DEAR JOHN

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Titolo Originale: Dear John
Paese: USA
Anno: 2010
Regia: Lasse Hallstrom
Sceneggiatura: Jamie Linden dal romanzo di Nicholas Sparks :"Ricordati di guardare la luna"
Produzione: Screen Gems, Temple Hill Entertainment, Relativity Media
Durata: 110'
Interpreti: Channing Tatum, Amanda Seyfried, Richard Jenkins

In una spiaggia del South Carolina John Tyree, un soldato che presta servizio nei Corpi Speciali degli Stati Uniti si offre  di recuperare la borsa caduta in acqua di Savannah, una studentessa che stava chiacchierando sul molo con i suoi amici. Per sdebitarsi, la ragazza lo invita a un barbecue organizzato in casa sua. Nasce fra loro un grande amore ma quindici giorni dopo John deve tornare a indossare la divisa.  I due giovani promettono di aspettarsi l'un l'altra e di scriversi spesso. L'anno di ferma di John sta per scadere ma la tragedia dell'11 settembre convince John che è suo dovere prolungarla per altri due anni. I due giovani continuano a scriversi ma la lunga attesa inizia ad essere difficile...

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Due giovani innamorati sanno affrontare la prova dell'attesa e controllare le loro effusioni. Gesti generosi verso gli altri da parte di lei. Dedizione al dovere militare da parte di lui. Sono ben evidenziate le sofferenze che le separazioni causano ai figli
Pubblico 
Tutti
Giudizio Artistico 
 
Un film ben diretto dall'esperto Lasse Hallstrom ma incapace contestualizzare la storia e di approfondire le motivazioni dei due protagonisti

La scorsa settimana è uscito in sala The last song - FilmOro ed ecco che ora arriva anche Dear John, nuovamente  FilmOro, entrambi tratti da romanzi di Nicholas Sparks.
Come si accennava nella precedente recensione, nell'andare a vedere un film ricavato da un libro di quest'autore americano si sa in anticipo cosa ci si può aspettare: un apparato melodrammatico iper-sentimentale fra un lui e una lei che sanno  riflettere, controllare le proprie emozioni,  prendere le decisioni giuste (quasi sempre), essere altruisti e saper aspettare. Anche se non si parla mai di fede si percepisce bene l'impostazione cristiana dell'autore.
Savannah non passa il tempo delle sue vacanze a divertirsi con i suoi amici ma impiega i pomeriggi a ricostruire assieme ad altri volontari la casa andata distrutta di una giovane coppia; John, appena è libero dai suoi impegni, si occupa del padre rimasto solo.
La regia è molto abile a non scivolare sul lacrimoso ma in effetti la storia sembra a volte impostata proprio a questo scopo: nel film non c'è una ma ben due persone autistiche: il piccolo Alan (un attore di 6 anni, realmente affetto da autismo) e lo stesso padre di John. Un amico di Savannah sta morendo lentamente di cancro.

Il tema del film è l'attesa come prova d'amore: entrambi cercano l'amore, quello che dura tutta la vita e per cercarlo sanno sostenere lunghe attese e calibrare le loro effusioni in funzione dei loro reali sentimenti.
Da questo punto di vista il film è molto valido nel mostrare come il loro sentimento passa dall'entusiasmo iniziale a  una fase più sedimentata; supera difficili prove e riesce a rigenerarsi in forme e modi diversi quando entrambi sono cambiati con il passar del tempo e degli eventi.

La storia sembra come sospesa nel tempo; l'amore fra   John e Savannah è ambientato ai nostri giorni ma potrebbe ugualmente riferirsi a due giovani che vivono ai tempi della guerra mondiale o a quelli della guerra in Corea.  Si tratta di un pregio ma è anche il grosso difetto del film.

E' un pregio perché l'amore ha sempre risonanze universali ma al contempo la storia dei due giovani è troppo decontestualizzata. John e Savannah sono sempre in primo piano mentre l'ambiente dei loro amici, il contesto bellico, sono solo dei fondali di scena. L'eccesso di astrazione finisce per indurre il sospetto di una esercitazione astratta che resta priva della capacità di  emozionare lo spettatore.

I due ragazzi appaiono a tutti gli effetti speciali, così giudiziosi e di buon senso ma non si comprende dal racconto cosa costituisce il substrato ideale  (o di fede) in base al quale Savannah svolge del volontariato e aspira a diventare insegnante di sostegno per persone handicappate e perché  John riesca ad esprimere un forte senso del dovere e del servizio alla patria.

Impostato in questo modo, temo che il film possa piacere più agli adulti che hanno nostalgia dei film romantici degli anni '50 che non a quegli  adolescenti che sono andati in frotte a vedere i film della saga  Twilight .

In fondo entrambi parlano di amori puri e casti  ma il secondo è più abile perché sposta la storia in un mondo  fuori del tempo dove  le parole   di dedizione eterna che si scambiano i due innamorati finiscono per risultare paradossalmente più credibili in un contesto crepuscolare  di vampiri immortali che riproduce efficacemente il mondo dei sogni di una adolescente.

Dear John ci presenta invece un giovane adulto e  una studentessa universitaria: i sogni adolescenziali sono finiti; la loro visione del mondo si è ormai consolidata ed è proprio per questo che siamo più curiosi di conoscere il contesto familiare e ideale nel quale si sono formati.

Molto bello Channing Tatum (abbondanti riprese a torso nudo) anche se un po' statico, simpatica ed espressiva  Amanda Seyfried.

Autore: Franco Olearo


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