Shrek 2

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Titolo Originale: Shrek 2
Paese: USA
Anno: 2004
Regia: Andrew Adamson, Kelly Asbury, Conrad Vernon
Sceneggiatura: David N. Weiss, J. David Stem, Joe Stillman, Andrew Adamson
Produzione: Dreamworks, Pacific Data Images Genere:Animazione
Durata: 98'
Interpreti: Voci nell'originale di: Mike Myers, Eddie Murphy, Cameron Diaz, JulieAndrews, Antonio Banderas, Rupert Everett, Jennifer Saunders Produzione: Dreamworks, Pacific Data Image

Shrek e Fiona sono ormai felicemente sposati e si concedono una appassionata luna di miele . Tutto va per il meglio quando i novelli sposini sono invitati al castello dei genitori di lei con inevitabile loro disappunto allo scoprire che hanno acquisito un genero orco. Come se non bastasse, Shrek teme che Fiona, che ha incontrato (troppo tardi) il principe azzurro che avrebbe dovuto liberarla dal castello incantato, possa ancora innamorarsene....

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Un invito ad essere se stessi, senza cercare di apparire ciò che non si é. Film disonesto, che introduce in un film per ragazzi tematiche sessuali complesse
Pubblico 
Pre-adolescenti
Per la necessità di spiegare come mai Pinocchio è un feticista che indossa mutandine femminili e il barista è truccato come una donna
Giudizio Artistico 
 
Film formalmente affascinante, sceneggiatura ricca di risvolti imprevisti, trovate divertenti e molta ironia dissacrante

Fin dalle prime sequenze, Shreck 2 mostra il salto tecnologico che in poco tempo è stato compiuto dalla Dreamworks   rispetto allo Shreck del 2001, realizzato dallo stesso regista Andrew Adamson.

La luce solare è molto più naturale; le scene di massa sono spettacolari; l'incarnato, la capigliatura  dei protagonisti umani sono molto verosimili (grazie ad un sofisticato sistema di rifrazione della luce), il loro muoversi appare  molto fluido, ed è stato abbandonato definitivamente lo stile frettoloso e sintetico dei cartoni animati.   Anche la psicologia  dei protagonisti si approfondisce : c'è il tempo per sviluppare un dialogo, di attardarsi su momenti riflessivi così come di  confronti carichi di tensione. A tutti gli effetti è nato un nuovo genere, la cui espressività è ormai molto lontana dallo schema classico alla Walt Disney, dove a buffi animaletti introdotti solo per creare parentesi  comiche si affiancavano personaggi (il principe e la principessa, ad esempio) molto  impegnati nel loro ruolo istituzionale. Ora anche gli animali di contorno hanno una ricca espressività  e in questo sequel (che non sarà l'ultimo), accanto al petulante e fedele ciuchino troviamo un elegante, furbo ed opportunista Gatto con gli Stivali, forse più freddo e meno riuscito del primo.

Il film riesce a coinvolgere molto bene lo spettatore  grazie ad un'ottima sceneggiatura che alterna momenti di comicità ad altri di tensione, incluse alcune sorprese ad effetto e ribaltamenti di prospettiva.
L'ironia dissacrante che aveva caratterizzato il primo Shrek nei confronti delle favole più classiche dei fratelli Grimm, ora ha allungato i suoi artigli fino a prendere in giro l'intera Hollywood (il Paese Lontano Lontano dei genitori di Fiona ha un largo viale con palmeti tipo Sunset Boulevard, negozi del tipo Versarchery, Armani Armory.. e si organizzano grandi feste alle quali si accede  percorrendo un  lungo tappeto rosso,  stile notte degli Oscar).
Lo spettatore viene inoltre continuamente stimolato ad  indovinare i  richiami  di quella moderna cultura popolare che è costituita dai film blockbuster: Mission Impossible, Spider Man, Da qui all'eternità, Flashdance, Cops.......

Shrek 2 ed i più recenti prodotti della "nuova animazione" segnano un netto distacco nei confronti dei cartoons classici in un altro aspetto, forse meno prevedibile: quello etico.
In film come La bella addormentata nel bosco l'etica è, per così dire tautologica: i cattivi sono ben identificabili come tali e fanno ovviamente cose cattive; similmente i buoni. Nei nuovi film d'animazione  il bene ed il male  sono qualcosa che si trova dentro i personaggi e nessuno è definitivamente cattivo  (in Shrek 2 quasi tutti i presunti cattivi, come il Gatto con gli Stivali o il suocero-re, subiscono alla fine una conversione).
Il recente film  Gli incredibili é molto vicino ai due Shrek nel trasmettere messaggi che invitano all'accettazione di sé stessi, ad essere quel che si è nel proprio intimo, senza cercare di apparire come si vorrebbe. Shrek e Fiona,  riescono a restare coerenti al loro amore e a quello che realmente sono, al di là degli inganni che entrambi subiscono e del cambiamento del loro stesso aspetto (ad un certo momento della storia entrambi tornano ad essere molto belli e la tentazione di restare tali è molto forte).

Shrek 2 aggiunge in più uno specifico invito all'accettazione di ogni diversità: se la regina, madre di Fiona si tiene in braccio suo marito, ora diventato un orrido ranocchio (ma lo ama più di prima perché ha compiuto un gesto generoso), il film non esita  ad introdurre, in un film per bambini, un travestito: il barista della locanda della Mela Stregata  è un omone con tanto di voce roca che si è messo il rossetto,  gli orecchini e appena viene a sapere che il principe azzurro si è reso disponibile corre cercarlo...
Una scena che avrà bisogno sicuramente di qualche spiegazione da parte del genitore.

Più grave a mio avviso è la scena in cui  Pinocchio confessa di utilizzare mutandine da donna; la voglia degli autori  di  mantenere alto lo spirito dissacrante del film finisce per far loro commettere una scorrettezza nei confronti dei bambini (oppure per volutamente ribadire fino in fondo l'accettazione di  qualsiasi diversità) che sono venuti a vedere una favola con i loro idoli, scoprendo invece tematiche di devianza sessuale cui forse non ne sospettavano neanche  l'esistenza.
I   due messaggi cheShrek 2 trasmette, sia pure in sequenze e tramite personaggi diversi, risultano alla fine  collegati anzi conseguenti: valorizzare la propria interiorità, trascurare quindi le apparenze, porta come logica conseguenza, nella mente degli autori,  l'accettazione di ogni diversità.
E' evidente che si tratta di tematiche complesse, che meritano approfondimenti maggiori, sicuramente per  adulti, più che un approccio del tipo: "te lo accenno e poi scappo".

Il problema di Shrek 2 è proprio questo: guardato con simpatia per la sua ironia e le sue parodie, il suo modo di mescolare i generi, risulta avere in realtà, come dice in modo diretto A.O. Scott del New York Times, something dishonest : "gli manca il coraggio per essere realmente sgradevole ed il cuore per essere generosamente affascinante".

Autore: Franco Olearo


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