Eccoci, ancora una volta, di fronte ad un passaggio cruciale nella memoria storica degli americani:il proditorio attacco dei giapponesi a Pearl Harbor, avvenuto nel settembre 1941.

La bandiera americana sventola su di un cimitero di guerra. Un vecchio signore, che ha combattuto come soldato semplice nell'ultima guerra (il soldato Ryan del titolo, impersonato da Matt Damon), accompagnato da una folta schiera di familiari, si inginocchia commosso davanti ad una croce bianca, quello del capitano J. Miller (Tom Hanks), che si è sacrificato per salvarlo.

Siamo nel 1942, agli inizi della Seconda Guerra mondiale, quando i sottomarini tedeschi dominavano il Nord Atlantico e facevano strage del naviglio mercantile che dagli Stati Uniti era diretto in Europa per sostenere la resistenza inglese. La marina U.S.A. (nella realtà storica si trattò di quella Inglese) decide di approfittare di una fortunosa circostanza: un U-Boot tedesco rimasto in panne in mezzo all'Atlantico diventa l'occasione per impossessarsi, mediante un sottomarino cammuffato per l'occasione, del preziosissimo decodificatore dei messaggi cifrati tedeschi. Non tutto fila liscio ed il giovane Tyler, comandante in seconda, giudicato dai suoi superiori come "troppo morbido", si trova a guidare i marinai americani superstiti nell'impresa di portare in salvo il prezioso carico, diventando nel frattempo un "duro" e deciso comandante di uomini.

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