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CARS 3

Inviato da Franco Olearo il Sab, 09/16/2017 - 18:08
 
Titolo Originale: Cars 3
Paese: USA
Anno: 2017
Regia: Brian Fee
Sceneggiatura: Robert L. Baird, Dan Gerson
Produzione: Pixar Animation Studios
Durata: 109

Una nuova generazione di bolidi da corsa mette a dura prova le capacità del leggendario Saetta McQueen per cui è forse arrivato il momento di ritirarsi dallo sport che ama. Per tornare però in pista Saetta è costretto ad accettare l’aiuto di Cruz Ramirez, una giovane esperta allenatrice di auto da corsa con tanta voglia di vincere, ma soprattutto riscopre gli insegnamenti del suo compianto mentore Hudson Hornet.

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
La storia ricorda e sottolinea l’importanza di preservare i valori e gli insegnamenti delle vecchie generazioni e di trasmetterli alle nuove.
Pubblico 
Tutti
Giudizio Artistico 
 
Un’astuta costruzione narrativa riesce a veicolare temi poco sentiti dai più in una storia coinvolgente in grado di entusiasmare grandi e piccini. La grafica, dinamica e accattivante, traduce anche il design delle moderne tecnologie automobilistiche in un simpatico e assai curato stile di animazione.
Testo Breve:

Nel terzo film della serie, Saetta McQueen deve capire come riuscire ad affrontare nuove generazioni di corridori tecnicamente più preparati puntando tutto sull’ addestramento e l’esperienza. Nuovi temi e  nuovi personaggi arricchiscono  quest’altro felice prodotto dell’alleanza Disney-Pixar

Cosa significa stare al passo con i tempi quando si percepisce che il tempo sta passando?  Il leggendario torna sul grande schermo, ma questa volta deve affrontare una sfida diversa e fare i conti un limite che non può superare: il tempo. Il bolide che ha vinto cinque Piston Cup e ha collezionato grandi successi nell’arco di una carriera lunga quasi 10 anni ora non è più il giovane fenomeno delle corse d’un tempo. Saetta McQueen si trova al crepuscolo della carriera e, colto alla sprovvista da una nuova generazione di auto da corsa, si trova di fronte alla dura scelta che prima o poi ogni atleta deve affrontare: se sia meglio ritirarsi quando si è ancora il numero uno oppure combattere fino alla fine.

Il regista Brian Fee (storyboard artist di Cars – Motori Ruggenti e Cars 2) e il produttore Kevin Reher (A Bug’s Life - Megaminimondo, il cortometraggio La Luna) scelgono di realizzare una storia con un soggetto decisamente inusuale per un film d’animazione per bambini convogliando temi normalmente lontani dal mondo dell’infanzia e anche della preadolescenza. Tuttavia Cars 3 trova una chiave narrativa che riesce, in buona parte, ad arrivare alla comprensione delle giovani generazioni.

Il problema del tempo che passa e della carriera in declino è un argomento tutto sommato lontano dal sentire comune dei più piccoli, naturalmente e giustamente portati a guardare al futuro come uno scrigno di possibilità tra cui è addirittura difficile scegliere. Cars 3 però esplora un aspetto della questione in grado di arrivare alla comprensione e di coinvolgere anche i più piccoli. Perché in realtà il vero protagonista di questo film non è tanto, o meglio, non solo Saetta McQueen, ma una giovane auto allenatrice super esperta di tecnologia, piena di entusiasmo e di doti nascoste.

Cruz Ramirez è l’auto incaricata di far tornare Saetta McQueen in pista dopo una devastante battuta d’arresto. Saetta McQueen infatti, in competizione con una nuova generazione di auto da corsa, ha commesso un grosso passo falso che culmina in un drammatico incidente a causa del quale per rimettersi in forma è costretto a rivolgersi ad un’allenatrice esperta di tecnologia nel nuovissimo Rust-eze Racing Center. Cruz è simpatica, espansiva ed energica e il suo stile di allenamento è entusiastico e deciso. Ha una passione smisurata per le corse e il suo compito è creare dei campioni, ma la sua storia la porterà ad essere un personaggio tutt’altro che marginale.

Saetta e Cruz intraprendono un viaggio che cambierà la vita di entrambi. Deluso e quasi vinto dallo sconforto Saetta infatti decide di tornare alle proprie radici e riscopre i saggi insegnamenti del suo compianto mentore Hudson Hornet. Questo elemento rende la storia più profonda, consente di approfondire il vissuto dei personaggi e di esplorare un tema interessante, positivo e trasversalmente sentito in ogni generazione: quello dei legami che intercorrono tra allievo e mentore. Da Hudson Hornet, passando per Saetta McQueen, il testimone arriva finalmente alla giovane Cruz Ramirez in un modo entusiasmante.

Cars 3 quindi riesce portare in un lungometraggio animato temi poco comuni per un film di animazione per bambini con una piccola astuzia che riporta il pubblico alle atmosfere del primo grande successo, Cars – Motori Ruggenti. Un furbo revival che non nega però le sue emozioni e regala ugualmente una visione positiva del mondo e delle relazioni umane.

