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Il film non fa parte di nessuna categoria

CHE - L'ARGENTINO CHE - LA GUERRIGLIA

Inviato da Franco Olearo il Ven, 09/17/2010 - 11:28
Titolo Originale: Che part one - Che part two
Paese: Spagna, Francia
Anno: 2008
Regia: Steven Soderbegh
Sceneggiatura: Peter Buchman e Benjamin A. Van der Veen
Produzione: Benicio Del Toro e Laura Bickford
Durata: 268'
Interpreti: Benicio Del Toro

Nella prima parte, la nascita del mito. Giovane argentino dall'aria introversa, Ernesto Guevara conosce Fidel Castro nel 1955. Lasciatosene persuadere alla causa della rivoluzione cubana, il Che guida la guerriglia antibatista attraverso la Sierra Maestra fino al decisivo assedio di Santa Clara e all'ingresso vittorioso a Cuba. Nella seconda parte, la fine tragica dell'eroe che resta fedele al suo credo

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
il Comandante Guevara è stato idealizzato. La scelta di mostrare solo il rivoluzionario omette completamente, infatti, il periodo della gestione del potere e della repressione degli oppositori con metodi disumani
Pubblico 
Pre-adolescenti
Scene di violenza conformi al genere bellico.
Giudizio Artistico 
 
Eccesso di retorica da un lato, difetto dall'altro. Espungere a fini di asciuttezza antihollywoodiana qualsiasi nota sentimentale o riferimento alla vita privata del Che, tralasciare i rapporti con le due mogli e con i figli lontani, ha reso freddo il lunghissimo film.
Autore: Franco Olearo
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione


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ANGELI E DEMONI

Inviato da Franco Olearo il Ven, 09/17/2010 - 11:19
Titolo Originale: Angels & Demons
Paese: USA
Anno: 2009
Regia: Ron Howard
Sceneggiatura: Akiva Goldsman e David Koepp dal romanzo di Dan Brown
Produzione: Brian Grazer, Ron Howard e John Calley per Columbia Pictures/Imagine Entertainment/Sony Pictures Entertainment
Durata: 138'
Interpreti: Tom Hanks, Ewan McGregor, Stellan Skarsgård, Pierfrancesco Favino

In Vaticano si riunisce il conclave per eleggere il nuovo papa mentre a Ginevra al Cern un esperimento produce per la prima volta particelle di antimateria. Ma qualcuno trama nell’ombra. Quattro cardinali favoriti per l’elezione vengono rapiti, un cilindro contenete l’antimateria sottratto e una minaccia terribile consegnata alla Chiesa di Roma: l’antica organizzazione segreta degli Illuminati ha intenzione di uccidere i cardinali e poi distruggere l’intero Vaticano.  A salvare la situazione viene convocato il professor Robert Langdon, esperto di simbologia religiosa, che, nonostante sia malvisto in Vaticano a causa delle sue precedenti “scoperte” potrebbe essere l’unico capace di sbrogliare l’enigma, salvando sia i cardinali che il Vaticano.

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
La Chiesa viene presentata come un luogo di potere da gestire, che in quanto tale è “cosa morta”, sempre a rischio di produrre fanatici più o meno ingegnosi. Approccio laicista e superficiale alla questione del rapporto tra fede e scienza
Pubblico 
Adolescenti
Alcune scene di violenza efferata. Occorre una certa maturità per analizzare criticamente le grossolane tesi dell'autore
Giudizio Artistico 
 
Regia iper-professionale ma i personaggi restano tutti egualmente piatti. Manca quel poco di ironia che avrebbe reso più godibile la storia

Quanto ha dichiarato (salvo subito ritrattare per ragioni di contratto), Stellan Skarsgård (che in Angeli e Demoni interpreta il rigido capitano delle Guardie Svizzere Richter) circa la scrittura di Dan Brown (sciatta, ma efficace, come noccioline cattive che si continuano a mangiare pur sapendo che faranno male), potrebbe essere facilmente applicato anche al film tratto (con gli opportuni aggiustamenti) dal primo dei romanzi che hanno per protagonista il simbolista Robert Langdon: un film sostanzialmente inutile, costruito come un’estenuante caccia al tesoro che farà ridere non solo chiunque conosca minimamente la Chiesa cattolica e i suoi riti, ma abbia un’esperienza anche solo turistica della Capitale, e annoia sulla distanza per la totale mancanza di ironia e le pretese pseudofilosofiche.

