A PROPOSITO DI STEVE

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Titolo Originale: All About Steve
Paese: USA
Anno: 2009
Regia: Phil Trail
Sceneggiatura: Kim Barker
Produzione: Fortis Films, Fox 2000 Pictures, Radar Pictures
Durata: 99'
Interpreti: Sandra Bullock, Bradley Cooper, Thomas Haden Church, , Ken Jeong

Mary Horovitz è curatrice della rubrica dei cruciverba di un piccolo giornale cittadino: l'Herald di Sacramento. Le piace molto questo lavoro perchè può mettere a frutto la sua ottima memoria e la sua cultura enciclopedica. Non ha un fidanzato e vive sia pur provvisoriamente in casa di papà e mamma.  Durante un incontro al buio organizzato dai suoi genitori conosce Steve, un cameraman di una rete televisiva locale. Mary è subito attratta dal giovane; lui molto meno ma per sua fortuna il lavoro lo costringe a spostarsi continuamente. Ormai Mary ha deciso che Steve è il ragazzo della sua vita e inizia a seguirlo ovunque lui vada....

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Il film sottolinea alcuni valori come il rispetto della vita e il matrimonio che però non diventano vita vissuta e non vanno oltre una definizione teorica di buone intenzioni
Pubblico 
Adolescenti
Una scena di approccio sessuale esplicito ma senza nudità; allusioni sessuali continue
Giudizio Artistico 
 
Battute che vorrebbero essere spiritose ma in realtà sono difficili da digerire; la pur brava Sandra Bullock mette in scena non un personaggio ma una maschera carnevalesca che la costringe a recitare fuori dalle righe

All About Steve è un film alquanto strano; ancor più strane sono le decisioni della stessa protagonista, Sandra Bullock, che nello stesso anno riesce a vincere l'Oscar come miglior attrice protagonista con The Blind Side e a produrre (partecipandovi come protagonista) un film come A proposito di Steve, che si è guadagnato il premio di peggior film dell'anno.
Temo che dobbiamo confermare quest'ultimo giudizio ma al contempo non possiamo non riconoscere la presenza di alcuni valori che rivelano una impostazione cristiana del film.

Mary Horovitz è sempre allegra, non conosce la malinconia: è tutta presa dal lavoro e vorrebbe che la sua rubrica settimanale di cruciverba diventasse quotidiana, ma è

fermata subito dal direttore: "Mary, meno lavoro e più tempo libero. E' divertente essere normali".

Si perché Mary, grazie alle sue doti, si è costruita una mostruosa cultura nozionistica e siccome è anche estroversa, riesce ad soffocare con i suoi torrenti di informazioni, puntualizzazioni linguistiche, definizioni da dizionario, tutte le persone che incontra.

Accade lo stesso nell'incontro con Steve e nonostante la buona intesa iniziale, riesce a innescare in lui un immediato istinto di fuga non appena Mary apre le cataratte delle sue infinite conoscenze, anche perché non tarda a mostrargli un robusto e intraprendente appetito sessuale, forse originato da una lunga astinenza.

Molti problemi del film ricadono proprio sul personaggio che  Sandra Bullock  si è costruito: siamo lontani dalla complessata e maldestra Bridget Jones , anche lei incapace di tener a bada lingua e sentimenti ma sicuramente molto meglio delineata; Mary Horovitz va avanti con la sicurezza di un carro armato, senza far nulla di male ma neanche senza ascoltare e comprendere gli altri; a completare il quadro due incredibili stivali rossi che la fanno sgambettare con l'insicurezza di una gallina. 

Occorre riconoscere che si intravedono alcune buone intenzioni nel film: con il pretesto di girare gli Stati Uniti per inseguire il suo  Steve che si sposta da uno stato all'altro all'inseguimento dell'ultimo scoop, Mary si imbatte in alcune situazioni-simbolo  degli Stati Uniti d'oggi.

Particolarmente significativo è l'evento che ha attirato le troupe di tutte le reti televisive: una bambina nata con tre gambe sta per essere operata secondo la volontà della madre ma contro quella del padre; i due gruppi di opinione che si raccolgono attorno all'ospedale inneggiando slogan ed esibendo striscioni  ricordano i non lontani dibattiti che hanno animato questo grande paese sul tema del fine-vita nei confronti di persone in coma.

Il parlare di Mary è sempre pieno di saggezza ma il fatto che sputi sentenze come un dizionario vivente  rende il personaggio poco attraente.

Sul matrimonio: "le relazioni intime non possono sostituire un progetto di vita in comune ma per avere un significato credibile un tale progetto deve includere anche le relazioni intime".

Un interlocutore ha l'incauta idea di parlare di coscienza. Ecco la sua pronta risposta:  "la coscienza è l'indicatore della nostra moralità che ci impedisce di commettere atti malvagi".

Perfino quando all'interno di una grotta cerca una luce, non manca di riferirsi alla Bibbia: "mi serve una luce; e Dio disse: sia la luce e la luce fu".

La frase finale di Mary è la firma di Sandra Bullock: "sono una ebrea cattolica: abbiamo la testa dura come la roccia".

In realtà noi spettatori abbiamo bisogno di andare a cinema non per ascoltare definizioni ma per conoscere dei personaggi che  tali definizioni riescono a trasformare in appassionante vita vissuta.

Autore: Franco Olearo


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