Autore: Vania Amitrano
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione
Canale: Sky Cinema 1
Data Trasmissione: Lunedì, 4. Giugno 2018 - 21:15


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MAD MAX FURY ROAD

Inviato da Franco Olearo il Gio, 05/14/2015 - 17:50
Titolo Originale: Mad Max Fury Road
Paese: Australia/USA
Anno: 2015
Regia: George Miller;
Sceneggiatura: George Miller, Brendan McCarthy, Nico Lathouris
Produzione: KENNEDY MILLER MITCHELL PRODUCTION, VILLAGE ROADSHOW PICTURES
Durata: 120
Interpreti: Tom Hardy, Charlize Theron, Nicholas Hoult, Rosie Huntington-Whiteley

In un mondo post-apocalittico deserto s’incrociano le strade del tormentato Mad Max e di un gruppo di donne in fuga. Nella terra desolata Immortan Joe controlla con pugno di ferro una comunità di disperati attraverso i suoi Figli di Guerra, totalmente devoti a lui e alla distruzione. Non hanno però fatto i conti con Imperatrice Furiosa, che alla guida della sua autocisterna corazzata, decide di darsi alla fuga con le cinque "mogli" che Joe tiene sottochiave. Mad Max, anche lui prigioniero, si ritrova coinvolto nell'inseguimento e deve scegliere da che parte stare...

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
In un mondo dove chi esercita il potere trasforma gli esseri umani in oggetti e funzioni, l'alleanza fra i due protagonisti definisce il primo tassello di un mondo nuovo
Pubblico 
Maggiorenni
Numerose scene di violenza anche splatter, turpiloquio, un paio di scene di nudo parziale.
Giudizio Artistico 
 
Una pellicola di azione piena di adrenalina,Iun montaggio e una fotografia ispirate direttamente dalla graphic novel, Tom Hardy e Charlize Theron molto bravi che sembrano quasi rubarsi la scena
Testo Breve:

 Il regista George Miller riesce a confezionare una pellicola multilivello, fruibile come un action-movie di serie B, ma capace di suggerire riflessioni profonde su temi come il potere, il sacrificio e i rapporti tra i sessi

Sono passati trentacinque anni dal primo Mad Max ma il regista (nonché sceneggiatore e produttore) George Miller (che nel frattempo ha firmato pellicole di tutt'altro genere, da quelle del maialino Babe, a Happy feet) dimostra di non aver perso tocco e ispirazione confezionando una pellicola di azione piena di adrenalina e testosterone, ma in cui a dettare la linea sono le donne, vittime sì, ma pronte a diventare artefici del loro destino.

Il montaggio e la fotografia arrivano dritti dalle graphic novel e fin dalle prime violente e frenetiche sequenze trascinano lo spettatore in un mondo di deserto, violenza selvaggia e movimento continuo, in cui l'eroe eponimo, tormentato da incubi e visioni, cerca a tutti i costi di sopravvivere.

Forse proprio perché George Miller questo tipo di scenari l'ha creati più di trent'anni fa con molti meno soldi di tanti epigoni meno geniali, dimostra qui  di saper usare con intelligenza e creatività le più recenti tecniche per ricreare un mondo con le sue regole e la sua mitologia, che rimanda a tanta fantascienza distopica, ma molto più sporca, pazza e cattiva di quella cui i recenti young adult ci hanno abituati.

Nella Cittadella un sovrano mostruoso tiene sottomesso un popolo di derelitti con il controllo della poca acqua disponibile, ma anche attraverso un misticismo pseudoreligioso che promette salvezza e rinascita e intanto produce eredi da immolare alla guerra e sfrutta le donne come fattrici, considerandole alla stregua di proprietà preziose da mettere sotto chiave o inseguire.sulla folle via della guerra, tra deserti, terre sterili e tempeste di sabbia, si incontrano tribù di guerrieri in sella o al volante di ogni tipo di automezzo. Tutto diventa vivo e credibile attraverso un immaginifico riutilizzo di elementi di un mondo perduto che sono insieme simbolo, arma e identità.

In una storia che definisce i suoi personaggi quasi esclusivamente con l'azione (da questo punto di vista il paragone con Drive, nonostante le mille differenze, viene spontaneo) la scelta dei protagonisti si rivela vincente. Tom Hardy riesce a portare in questa interpretazione, fatta di poche parole, qualche grugnito e un paio di sguardi significativi, la stesso carisma che lo aveva reso indimenticabile ne Il cavaliere Oscuro- Il ritorno Locke, mentre Charlize Theron, autista determinata con un braccio di metallo, quasi gli ruba la scena.

In un mondo dove chi esercita il potere trasforma gli esseri umani in oggetti e funzioni, l'alleanza che si crea tra questi due esseri feriti insieme al riconoscimento reciproco (Max rivela il proprio nome quasi alla fine della storia) sono il primo tassello di un mondo nuovo, che supera l'apparentemente insanabile contrapposizione maschile/femminile che caratterizza questo futuro.

George Miller riesce così a confezionare una pellicola multilivello, fruibile come un action-movie di serie B, ma capace di suggerire riflessioni profonde su temi come il potere, il sacrificio e i rapporti tra i sessi senza perdersi in psicologismi o inutili appesantimenti. 

