Fantasy

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THOR

Inviato da Franco Olearo il Sab, 04/30/2011 - 10:37
 
Titolo Originale: THOR
Paese: USA
Anno: 2011
Regia: Kenneth Branagh
Sceneggiatura: Ashley Miller, Zack Stentz, Don Payne
Produzione: MARVEL ENTERPRISES
Durata: 130
Interpreti: Chris Hemsworth, Natalie Portman, Tom Hiddleston, Idris Elba, Anthony Hopkins, Rene Russo

Thor viene mandato sulla Terra a vivere tra gli esseri umani e a imparare il vero significato dell'eroismo. Nel frattempo, il fratellastro Loki, suo acerrimo nemico, invierà le oscure forze di Asgard ad invadere la Terra e Thor sarà chiamato a combattere.

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
L'irrequieto principe Thor imparerà ad essere generoso e a sacrificarsi per gli altri. Con un'operazione simile a quella di Tolkien per la saga de Il signore degli Anelli, Kenneth Branach ha riletto la mitologia nordica in chiave di etica cristiana
Pubblico 
Tutti
Giudizio Artistico 
 
Sfavillante favola visiva, bravi i protagonisti: la presenza di un tocco di ironia evita di prendere troppo sul serio lo sviluppo della storia, a volte fanciullesco ed inverosimile
Testo Breve:

La mitologia nordica, un mondo  magico, oscuro, gravido di sangue (spesso fratricida), popolato di mostri famelici e guerrieri possenti, non ha mai smesso di ispirare l’arte di narrare. In questa sfavillante favola visiva  Il guerriero Thor, ricavato dai fumetti Marvel, imparerà ad essere generoso e a sacrificarsi per gli altri.    imparerà ad essere generoso e a sacrificarsi per gli altri.  Il guerriroIl

«Si colpiranno i fratelli / l’uno all’altro daranno la morte». Così sta scritto nella Profezia del veggente, testo norreno del X secolo, sorgente viva di  un ceppo linguistico, una cultura comune e un immaginario collettivo. La mitologia e la letteratura norrena, germanica e nibelungica, celtica e druidica, la saga dell’immortale Re Artù e del magico Merlino, il paganesimo delle genti del settentrione europeo, da qui traggono linfa preziosa. Questo universo magico, oscuro, gravido di sangue (spesso fratricida), popolato di mostri famelici e guerrieri possenti, non ha mai smesso di ispirare l’arte di narrare. Da quest’universo meraviglioso in tanti hanno tratto ispirazione: da Tolkien per la saga de Il signore degli Anelli, a Richard Wagner per la musica incalzante e sterminata. Talvolta ha richiamato persino sciagurate attenzioni, come la convinzione della veridicità del  mito dell’«universo di  ghiaccio» da parte di Himmler, nutrimento essenziale del suo misticismo nazista. Il cinema «blockbuster» americano nell’ultimo ventennio ha frugato a piene mani nel paganesimo nordico, capace anche di arricchire l’industria culturale di fumetti e videogiochi. Ultimo in ordine di tempo di questo «macro-genere» multimediale è Thor, sfavillante favola visiva in 3D. Dentro c’è tutto. Il padre degli dèi Odino, suo figlio Thor armato di martello onnipotente, e il fratello traditore Loki. Gli antichi eroi piovono sulla Terra come alieni, simili a noi (accedeva anche in L’ultimo vichingo). Ecco allora il New Mexico del primo avvistamento extraterrestre, la polizia segreta a metà tra Incontri ravvicinati del terzo tipo e Men in Black, gli ologrammi di Guerre stellari. C’è anche la spada di Re Artù, sostituita dal martello di Thor, conficcato non nella roccia ma nella sabbia del deserto. E poi la scienza si mescola alla magia, senza più confini. Può mancare l’amore? Certo che no. La scienziata Jane Foster (interpretata da Nathalie Portman) impegnata nella verifica di una sua ardimentosa teoria astrofisica dal cielo, oscuro e minaccioso  sembra ricevere una risposta affermativa, attraverso una incredibile e imprevista tempesta. Ma dal cielo piove un gigante biondo, Thor (l’attore australiano Chris Hemsworth), cacciato dal padre Odino (il grande Anthony Hopkins) su un mondo ostile, per espiare i peccati di superbia e insubordinazione. Come può una comune mortale non innamorasi di un così coraggioso, forte ed simpatico cavaliere? Il paganesimo, il naturalismo religioso così presente in film come Beowulf di Robert Zemeckis o Avatar di James Cameron, non c’è in Thor di Kenneth Branagh. Perché? La risposta va ricercata nel talento del regista. Ma che c’azzecca l’autore di Molto rumore per nulla e Hamlet col fumettone  tridimensionale, sovraccarico di meraviglie visive e dal costo multimilionario? Raro esempio di umanista europeo (nato a Belfast nel 1960), artista non spaventato dai fumetti Marvel Comics e dalla diffusa ostilità per gli effetti speciali, Branagh è riuscito a piegare l’immaterialità della tecnica. Ha riletto la mitologia nordica attraverso Shakespeare. E ricordandosi di San Paolo che vedeva nel pessimismo e nella disperazione dei pagani la mancanza della speranza, ha chiuso il racconto (fantascientifico quanto si vuole, ma shakespeariano e dunque eticamente cristiano) con queste parole: «bisogna continuare ad avere speranza».      

