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SFIDA SENZA REGOLE

Inviato da Franco Olearo il Gio, 09/23/2010 - 11:26
Titolo Originale: Righteous Kill
Paese: USA
Anno: 2008
Regia: Jon Avnet
Sceneggiatura: Russell Gewirtz
Produzione: Millenium Films/Nu Image Films/ Emmet-Furla Films / Inventure Entertainment;
Durata: 100'
Interpreti: Robert De Niro, Al Pacino, Carla Gugino, John Leguizamo

I detective Turk e Rooster,due veterani della polizia di New York alle soglie della pensione, devono affrontare un serial killer che agisce come un giustiziere, eliminando stupratori, papponi, trafficanti di droga e spacciatori e lasciando accanto ai corpi una pistola e una poesia. Ben presto, però, gli indizi sembrano indicare come possibile colpevole un poliziotto…

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Si cade facilmente nella tentazione di manipolare le prove per punire chi si sa colpevole. Ennesimo luogo comune del prete pedofilo
Pubblico 
Maggiorenni
Violenza, turpiloquio, uso di droga, qualche scena sensuale
Giudizio Artistico 
 
Storia inconsistente e prevedibile. Non destano simpatia i due poliziotti ingrigiti di De Niro e Pacino
Autore: Franco Olearo
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione


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FUORI CONTROLLO

Inviato da Franco Olearo il Ven, 09/10/2010 - 11:27
Titolo Originale: Edge of Darkness
Paese: USA
Anno: 2009
Regia: Martin Campbell
Sceneggiatura: William Monahan e Andrew Bovell, ispirata alla miniserie Edge of Darkness ideata da Troy Kennedy-Martin
Produzione: GK Films/ BBC Films/ Icon Production
Durata: 116'
Interpreti: Mel Gibson, Ray Winstone, Danny Huston

Il detective Thomas Craven è un poliziotto di Boston con una vita solitaria e regolare. Quando sua figlia Emma viene uccisa sulla porta di casa da un proiettile apparentemente destinato a lui, Craven non si rassegna e comincia a indagare, deciso a trovare e punire il colpevole. A  poco a poco gli indizi, in parte forniti dall’ambiguo Jedburgh, lo indirizzano su una pista che porta a potenti industrie coinvolte con l’amministrazione governativa. Craven comincia a capire che Emma era rimasta implicata in un pericoloso mistero in cui sono coinvolti interessi molto grandi…

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Il fatto che i cattivi siano puntiti dà ben poca soddisfazione allo spettatore in una vicenda che riposa su una morale del fine che giustifica i mezzi ben poco condivisibile.
Pubblico 
Adolescenti
Per diverse scene di violenza e per il linguaggio
Giudizio Artistico 
 
Lo sviluppo della vicenda resta asfittico eci si poteva forse aspettare qualcosa di più in termini di approfondimento delle psicologie e delle problematiche morali legate alla vicenda.

Per il suo ritorno da attore dopo un periodo di ghettizzazione da parte dell’industria hollywoodiana seguito alle sue disavventure giudiziarie, Mel Gibson sceglie una figura di poliziotto e di padre che in parte riprende le caratteristiche di suoi precedenti personaggi (il solitario Martin Riggs dei vari Arma letale, ma anche, in qualche modo, il padre vendicatore di The Patriot), ma che qui è messa soprattutto al servizio di un racconto che rientra appieno del genere della cospirazione oggi così popolare.

Il film è l’adattamento di una miniserie di oltre 20 anni fa (aggiornato dai tempi della Guerra Fredda a quelli delle perfide corporazioni paragovernative) e gli espedienti usati dagli sceneggiatori (tra cui il bravo Monahan di The Departed e Mystic River)  per calarlo in un’America contemporanea, in cui gli intrecci di potere e denaro sono ormai un’ossessione, rendono la pellicola solida sotto il profilo della struttura, anche se non altrettanto “pesante” sotto quello dello spessore dei personaggi e dell’interesse tematico.

È apprezzabile, infatti, una certa delicatezza nel raccontare il rapporto che lega il ritroso Thomas alla figlia Emma (che prosegue anche dopo la morte di lei, attraverso una sorta di dialogo interiore), ma purtroppo lo sviluppo della vicenda resta asfittico e il progressivo intestardirsi del protagonista sull’individuazione dei colpevoli finisce per trasformarsi in un’implicita approvazione del suo desiderio di vendetta. Nemmeno il poetico (se non pacificatorio) finale basta a riscattare una linea di racconto in realtà piuttosto povera.

Dal regista di Casino Royale  nonché dall’interprete di tanti film d’azione con l’anima ci si poteva forse aspettare qualcosa di più in termini di approfondimento delle psicologie e delle problematiche morali legate alla vicenda.

È curioso che, al di là del protagonista, a cui comunque Gibson regala una certa empatia, il personaggio a cui gli autori sembrano aver dedicato più attenzione è quello dell’ambiguo “risolutore” Jedburgh, al soldo dei “cattivi”, ma di fatto operativo secondo una certa autonomia.

Giunto a un momento particolare della sua vita (anche se questo lo veniamo a sapere verso la fine della storia), Jedburgh sembra infatti non accontentarsi più di fare pulizia per conto di potenti meno intelligenti di lui, ma si pone come punto di vista “morale” sulla vicenda, riservandosi di giudicare e punire  come un letterale deus ex machina.

Che i cattivi (ma non solo loro…) siano puntiti dà però ben poca soddisfazione allo spettatore in una vicenda che, se da una parte non riserva grandi sorprese, dall’altra riposa su una morale del fine che giustifica i mezzi ben poco condivisibile.

Autore: Franco Olearo
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione


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