Autore: Laura Cotta Ramosino
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione
Canale: PREMIUM CINEMA
Data Trasmissione: Sabato, 26. Settembre 2020 - 21:15


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POMPEI 3D

Inviato da Franco Olearo il Sab, 02/22/2014 - 00:11
Titolo Originale: Pompeii
Paese: USA
Anno: 2014
Regia: Paul W.S. Anderson
Sceneggiatura: Janet Scott Batchler, Lee Batchler e Michael Robert Johnson
Produzione: Paul W.S. Anderson, Jeremy Bolt, Robert Kulzer, Don Carmody per Constantin Film/ Impact Pictures
Durata: 105
Interpreti: Kit Harington, Emily Browning, Kiefer Sutherland, Kate Moss

79 d.C. Milo, ultimo rappresentante di una tribù celta sterminata dai Romani, fatto schiavo da bambino e costretto a combattere come gladiatore nelle province, viene poi condotto da un astuto mercante fino a Pompei. La corrotta città romana è alla vigilia dell’eruzione che la distruggerà ma nessuno se ne rende conto. Poi un giorno la strada di Milo si incrocia con quella della bella Cassia, figlia di un ricco mercante su cui ha messo gli occhi il crudele senatore Corvo, che altri non è se non il responsabile dello sterminio della tribù di Milo. Ma il vulcano si risveglia e per Milo inizia la corsa contro il tempo per salvare la sua amata…

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
I buoni sono valorosi e i cattivi sono molto cattivi
Pubblico 
Pre-adolescenti
Scene di tensione e violenza nei limiti del genere
Giudizio Artistico 
 
La ragion d’essere di questo film è l’uso del 3D per la più scenografica catastrofe di tutti i tempi ma i personaggi non hanno alcun spessore
Testo Breve:

Le ultime 48 ore di Pompei prima dell’eruzione: uno spettacolone senz’anima  tutto in 3D ma i personaggi sono molto poco approfonditi

W.S. Anderson (quello dei vari Resident Evil,  di recente già responsabile dello stravolgimento in salsa videogame de I tre moschettieri)  non ha proprio saputo resistere alla tentazione di mostrare con l’ausilio del 3D la più famosa e grandiosa eruzione dei tutti i tempi, buttando giù edifici, facendo saltare montagne e seppellendo migliaia di persone (spettatori compresi)  sotto proiettili di fuoco, lava, lapilli e  cenere. La possibilità di sbizzarrirsi in questo senso dev’essere stato il movente del regista, dal momento che di immaginare una vicenda vera e propria e dei personaggi di un minimo spessore da coinvolgere nel suo disaster/peplum movie lui e i suoi sceneggiatori non si sono preoccupati quasi per niente…

Radunato un cast che ammicca più alla tv che al cinema (il giovane e taciturno protagonista Kit Harington viene da Game of Thrones e rispetto alla serie HBO “sveste” i panni del Guerriero della notte per mostrare una notevole forma fisica e un’espressione corrucciata, l’antagonista è Kiefer 24 Sutherland), il regista si accontenta di un minimo sindacale in termini di plot. Il protagonista Milo è un po’ il gladiatore di ridley-scottiana memoria, un po’ Spartaco e un po’ Ben Hur, mentre la sua bella Cassia potrebbe essere uscita da una qualche serie per teenager americana per quanto poco è approfondito il suo personaggio. Per non parlare del cattivissimo antagonista, il senatore Corvo, un villain talmente privo di profondità da sfiorare la macchietta. Tutto quello che gira attorno a loro riprende meccanicamente i vari tipi del genere catastrofico senza grandi sforzi di fantasia.

Penalizzata da una eccessiva compressione temporale (in pratica le 48 ore prima dell’eruzione, preannunciate da vari fenomeni di cui nessuno, per altro, sembra preoccuparsi), la vicenda riserva davvero poche sorprese ed è intervallata da combattimenti acrobatici che sarebbero più interessanti se avessimo fatto un qualche minimo investimento emotivo nei personaggi coinvolti… cosa che il loro scarso approfondimento rende in realtà impossibile.

Del resto il contesto di questa Pompei, città romana dove i Romani sembrano stranamente una forza di occupazione, resta sempre piuttosto indefinito e alla pellicola manca la capacità di far vivere la tensione crescente tra i personaggi – principali e secondari – in parallelo con il pericolo montante di cui nessuno è consapevole.

Di fatto, esaurito il fascino dei combattimenti, non resta che aspettare l’inizio dei “fuochi d’artificio”, con il 3D (fino a quel momento francamente inessenziale) che finalmente può dare il meglio di sé tra cenere e lapilli, proiettili di lava e nuvole di fumo che travolgono la città senza però aggiungere molto al dramma dei protagonisti.

Il risultato è uno spettacolone senz’anima, in cui non si spasima né si spera per nessuno, in cui la patina di ventilata “esattezza storica” riesce solo a suscitare un ulteriore disappunto per tante risorse mal impiegate.