Autore: Claudio Siniscalchi
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione
Canale: ITALIA 1
Data Trasmissione: Mercoledì, 13. Gennaio 2016 - 21:10


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Harry Potter e i doni della morte - Parte I

Inviato da Franco Olearo il Dom, 12/12/2010 - 16:01
 
Titolo Originale: Harry Potter and the Deathly Hallows: Part I
Paese: USA/GRAN BRETAGNA
Anno: 2010
Regia: David Yates
Sceneggiatura: Steve Kloves (dal romanzo di J.K. Rowling)
Produzione: Warner Bors. Pictures/Heyday Films
Durata: 146'
Interpreti: Daniel Radcliffe, Emma Watson, Rupert Grint, Ralph Fiennes, Michael Gambon, Alan Rickman, Ekena Bonham Carter, Jason Isaacs, Bill Nighy, John Hurt, Ciarán Hinds, Rhys Ifans, Miranda Richardson, Imelda Staunton

Dopo la morte di Silente, Voldemort pare non avere più avversari e si impadronisce anche del Ministero della Magia. Per l’Ordine della Fenice la priorità è mettere al sicuro Harry Potter, l’unico a poter contrastare il Signore Oscuro. Quando anche le migliori difese sembrano fallire, Harry, Ron ed Hermione si imbarcano in una ricerca disperata dei misteriosi horcruces, gli oggetti in cui Voldemort ha nascosto i pezzi della sua anima. Il viaggio difficile e solitario mette a dura prova i legami tra i tre amici mentre la via di salvezza potrebbe nascondersi nei misteriosi e leggendari doni della morte…

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Parchissimi accenni ai rapporti familiari forzatamente abbandonati ma anche l’improvviso calore di una funzione natalizia in una chiesa di campagna
Pubblico 
Adolescenti
Diverse scene di violenza, tortura e tensione potenzialmente impressionanti per i pre-adolescenti
Giudizio Artistico 
 
Una narrazione che è per lo più molto oscura, tesa e drammaticaanche per l’atmosfera generale degna di un thriller o un horror per adulti più che di un fantasy per bambini.
Testo Breve:

Atmosfera tesa, degna di un horror più che di un fantasy per bambini per il penultimo film della famosa serie

Giunge nei cinema la prima parte dell’ultimo capitolo della saga del maghetto che ha incantato milioni di giovani lettori e reso ricca la sua autrice.  L’ultimo dei sette libri (un tomo di oltre settecento pagine) avrebbe forse beneficato delle forbici di uno sceneggiatore e di un editor coscienziosi, ma qui ha avuto la meglio l’avidità dei produttori, restii a lasciar andare la gallina dalle uova d’oro prima di averla spremuta a dovere.

Così il volume finale è diviso in due blocchi e questo film, più dei precedenti, lascia le fila del racconto in sospeso e una certa insoddisfazione rispetto a una trama un po’ altalenante e personaggi in preda ad incertezze e patemi vagamente ripetitivi.

Messi elegantemente da parte gli alleati nel movimentato inizio (una fuga a cavallo di scope e motociclette volanti con sette copie di Harry a confondere il nemico, un matrimonio interrotto sul più bello, un po’ di lutti e feriti), a farla da padrone è il terzetto Harry-Hermione-Ron, che oltre a risolvere l’enigma di come eliminare Voldemort distruggendo i pezzi di anima che ha distribuito qua e là, deve fare i conti con gelosie e passioni adolescenziali.

E forse sue queste ultime si perde anche un po’ troppo tempo viste le circostanze: alla fin fine ci sarebbe anche da salvare il mondo oltre che accapigliarsi per amore. Molto più che delle gelosie immotivate di Ron verso l’amico più figo e pure predestinato, emozionano i parchissimi accenni ai rapporti familiari forzatamente abbandonati (struggente il momento di addio di Hermione ai genitori “babbani” - umani senza poteri magici), a cui cancella anche il ricordo della propria esistenza), ma anche l’improvviso calore di una funzione natalizia in una chiesa di campagna che Harry e l’amica ascoltano da lontano durante la visita al paese natale di Silente.

Significativamente, in una saga dove la Rowling ha volutamente cancellato i riferimenti religiosi, proprio in questa occasione nel libro i due leggevano su una lapide in un cimitero una frase di San Paolo (“l’ultimo nemico ad essere sconfitto sarà la morte”) che nel contesto rischia di apparire minacciosa (Voldemort sta cercando di diventare immortale) ma che Hermione riporta al suo più autentico significato, che sarà poi essenziale per l’esito di tutta la storia.

Nel film questo momento scompare e questa scelta non può apparire di certo casuale in una saga che nel confronto con la morte e il lutto ha il suo tallone d’Achille.

Non è l’unica ma forse la più curiosa “dimenticanza” in un racconto che per molti versi non fa un buon servizio all’originale, forse, come accaduto in parte nei capitoli precedenti, preoccupato più che di rispettare la natura fantastica e la forza emotiva della storia, di scovare riferimenti “politici” nelle vicende, trasformando i mille camei di grandi attori in pure comparsate che lasciano poco alla memoria.

Intanto, infatti, i cattivi si danno da fare per “ripulire” il mondo della magia dai “mezzosangue”, li marchiano a sangue per segnalare la loro “natura” e progettano di sbarazzarsi dei “babbani”, in una metafora, nel film ancor più trasparente che nel libro, del regime nazista e delle sue persecuzioni razziali.

