NELLA VALLE DI ELAH

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Titolo Originale: IN THE VALLEY OF ELAH
Paese: USA
Anno: 2007
Regia: Paul Haggis
Sceneggiatura: Paul Haggis
Produzione: Laurence Bacsey, Patrick Wachsberger per Summit Entertainment
Durata: 120'
Interpreti: Tommy Lee Jones, Charlize Theron, Susan Sarandon

Quando Hank Deerfield, ex soldato della polizia militare, riceve la notizia dell’assenza ingiustificata del figlio Mike dalla base dove è acquartierato il suo reparto appena rientrato dall’Irak, decide di andare a cercarlo personalmente. Purtroppo ben presto non lontano dalla base viene ritrovato il cadavere di Mike, bruciato dopo che il ragazzo è stato assassinato. Le indagini mettono ai ferri corti l’esercito, che vorrebbe chiudere rapidamente la storia, e la giovane ispettrice Emily Sanders, decisa a scoprire il bandolo di menzogne e insabbiamenti. Hank ed Emily finiranno per collaborare, ma la verità sulla morte di Mike spingerà entrambi ad una dura riflessione.

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Una pellicola sulla responsabilità collettiva nei confronti degli uomini che, in quella come in ogni altra, subiscono gravi ferite psicologiche, al punto da non essere più capaci di vivere nel mondo civile
Pubblico 
Maggiorenni
Scene di violenza e sensuali con nudità parziali
Giudizio Artistico 
 
Paul Haggis, sensibile ritrattista di caratteri, preferisce concentrarsi su dinamiche umane (familiari e non) per ragionare sul destino dei singoli e di una nazione che mette infine in discussione il suo operato e la sua vocazione.

Più che un film sulla guerra in Irak una pellicola sulla responsabilità collettiva nei confronti degli uomini che, in quella come in ogni altra, subiscono gravi ferite psicologiche, al punto da non essere più capaci di vivere nel mondo civile.

Allontanandosi dalla sterile polemica che ha affascinato autori come De Palma, Paul Haggis, sensibile ritrattista di caratteri in pellicole come Crash o Million Dollar Baby, preferisce concentrarsi su dinamiche umane (familiari e non) per ragionare sul destino dei singoli e di una nazione che mette infine in discussione il suo operato e la sua vocazione.

Se può apparire in una certa misura forzato il presupposto che fa di ogni reduce un potenziale disturbato, è però commovente seguire il viaggio di un padre alla scoperta dei tormenti di un figlio, certamente amato, ma forse mai davvero conosciuto.

Ad amplificare il dramma del vecchio Hank (attendibile come punto di vista, perché giustamente non totalmente estraneo al mondo militare in cui il figlio ha vissuto l’ultima parte della sua vita) è la presenza di una donna con problemi opposti, ma speculari ai suoi.

La giovane ispettrice Emily (una brava Charlize Theron che “mette tra parentesi” la sua bellezza e dà corpo con convinzione al suo personaggio), sbeffeggiata dai colleghi e in cerca di un forse impossibile equilibrio tra lavoro e famiglia, ha la tenacia necessaria a cercare la verità, ma esibisce un bisogno di paternità (per suo figlio, ma anche per se stessa) che permette ad Hank di indirizzare il suo affetto e la sua autorevolezza appena privati del loro naturale destinatario.

Così il racconto biblico di Davide che sfida e vince Golia, più che un semplicistico inno al coraggio delle sfide impossibili, diventa (soprattutto con la sua pretesa di verità oggettiva, contestata dalla “miscredente” Emily) una parabola delle umane tribolazioni, non di rado destinate a sconfiggere individui fragili e soli.

La nostalgia per il sostegno che un nucleo famigliare può offrire all’individuo è un elemento sicuramente presente nella pellicola anche se più come un’esigenza che come una presenza tangibile.

Così pure la richiesta di aiuto (rappresentata dalla bandiera consumata e rovesciata esposta da Hank) non è solo un suggerimento ad una grande nazione bisognosa di ritrovare la sua identità morale, ma potrebbe essere anche uno spunto valido per il singolo, condannato a perdersi se lasciato solo a confrontarsi con la propria fragilità e il proprio errore.

Autore: Luisa Cotta Ramosino


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