Autore: Laura Cotta Ramosino
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione


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SKYFALL

Inviato da Franco Olearo il Sab, 11/03/2012 - 20:10
Titolo Originale: Skyfall
Paese: Gran Bretagna, USA
Anno: 2012
Regia: Sam Mendes
Sceneggiatura: Neal Purvis. Robert Wade, John Logan
Produzione: MGM, COLUMBIA PICTURES, DANJAQ, EON PRODUCTIONS, UNITED ARTISTS
Durata: 143
Interpreti: Daniel Craig, Judi Dench, Javier Bardem, Ralph Fiennes, Naomie Harris

James Bond esce malconcio dalla sua ultima missione ad Istanbul; la mano gli trema è non ha più l'elasticità di un tempo ma la stessa MI6, l'unità antispionaggio a cui appartiene, è sotto attacco e "M" è minacciata di morte. Decide quindi di rientrare nei ranghi perché la patria chiama..

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
James Bond non tentenna di fronte al nemico e conferma il suo spirito patriottico
Pubblico 
Pre-adolescenti
Il dinamismo eccessivo di alcune scene può disorientare i più piccoli
Questa nuova puntata della serie 007 conferma la spettacolarità delle scene e delle ambientazione ma il nuovo James Bond appare più cupo e a volte arido
Testo Breve:

Il James Bond del cinquantenario è molto spettacolare e con le solite trasferte esotiche ma questa volta il tono è cupo, il nostro 007 è più fragile, più riflessivo forse perché   manca del conforto della Bond girl...

L’ immediato successo, fin dal suo incipit nel 1962 della serie di film imperniati sul personaggio inventato da Jan Fleming  poteva contare su cinque atout ben riconoscibili: una trama intringante e piena di colpi di scena, ambientazioni esotiche ed eleganti, scene d’azione ad alto cinematismo, un incontro-scontro  galante con una bond girl  sempre diversa e soprattutto  molta autoironia.

Quest’ultima, molto inglese, è stata la prima a cadere, dopo il  pensionamento di Sean Connery,Roger Moore e Pierce Brosnan; al loro posto è subentrato il metallico Daniel  Craig  troppo impegnato nell'’action nuda e cruda per potersi concedere qualche battuta. Restavano le parentesi galanti dell’inguaribile seduttore che potevano trasformarsi in un vero e propria  amore come è accaduto nei confronti del personaggio di Eva Green in “Casino Royale” del 2006, già con  Daniel Craig.  In Skyfall, impegnato a commemorare  i cinquant’anni di questo inossidabile successo, è svanita anche l’altra metà del cielo, la componente femminile e questo è difficilmente perdonabile. Nei confronti delle donne è rimasta o una pura intesa professionale (con M, con la nuova miss Moneypenny) o un rapporto fisico sbrigativo e annoiato con la Bond girl di turno, quasi necessario omaggio alla tradizione, inserendo come unica novità una certa ambiguità sessuale del cattivo di turno (un compiaciuto Javier Bardem).

Mancando l’alleggerimento di un sub-plot  romantico, a James Bond non resta che concentrarsi sulla nuova minaccia che riflette i  tempi che cambiano: è  tutta elettronica (conquistare l’avversario coincide con il penetrare nella sua rete dati) e molto più insidiosa (ora i nemici non hanno volto, provengono anche dall’interno). Per fortuna James Bond, con i suoi vecchi metodi: azione, abilità  e furbizia (ma anche riesumando la gloriosa Aston Martin DB5 ) e la sua inguaribile fedeltà all’ Union Jack, riesce ancora  a fronteggiare la minaccia.

Occorre riconoscere che per il resto gli altri ingredienti della formula sono stati pienamente confermati: l’esoticità (Istanbul, Shangai, Dacao), la spettacolarità (il catastrofismo non è, secondo la tradizione, concentrato sul finale ma il regista ha preferito esagerare,  indugiandovi  più volte nel corso della storia).

L’aspetto più innovativo è il tentativo di rinnovare Bond dall’interno; uno sforzo per renderlo più umano,  similmente a quanto già operato su altri super eroi come Batman e Spider Man. Questa volta lo scopriamo più fragile,  sotto il peso delle ferite riportate e  l’età che avanza,. Ma i due eroi citati sognano una vita borghese e di metter su famiglia con la donna che amano:, mentre non si può dire lo stesso di Bond che resta irrimediabilmente solo, cupo e pessimista di fronte alle minacce che a volte sembrano sopraffarlo.
In una scena finale Bond si trova sul tetto di un alto palazzo ad ammirare lo skylight di Londra; la sua collega Eve si meraviglia che il duro Bond si sia incantato a guardare: “un bel panorama non va mai sprecato” risponde lui, tradendo uno spirito  aridamente contabile.

Speriamo che nelle prossime puntate, che sicuramente ci saranno, il nuovo look intimo dell’ormai mortale  007  venga meglio definito: ne ha bisogno. 

