LA LETTERA

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Titolo Originale: LA LETTERA
Paese: Portogallo/Francia/Spagna
Anno: 1999
Regia: Manoel De Oliveira
Sceneggiatura: Manoel De Oliveira
Durata: 107'
Interpreti: Chiara Mastroianni (Madame de Clèves), Pedro Abrunhosa (Il cantante)

Si riesce a trasportare ai giorni nostri un romanzo come "la principessa di Clèves" di Madame de la Fayette, scritta a metà del '600 alla corte del Re Sole? In parte: si possono accettare le strade piene di automobili e gli abiti moderni, ma non si può non ambientare la storia in una società elitaria e d'alto rango. Non si giustificherebbe diversamente la prima parte del dramma: la ricca mademoiselle di Chartres sposa un suo pari, il dottore Jacques de Clèves, attratta dalla sua gentilezza d'animo più che spinta da passione amorosa.

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
La sincerità e l'onestà della protagonista che è tentata di tradire il marito la fanno pervenire a vette più alte di altruismo
Pubblico 
Pre-adolescenti
I più piccoli saranno poco interessati a questa sofisticata storia di sentimenti
Giudizio Artistico 
 
Una bellissima storia dell'animo umano, anche se appare poco credibile la trasposizione della vicenda ai nostri giorni

Ella scopre ben presto di sentire dell'interesse per il famoso cantante Abrunhosa, incontrato occasionalmente ad un concerto, da cui sa di essere ricambiata. Sua madre, sul letto di morte, riesce a farle confessare i suoi sentimenti e le suggerisce di non vederlo più per evitare che quel loro incuriosito avvicinarsi non vada al di là del punto di non controllo. In effetti la signora di Clèves si sottrarrà ad ogni ulteriore incontro: saranno decisivi il timore per il suo onore pubblico ed il desiderio di rispettare il marito. In cerca di conforto, ella va spesso a trovare una sua amica suora, alla quale confida tutte le sue pene.
Alla fine,  decide di essere pienamente onesta con suo marito: in un colloquio intenso che è la parte più bella del film, ella gli confessa il suo interesse per Abrunhosa, ma al contempo gli garantisce la sua completa lealtà. Il marito apprezza la virtù della moglie ma non può non soffrire nel non sentirsi ricambiato; la morte lo raggiungerà presto.

La signora De Sèvres è ora libera per sposare il suo cantante? La stessa amica suora le ricorda che adesso nessun vincolo la trattiene. Ancora una volta però la sua decisione sarà controcorrente: la vicinanza con suo marito, sia pur nella sofferenza, è stata più vera e più forte di una passione solo immaginata.

Occorre premettere che la trasposizione ai tempi moderni del romanzo di Madame de la Fayette non è riuscito; il nobile intento di dimostrare il valore perenne di certi sentimenti non ha trovato la sua giusta messa in scena: l'immagine del marito che poco a poco muore di mal d'amore, poco si concilia con il consumismo sentimentale della sensibilità moderna. A questo occorre aggiungere la legnosa recitazione di Chiara Mastroianni.

Fatta questa necessaria premessa, traspare nel film tutta una bellissima analisi dell'intimo umano, in perenne conflitto fra la geometria dei ragionamenti ed il magma incandescente dei sentimenti. Se di etica si parla, prevale tuttavia un'etica ragionata, non mossa dall'amore; non a caso nel film vi sono ripetuti riferimenti al Giansenismo.
L'imprevedibilità del nostro animo ancora inesplorato (allora come oggi) rende quasi vano, sembra dire Madame De la Fayette, l'appiglio alla nostra ragione: la signora ritiene di essere nel giusto quando racconta tutta la verità al marito, ma ciò non impedisce che il marito soffra per l'esclusione dai suoi affetti, finendo così per ferire mortalmente proprio chi voleva salvare.
Da vedova, ella acquisisce il diritto legittimo di rivolgersi finalmente dove la sua passione la vorrebbe portare, ma questo non le basta più: il suo cuore ha ormai superato, una volta scoperta la nobiltà dei sentimenti provati per suo marito, l'interesse per gli affetti privati ed è ora pronta a dedicarsi interamente agli altri.

Autore: Franco Olearo


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