THE PRODUCERS UNA GAIA COMMEDIA NEONAZISTA

Titolo Originale: The producers
Paese: USA
Anno: 2005
Regia: Susan Stroman
Sceneggiatura: Mel Brooks, Thomas Meehan
Durata: 135'
Interpreti: Nathan Lane, Matthew Broderick, Uma Thurman, Will Ferrell, Gary Beach, Roger Bart

Max Bialystock, un producer di Broadway, se la sta passando alquanto male: l'ultima suo musical è stato un insuccesso. Come se non bastasse, il contabile Leo Bloom è venuto per controllare i conti. Ma ecco l'idea brillante del contabile timido e   sognatore:  è possibile guadagnare molti soldi proprio allestendo uno spettacolo destinato al fallimento. In cambio Leo chiede di diventare socio di Max: ha sempre sognato di entrare nel mondo di Broadway. In effetti  l'opportunità si presenta con un testo demenziale dal titolo "la primavera di Hitler" scritto da un nostalgico del nazismo...

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
L'amicizia e la lealtà rifulgono proprio nei momenti di avversità
Pubblico 
Adolescenti
Un metodo molto disinvolto di procurarsi il denaro, seducendo delle vecchiette
Giudizio Artistico 
 
Ottima recitazione, ritmo spigliato. Poco originale la regia

Con insolita tenacia, confortata dal successo conseguito finora, Mel Brooks è stato regista e sceneggiatore della prima versione cinematografica di Producers (1968) che è anche la sua opera prima (in italiano: Per favore non toccate le vecchiette); poi compositore e drammaturgo del musical omonimo nel 2001; infine produttore e nuovamente sceneggiatore in  questo remake con gli stessi protagonisti (Nathan Lane, Matthew Broderick) che ne hanno decretato il successo a Broadway. Anche la regista è la stessa della versione teatrale, anche se occorre riconoscere  non è stato fatto molto per la conversione ain linguaggio filmico: se si escludono le poche scene in esterni, sembra di assistere alla registrazione dello spettacolo teatrale. Vera  novità di questa edizione, è in realtà una Uma Thurman che fa la bella svedese, e che ha rapidamente imparato a ballare e cantare con disinvoltura.

La storia è oltremodo esilarante, con colpi di scena, gags, spaventi vari; ma ciò che colpisce è la capacità di Mel Brooks di assommare un numero incredibile di satire (contro il nazismo, contro gli ebrei, la losca genìa dei produttori teatrali e, incredibile a dirsi, anche verso i gay). E' riuscito in questo modo a realizzare un impasto di umorismo sferzante che costituisce il suo marchio di autenticità.

Mel è veramente cattivo fin quasi  a risultare cinico: lo si vede dal metodo disinvolto con cui Max, esponente-tipo del produttore di Brodway,  cerca di finanziarsi (circuendo vecchiette danarose) e dal modo con cui i due producers (uno vero e l'altro solo aspirante) organizzano la truffa ai danni del fisco (ma  le loro magagne verranno presto a galla) . Solo nel finale avremo un messaggio positivo in favore della lealtà e dell'amicizia.
 Anche nei confronti del nazismo Mel si pone sul crinale pericoloso della gravità dell'argomento e la sua trasfigurazione satirica: operazione riuscita finora solo a a Charlie Chaplin e a Roberto Benigni. 

Certo, siamo lontani dalle satire graffianti del Mel Brooks dei tempi d'oro: Mezzo giorno e mezzo di fuoco (1974) , Frankestein Junior (1974), Balle spaziali (1987) ma fa piacere ridere con un lavoro altamente professionale che porta anche in Italia uno dei ultimi successi di Broadway, questa volta con le canzoni in lingua originale, dopo il non troppo riuscito esperimento ne il  Il fantasma dell'opera, di tradurre i brani in italiano.

Autore: Franco Olearo


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