Non mancano tuttavia i momenti di vero incanto (usualmente quando si lascia spazio alla magia, capace di trasformare una canadese in una tenda da campo per un reggimento) anche in una narrazione che è per lo più molto oscura, tesa e drammatica, non solo per i caduti che rimangono sul campo (e a sacrificarsi spesso sono i più piccoli, quelli che i cattivi nemmeno tengono in conto e che per questo si rivelano decisivi), ma anche per l’atmosfera generale degna di un thriller o un horror per adulti più che di un fantasy per bambini.

Nonostante questo mezzo passo falso e le critiche di molti “fedeli” della Rowling, il pubblico è accorso a frotte e c’è da scommettere che l’ultima puntata (si spera più riuscita, e non solo grazie al viatico ormai universale del 3D) batterà molti record al botteghino.

Autore: Laura Cotta Ramosino
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione
Canale: PREMIUM ENERGY
Data Trasmissione: Sabato, 4. Giugno 2016 - 21:15


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X MEN 2

Inviato da Franco Olearo il Mar, 11/09/2010 - 12:33
 
Titolo Originale: X2
Paese: USA
Anno: 2003
Regia: Bryan Singer
Sceneggiatura: M. Dougherty,D. Harris
Interpreti: P. Stewart (Prof. Xavier), H. Jackman (Wolverine), H. Berry (Tempesta), Mystica (R. Romijn-Stamos)

Ogni X-men (o X-donna) ha un potere specifico che costituisce la sua forza ma al contempo l'angosciosa consapevolezza della propria diversità. Wolverine può impiegare micidiali artigli fatti di un metallo inattaccabile; Tempesta può controllare e modificare le condizioni atmosferiche; Mystica può cambiare all'istante la sua fisionomia. Il film, che è parte di una serie, riesce furbescamente a rivelarci qualcosa di ogni singolo personaggio ma non tutto, in attesa della prossima puntata.

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Il film trasmette positivi e forti messaggi di tolleranza e rispetto verso il "diverso"
Pubblico 
Adolescenti
Combattimenti senza dettagli violenti, nudo estetizzante di Mystica
Giudizio Artistico 
 
Film godibile, ricco di computer grafica ad alto livello

Gli X-men se ne starebbero tranquilli nella loro città costruita sotto il ghiaccio, impegnati ad allevare le nuove generazioni di mutanti, ma il pericolo è in agguato: Stryker, uno scienziato al servizio de governo, vuole portare a termine contro di loro, i diversi, una pulizia etnica. L'offensiva che può scatenare l'avversario risulta particolarmente insidiosa perchè lo scienziato è in grado di utilizzare le stesse super-doti dei mutanti.

Dove stà il fascino di queste storie, così brillantemente trasposte sullo schermo da Bryan Singer? Probabilmente non dalle battaglie fra superdotati che ci vengono rappresentate con profusione di effetti speciali, ma piuttosto da quella miscela di piacere adolescenziale di poter fare ciò che i compagni non riescono a fare ed al contempo di disagio nel sentirsi così isolati e così diversi.
Nel film sono sapientemente disseminate delle scene dove lo spettatore adolescente può identificarsi: nel castello-college dove i mutanti vengono attaccati da reparti assaltatori di un "normale" esercito e come dei "normali" ragazzi, debbono cercare una via di fuga. Oppure nell'interno con famiglia di uno dei ragazzi; in salotto, conversando davanti ad una normalissima tazza di tè sorge spontanea la domanda degli affranti genitori: "Hai mai preso in considerazione l'idea di non essere un mutante?"

Il film trasmette positivi e forti messaggi di tolleranza e rispetto verso il "diverso" ma a mio avviso va ancora più in là.
Nella scena iniziale del film, un agilissimo diavoletto di mutante, riesce a penetrare nella Casa Bianca e quasi a colpire il presidente. Sarà questa la motivazione per dare mano libera allo scienziato cattivo nel suo proposito di distruggere tutta la razza dei mutanti.
Il riferimento all'effetto "11 settembre" e alla gran voglia di organizzare una vendetta indiscriminata nei confronti di un "nemico" di cui non ci si preoccupa di conoscerne le ragioni, è abbastanza evidente.

Autore: Franco Olearo
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione


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X-MEN CONFLITTO FINALE

Inviato da Franco Olearo il Mar, 11/09/2010 - 12:24
 
Titolo Originale: X- Men - The Last Stand
Paese: USA
Anno: 2006
Regia: Brett Rathner
Sceneggiatura: Zak Penn, Simon Kinberg
Durata: 103'
Interpreti: Hugh Jackman, Halle Berry, Ian Mckellen, Rebecca Romijn-Stamos, Shawn Ashmore, Patrick Stewart, Famke Janssen

Eccoci al terzo film della saga X-men tratta dagli omonimi fumetti della Marvel. Questa volta però il regista Bryan Singer,  che ha guidato con successo i primi due episodi (in particolare X-men 2 ha raggiunto la ragguardevole cifra di 405 milioni di $) ha ceduto il timone a Brett Rathner (Red Dragon, Rush Hours). Anche se quest'ultimo ha cercato di mantenere una certa continuità nello stile, il tocco dei due registi (e degli sceneggiatori) appare differente.