Autore: Franco Olearo
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione
Canale: SKY MAX
Data Trasmissione: Lunedì, 6. Gennaio 2014 - 21:00


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TRANSFORMERS 3

Inviato da Franco Olearo il Mer, 06/29/2011 - 12:36
 
Titolo Originale: Transformers: Dark of the Moon
Paese: USA
Anno: 2011
Regia: Michael Bay
Sceneggiatura: Ehren Kruger
Produzione: DREAMWORKS SKG, HASBRO, PARAMOUNT PICTURES
Durata: 157
Interpreti: Shia LaBeouf, Josh Duhamel, Rosie Huntington-Whiteley, John Malkovich, John Turturro, Patrick Dempsey

Sam Witwicky è diventato adulto, si è diplomato e sta cercando il suo primo impiego. Utilizza un'auto alquanto sgangherata che altri non è se non il suo amico robot Optimus Prime. Stanno per arrivare in città i suoi genitori yuppie che vogliono conoscere Carly, la sua nuova ragazza e tutto sembra avviato sui binari di una vita normale. Non è così: i Deception sono arrivati sulla terra per prenderne possesso e solo gli Autobot potranno aiutare gli umani nell'impari battaglia.....

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
La battaglia per la libertà contro la tirannide è chiara, ma appare molto di maniera
Pubblico 
Pre-adolescenti
Un eccesso di cinematismo può disturbare i più piccoli
Giudizio Artistico 
 
Fatto il dovuto elogio alle scene di azione e alle costruzioni in CG, il film gioca tutte le sue carte nell'alzare il volume e moltiplicare le scene di disastri ma ha perso l'autoironia che caratterizzava il primo episodio. Infelice l'idea di sostituire Megan Fox.
Testo Breve:

Il regista Michael  Bay e il produttore Steven Spielberg ci presentano la terza puntata della serie dei Transformers con molte battaglie fracassone in più e una Megan Fox in meno. Manca l'autoironia del primo film, i personagi replicano se stessi; potrà piacere ai ragazzi per le spettacolari scene di battaglia fra i robot

Il regista Michael Bay ha indubbiamente molti pregi ma alcuni dei suoi difetti sono veramente insopprimibili.
Ormai riconosciuto maestro di action movie, dopo Armageddon, The Island, Transformers e Transformers-La vendetta del caduto, sa creare sequenze adrenaliniche e fracassone ma ha il difetto di appassionarsi troppo alle situazioni che lui stesso crea e i suoi film non riescono mai a scendere al di sotto delle due ore. La sua specialità è la caduta dai grattacieli: dopo la sequenza mozzafiato di The Island, dove i due protagonisti sono spinti fuori da un grattacielo e si salvano aggrappandosi a un'insegna pubblicitaria che precipita rovinosamente, qui  i nostri si trovano addirittura su di un grattacielo che si è pericolosamente inclinato (eccezionale la ricostruzione in CG dei palazzi sul Chicago River) e non resta loro che farsi scivolare sulla superficie dei vetri del palazzo come se si trovassero su di un pendio innevato.

Per il resto non c'è molto da dire: Sam Witwicki (sempre Shia LaBeouf) era un liceale nel primo Transformers, frequentava il collegio nel secondo sequel e in quest'ultimo, ora diplomato, cerca lavoro. Ciò che non ha assolutamente funzionato è la sostituzione di Megan Fox (pare che abbia definito Michael Bay una specie di Hitler) con Rosie Hantington-Witeley. E' vero che la protagonista femminile non deve fare altro che scappare appena sta per franare un grattacielo e chiedere di venire impalmata alla fine dell'episodio (ovviamente con la ruota dentata di un robot al posto del classico anello) ma Rosie è priva della cinegenia e della disinvoltura della Megan. Le vicende private dei due protagonisti sono messe a fuoco solo nei primi minuti del film: per il resto bisogna occuparsi di salvare il mondo e ampio spazio viene lasciato alle battaglie fra i robot. Queste ultime sono talmente insistenti, ripetute, caratterizzate da eccesso di cinematismo che i più piccoli ne potrebbero restare turbati.
Il film inizia con il ricostruire le sequenze del primo sbarco sulla luna: è curioso come gli ultimi blockbuster americani ricorrano sempre più spesso al passato (è successo anche in X-men: L'inizio, ambientato ai tempi della crisi di Cuba) quasi a sottolineare che da troppo tempo nella storia patria non succede più niente di drammaturgicamente interessante.
Bisogna ancora una volta prendere atto dell'alta professionalità del regista e del produttore esecutivo Steven Spielberg ma la storia sembra essersi seduta sui tranquilli binari del già costruito: Witwicki  è sempre il solito imbranato coinvolto in storie più grandi di lui, la protagonista femminile deve solamente risultare fascinosa e i non pochi nomi di prestigio presenti come John  Malkovich, John  Turturro , Patrick Dempsey, Frances McDormand sembrano impegnati a costruire caratterizzazioni di puro alleggerimento fra una battaglia e l'altra

Autore: Franco Olearo
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione
Canale: ITALIA 1
Data Trasmissione: Venerdì, 20. Settembre 2013 - 21:10


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Unstoppable - Fuori controllo

Inviato da Franco Olearo il Sab, 12/04/2010 - 12:45
 
Titolo Originale: Unstoppable
Paese: USA
Anno: 2010
Regia: Tony Scott
Sceneggiatura: Mark Bomback
Produzione: 20th Century Fox
Durata: 99
Interpreti: Denzel Washington, Chris Pine, Rosario Dawson, Ethan Supple, Kevin Dunne

A causa di una negligenza sul posto di lavoro, il 777, un enorme treno con 39 vagoni, viene accidentalmente lanciato a folle velocità senza conducente lungo le rotaie della Pennsylvania, diventando un pericoloso missile senza controllo che minaccia l’incolumità di centinaia di cittadini americani.