Rispetto al precedente Codice Da Vinci questa nuova pellicola fa la scelta ruffiana di non attaccare frontalmente la Chiesa Cattolica sui “fondamentali”, ed anzi si ingegna ad affrontare, in teoria con equanimità, di fatto con un approccio laicista e superficiale, la questione del rapporto tra fede e scienza.

In un contesto di svolta come quello del conclave, tuttavia, è evidente la distanza che separa gli autori della pellicola da una qualunque concreta esperienza di fede. La Chiesa viene comunque e sempre presentata come un’Istituzione (più o meno rigida,  più o meno caritatevole, più o meno tradizionalista o aperta poco importa), un luogo di potere da gestire, che in quanto tale è “cosa morta”, sempre a rischio di produrre fanatici più o meno ingegnosi.

Rispetto a questo fraintendimento di fondo (che è evidente in un ricorso posticcio al nome di Dio – mai quello di Cristo – che può essere indifferentemente collegato a qualunque religione) è inutile forse accanirsi sulle mille imprecisioni, gli errori più o meno consapevoli, le ingenuità (come la necessità di cercare in “segretissimi” archivi vaticani informazioni per cui non servirebbe nemmeno ricorrere a uno storico dell’arte, ma solo a Wikipedia) e la generale pesantezza di un intreccio largamente prevedibile.

Resta da dire che nonostante il cast di alto livello e la regia iper-professionale, i personaggi restano tutti egualmente piatti quando non caricaturali (in particolare il camerlengo interpretato da Ewan McGregor con fastidiosa e fasulla dolcezza), la già accennata mancanza di ironia (che fa invece la fortuna di prodotti per certi versi molto simili come la saga dei Misteri dei Templari interpretati da Nicholas Cage) penalizza il godimento di una pellicola che non dovrebbe avere altra pretesa che essere commerciale e invece si impantana più volte in spiegazioni pesanti ed inutili che allungano un brodo già di per sé poco saporito.

È probabile che le solite polemiche, orchestrate ad arte dai produttori che “innocentemente” si chiedevano come mai la Chiesa avesse negato l’accesso ai suoi palazzi, garantiranno probabilmente un certo successo al film che, ci scommettiamo, ha già comunque coperto i suoi costi grazie ad un massiccio product placement (dalle auto Lancia che sfrecciano per le strade ai mille prodotti Sony che compaiono ad ogni inquadratura...).

Autore: Franco Olearo
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione


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RITORNO A BRIDESHEAD

Inviato da Franco Olearo il Ven, 09/17/2010 - 11:17
Titolo Originale: Brideshead Revisited
Paese: Gran Bretagna, USA
Anno: 2008
Regia: Julian Jarrold
Sceneggiatura: Andrew Davies e Jeremy Brock dal romanzo di Evelyn Waugh
Produzione: Miramax Films, UK Film Council, BBC Films, HanWay Films, 2 Entertain, Screen Yorkshire, Ecosse Films
Durata: 133'
Interpreti: Matthew Goode, Emma Thompson, Ben Whishaw, Hayley Atwell, Machael Gambon, Greta Scacchi

spirante pittore di origini modeste, conosce ad Oxford, dove è andato a studiare, Sebastian Flyte, fragile e originale rampollo della nobile famiglia cattolica dei Marchmain, che affoga nel bere i suoi conflitti interiori. Sebastian, che prova per Charles un attaccamento molto più che affettuoso, lo porta nella dimora di famiglia di Brideshead, dove Charles conosce il resto della famiglia: la religiosa Lady Marchmain, che ha un controllo assoluto sulle vite dei figli, e soprattutto Julia, la sorella di Sebastian, di cui Charles si innamora ricambiato. Ma il peso della loro educazione religiosa e l’influenza materna faranno sì che la felicità continui a sfuggire sia ai giovani Flyte che a Charles…