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Viene confermato il messaggio di tolleranza verso il diverso e di convivenza pacifica già presente nei precedenti episodi
Pubblico 
Adolescenti
Una certa dose di violenza sconsiglia la visione ai più piccoli
Giudizio Artistico 
 
Grande dispiego di computer grafica e presenza di validi attori ma questa l'action -movie ha la prevalenza sull' approfondimento dei personaggi

  Il successo delle prime due puntate, oltre ovviamente al richiamo suscitato nei confronti dei  fans grandi e piccoli della tavole colorate della Marvel, era stato raggiunto grazie a una buona caratterizzazione dei personaggi e al fascino-angoscia della diversità, di quei mutanti che dispongono di superpoteri che generano discriminazioni e diffidenze.

Questo terzo capitolo della saga è diventato sostanzialmente un action-movie: grazie all'eccellente computer grafica ( per la cui realizzazione  ha collaborato anche lo studio 3D diretto Peter Jiackson,l'autore della saga del Signore degli anelli), mobili e intere case gravitano a mezz'aria, il ponte di Brookling viene scardinato per consentire a Magneto di raggiungere più comodamente l'isola di Alcatzar mentre  acchine incendiate volano in aria come proiettili.

Ritroviamo in questo episodio tutti gli eroi già conosciuti: sempre in prima fila Logan/Wolverine (Hugh Jackman), Tempesta (Halle Berry) e il truce  Magneto (Ian Mckellen, di professione "cattivo" in questi giorni anche ne Il codice Da Vinci); ma questo film  compensa il minor approfondimento dei personaggi con una serie incredibile di new entry: La Bestia (Kelsey Grammer) che svolge un ruolo di cerniera fra i mutanti e la razza umana, Juggernaut (interpretato dall'ex calciatore inglese Vinnie Jones) dotato di una forza tremenda e altri minori. Di fronte a tanta abbondanza, ci si può permettere l'uscita di scena  di altri personaggi più noti: il saggio Xavier (Patrick Stewart), il bel Ciclope (James Mardsen)e la bella Mystica (Rebecca Romijn).

Unica nota originale e stimolante è la personalità di Jean Grey (inaspettatamente risuscitata dopo che nella puntata precedente si era sacrificata per tutti annegando - apparentemente- nel lago Alkali). Jean è la riproduzione del mito della fenice, combattuta fra il conservare  l'autocontrollo dei suoi poteri e l'impiego della sua potenza (onnipotenza) distruttrice. Si tratta del dilemma della scelta fra il bene e il lato oscuro della forza, già frequentato in Guerre Stellari III. Una maggior focalizzazione su questo tema in film fin troppo "democratico" ci avrebbe fornito  qualche brivido in più.

Alla fine il film si inserisce dignitosamente, anche se privo di novità di rilievo, nella scia degli episodi  precedenti.

Se ci sarà o meno un quarto episodio dipenderà molto dal successo che il pubblico vorrà decretargli; certo è che Magneto, ora ridotto a un uomo come tutti gli altri, si sta esercitando per cercar di recuperare i suoi poteri.....

Autore: Franco Olearo
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione


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TIMELINE

Inviato da Franco Olearo il Lun, 11/08/2010 - 12:47
Titolo Originale: TIMELINE
Paese: USA
Anno: 2003
Regia: Richard Donner
Sceneggiatura: Jeff Maguire e George Nolfi
Produzione: Paramount Pictures/The Donner’s Company/Artists Management Group
Durata: 116'
Interpreti: Paul Walker, Gerard Butler, Frances O’Connor, Billy Connolly, Lambert Wilson

Un gruppo di giovani archeologi trova in uno scavo uno strano richiesta d’aiuto firmata dal loro professore, ma risalente al XIV secolo. La risposta al mistero è in una macchina, fatta costruire dal miliardario americano Doniger, capace di far viaggiare le persone nel tempo. I ragazzi si fanno catapultare indietro di oltre  6 secolo  per salvare il professore, ma si trovano nel bel mezzo della Guerra dei Cento Anni.

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Film d'evasione che perde l'occasione di farci riflettere sulla complessità e ricchezza del mondo medioevale
Pubblico 
Adolescenti
Per le numerose scene di violenza e per il linguaggio
Giudizio Artistico 
 
Regia di maniera, gli attori non caratterizzano i loro personaggi, trama complessa e squilibrata

Timelineè l’ennesimo adattamento di un (modesto) romanzo di Michael Crichton, altrove molto meglio servito da registi del calibro di Steven Spielberg e da sceneggiatori degni di questo nome.

L’improbabile presupposto pseudo-scientifico alla basa della storia (non molto diverso dal famoso teletrasporto di Star Trek) viene compresso a difficoltà nella trama, che si affanna ad offrire una gran numero di informazioni nella prima mezzora, per poi faticare a svilupparsi una volta trasferita nel mondo inutilmente violento della Francia medioevale. Che la violenza e la morte che si aggirano nell’immaginaria Castelgard siano insensate non dipende, come forse vorrebbero farci credere gli autori, dalla barbarie medioevale, quanto dall’incapacità degli autori di darne una ragione credibile e comprensibile al pubblico (che ha come unico ausilio un modellino e una spiegazione degna della seconda elementare, non certo di un pool di archeologi professionisti).

