OUT OF TIME Luisa e Laura Cotta Ramosino

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Titolo Originale: OUT OF TIME
Paese: USA
Anno: 2003
Regia: Carl Franklin
Sceneggiatura: Dave Collard
Produzione: Neal H. Moritz e Jesse B. Franklin per Original Film/Monarch Pictures/MGM
Durata: 105'
Interpreti: Denzel Washington (Matt Lee), Eva Mendes (Alex),Sanaa Lathan (Ann), Dean Cain (Chris)

Matt Whitlock, capo della polizia di una minuscola cittadina della Florida, ha una relazione con una donna sposata, Ann Merai. La donna gli rivela di essere ammalata di cancro e di avergli intestato la sua assicurazione sulla vita. Quando lei e il marito muoiono nel rogo della loro casa, Matt, che aveva sottratto i soldi frutto di un sequestro per pagarle le cure in Svizzera, rischia di finire incriminato e deve fare di tutto per cancellare le prove che portano a lui. Ma la verità è più complicata di quello che sembra, anche perché ad indagare c’è la sua ex-moglie Alex.

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Mai lasciare tua moglie...
Pubblico 
Adolescenti
Qualche scena moderatamente sensuale; alcuni passaggi di tensione e di violenza.
Giudizio Artistico 
 
Storia ingarbugliata ed improbabile ma buone interpretazioni e buona fotografia

La morale semplice di questa storia ingarbugliata e improbabile è, nelle parole del protagonista, “mai lasciare tua moglie”. E molti spettatori probabilmente sarebbero pronti a dargli ragione, visto che la moglie in questione è la bella Eva Mendes, uno dei nuovi volti del fascino latino made in Hollywood. Eppure non ci troviamo di fronte ad un profondo dramma famigliare…

Per arrivare a questa brillante conclusione, infatti, assistiamo ad un giallo-thriller con un protagonista incredibilmente ingenuo e altrettanto fortunato. Come spiegare altrimenti che il capo Whitlock si lasci irretire da una donna sposata (che non ama nemmeno, visto che è ancora innamorato della moglie) tanto da consegnarle un’enorme somma di denaro frutto di un sequestro e fino alla fine sia disposto a scusarla, dopo essere stato ripetutamente circuito? Ma come spiegare, poi, che dopo aver cancellato prove, eliminato testimoni (anche se per legittima difesa), manomesso i sistemi della polizia e insultato gli agenti della Dea, la faccia franca senza nemmeno un’ammonizione?

Gli sceneggiatori, evidentemente, speravano nell’indulgenza del pubblico grazie al credito del protagonista Denzel Washington, a suo tempo interprete di pellicole di ben altro spessore. E un po’ contavano sull’ambientazione “sudista” effettivamente molto affascinate e valorizzata da una discreta fotografia. poi, però, non hanno fatto altro che inanellare situazioni che non avrebbero potuto che sfociare nella morte o nella condanna infamante del protagonista, effettivamente autore di azioni criminali e tanto più gravi da parte di un capo della polizia. Così il meccanismo della tensione cresce sempre di più, alimentando le aspettative di una conclusione tragica, o per lo meno drammatica, in cui Matt debba infine confrontarsi con le sue mancanze e con coloro che ha ingannato. E invece ….

Il sospetto è che gli autori abbiano voluto raccontare due storie senza riuscire ad amalgamarle efficacemente: un intrigo in stile Brivido caldo (con relative scene bollenti, anche se abilmente suggerite più che mostrate), ma anche la storia di due persone che si amano e che, grazie ad una situazione “estrema” sono destinate a ritornare insieme.

Con tutto ciò il film si lascia vedere e, complici le buone interpretazioni e la penuria stagionale di prodotti davvero concorrenziali, potrebbe rivelarsi un discreto passatempo per le serate estive.

Autore: Luisa Cotta Ramosino


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