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Solidarietà fra i due "eroi borghesi" di questo film. Anche i loro familiari, di fronte al pericolo corso dai loro amati, si rendono conto che non possono vivere senza di loro.
Pubblico 
Pre-adolescenti
Turpiloquio e scene di tensione nei limiti del genere.
Giudizio Artistico 
 
Tony Scott, esperto di action movie, ci sorprende perché, a dispetto di ogni accelerazione e montaggio frenetico, rimette al centro l’uomo
Testo Breve:

Unstoppable - Fuori controllo FilmVerde Un film d'azione ad alta drenalina che non manca di trasmettere buoni sentimenti come la solidarietà fra due amici e i loro familiari

È il 12 ottobre, una giornata di lavoro qualunque per Frank Barnes, se non fosse che gli è appena stato affidato come capotreno un giovane privo di esperienza, Will Colsen che, come sottolinea uno dei colleghi di Frank, “ha il cognome giusto e il contratto da pivello”: gli zii di Will, infatti, sono personaggi importanti all’interno delle ferrovie e il fratello è capo saldatore. Una vera e propria scocciatura per Frank, che lavora come macchinista da 28 anni ed è vicino al pre-pensionamento forzato.
Tra i due non nasce un’immediata simpatia, ma quando si ritroveranno a  dover prendere decisioni difficili e vitali non solo per loro, non esiteranno a farlo insieme, in piena armonia di intenti.
Un lungo treno carico di materiale tossico altamente infiammabile si ritrova contromano, senza conducente e a velocità crescente, diretto verso i centri abitati, lungo lo stesso binario sul quale viaggia il treno 1206. La causa è un errore umano: un addetto ferroviario ha commesso una leggerezza, lasciando la cabina del treno senza prima aver inserito i freni ad aria. Frank e Will, al momento dell’incidente, si trovano proprio sul 1206, a 300 km di distanza da Fuller Yard, da dove è partito il 777. Saranno proprio loro, guidati a distanza da una giovane e determinata capostazione e contravvenendo alle indicazioni di una dirigenza incompetente e che non ha fiducia nei propri uomini, a riuscire a fermare la folle corsa del treno: il piano è pericoloso e gli ostacoli innumerevoli.

Tony Scott porta in scena due personaggi molto diversi e al contempo molto simili. Nonostante la differenza di età e di esperienza li porti inizialmente ad uno scontro generazionale, entrambi i personaggi hanno alle spalle una storia umana di sofferenza che li accomuna e li unirà durante il viaggio. Frank è vedovo e ha due figlie ormai grandi che ama molto, ma non vede mai; Will è sposato da poco, ma già separato e con un’ordinanza restrittiva nei confronti del figlio piccolo.
 Tra i due nasce un’alleanza inaspettata: Will lascerà perdere il proprio orgoglio e i modi a volte un po’ bruschi del collega per fidarsi di lui e lo stesso farà Frank nei suoi confronti. Entrambi saranno decisivi nel portare a buon fine un’impresa che sembrava impossibile: servirà infatti tanto l’esperienza di uno (Frank), quanto la prestanza fisica e l’agilità dell’altro (Will).
Ispirato ad un fatto realmente accaduto, Unstoppable ha tutte le caratteristiche di un classico action movie americano, con qualche cliché tipico del genere: persone normali che si ritrovano in circostanze straordinarie e diventano così eroi, posta in gioco molto alta (quel giorno, tra l’altro, una scolaresca è in gita a Fuller Yard proprio per un programma nazionale di educazione alla sicurezza ferroviaria), corsa contro il tempo, scarica di adrenalina.
A fare aumentare agli spettatori il battito cardiaco non è solo il ritmo del film e la velocità del treno, ma anche l’espediente delle living news del telegiornale, che irrompono sugli schermi generando tensione e aprendo una finestra sul punto di vista di chi segue da casa con apprensione le sorti di due eroi nazionali e con loro di migliaia di cittadini americani.
Mentre i due eroi affrontano il rischio per salvare altre vite umane, ritrovano il senso della propria e così i loro familiari, di fronte al pericolo corso dai loro amati, si rendono conto che non possono vivere senza di loro. Le fratture si ricompongono “e tutti vissero sani e salvi e felici e contenti”.
È il trionfo dei buoni sentimenti: tenere alto l’orgoglio nazionale e “farsi paladini” della salvezza del mondo, in pieno stile americano. È forse proprio questo, però, che distingue piacevolmente Unstoppable da altri film d’azione.
Tony Scott ci sorprende perché, a dispetto di ogni accelerazione e montaggio frenetico, rimette al centro l’uomo. Mentre si lanciano all’inseguimento disperato del 777, Frank e Will recuperano, paradossalmente, il tempo della condivisione, parlando delle loro storie e delle loro ansie.
Alla fine ciò che rimane non è solo un’impresa ben riuscita ed eroica, ma una trasformazione interiore che che li riguarda personalmente. 

