TUTTO SU MIA MADRE

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Titolo Originale: Todo sobre mi madre
Paese: Spagna/Francia
Anno: 1998
Regia: Pedro Almodòvar
Sceneggiatura: Pedro Almodòvar

Manuela ha un magnifico rapporto di affetto, confidenza ed amicizia con suo figlio diciassettenne Esteban. La tragedia è però dietro l'angolo: dopo che madre e figlio, che vivono a Madrid,  sono andati a teatro di per vedere la loro attrice preferita Huma Rojo, Esteban nel correre verso la macchina dell'attrice viene investito e muore poco dopo. Manuela decide di tornare a Barcellona, da dove era partita 17 anni prima proprio per sfuggire al padre di quel figlio che allora stava aspettando.

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Occorre superare il simbolismo provocante che impiega il regista (sopratutto in termini di deviazioni sessuali); solo allora possiamo apprezzare la storia di una donna che scopre il valore della solidarietà dopo la morte del figlio
Pubblico 
Maggiorenni
Violenze, dialoghi osceni, uso di droga, messaggio complesso e pieno di simbolismi
Giudizio Artistico 
 
Un melò-dramma ben raccontato con tanti personaggi molto umani

Capiamo ben presto le ragioni di tale fuga: il padre di Esteban è in realtà Lola, un travestito. A Barcellona Manuela fa presto amicizia con altre donne in difficoltà: la giovane suor Rosa che si rifugia a casa di Manuela per sottrarsi allo scandalo di essere incinta. Huma Rojo, l'attrice molto brava ma dalla vita privata sconvolta da una "compagna" tossicodipendente. La mamma di Rosa, incapace di amare completamente sua figlia perché troppo prigioniera della sua rispettabilità. C'è anche La Agrado, un travestito che cerca di togliersi dalla vita sul marciapiede. Infine Lola, il padre "mostro" che finirà presto i suoi giorni in quanto affetto da Aids.

Il racconto imbastito da Almodòvar è scorrevole, eppure si tratta di un film complesso, che sfugge ai normali schemi nei quali siamo abituati ad inquadrare i film. Irene Bignardi su Repubblica del 17-9-99 ha coniato un neologismo: "Almodrama". La storia è piena di rivelazioni e colpi di scena tipici di un romanzo d'appendice ma non ci appare affatto zuccheroso; i personaggi ci risultano molto umani, reali; in realtà dietro questi personaggi vi è un elevato simbolismo; vi sono riferimenti e comportamenti sessuali (descritti, non visti) molto trasgressivi ma questi non generano scandalo. Tutto viene trasfigurato e sublimato dall'ammirazione incondizionata che Almodòvar ha per le donne (perfino i pochi maschi presenti nel film interpretano la parte di travestiti). La donna che ha la capacità di amare e soffrire come può farlo solo una madre; sa andare direttamente al valore delle cose e per ottenere questo mente con estrema naturalezza (le protagoniste del film mentono lungo tutto il film); sa trovare una grande solidarietà con le altre donne, mentre i maschi sono irresponsabili ed egoisti. In questa prospettiva la storia ridicolarmente complicata non disturba, i riferimenti sessuali sono senza malizia, perché tutto è sublimato dalla grande fede che il regista ripone nella capacità dell'essere umano (in questo caso soprattutto le donne) di sacrificarsi ed offrire solidarietà agli altri.

Commento sui contenuti
Violenza. La protagonista, nel passare per le strade notturne di Barcellona, assiste e difende un travestito dall'assalto di un violento.
Dialoghi osceni. In più punti vengono fatte esplicite richieste di prestazioni sessuali.
Comportamenti diseducativi. Nina, l'amica di Huma, è tossicodipendente ed è sempre in cerca della sua dose giornaliera. Rosa, la suora laica, resta incinta a seguito di un rapporto con Lola, un travestito.

Argomenti di discussione stimolati dal film
E' utile sottolineare i valori che sono trasmessi dal film: la calda umanità delle figure femminili ed il grande spirito di  fratellanza che le tiene unite. Manuela, dopo la morte del figlio, inizia un viaggio che non è solo geografico; lei cerca di ritrovare un senso per la sua vita; alla fine del film, non avrà certo trovato consolazione per la morte del figlio ma avrà ritrovato un significato al suo vivere tramite la partecipazione solidale alle esperienze di altre donne come lei. Ovviamente i figli vanno aiutati ad interpretare questi messaggi attraverso la simbologia che è tipica del regista: ad esempio il valore della persona umana di per sé, senza specificazioni, è stata enfatizzata tramite l'espediente narrativo di banalizzare, rendere labili le identità sessuali dei protagonisti.

 

Autore: Franco Olearo


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