il risultato è un frullato alquanto discutibile di elementi poco compatibili che non tenta nemmeno qualche affondo di critica sociale, che è vocazione naturale dello zombie movie. Occorre aggiungere che è presente anche una strana, poco ortodossa, versione del sacrificio eucaristico, anche se il contesto è talmente sopra le righe che è difficile prendere sul serio anche questa involontaria parodia.

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Settimana del 7 febbraio 2016

Inviato da Franco Olearo il Gio, 02/04/2016 - 23:56

La grande scommessa

Recensiamo un po’ in ritardo The big short ma ne valeva la pena per due validi motivi: è un film fatto molto bene (è candidato a 5 Oscar) e analizza con spietata lucidità la crisi finanziaria del 2008, senza nascondere personaggi e banche sotto pseudonimi. Tutti sono stati colpevoli, anche chi doveva svolgere funzioni di controllo, per la troppa avidità. Un encomio al cinema di Hollywood che con film simili fornisce al suo pubblico validi strumenti di riflessione su tematiche estremamente attuali.

The Eichmann show Il processo del secolo-FilmVerde

Tutti conosciamo il processo al gerarca nazista Eishmann del 1961 ma prima di questo film pochi sapevano che quell’evento è entrato nella storia della televisione come primo spettacolo in mondo-visione, scuotendo le coscienze di milioni di persone. Dopo quelle riprese, coloro che non credevano nell’olocausto non ebbero più modo di ribattere.

The Hateful Eight – Sconsigliato

Arrivato al suo ottavo film, Quentin Tarantino scopre le carte di un meccanismo che continua a replicare: quello di un gruppo di persone che si trovano all’interno di un ambiente chiuso e che parlano apparentemente del più e del meno ma in realtà lo spettatore sa già che finiranno per ammazzarsi fra di loro. Il recupero nostalgico dell’ambientazione western (e della musica di Ennio Morricone) sono un pretesto, da parte del regista, per mettere in scena nuove forme di sadica violenza e raffinate torture fisiche e psicologiche.

Buona lettura dalla Redazione di

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Settimana del 31 gennaio 2016

Inviato da Franco Olearo il Gio, 01/28/2016 - 15:37

Il figlio di Saul-FilmVerde

Un ebreo addetto alla rimozione dei corpi dalle camere a gas di un campo di concentramento trova un modo per far sopravvivere la sua umanità, senza abbandonarsi alla disperazione o alla violenza. È una visione impegnativa quella che il regista ungherese Nemes impone al suo pubblico, riprendendo sempre il punto di vista del protagonista e lasciando il resto sullo sfondo. Una scelta stilistica che è parte integrante del percorso che il regista disegna per lo spettatore, non facendogli alcuno sconto nella visione, ma nemmeno nessuna predica, perché in un film come questo l’imponenza dolorosa di un’esperienza umana è quella che colpisce a fondo e non lascia tregua. Abbiamo assegnato a questo film la fascia di FilmVerde, non certo perché la visione è adatta a tutti ma per il suo valore rievocativo di fatti realmente accaduti che non bisogna dimenticare.

Joy

Dopo l’Oscar 2013 per Il lato positivo - Silver Linings Playbook, ecco di nuovo il regista David O. Russell impegnare la sua squadra preferita di attori (Jennifer Lawrence, Bradley Cooper, Robert De Niro) per un racconto, molto americano, ispirato a fatti realmente accaduti, sulla scalata al successo di una tranquilla ma determinata ragazza di provincia.  Sembra incredibile ma ormai film dove c’è un lui e un lei che si innamorano e poi magari si sposano, non esistono più. Hollywood ci propone continuamente storie di  singoli che riescono a realizzare se stessi grazie alle loro doti e l’amicizia è  l’unico valore riconosciuto all’interno di questa emergente Single Society.

L'abbiamo fatta grossa

Carlo Verdone, in sodalizio con Antonio Albanese, esperimenta il genere comico-noir con risultati discontinui. Buono l’affiatamento dei due comici ma lo sviluppo appare lento, ravvivato da isolate gag comiche. Il personaggio di Antonio Albanese, nonostante i numerosi errori che continua a commettere e i tradimenti compiuti nel passato, dimostra un sincero pentimento nei confronti della moglie e un altrettanto sincero desiderio di tornare insieme.

Buona lettura dalla Redazione di

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