Per essere un film su un viaggio nel tempo, infatti, in Timelinesi vede ben poco amore per la storia: i protagonisti capitano nel 1357, in piena Guerra dei Cento Anni e da studiosi quali sono ci sia aspetterebbe perlomeno una valutazione della complessità della situazione dell’epoca. Invece tutti si schierano subito dalla parte dei Francesi (gli inglesi sono invasori e comunque tutti sadici e cattivi…). Se non da storici, almeno da anglofoni e lettori di Shakespeare (fa parte del programma delle scuole superiori) avrebbero forse dovuto farsi venire il dubbio di aiutare i conterranei del glorioso Enrico V. In ogni caso la ragione storica sembra essere l’ultima delle preoccupazioni di questa banda di archeologi che degli studiosi del passato ha ben poco: uno è un appassionato di armi con una visione romantica ed eroica del passato, l’altra è una provetta scavatrice che però non riesce a trovare la sua galleria, mentre l’unico francese (che si sobbarca il viaggio solo perché ritenuto fondamentale alla missione per la sua conoscenza della lingua) muore nel giro di pochissimo giusto per offrire ai compagni quel mezzo minuto di introspezione che vorrebbe coinvolgerci nei loro patimenti. Purtroppo i protagonisti sono così poco reali da non riuscire quasi mai a renderci partecipi delle loro avventure.

Si ha comunque l’impressione che la produzione  si sia persa nel tentativo maldestro di sintetizzare una trama romanzesca non certo complessa, ma ricca di spunti di riflessione scientifica ed etica (come spesso sono i lavori di Crichton), perdendo di vista un tema suo proprio, senza saper o voler rispondere  alle domande poste e riuscendo così sconfitta su due fronti. La povertà di mezzi che si sarebbe perdonata ad un’opera di maggior spessore diventa qui particolarmente imbarazzante, mentre la mancanza di un tentativo di significazione unitaria non permette di perdonare l’assenza di reale spettacolarità.

Se infatti gli eccezionali effetti speciali di Jurassik Park o de Il mondo perduto catturavano a tal punto l’immaginazione da far dimenticare la mancanza di uno spessore scientifico più consistente, qui la produzione (che è stata tra l’altro piuttosto lunga e difficoltosa, a causa della situazione internazionale e di problemi con la manodopera) è assai più essenziale e ridotta all’osso; gli attori non riescono particolarmente carismatici e anche la regia di Richard Donner (che nel Medioevo si era già calato, con ben altri risultato con il suggestivo Lady Hawke e per l’azione ha il credito della serie di Arma Letale) è al meglio di maniera.

Così non ci si appassiona e non ci si meraviglia e Timeline finisce per rimanere schiacciato tra le numerosi produzioni horror estive, che hanno comunque, anche nella loro estenuante ripetitività, più speranze di conquistarsi il pubblico del grande caldo. E il viaggio nel tempo di Donner, che mortifica, anziché migliorare, il testo di partenza non si merita più del garbato disinteresse tributatogli dal pubblico americano.

Autore: Laura Cotta Ramosino
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione
Canale: RAI4
Data Trasmissione: Giovedì, 16. Gennaio 2014 - 23:10


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STARDUST

Inviato da Franco Olearo il Lun, 11/08/2010 - 10:29
Titolo Originale: STARDUST
Paese: Usa/Gran Bretagna
Anno: 2007
Regia: Matthew Vaugh
Sceneggiatura: Jane Goldman dal romanzo omonimo di Neil Gaiman
Produzione: Lorenzo di Bonaventura, Michael Dreyer e Neil Gaiman per Paramount Pictures
Durata: 128'
Interpreti: Charlie Cox, Claire Danes, Micelle Pfeiffer, Robert De Niro, Sienna Miller, Peter O’Toole, Rupert Everett

Tristan, frutto di una notte d’amore tra un umano e una fata schiava di una vecchia strega, è deciso a conquistare l’amore della bella e fatua Victoria e per questo le promette di riportarle una stella caduta intravista nel cielo notturno.
Per recuperarla Tristan oltrepassa il muro che separa il mondo degli uomini dal regno magico di Stormhold e comincia una grande avventura. Non sa però che sulle tracce della stella (non una roccia celeste ma una bella fanciulla un po’ suscettibile) si sono messi la strega Lamia (che ne vuole divorare il cuore per ritrovare la giovinezza) e Septimus, principe di Stormhold in cerca del diadema che gli darà il trono.

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Il protagonista scopre la vera natura dell’amore: non quello adolescenziale per la bella Vittoria (che deve essere comprato) ma quello vero, che è incondizionato
Pubblico 
Pre-adolescenti
Alcune scene di violenza nei limiti del genere fantasy
Giudizio Artistico 
 
Due ore di divertimento grazie al gioco delle citazioni, la presenza di camei di alto livello (P. O' Toole, R. Everett e R. De Niro) ma anche la semplice efficacia del plot principale
Autore: Luisa Cotta Ramosino
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione


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SPIDER-MAN 3

Inviato da Franco Olearo il Ven, 11/05/2010 - 13:04
 
Titolo Originale: SPIDER-MAN 3
Paese: USA
Anno: 2007
Regia: Sam Raimi
Sceneggiatura: Sam Raimi, Ivan Raimi, Alvin Sargent (ispirato al personaggio creato da Stan Lee e Steve Ditko)
Produzione: Columbia Pictures, Marvel Enterprises Genere:fantasy
Durata: 140'
Interpreti: Tobey Maguire, Kirsten Dunst, James Franco, Thomas Haden Church, Topher Grace, Bryce Dallas Howard, Rosemary Harris

La celebrità sta cambiando Peter che, tutto preso dal segreto ruolo di supereroe, inizia a trascurare la fidanzata Mary Jane, insidiata dall’amico Harry il quale, da parte sua, ha ancora l’obiettivo di uccidere Spiderman per vendicare la morte del padre. Nel frattempo Eddie Brock – un giovane fotografo – sta insidiando la posizione di Peter al Daily Bugle, la figlia del capo della polizia fa breccia nel suo cuore, l’assassino di zio Ben fugge dal carcere e viene trasformato nel pericoloso Uomo-Sabbia, e una misteriosa entità precipita sulla terra e inizia a prendere il controllo della personalità di Peter…

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Il film tesse la sua tela narrativa su temi imponenti: l’Arroganza e l’Umiltà, la Sincerità e la Menzogna, la Vendetta e il Perdono.
Pubblico 
Pre-adolescenti
Alcune scene di combattimento piuttosto violente.
Giudizio Artistico 
 
Pesante macchinosità dell’intreccio e del carrozzone spettacolare e a dispetto della massiccia dose di action il film fatica a trascinarsi lungo i 140 minuti di film.

