Wimbledon

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Titolo Originale: Wimbledon
Paese: USA / Gran Bretagna
Anno: 2004
Regia: Richard Loncraine
Sceneggiatura: Adam Brooks, Jennifer Flackett e Mark Levin
Produzione: Working Title Films, Inside Track Productions, Studio Canal
Durata: 98'
Interpreti: Kirsten Dust, Paul Bettany

Nella gloriosa tradizione dei racconti di sport e delle commedie romantiche in salsa british (la regia è di quel Loncraine già autore di una spumeggiante versione di Riccardo III anni ’30) tra un palleggio sull’erba di Wimbledon e una fuga d’amore inseguiti dagli immancabili paparazzi, si consuma la storia di due sportivi agli opposti estremi della carriera.

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Gli affetti più profondi sono destinati a durare, anche quando la celebrità professionale appare ormai svanire
Pubblico 
Adolescenti
Per il linguaggio, la sensualità e nudità parziali
Giudizio Artistico 
 
Nonostante una certa superficialità nel delineare gli inizi del rapporto fra i due innamorati, il film diventa più interessante quando il loro amore viene messo alla prova dal contesto competitivo in cui vivono

Se Paul Bettany (Master and Commander, Beautiful Mind) é una gloria mancata e pigra che non si rassegna a mettere a frutto la sua fama come insegnante di signore mature e un po’ annoiate, Kirsten Dunst veste i panni di una giovanissima campionessa in ascesa (con l’ormai proverbiale padre manager e allenatore al seguito), con molto talento e una bellezza da modella di quelle che fanno sperare in coppe e sponsor da farci una fortuna.

Imprevedibile, ma quasi inevitabile, la scintilla tra i due: lui affascinato dalla spontaneità energica e “americana” di lei, lei forse solo in fuga dalla disciplina opprimente che l’ha resa una stella. Viste le premesse potrebbe trattarsi di un week end destinato a chiudersi senza mettere in discussione la vita di nessuno, e invece…

Infatti, se il nuovo amore dà a Peter la benzina per un’imprevedibile performance, la fanciulla, rotti i ritmi “nazisti” e la disciplina imposta dall’allevamento in batteria, perde concentrazione e match…inevitabili i malintesi, ma altrettanto prevedibile l’happy end con fiori d’arancio e una nuova generazione di campioncini dall’indiscutibile pedigree.

Il racconto non è particolarmente originale, se non in un suo certo impudente ironizzare sul tennis, sport noiosissimo da seguire sulle tribune e in tv, ma utile a intervallare i palleggi sentimentali della coppia; gli interpreti, però, sono bravini e in quest’inizio estate un po’ afoso è un piacere innocuo guardare gli altri correre sul campo fino al trionfo in amore e nel gioco.

Nonostante una certa superficialità nel delineare gli inizi del rapporto tra Peter e Lizzie (che d’altra parte è assolutamente plausibile nel contesto del mondo un po’ fatuo e certamente edonista in cui i due si muovono), man mano il film prende una piega più interessante quando la storia d’amore tra i due è messa alla prova dal confronto con altri fini e altri interessi (il successo, la fama,…) che costringono i due a rivedere le loro priorità.

Senza raggiungere le vette di profondità che certe belle commedie riescono a fare proprie il film di Loncraine si lascia apprezzare per una certa freschezza nel toccare il tema abusato della fama (un po’ come Notting Hill) e per la sostanziale positività del finale che, sembra dirci, parla di una celebrità destinata prima o poi a svanire lasciando spazio agli affetti più profondi.

Autore: Luisa Cotta Ramosino


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