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
venta il simbolo e la più completa espressione della "libertà" moderna. Manifesto anticattolico grossolano, infarcito di luoghi comuni e pregiudizi.
Pubblico 
Sconsigliato
Per li disvalori presenti, come indicato accanto, per le scene sensuali e di nudo, baci omosessuali
Giudizio Artistico 
 
Fraintendimento plateale dell'opera letteraria originale. Manierismi recitativi dei giovani protagonisti
Autore: Franco Olearo
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione


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VINCERE

Inviato da Franco Olearo il Ven, 09/17/2010 - 10:52
Titolo Originale: Vincere
Paese: Italia, Francia
Anno: 2009
Regia: Marco Bellocchio
Sceneggiatura: Marco Bellocchio e Daniela Caselli
Produzione: Mario Gianani per Offside/Rai Cinema/Celluloid Dreams Productions/Istituto Luce
Durata: 128'
Interpreti: Giovanna Mezzogiorno, Filippo Timi, Michela Cescon

Ida Dalser, trentina di buona famiglia, conosce il giovane Benito Mussolini quando è ancora socialista e sindacalista in polemica con la religione e i padroni; lo ritrova direttore dell’Avanti! quando il futuro Duce cambia campo abbracciando l’interventismo e fondando Il Popolo d’Italia grazie al denaro di Ida che intanto aspetta un figlio da lui. Ma Mussolini ha già una donna, Rachele Guidi, da cui ha avuto una figlia e man mano che la sua carriera politica procede, il futuro Duce prende le distanze da Ida che rivendicherà invano il suo amore e i suoi diritti per poi finire rinchiusa in manicomio, separata per sempre da suo figlio.

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Resta lo sgradevole dubbio che il film metta sotto accusa, ancora più del regime , Chiesa, preti e suore, colpevoli di aver stretto i Patti Lateranensi con il tiranno e di aver accettato di fare da carcerieri alla Dalser
Pubblico 
Maggiorenni
Alcune scene di nudo e a contenuto sessuale
Giudizio Artistico 
 
Questo recupero storico, che sulla lunga distanza risulta estenuante e di fatto poco coinvolgente, non aggiunge molto di più al ritratto del personaggio, tanto più che l’interpretazione forse anche troppo intensa di Timi non riesce (o forse non vuole) a sfondare l’opacità di un carattere sopra le righe.
Autore: Franco Olearo
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione


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I LOVE RADIO ROCK

Inviato da Franco Olearo il Gio, 09/16/2010 - 13:21
Titolo Originale: The boat that rocked
Paese: Gran Bretagna
Anno: 2009
Regia: Richard Curtis
Sceneggiatura: Richard Curtis
Produzione: Films, Portobello Studios, Tightrope Pictures, Medienproduktion Prometheus Filmgesellshaft
Durata: 135'
Interpreti: Philip Seymour Hoffman, Bill Nighy, Rhys Ifans

Inghilterra, 1967. Carl, appena espulso dalla sua scuola perché sorpreso a fumare, viene spedito dalla madre presso il padrino Quentin, il proprietario di una nave “pirata” che dalle sicure acque del Mare del Nord trasmette 24 ore al giorno la musica rock, molto mal vista dal governo britannico, che ne teme gli effetti corruttori e che cerca quindi di ogni modo di fermare l’attività. In un’atmosfera di amore libero e anarchia assoluta, Carl riceverà dall’eccentrico gruppo di DJ che guidano le trasmissioni molte lezioni sulla vita, troverà «amore» e forse anche il padre che non ha mai conosciuto. Ma le perfide manovre del ministro Dormandy incombono e l’avventura di Radio Rock rischia di finire in modo tragico...