Autore: Eleonora Fornasari
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione


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STARSKY & HUTCH

Inviato da Franco Olearo il Lun, 11/08/2010 - 10:37
Titolo Originale: STARSKY & HUTCH
Paese: USA
Anno: 2004
Regia: Todd Philips
Sceneggiatura: John O'Brien, Stevie
Durata: 101'
Interpreti: Ben Stiller, Owen Wilson, Snopp Dog

Dave Starsky e Ken Hutchinson („Hutch“) sono due poliziotti del distretto di Bay City che vengono messi a lavorare in coppia. Il loro primo caso è il ritrovamento sulla spiaggia del cadavere di un corriere della droga. Le indagini portano a un pezzo grosso della malavita che cerca di eliminarli...

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Il senso di amicizia e solidarietà fra i due protagonisti sorregge tutto il film ma cenni all'uso di droga
Pubblico 
Adolescenti
Per una scena di nudo (di schiena) ed un bacio a tre
Giudizio Artistico 
 
Regia conun buon ritmo, brillanti interpretazioni dei due protagonisti, accurata ricostruzione degli anni '70
Autore: Stefano Mastrobuoni
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione


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SPIDER-MAN 2

Inviato da Franco Olearo il Ven, 11/05/2010 - 12:57
 
Titolo Originale: Spider-man 2 - the amazing spider-man
Paese: USA
Anno: 2004
Regia: Sam Raimi
Sceneggiatura: Alvin Sargent
Durata: 128'
Interpreti: Tobey Maguire, Kirsten Dunst, Alfred Molina

E'  dura  fare l'eroe dotato di superpoteri. Non tanto perché bisogna combattere contro cattivi molto agguerriti (quello è il meno) ma perché non si fa a tempo a scendere dai grattacieli che bisogna indossare abiti borghesi e far finta di essere delle persone normali. Oltre a combattere criminali occorre trovare il tempo per rastrellare qualche dollaro con un lavoro precario (tipo consegna della    pizza a domicilio) e si rischia di venire licenziati; Parker cerca di frequentare l'università ma non ha la testa per seguire le lezioni. Attende, come tanti altri mortali,   che il bucato  finisca nella lavanderia a gettoni salvo poi scoprire  che il vestito  da Spider-man   ha macchiato di rosso  tutti calzini. La sera, tornando nel suo squallido appartamento da pochi soldi, vorrebbe tanto buttarsi sul letto e trovare un po' di pace ma al primo richiamo delle sirene della polizia gli tocca indossare il costume  rosso e iniziare a saltare fra i grattacieli.

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
"C'è un eroe in tutti noi e val la pena esserlo"
Pubblico 
Pre-adolescenti
Per alcuni combattimenti violenti dei quali però non vediamo né dettagli né ferite
Giudizio Artistico 
 
Eccellente sceneggiatura; regia in abile equilibrio fra il grande spettacolo e la storia intimista
Testo Breve:

FilmVerde uno spiderman molto umano, che usa i suoi poteri per il duro mestiere di salvare l'umanità

Sam Raini ha realizzato un bellissimo film che riesce a conciliare le esigenze del blockbuster (lo spettacolo è assicurato con acrobatiche scene di combattimenti e salvataggi all'ultimo minuto) con un racconto profondo ed intimista.
Spider-man  (anzi Parker) ama May Jane (Kirdten Durst) ma non può dichiararsi perché teme che il nemico di turno possa vendicarsi su di lei.
Cosa fare? Non ci si troviamo di fronte ad classico dilemma che porta a rinunciare alle proprie ambizioni personali per scegliere l'amore della donna che si ama ed accontentarsi di una tranquilla vita borghese; il problema è più complesso: " da un grande dovere derivano grandi responsabilità".

Il film coglie il pretesto di un eroe  ricavato da un famoso fumetto  per trattare temi profondi che riguardano ognuno di noi.
 "Ai ragazzi servono degli eroi" dice la zia a Parker che sta per abbandonare il suo ruolo di Super-man. "Sono loro  che ci insegnano a tener duro un minuto di più; c'è un eroe in tutti noi e vale la pena di esserlo" .
Parker scopre di aver ormai forgiato il suo carattere, con o senza Super-man: nel breve periodo in cui  abdica alla sua missione e  diventa uno come tutti noi, egli mostra a se stesso e agli altri di essere generoso  ed altruista.  "Per fare la cosa giusta dobbiamo mostrare carattere e rinunciare a ciò che ci è più caro". E' la lezione che ha imparato.

E l'amore? Possibile che deve rinunciare all'amore, che i problemi che lo angustiano siano tutti e solo i suoi e non li può condividere con una dolce metà? Il finale (che non riveliamo) è interessante perché riesce a ribaltare l'ottica con la quale era stato posto il problema.

