IL VENTO DEL PERDONO

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Titolo Originale: An unfinished life
Paese: USA
Anno: 2005
Regia: Lasse Hallstrom
Sceneggiatura: Virginia Korus Spragg
Produzione: Leslie Hollerman, Alan Ladd JR. e Kelliann Ladd per MIRAMAX Folms, Revolution Studios, The Ladd Company, Initial Entertainment Group
Durata: Dramma
Interpreti: Robert Redford, Jennifer Lopez, Morgan Freeman, Josh Lucas

Il titolo italiano è ben scelto: il perdono è il tema che percorre tutto il film. Il rude cowboy dal cuore  indurito dopo la morte del figlio si domanda se riuscirà mai a perdonare la nuora  che considera responsabile dell'incidente; Mitch, che passa buona parte del giorno sul letto e che è costretto a prendersi la sua dose giornaliera di morfina, ha già fatto la sua scelta: l'orso che lo ha mutilato dovrà venir liberato per farlo tornare ai suoi monti, quasi a ristabilire un equilibrio con le forze oscure della natura.

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
I protagonisti sanno trovare la forza interiore per il perdono e la riconciliazione con l'aiuto dei loro cari estinti, in una vago spirito New Age
Pubblico 
Pre-adolescenti
Qualche scena di violenza e di lotta
Giudizio Artistico 
 
Il film ha la struttura semplice e asciutta di un western classico

Jean continua a ricordare, senza darsi mai pace,  il giorno in cui, addormentandosi al volante, provocò  il mortale incidente; ; sarà l'innocenza della piccola Griff ad addolcire i cuori di tutti , a far in modo che le vecchie ferite si rimargino lentamente e si possa provare  la gioia di una famiglia ricostituita.

Un film di buoni sentimenti dunque, abbastanza insolito per un regista come Lasse Hallstrom, già autore di Chocolat e Le regole della casa del sidro, abituato a graffiare su certi comportamenti umani da lui giudicati ipocriti e falsamente perbenisti.

Il lupo perde il pelo ma non il vizio: se Hallstrom aveva, con Le regole della casa del sidro, diretto un film chiaramente apologetico nei confronti dell'aborto contro ogni interferenza di "chi non abita qui con noi (Dio)  perché " siamo noi che dobbiamo scrivere le nostre regole  giorno dopo giorno",anche questa volta non perde l'occasione di lanciare la sua stoccata. .
Quando Einar è costretto a dare una lezioncina  di buone maniere alla nipotina  che aveva trattato in modo sgradevole l'arrivo al ranch dello sceriffo, l'ultimo fidanzato di sua madre e le ricorda che "chiunque bussa alla mia porta va trattato con cortesia" si affretta  ad aggiungere: "tranne chi viene a venderti qualche assurdità su Dio: non ci sono scuse per certa gente".

Ci troviamo  di fronte, ancora una volta, a una forma di "religione dell'umano": il bisogno di perdono e di riconciliazione è una tipica categoria cristiana, qui estirpata dalle sue radici e portata a un valore esclusivamente umano.

Il soprannaturale però, uscito dalla porta, finisce per rientrare dalla finestra: Einar si intrattiene ogni giorno a parlare con suo figlio davanti alla sua tomba:  a lui si confida, a lui chiede consiglio. Evidentemente anche Hallstrom e la sceneggiatrice mostrano di avere  qualche domanda a cui non hanno ancora trovato una risposta.   "Io credo che i morti ci abbiano già perdonato" chiosa Mitch verso Einar, mentre il campo di ripresa si allarga e si allontana, fino a comprendere tutta la casa, poi la valle, in una soggettiva di qualcuno che li sta guardando dal cielo.

Il film, con i  suoi pochi personaggi, l'ambientazione semplificata (un ranch, una tavola calda, uno zoo e tante verde vallate intorno), con i dialoghi scarni e diretti ha la struttura  del western più classico.

Autore: Franco Olearo


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