MARE DENTRO (di J.M. De Prada)

Titolo Originale: Mar Adentro
Paese: Spagna
Anno: 2004
Regia: Alejandro Amenabar
Sceneggiatura: Alejandro Amenabar, Mateo Gil
Durata: 125'
Interpreti: Javier Bardem, Lola Duenas,Belén Rueda

Dopo aver letto innumerevoli interviste ad Alejandro Amenàbar e recensioni critiche sul film (non si erano mai visti gli ingranaggi della propaganda così ben ingrassati) si arriva alla conclusione che Mare dentro non si limita a  sviluppare una tesi, ma pretende di essere una rivendicazione sulla libertà dell'uomo di governare il proprio destino.

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Un tetraplegico, che ha intorno a se la famiglia di suo fratello interamente dedicata ad aiutarlo, che ha ben due donne innamorate di lui, che ha ancora la caparbietà di scrivere un libro, è egoisticamente incapace di ricambiare il loro amore e preferisce andarsene
Pubblico 
Sconsigliato
Per le teorie promosse dal regista
Giudizio Artistico 
 
Ottima interpretazione di Javier Bardem. Il film risente di una narrazione asservita aduna impostazione ideologica

Anche se il tema  trattato nel film è l'eutanasia, Amenàbar evita di arrivare a conclusioni definitive; ciò che a lui preme è il principio dell'autonomia personale, nell'ambito della quale ogni uomo decide, con autorità sovrana, se la sua vita merita o no di esser vissuta; in questo modo la soluzione adottata da Ramon Sampero, il protagonista del film, si presenta come un esercizio di affermazione vitale: l'uomo è il signore delle sue decisioni e , come tale, proclama il suo diritto a morire, libero da vincoli giuridici o morali.
La morte si converte in un atto privato, sopra il quale solo la nostra coscienza esercita il suo imperio e, di conseguenza, Amenàbar ci propone un film di taglio intimista, che non aspira a giudicare le ragioni che hanno spinto Sampedro ad abbreviare le sue pene, quanto piuttosto a comprenderlo.

Fin qui le dichiarazioni di Amenàbar che sono pienamente smentite  dalla visione di Mare dentro . In effetti, se l'intenzione del regista fosse stata quella di esaltare questa capacità decisionale dell'uomo nello stabilire i confini della propria vita, sarebbe risultata altrettanto rispettabile , allo stesso modo dalla decisione adottata da Sampero,  quella di chi si fa forza sull'infermità che lo affligge, decidendo di continuare a vivere. Non è proprio così. Amenàbar introduce una sequenza alquanto subdola nella quale si ridicolizza un sacerdote  (apparentemente ispirato ad un personaggio reale, cosa che rende ancora più spregevole il proposito del regista), paralizzato come Sampedro, che manifesta la sua ansia di vivere. Al progressismo rampante ed egemonico che tanto si diverte a prendere in giro chi è   religioso (chi è cristiano, converrebbe precisare). l'episodio appare molto divertente  e stimolante: si tratta  tuttavia, a dire la verità, di una caricatura  grossolana di una abiezione difficilmente giustificabile, con la  quale Amenàbar dimostra che la sua intenzione non è stata quella di conoscere le  ragioni di ognuno ma piuttosto giustificare, attraverso l'inganno e falsità grossolane le ragioni del protagonista e, con l'occasione, di burlarsi di tutti coloro che, pur nel pieno della loro sofferenza, hanno trovato delle ragioni per continuare a vivere. Il dialogo fra Sampedro ed il sacerdote viene presentato in modo comico,  invita alla risata, attraverso dei mezzi tanto meschini come la deformazione caricaturale e e l'indottrinamento ridicolo. Ad esempio questo dialogo include affermazioni di una falsità palese, come quando  sostiene con leggerezza che la Chiesa difende la pena di morte. Solo uno spettatore offuscato dall'odio antireligioso può digerirlo senza ripulsa.......
---------------------

Autore: Juan Manuel De Prada


Share |