UNA PROPOSTA PER DIRE SI

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Titolo Originale: Leap Year
Paese: USA/Irlanda
Anno: 2010
Regia: Anand Tucker
Sceneggiatura: Deborah Kaplan e Harry Elfont
Produzione: Gary Barber, Roger Birnbaum, Jonathan Glickman, Chris Bender, Jake Weiner per Universal Pictures / Spyglass Entertainment
Durata: 100'
Interpreti: Amy Adams, Matthew Goode, John Lithgow

Anna Brady, stufa di aspettare una proposta di matrimonio dal fidanzato cardiologo, decide sfruttare un’antica tradizione irlandese che permette alle donne di “farsi avanti” il 29 febbraio negli anni bisestili. Parte allora per raggiungere il fidanzato a Dublino, ma una serie di imprevisti si mettono sulla sua strada e l’unico in grado di portarla alla meta sembra lo scontroso proprietario di un pub irlandese, Declan…

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
La storia si mantiene nel genere della commedia romantica dove tutto è bene quel che finisce bene, ma fa riferimento a relazioni prematrimoniali e qualche battuta a fondo sessuale
Pubblico 
Adolescenti
Qualche scena sensuale e battuta a sfondo sessuale
Giudizio Artistico 
 
Il film fatica a trasformarsi in una storia minimamente credibile e originale. Gli sceneggiatori confusi dal qualunquismo imperante che regna anche nel mondo delle relazioni finiscono per ripetere moduli un po’ triti nella speranza che un’ambientazione originale li rivitalizzi

Sembra di vederli, i due sceneggiatori quasi esordienti di questa malriuscita commedia romantica, trovare su Internet il racconto di questa bizzarra tradizione irlandese della proposta di matrimonio al femminile e intuirci lo spunto per un film.

Uno spunto per l’appunto, che però fatica a trasformarsi in una storia minimamente credibile e originale adagiandosi invece in un two on the road insieme prevedibilissimo (si sarebbe tentati di definirlo un dejà vu del dejà vu) e totalmente improbabile, a partire dalla premessa che nel XXI secolo possano volerci due giorni per arrivare da un lato all’altro dell’Irlanda...

L’isola di Smeraldo può ringraziare per l’ottima pubblicità, degna di un depliant dell’ente del turismo, sia per quanto riguarda i paesaggi che gli esemplari maschili sposabili, riassumibili nel cliché del burbero dal cuore d’oro e dalle spalle muscolose, tutto spigoli all’esterno e cuore ferito dentro, pronto a sciogliersi per gli occhioni dell’eroina rigidina ma simpatica, lei pure una perfetta incarnazione del luogo comune ormai imperante nella commedia romantica, la donna che cerca il controllo assoluto.

Anna, di professione arredatrice di appartamenti vuoti a beneficio di possibili acquirenti, ha alle spalle un padre inaffidabile, ragion per cui non vede l’ora di completare l’organizzazione della sua vita già quasi perfetta con un bell’anello a dito e per questo è disposta a sobbarcarsi voli transoceanici e pure la compagnia dell’unico bifolco locale disposto ad accompagnarla ad impalmare l’amato.

Di mezzo, oltre che a un maltempo degno di un uragano tropicale, alla mancanza totale di collaborazione dei mezzi pubblici irlandesi (che sembrano qui al livello del primo dopoguerra), a mucche che ingombrano la strada come nelle commedie di una volta e a malintenzionati da pub ladri di valige di marca, c’è anche un matrimonio con tanto di balli tradizionali, un B & B con il solito unico letto disponibile, una coppia di proprietari amanti del romanticismo che costringe i protagonisti a fingersi sposati e a baciarsi davanti al tavolo della cena, oltre che due incongrui turisti italiani a dare il suggello alla passione nascente.

Due giorni basteranno all’americana precisina e testarda e all’irlandese rozzo ma dal cuore gentile per smettere di scambiarsi insulti formulari (arrogante vs insopportabile e così via) da romanzo rosa e scoprire che ciascuno costituisce la perfetta seconda occasione dell’altro.

L’elenco delle forzature potrebbe continuare, ma sarebbe solo l’impietoso epitaffio di una storia che purtroppo non è una solitaria pecora nera quanto un esemplare emblematico della degenerazione della commedia romantica degli ultimi anni, un genere che aveva avuto il suo momento d’oro in epoche dai modi più gentili e dai corteggiamenti più codificati, ma anche capaci di offrire morali più complesse e convincenti.

Oggigiorno sceneggiatori confusi dal qualunquismo imperante che regna anche nel mondo delle relazioni finiscono per ripetere moduli un po’ triti nella speranza che un’ambientazione originale li rivitalizzi. Che poi siano costretti a trasformare l’Irlanda contemporanea in una replica anacronistica e da cartolina di se stessa per far funzionare la loro storia è solo un altro indizio della nostalgia verso il passato che serpeggia di questi tempi… e non solo al cinema.

La battuta migliore, purtroppo, non ha nulla a che fare con la love story, ma con il pollo a cui Declan tira il collo senza tanti pensieri e che suscita la reazione scandalizzata della protagonista, abituata a considerare i pennuti un prodotto del reparto surgelati.

Autore: Franco Olearo


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