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
L’impressione che resta è di una soddisfazione animale un po’ generica e indifferente Il nichilismo come una posizione umana che Curtis vorrebbe presentarci come eroica ma che in definitiva resta solo velleitaria.
Pubblico 
Sconsigliato
Molte scene a contenuto sessuale e di nudo, linguaggio scurrile, uso di droga.
Giudizio Artistico 
 
La storia, che ambiva forse ad essere una sorta di bildugsroman, finisce per rimanere sfilacciata e poco convincente,

Esplicitamente concepito dall’autore di Quattro matrimoni e un funerale  e Love Actually, come omaggio ad un’epoca pionieristica della musica rock e della radio in Gran Bretagna, legato alla giovinezza e in quanto tale ammantato del fascino del proibito e della nostalgia, l’ultimo film di Richard Curtis si dimostra assai meno riuscito delle sue opere precedenti forse proprio per questo eccesso di coinvolgimento.

I personaggi, a partire dal giovane protagonista Carl, figlio di una madre molto alternativa che non gli ha mai detto il nome di suo padre, timido e ancora sessualmente inesperto, sono una serie di figure icastiche ma poco approfondite: i dj della nave (il filosofico Conte, il misterioso Bob, l’ingenuo Simon, l’enigmatico Mark Mezzanotte, l’ironico e sovrappeso Dave, l’esuberante Gavin), la cuoca lesbica sfortunata in amore, lo stesso Quentin, la sua nipote carina e leggerotta, la madre alternativa di Carl, tutti finiscono per rimanere parte dello sfondo senza assumere il peso vero della storia.. L’unico serio tentativo di differenziarli, non solo fisicamente, l’uno dall’altro, è lo stile della loro attività sessuale, più o meno ricca, più o meno fortunata, più o meno promiscua, ma che rischia di diventare quasi l’unico elemento di reale caratterizzazione.

Forse perché il vero protagonista della pellicola è proprio il rock; sia i nostri “eroi” sia i loro avversari (il ministro del governo britannico Dormandy dai baffetti hitleriani e dalla vita famigliare squallida, con atteggiamenti fascistoidi e un aiutante con un nome che suona più o meno come «coglione») sembrano considerarlo soprattutto come un simbolo di una rivoluzione culturale, di cui l’aspetto più evidente è la liberazione sessuale ma che può anche estrinsecarsi nella libertà di dire parolacce proibite in una trasmissione pubblica (un’immagine un po’ bambinesca della libertà di espressione purtroppo ancora molto attuale). In soldoni, più o meno per tutti gli abitanti di Radio Rock, dal dj più strampalato alla cuoca lesbica, la musica è soprattutto un mezzo per rimorchiare a terra o sulla «nave dell’amore».

Già questa definizione rende evidente la voluta confusione tra sesso (presente in abbondanza) e sentimento (che scarseggia). Nella pellicola si parla di amori travolgenti e di innamoramenti a prima vista, ma che si tratti della «prima volta» di Carl o delle fan che a cadenza quindicinale visitano la nave, l’impressione che resta è di una soddisfazione animale un po’ generica e indifferente (tanto che si può pensare di «passarsi» le ragazze senza tanti problemi e il tradimento di un amico che ti ruba la donna finisce presto in caciara).

La scelta un po’ furbetta di rappresentare il nemico con figurette macchittistiche senza vere motivazioni se non l’esercizio arbitrario del potere e un generico ottuso tradizionalismo, alla fin fine nuoce alla riuscita dell’operazione perché, quando dopo tanta melina resa sopportabile dalla magnifica colonna sonora, entra in scena la tragedia (la nave costretta alla fuga, rischia un affondamento in stile Titanic e il perfido ministro nega gli aiuti) non riusciamo a prenderla davvero sul serio. Così la storia, che ambiva forse ad essere una sorta di bildugsroman, finisce per rimanere sfilacciata e poco convincente, anche per colpa delle tante sottotrame lanciate e perse per strada.