Aevamo chiuso la recensione a Spider-Man 2, uno dei film più belli del 2005 (recensito anche su Scegliere un film 2005), esprimendo l’auspicio che i successivi, già previsti, sei capitoli della saga sull’uomo ragno fossero all’altezza dei primi due. L’auspicio può ritenersi soddisfatto per ciò che riguarda le ambizioni: gli autori di Spider-Man 3, proprio come avevano fatto nei primi due capitoli della saga, hanno tessuto la loro tela narrativa su temi imponenti: l’Arroganza e l’Umiltà, la Sincerità e la Menzogna, la Vendetta e il Perdono.

Ma i fratelli Raimi e lo sceneggiatore Sargent avrebbero avuto bisogno di essere dei veri e propri uomini-ragno della narrazione per riuscire a dominare tutti i fili drammatici che hanno preteso di tendere da un capo all’altro della storia. Quattro antagonisti (Harry, l’Uomo-Sabbia, Eddie, l’Entità dallo Spazio), due ragazze (Mary Jane e la figlia del capo della polizia), due personalità in contrasto espresse da una doppia versione – una rossa e una nera – del costume da supereroe: per muoversi agili fra tutti questi elementi narrativi occorreva essere non meno acrobatici di Spiderman quando volteggia disinvolto fra i grattacieli di New York.

È evidente lo sforzo di ricondurre tutto ad unità, di ridare un unico senso ai conflitti scatenati e alle loro risoluzioni. Ma proprio l’evidenza dello sforzo compiuto pregiudica il risultato, e determina una pesante macchinosità dell’intreccio e del carrozzone spettacolare che, a dispetto della massiccia dose di action fatica a trascinarsi lungo i 140 minuti di film.

Quel sottile, ma perfetto equilibrio dei primi due capitoli, fra fumettone e dramma esistenziale, fra feuilleton avventuroso e film di maturazione, qui traballa pericolosamente. Le scene d’azione funambolica tendono a diventare intermezzi funzionali a dare la sveglia allo spettatore più che emozionanti parti dell’intreccio. Il protagonista Tobey Maguire pare disorientato sul tono da dare alla propria interpretazione, intensamente drammatica o ironicamente fumettistica, non meno che il suo personaggio è indeciso su quale “lato della forza”, oscuro o luminoso, seguire. Le attrici – Kirsten Dunst e Bryce Dallas Howard – sembrano più convinte sul tono recitativo da seguire, peccato però che abbiano optato per gli estremi opposti: da drammone la Dunst, da fumettone la Howard.

È confermata la produzione di Spiderman 4. Sempre Raimi alla regia. Forse Koepp (autore del primo capitolo) alla tastiera del computer. Forse qualcun altro al posto di Tobey Maguire sotto i panni del supereroe.

Speriamo che la prossima volta l’auspicio di ritrovare la qualità dei primi due capitoli sia soddisfatti non solo per quel che riguarda le ambizioni.

Autore: Francesco Arlanch
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione
Canale: CIELO
Data Trasmissione: Giovedì, 12. Dicembre 2013 - 21:10


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SPIDER-MAN

Inviato da Franco Olearo il Ven, 11/05/2010 - 12:52
 
Titolo Originale: SPIDER-MAN
Paese: USA
Anno: 2002
Regia: Sam Raimi
Sceneggiatura: David Koepp
Interpreti: Tobey Maguire(Peter/Spider-Man), Kirsten Dust(Mary Jane), Willem Dafoe(Goblin),

Si potrebbe essere abbastanza trattenuti dall'andare a vedere un altro film di fantasy della stagione: nelle sale vi è già Star Wars II e non dobbiamo dimenticarci del Signore degli Anelli così come di Harry Potter. Vi sono tuttavia molti spunti originali in questa enne-sima trasposizione e rivitalizzazione di un cartoon che sembrava ormai non aver più molto seguito.

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Peter Parker ne avrebbe fatto anche a meno, ma ora che ha i superpoteri, si impegna a salvare l'umanità dai malvagi
Pubblico 
Adolescenti
Per la violenza dei combattimenti
Giudizio Artistico 
 
combattimenti Un'abile sceneggiatura esalta i risvolti umani del faticoso mestiere di un eroe con super-poteri

TTutti sappiamo quello che prima o poi ci aspetta andando a vederlo: lo stupore di immagini imbellettate di una buona dose di computer grafica che mostrano i salti senza peso dell'uomo ragno fra le gole dei grattacieli di New York e le sue battaglie titaniche con Goblin, un avversario di pari poteri. Ma prima di arrivare ad un finale che già conosciamo, tutta la prima parte del film si attarda con originalità nel raccontarci come avviene la metamorfosi di un ragazzo come tanti in un eroe così pieno di impegni e doveri verso la società.