Autore: Franco Olearo
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione
Canale: ITALIA1
Data Trasmissione: Mercoledì, 14. Novembre 2012 - 21:10


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Seabiscuit Un mito senza tempo

Inviato da Franco Olearo il Gio, 11/04/2010 - 14:05
 
Titolo Originale: Seabiscuit Un mito senza tempo
Paese: USA
Anno: 2003
Regia: Gary Ross
Sceneggiatura: Gary Ross
Durata: 141'
Interpreti: Jeff Bridges (Charles Howard), Red Pollard (Tobey Maguire) Tom Smith (Chris Cooper)

“Non prendi una vita in blocco e la butti solo perché ha un difettuccio” è il leitmotiv di Seabiscuit, Un mito senza tempo, il film tratto da una storia vera raccontata dall’omonimo romanzo di Laura Hillenbrand.  Tre vite diverse, tre uomini diversi si incontrano e si scelgono.

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Pubblico 
Pre-adolescenti
Giudizio Artistico 
 
Alcune carenze nella sceneggiatura per un film forse troppo lungo

Charles Howard, ricco proprietario di una catena di automobili, Tom Smith, un vecchio cowboy con la passione di cavalli e Johnny Red Pollard, un fantino provato dalla vita. Charles Howard, divorziato dalla moglie dopo la morte prematura del figlio, si è appena sposato con Marcela; Tom Smith vive da solo e non ha amicizie; Johnny Red, affidato da bambino ad una famiglia benestante, è un uomo che non riesce a impegnarsi in un lavoro fisso.  La passione per i cavalli e per le scommesse sta spopolando in America e Charles punta tutto su questo. Punta su un cavallo indomito e imperfetto (Seabiscuit), ma potente. Punta su un fantino con un occhio cieco e con nessuna vittoria alle spalle. E li trasforma in vincitori. La bellezza di questa pellicola non è solo nella forza che trasmette, ma è soprattutto nella positività che deriva dalla veridicità della storia. Charles, il magnate delle automobili, non è un uomo avido in cerca di potere: si fida degli uomini che ha scelto e non cerca di imporre il proprio criterio. È un temerario che si spinge a sfidare uno dei più forti cavalli presenti sul mercato. Il divorzio dalla moglie è frutto di un dolore, ma è anche causa della sua incapacità di parlare e dell’incapacità della moglie di perdonare. Tom, a sua volta, sembra essere un personaggio non troppo ancorato alla realtà (ad esempio non ha una casa fissa e si fa carico di un cavallo malato e cerca di guarirlo con erbe); Seabiscuit diventa l’opportunità per uscire dal suo mondo e aprirsi a nuove amicizie; Red invece vive confezionando sconfitte e non riesce ad ottenere stima dai datori di lavoro. Il suo cambiamento avviene quando Charles e Tom gli danno fiducia e gli consegnano Seabiscuit.

Seabiscuit, Un mito senza tempo è la storia di un cavallo e di tre uomini che non si bloccano davanti alle difficoltà vere e agli errori. I difetti fisici non solo sempre un limite insuperabile: quando Red subisce un danno irreparabile al ginocchio non si dà per vinto e cerca di guarire. Seabiscuit non è un vero cavallo da corsa: è basso e ha le gambe non perfette. Quando anche Seabiscuit si ammala, Charles non lo cambia con un altro cavallo. La forza, l’ambizione dei tre protagonisti dimostrano che il talento non dipende solo dalla ricchezza o dalla copertura politica. Anche in un mondo come quello delle gare ippiche Seabiscuit riesce a capovolgere l’idea che solo i soldi creano potere e danno speranza e futuro. Non a caso il regista Gary Ross ha sviluppato la storia di Seabiscuit indugiando non solo nel raccontare l’America post-Grande depressione, ma anche nel mostrare come la paura della povertà e del fallimento economico sia lo sfondo della passione americana per le gare ippiche. Forse il limite di questo film è negli sprazzi di retorica di alcuni dialoghi e nel montaggio degli eventi: la pellicola, raccontando troppi particolari del passato dei protagonisti, rischia di far disperdere l’attenzione del pubblico.

Autore: Emanuela Genovese
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione
Canale: Paramount Channel
Data Trasmissione: Mercoledì, 24. Aprile 2019 - 1:00


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S.W.A.T. Squadra speciale anticrimine

Inviato da Franco Olearo il Gio, 11/04/2010 - 11:26
Titolo Originale: S.W.A.T.
Paese: USA
Anno: 2003
Regia: Clark Johnson
Sceneggiatura: David Ayer e David McKenna
Durata: 120
Interpreti: Samuel L.Jackson (Dan “Hondo” Harrelson) Colin Farrell (Jim Street), Michelle Rodriguez (Chris Sanchez)

La Squadra Speciale Anticrimine è impegnata a trasferire un gangster internazionale in un carcere di massima sicurezza ma  saranno in molti a cercare di liberarlo...

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Ogni uomo può sbagliare, ma l’errore porta con sé una seconda chance
Pubblico 
Adolescenti
Per la violenza ed il linguaggio
Giudizio Artistico 
 
Buona la sceneggiatura e la caratterizzazione dei personaggi . Presenza discreta di trucchi 3D che mantengono realistica l'azione
Autore: Emanuela Genovese
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione


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