L’unico momento di (triste e forse non del tutto volontaria) verità, è quello del dialogo tra il giovane e ancora illuso Carl e il Conte, che sembra per un attimo divenire conscio dell’essenza effimera e in definitiva ingannevole di un modo di vita fatto tutto di esaltata autoaffermazione, ma privo di un vero futuro che non sia solo «decadenza». In quel momento scorgiamo il nichilismo in ultimo terribilmente doloroso di una posizione umana che Curtis vorrebbe presentarci come eroica ma che in definitiva resta solo velleitaria.

Autore: Franco Olearo
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione


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IL PROSSIMO TUO

Inviato da Franco Olearo il Gio, 09/16/2010 - 12:31
Titolo Originale: IL PROSSIMO TUO
Paese: Italia, Francia, Finlandia
Anno: 2008
Regia: Anne Ritta Ciccone
Sceneggiatura: Anne Ritta Ciccone
Produzione: Francesco Torelli per la Trincea Cinematografica, FS Film Oy, Astra Film
Durata: 124'
Interpreti: Jean-Hugues Anglade, Maya Sansa, Laura Malmivaara, Sulevi Peltola

Eeva è fredda, scostante, non vuole né dare né ricevere confidenze: fa la hostess di terra a Helsinky e sembra trovarsi a suo agio solo nella sua villetta, isolata in una valle coperta di neve. Jean Paul è un cronista di guerra rimasto traumatizzato dalla morte di tutti i suoi colleghi  in una imboscata durante la guerra in Irak. Non riesce a riprendere il lavoro nel suo giornale di Parigi ed  è assillato dalla moglie da cui ha divorziato perché non  paga più gli alimenti. Elena è figlia di immigrati che sono riusciti a gestire in proprio  un bar alla periferia di Roma. Desiderano che la figlia si prenda un diploma di ragioneria ma Elena ha  un sogno: diventare pittrice e inizia a frequentare un corso all'insaputa dei suoi genitori...

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
In un mondo che appare violento ed ostile, l'unico sollievo ci viene dall'aiutarci l'un l'altro e c'è chi si apre alla speranza della fede
Pubblico 
Maggiorenni
Sequenze di film pornografici, una scena di stupro, una nudità maschile integrale
Giudizio Artistico 
 
L'autrice, nelle due ore del film ha alcuni momenti felici ma complessivamente l'opera ha un ritmo lento e scopertamente didascalica

Il sottofondo che accompagna le tre storie in tre diverse città europee è l'attentato terroristico alla metropolitana di Madrid ma a questa insicurezza globale se ne aggiungono altre tutte personali: l'animo dei tre protagonisti è stato ferito in circostanze diverse questo  ne ha determinato l'isolamento, il loro porsi in atteggiamento di costante autodifesa.

Eeva, che ha subito una violenza personale (quasi peggiore della violenza fisica subita è il commento del poliziotto: "come, ha dato confidenza a uno in spiaggia di cui non conosceva nemmeno il nome? Bisogna stare più attenti signora...") desidera solo stare da sola e non vuole ragazzi intorno. Jean Paul ha perso la fiducia in se stesso e la forza per andare avanti; il suo ricorso continuo alla pornografia su Internet, gli da l'illusione di sentirsi ancora vivo ma ha iniziato in questo modo una spirale discendente da cui non riesce più ad uscire. Maddalena è una giovane pittrice che fa  sesso senza amore perché non vuole fare la fine di sua madre, morta suicida per una passione non corrisposta; "siamo tutti schiavi: questo mondo non libera il sesso, non  libera la bellezza, figurati l'amore. Non devi avere speranze se vuoi sopravvivere" confida a Elena, l'adolescente sua allieva, che a sua volta non comprende la prosaicità del duro lavoro dei genitori immigrati, il loro impegno per integrarsi e portare avanti il loro piccolo bar: vede nella pittura un modo per vivere "una vita diversa" .

L'autrice, dopo avere presentato nella prima parte del film le problematiche di cui sono afflitti i tre protagonisti, ci offre la soluzione nella seconda parte: l'unica cura per guarire dai propri mali è uscire da se stessi e offrire solidarietà al nostro prossimo, che probabilmente soffre come noi e più di noi.