Il giovane Peter Parker è un intelligente ma timido e gracile studente della high school. L'attore Tobey Maguire, con il suo volto anonimo e quasi privo di emozioni sembra l'archetipo del giovane senza molte aspettative. Anche la ragazza di cui è segretamente innamorato è carina ma non appariscente, sembra proprio la ragazza della porta accanto.

Poi succede l'imprevedibile: un ragno modificato geneticamente (il nuovo incubo del nostro subconscio, che sostituisce quello delle radiazioni nucleari del '62, anno in cui nacque il fumetto) gli da una forza poderosa, rende gli occhiali da miope non più necessari ed arrampicarsi sui muri è per lui ormai uno scherzo. Il film non ha fretta di arrivare alle conclusioni: divertente la rivalsa che Peter si concede a scuola contro il rude e muscoloso rivale in amore e se decide di partecipare ad una gara di wrestling è solo perché cerca i soldi per fare colpo ancora una volta sulla ragazza dei suoi sogni.

Infine arrivano i suoi impegni istituzionali come eroe (quasi per necessità, quasi per dovere) ma spider-man è pur sempre Peter ed quando salta da un grattacielo all'altro, sta bene attento a farsi notare da Mary Jane che per fortuna ha spesso bisogno di venir soccorsa.

Alla fine, grazie ad un gioco di identificazione ben costruito dall'abile sceneggiatura e dalla furba regia, non ci appassioniamo più nel trovarci sospesi fra i grattacieli ad assistere ad una martellante sequenza di colpi e contro colpi fra Spider-Man e Goblin, ma aspettiamo che la storia riprenda terra per sapere, più semplicemente ma realisticamente, se Peter riuscirà finalmente a conquistare la sua vicina di casa.

Autore: Franco Olearo
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione
Canale: SKY Comedy
Data Trasmissione: Martedì, 6. Ottobre 2020 - 22:40


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SIN CITY

Inviato da Franco Olearo il Gio, 11/04/2010 - 14:14
Titolo Originale: Sin city
Paese: USA
Anno: 2005
Regia: Robert Rodriguez, Frank Miller
Sceneggiatura: Frank Miller, Robert Rodriguez
Produzione: Dimension Films, Troublemaker Studios
Durata: 126'
Interpreti: Bruce Willis, Jessica Alba, Benicio del Toro, Mickey Rourke, Clive Owen, Rosario Dawson

Il film intreccia alcune storie apparse sulla serie omonima di fumetti di Frank Miller. A Basin City, il poliziotto John Hartigan, prossimo alla pensione e malandato in salute, cerca di sottrarre una bambina dalle grinfie di un sadico pedofilo. Il possente  Marv, in libertà vigilata,  vuole  vendicare la morte di una prostituta, l'unica che non lo ha disprezzato per il suo aspetto. Dwight, fuggito di prigione e con il volto rifatto, aiuta le prostitute della Città Vecchia a difendersi dai loro sfruttatori.

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
I cattivi sono sadici, il potere è corrotto e i "buoni" provano piacere nel vendicarsi. Tutti sono dannati nella "città del peccato" e il loro stesso vivere è una forma di condanna
Pubblico 
Maggiorenni
Violenza iperrealista con squartamenti, mutilazioni, sangue che imbratta volti e vestiti. Nudi femminili e una scena d'amore con nudità parziale. Uccisione di un sacerdote nel confessionale
Giudizio Artistico 
 
Perfetta resa grafica del mondo dei fumetti di Frank Miller. Ma proprio per questo le storie hanno il respiro corto: sono fatte di pure suggestioni ( un'auto che corre, una mano che impugna la pistola) e i personaggi sono degli stereotipi

Le biografie autorizzate di Frank Miller, autore-mito nel mondo dei fumetti che ha rivitalizzato la serie di Batman,  di Daredevil ed Elektra ma  sopratutto ha realizzato il cupo mondo di  Sin City, dicono che quando da ragazzo andò a vedere il film L'eroe di Sparta (The 300 Spartans del '62) rimase impressionato nello scoprire che i 300 eroi delle Termopili morivano tutti per tener fede al loro ideale. Fino a quel momento i comics che aveva letto (basti pensare a Superman) mostravano un eroe che riusciva sempre a vincere i cattivi e ne riceveva il riconoscimento gratificante della folla , il vero palcoscenico per cui in fondo gli eroi si esibivano e sentivano di impegnarsi fino in fondo con i loro superpoteri.

L'episodio delle Termopoli deve aver molto impressionato Frank Miller (che realizzò, con il titolo di I 300, cinque album mensili nel 1998):  nelle storie narrate in Sin City manca totalmente l'applauso di un pubblico che non si vede e le vicende di violenza e di vendetta sono rigorosamente privati: i poteri forti sono tutti corrotti o corruttibili: la Polizia, gli avidi uomini politici e i depravati rappresentanti della Chiesa, in particolare preti e vescovi cattolici. I protagonisti si muovono in base a motivazioni esclusivamente interiori, senza attendersi nessuna ricompensa morale o materiale. Ogni eroe ha il suo sogno puro, che gli dà un motivo per vivere e combattere: John Hartigan sente l'impegno di difendere una bambina di 11 anni e continua a farlo anche quando avrà compiuto diciannove anni; Marv vuole vendicare la morte di una prostituta perché solo lei ha saputo regalargli un po' di affetto.

