THE LAST SONG

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Titolo Originale: The last song
Paese: USA
Anno: 2010
Regia: Julie Anne Robinson
Sceneggiatura: Nicholas Sparks e Jeff Van Wie
Produzione: Adam Shankman e Jennifer Gibgot per Tuchstone Pictures
Durata: 107'
Interpreti: Miley Cyrus, Liam Hemswoth, Greg Kinnear, Kelly Preston

L’adolescente ribelle Ronnie e il fratellino Jonah vengono spediti in una cittadina di mare della Georgia per trascorrere l’estate con il padre Steve, da tempo separato dalla famiglia. Mentre il piccolo accoglie con gioia l’occasione di riallacciare i rapporti con il genitore, Ronnie, ancora piena di dolore e rabbia, sopporta a fatica la situazione. Complice l’incontro con un ragazzo del luogo, Will, che riaprirà il suo cuore, Ronnie recupererà poco alla volta un legame che sembrava perduto. Ma Steve nasconde un drammatico segreto e non tutto andrà come previsto…

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Il film parla in modo realistico e non banale di legami familiari, di perdono e di riconciliazione.
Pubblico 
Tutti
Giudizio Artistico 
 
Se se si supera il fastidio per il tono zuccheroso e un po’ da cliché di alcune situazioni, si scoprirà che il fil racconta una storia realmente coinvolgente

Per l’attrice-cantante Miley Cyrus è il primo film drammatico nonché prima uscita al cinema in un ruolo diverso dal personaggio di Hannah Montana che l’ha resa famosa; è però pure la prima sceneggiatura scritta dal romanziere Nicholas Sparks, anche se dai suoi libri sono già stati tratti diversi film di successo (Le parole che non ti ho detto,tanto per citarne uno)

Nelle vicende sentimentali e molto drammatiche dell’adolescente problematica Ronnie ritroviamo tutti i marchi di fabbrica di questo autore iper-sentimentale: amori ostacolati da differenze sociali e da traumi del passato, segreti di famiglia, lutti improvvisi, sensi di colpa da superare. Un apparato melodrammatico che per il gusto di qualcuno potrebbe risultare un po’ eccessivo, ma che, se si supera il fastidio per il tono zuccheroso e un po’ da cliché di alcune situazioni (giovani innamorati che giocosamente lottano nel fango, vegliano un nido di tartarughine marine e disegnano i loro contorni con le conchiglie sulla spiaggia) si scoprirà questa volta messo al servizio di una storia realmente coinvolgente, che parla in modo realistico e non banale di legami familiari, di perdono e di riconciliazione.

Tanto per fare un esempio è interessante il modo in cui l’autore racconta il dolore e il senso di responsabilità di un adulto di fronte ad una separazione che inevitabilmente si ripercuote sui figli, anche quando i genitori sembrano averla superata; così come è raccontata senza sconti la sofferenza di non aver saputo custodire e conservare l’amore e la necessità di essere perdonati per potersi riconciliare con il mondo.

Steve, il padre concertista di Ronnie (interpretato con sensibilità e calore dal bravo Greg Kinnear), non nasconde nulla dei propri errori e, anche sollecitato dal tempo che stringe (ma noi e figli scopriremo solo più avanti il perché) non trascura alcun tentativo per riallacciare i rapporti con la figlia che con lui condivide la passione per la musica e che proprio a causa del suo abbandono ha girato le spalle alla sua più autentica passione. È attraverso la musica, ma anche una serie di dialoghi dapprima contrastati e balbettanti, poi man mano più pieni di confidenza, che Steve e Ronnie si riavvicinano, mentre il piccolo Jonah è accanto al padre nella costruzione di un vetro piombato per la chiesa locale, del cui incendio Steve si ritiene responsabile.

È per una volta davvero confortante avere a che fare con una storia che riesce a essere drammatica pur presentando personaggi tutti sostanzialmente degni di amore, di simpatia e di rispetto e va a merito del film riuscire a mescolare con sensibilità ed equilibrio il racconto familiare con la love story delicata e piacevole tra Ronnie e Will, rampollo di una ricca famiglia del luogo, anche lui con i suoi lutti e segreti a carico (che oltre ad essere un campione di beach volley  si occupa delle tartarughe marine e cita Tolstoj con competenza e sensibilità).

Ci troviamo di fronte a un racconto di formazione, che traghetterà la protagonista, attraverso il dolore e la perdita, la gioia del primo amore e la consolazione di quello ritrovato di un genitore, verso la consapevolezza dell’età adulta, fatta anche dell’accettazione degli errori propri e di coloro che si amano.

L’innegabile apertura alla trascendenza che si respira nella storia (la vetrata realizzata da Steve rappresenta l’annuncio della risurrezione di Cristo alla pie donne di fronte al sepolcro) va senza dubbio a credito di Nicholas Sparks, cattolico praticante che sa trasmettere qui la sua fede in modo commovente e reale, dando alla sofferenza di Steve (che si assume anche una colpa non sua) una dimensione sacrificale autenticamente religiosa.

Autore: Laura Cotta Ramosino


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