Ognuno di noi ha il suo angelo custode e chi ci sta vicino, per scelta o per caso, finisce per  aiutarci nel modo più impensato: Eeva ha come  vicino di casa un vecchio professore rimasto solo: è colmo di tristezza perché  l'unica sua figlia  non viene mai a trovarlo ed Eeva decide di aiutarlo per essere aiutata . Jean Paul ha due figli adolescenti che soffrono per la separazione dei loro genitori: hanno bisogno del loro padre tanto quanto lui ha bisogno di loro.

Anche Maddalena, vedendo la passione della sua allieva per la pittura, recupera l'entusiasmo di un tempo  e forse ora riuscirà ad innamorarsi; Elena invece, dopo che un assalto di xenofobi ha distrutto il bar dei suoi genitori, comprende il valore dei loro sacrifici  e forse farà ragioneria, come loro chiedono.

Tutte tre le storie parallele virano nel finale verso la speranza (anche se con soluzioni drammaturgiche a volte sbrigative, come il pestaggio di Jean Paul da parte dei protettori di una prostituta e il repentino arrivo della polizia) e l'autrice mostra una certa finezza nel ritrarre i personaggi; tuttavia il modo con cui  vuole esporre il suo teorema è troppo didascalico e scoperto nelle intenzioni, nelle due lunghe ore (il film è stato già ridotto rispetto all'originale) di spettacolo.

Un cameo di speranza viene dal figlio di Jean Paul: vuole farsi prete, con grande costernazione della madre che cerca di correre ai ripari facendo intervenire una psicologa; ma il suo modo sereno di dedicarsi agli handicappati,  il suo soffermarsi  in preghiera nella chiesa che frequenta,  è disarmante. Forse il mondo in cui viviamo non è frutto di una mano ostile, nonostante le tante evidenze contrarie,   sembra suggerire l'autrice.

"Crede anche nel Paradiso: te lo puoi immaginare?" commenta suo padre, fra il sorpreso e il compiaciuto.

Autore: Franco Olearo
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione


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ST TRINIAN'S

Inviato da Franco Olearo il Gio, 09/16/2010 - 12:27
Titolo Originale: St Trinian's
Paese: Gran Bretagna
Anno: 2007
Regia: Oliver Parker e Barnaby Thompson
Sceneggiatura: Piers Ashworth e Nick Moorcroft dalle tavole di Ronald Searle
Produzione: Oliver Parker, Barnaby Thompson e Mark Hubbard per Ealing Studios, Fragile Films
Durata: 100'
Interpreti: Colin Firth, Rupert Everett, Gemma Arteton

i St. Trinian's, diretto dalla preside Camilla Fritton, è in crisi finanziaria e rischia di essere chiuso proprio quando nella scuola arriva Annabelle, figlia del fratello di Miss Fritton, un gallerista dalla moralità disinvolta che vuole solo togliersi dai piedi la figlia e spera di convincere la sorella a vendere la scuola a degli speculatori A peggiorare le cose la decisione del nuovo ministro dell’Istruzione, Geoffrey Thwaites, una vecchia conoscenza di Camilla, di fare del risanamento dell’istituto un esempio della sua riforma scolastica. Quando capiscono che la scuola rischia la chiusura le indisciplinate allieve del St.Trinian’s decidono salvare la scuola a modo loro…

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Il film è un inno idiota all’anarchia e la contrapposizione ai soliti rigidoni di turno è fatta in nome del vuoto pneumatico, popolato da studentesse in versione conigliette di Playboy
Pubblico 
Maggiorenni
Linguaggio volgare, scene di nudo e sensuali, uso di droga
Giudizio Artistico 
 
Baraccone musical-adolescenziale, racconto eccessivo e volgarotto, filmetto del tutto dimenticabile.
Autore: Franco Olearo
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione


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CORALINE E LA PORTA MAGICA

Inviato da Franco Olearo il Gio, 09/16/2010 - 12:17
Titolo Originale: Coraline
Paese: USA
Anno: 2009
Regia: Henry Selick
Sceneggiatura: Henry Selick dal romanzo omonimo di Neil Gaiman
Produzione: Laika, Pandemonium
Durata: 100'

Coraline, che si è appena trasferita con i genitori (perennemente impegnati) in una nuova, misteriosa casa, non ascolta i consigli di chi le dice di tenersi alla larga dalla porticina che la conduce, nottetempo, in una realtà parallela che sembra venire incontro a tutti i suoi desideri. Ma il mondo magico nasconde un segreto e, divenutane consapevole, Coraline dovrà lottare per salvare se stessa e la sua famiglia.