Procurano la morte agli altri e non temono per la propria perché nulla si aspettano da questo mondo e sanno già priori di essere solo dei dannati: "L'inferno è svegliarsi ogni mattina e non sapere perché esisti": dice Marv. . Dwight, Marv  e Hardigan sono lungi dall'essere senza macchia ed è questa la parte più dark di Sin City: non sono molto meglio dei loro avversari perché  cercano la vendetta e  provano piacere quando riescono a portarla acompimento. "E' come ai vecchi tempi, quelli della violenza, quelli del tutto o niente" declama di nuovo Marv, contento che la necessità di vendicarsi gli consentirà di scatenare tutta la sua ferocia . Come se non bastasse hanno spesso gravi menomazioni fisiche o mentali: Hardigan ha un cuore matto che gli combina brutti scherzi mentre Marv soffre di allucinazioni e deve prendere continuamente strane pillole.

Frank Millerha trovato per i suoi album uno stile grafico personalissimo che ben rende l'estremismo delle storie: un bianco e nero assoluto, senza tonalità di grigio. Assieme al regista Robert Rodrguez ha cercato di riprodurre lo stesso stile in chiave cinematografica e ci sono pienamente riusciti:i personaggi sono ripresi in croma-key (similmente a Sky Captain and the world of tomorrow) su fondali realizzati in computer grafica; sono poi stati sottratti i colori per ottenere un bianco e nero  cupo e contrastato. Il colore ritorna  solo per sottolineare il sangue o un vestito femminile.

Pur riconoscendo il pieno successo da loro ottenuto nell'aver ricostruito la chiave stilistica dei fumetti originali, il film risente di una visione troppo cupa, di una condanna  già pronunciata prima che la storia inizi. Il male che copre con il suo manto tutto e tutti finisce per privare lo spettatore della speranza che qualcosa possa cambiare, che qualche personaggio possa diventare diverso da quello che è.  Già si  parla di Sin City 2 ma se il pubblico, almeno la prima volta, potrà esser stato attratto dalla resa cinematografica della visione dark di Miller,  penso che difficilmente vorrà sentirsi angosciato una seconda volta con storie trucide e  senza speranza.

Autore: Franco Olearo
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione


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IL RISVEGLIO DELLE TENEBRE

Inviato da Franco Olearo il Mer, 11/03/2010 - 17:30
 
Titolo Originale: The Seeker: The Dark is Rising
Paese: USA
Anno: 2007
Regia: David L. Cunnigham
Sceneggiatura: John Hodge
Durata: 94'
Interpreti: Alexander Ludwig, Christopher Eccleston, Ian McShane, Frances Conroy

Will, un ragazzo americano di 13 anni,  si trasferisce con la sua numerosa famiglia in Inghilterra, nel paese da dove partirono i suoi avi. Il ragazzo si trova coinvolto in strani fenomeni e personaggi misteriosi cercano di catturarlo. Alla fine il suo vicino di casa gli rivela la verità: è stato scelto per contrastare le forze delle Tenebre e  potrà raggiungere il suo obiettivo  solo quando sarà riuscito a ritrovare i sei segni....

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Un ragazzo trova in se la forza per affrontare e sconfiggere le forze delle Tenebre
Pubblico 
Pre-adolescenti
Qualche scena potrebbe risultare impressionante per i più piccoli
Giudizio Artistico 
 
Gran sfoggio di computer grafica ma sceneggiatura prevedibile che non emoziona

Il film è tratto da"The dark is rising" un romanzo della  serie fantasy  di Susan Cooper, molto seguita in patria. Il protagonista è un ragazzo sui 13-14 anni e il film è destinato a un pubblico che abbia la stessa età, un pubblico che sicuramente si  entusiasmerà a vedere un suo coetaneo dotato di poteri straordinari,   predestinato (solo lui) ad essere l'eletto in grado di salvare il mondo dalle forze delle Tenebre.
Ma a  parte questa elementare solidarietà generazionale, temo che non ci siano altri motivi per vedere il film.

Il trattamento è meccanico e ripetitivo, i personaggi sono appena abbozzati.

Non aiuta il volto inespressivo del ragazzo, che di fronte alla scoperta dell'enorme responsabilità che gli è toccata, appare alquanto spaesato; il guaio è che resta in questo stato dalla prima all'ultima sequenza.

La ricerca e poi al scoperta dei segni, contrastata dal cavaliere delle Tenebre che cerca di lusingarlo per portarlo dalla sua parte, è alquanto ripetitiva: scoperto uno, si scoprono tutti gli altri. Si cerca di coprire il vuoto di idee con abbondanti iniezioni di Computer Grafica (invasioni di corvi, allagamento di un'intera villa, incursioni nel medioevo e nel seicento inglese).

Fa troppo male fare un confronto con Harry Potter. Anche in questa saga la magia viene impiegata per contrastare il male, ma come è stato detto nella nostra recensione,  il senso del meraviglioso  è la cifra stilistica di Harry Potter; senso della meraviglia che manca completamente in quest'opera. La famosa serie inoltre è carica di significati profondi dimostrando che  l’arma più forte di fronte al male ancor più che la Magia, sia proprio l’Amore;al contrario ne Il risveglio delle tenebre pare proprio che il gioco si concentri tutto nella ricerca dei sei segni , quasi una prova di abilità, senza che sia necessario andare a scovare reconditi e profondi messaggi.

Autore: Franco Olearo
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione


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