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Coraline impara ad apprezzare ciò che ha, ad andare oltre i giudizi affrettati riscoprendo la bellezza del suo imperfetto quotidiano.
Pubblico 
Adolescenti
Qualche scena di tensione e impressionante
Giudizio Artistico 
 
Il film consente di godersi il tripudio di invenzioni messe in campo dagli autori: dalle atmosfere piovose e un po’ gotiche del mondo reale a quelle rutilanti di colori del mondo oltre la porta magica
Autore: Franco Olearo
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione


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CHERI

Inviato da Franco Olearo il Gio, 09/16/2010 - 11:23
Titolo Originale: CHERI
Paese: Gran Bretagna, Germania, Francia
Anno: 2009
Regia: Stephen Frears
Sceneggiatura: Christopher Hampton
Produzione: Bill Kenwright Films Ltd, MMC Independent, Pathè Production
Durata: 110'
Interpreti: Michelle Feiffer, Kathy Bates, Rupert Friend

Parigi nel periodo della Belle Epoque, qualche anno prima dello scoppio della Grande Guerra. Non c'è solo la bella Otero a far girare la testa a principi e ricchi borghesi, ma anche Lèa de Lonval, ricca ma ormai sulla soglia della cinquantina, e la sua amica ed ex rivale madame Peloux, ormai ritiratasi dal mestiere. Quest'ultima prende la strana iniziativa di far incontrare suo figlio diciannovenne soprannominato Cherì, un bel tenebroso senza nerbo, con la quasi "zia" Lèa. Pensa che in fondo per il figlio avere un'amante matura sia meglio che passare le serate a bere e a fumare oppio...

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Al di là dell'eleganza della forma e dell'ironia del racconto, si tratta di un incontro fra una prostituta di lusso e un giovane vanesio incapace di crescere
Pubblico 
Maggiorenni
Scene di incontri sessuali con nudità maschili
Giudizio Artistico 
 
Bellissimi costumi, accurate ambientazioni Art Dèco, brave la Feiffer e ancor più la Bates. Ma per raccontare il vuoto...

Non é ben chiaro perché ci sia un interesse a realizzare film come questi.

Siamo a Parigi, nella mitica Belle Epoque (rivissuta attraverso stupendi interni in stile Art Dècò). Lèa é una prostituta di lusso arrivata ormai alla fine di una molto lucrosa carriera; con un umorismo molto inglese che pervade tutto il racconto, lei  trova che non ci sia niente di meglio che  poter finalmente dormire in un letto senza doverlo condividere con nessuno.

Cherì invece ha solo 19 anni, non ha nulla da fare (é figlio di un' altra cocotte a cui gli "affari" soo andati molto bene) se non vivere senza alcuno scopo le fatue notti di Parigi.

I due si incontrano, complice la madre dl lui e dimentichi della differenza di età, hanno una relazione per ben sei lunghi anni, ovviamente a spese del patrimonio di Léa.

La storia è tutta qui perché anche quando, per puri motivi di convenienza, Cherì accetta di sposare Edmèe, graziosa diciannovenne figlia di Marie-Laure, un'altra cortigiana, i due amanti continueranno a farsi del male, ritrovandosi e respingendosi secondo i flussi alterni della loro passione.

Ritorna di nuovo la domanda: che interesse può avere per il pubblico un amore simile (anche molto fisico, come sottolineano alcune scene che sottopongono la cinquantenne Pfeiffer e il direttore della fotografie a sofisticati giochi di prestigio)?.

Forse si voleva mostrare la bellezza trasformante dell'amore: due persone provenienti da ambienti degradati, si riscattano e ritrovano la loro dignità di persone, ma in realtà niente di tutto questo accade. Al contrario: appare evidente, al di là del romanticismo struggente della storia, che il loro è stato l' incontro di due egoismi: un amore sterile destinato solo a generare dolore.

Molto bella e onesta  la confessione finale di Lèa: chiede perdono a Cherì perché se lo avesse amato veramente lo avrebbe aiutato a maturare (quindi a desiderare una famiglia e dei figli); al contrario lo ha protetto e come "bloccato" nella sua giovinezza. Ha passato ogni giorno   con lui come se dovesse essere l'ultimo: nessun futuro  poteva venir costruito, nessuna visione progettuale era possibile per il loro amore. Ha cercato di  carpire da lui fino all'ultimo quellla giovinezza che si stava allontanando da lei.

Anche su Cherì pesa una grossa responsabilità:  riscattarsi e costruire  insieme a sua moglie una famiglia o restare eterno bambino cullato dalla materna Lèa.
L'inizio della Grande Guerra risolverà le loro incertezze è chiuderà un'epoca.

 

Molto brava la Feiffer nella mobilità del suo volto che da un sorriso di speranza si scolora rapidamente nel'angoscia della solitudine. Forse ancor più brava la Bates nella sua calcolata determinazione di madre.

La storia é molto simile a quanto racconta il film La Diva Giulia  : in quel caso una matura attrice di teatro non trovava niente di meglio, per tornare a sentirsi viva, che prendersi come amante un giovane vanesio. Di nuovo l'inizio della guerra (si trattava della guerra del '39) poneva fine a quella storia privata e a tutto un mondo fatuo.

Frears ha cercato, con la contrapposizione fra il lusso e l'eleganza delle ambientazioni e il dramma interiore dei personaggi, di farci adombrare la fine imminente di un'epoca vissuta con troppa leggerezza: un impegno forse troppo ambizioso per una storia così modesta

Autore: Franco Olearo
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione


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IL GRANDE SOGNO

Inviato da Franco Olearo il Gio, 09/16/2010 - 11:19
Titolo Originale: IL GRANDE SOGNO
Paese: Italia, Francia
Anno: 2008
Regia: Michele Placido
Sceneggiatura: Doriana Leondeff, Angelo Pasquini, Michele Placido
Produzione: Pietro Valsecchi e Camilla Nesbitt per Taodue, Babe Film in collaborazione con Medusa Film e Sky
Durata: 101'
Interpreti: Riccardo Scamarcio, Jasmine Trinca, Luca Argentero, Laura Morante, Silvio Orlando

Nel '68 Laura è studentessa universitaria alla Sapienza di Roma; primogenita di una tranquilla e benestante famiglia borghese di impostazione cattolica, sente il vento della ribellione in arrivo: partecipa alla marcia della pace per la guerra nel Vietnam, all'università affronta il suo professore denunciando le discriminazioni in atto verso gli studenti operai e quando l'università viene occupata, aderisce con entusiasmo all'iniziativa, anche per un certo interesse verso Libero, leader carismatico del movimento. Nicola, giovane pugliese di modeste origini fa il poliziotto nella squadra celere di Roma. Gli viene comandato di infiltrarsi fra gli studenti che occupano l'università e in quell'occasione conosce Laura...

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Della convulsa stagione della rivolta studentesca del '68 restano nascoste le motivazioni e manca un giudizio critico su quel periodo, in particolare sulla deriva violenta che ne scaturisce. Di evidente appare solo la voglia di libertà sessuale dei protagonisti
Pubblico 
Maggiorenni
Una scena di nudo femminile integrale. Diverse sequenze di rapporti amorosi con nudità parziali. Molto turpiloquio.
Giudizio Artistico 
 
Buona ricostruzione di alcuni eventi chiave del '68 ma i personaggi mancano di profondità e il film si limita a mostrare senza spiegare. Efficace interpretazione di Riccardo Scamarcio
Autore: Franco Olearo
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione


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