L'ERA GLACIALE 2 IL DISGELO

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Titolo Originale: Ice Age 2 – The Meltdown
Paese: Italia/ Francia
Anno: 2005
Regia: Carlos Saldanha
Sceneggiatura: Peter Gaulke, Gerry Swallow e Jim Hecht
Produzione: Twentieth Century Fox, Blue Sky Studios e Fox Animation Studios
Durata: 85'

Manny il mammuth, Sid il bradipo e Diego la tigre dai denti a sciabola, che avevano affrontato insieme l’arrivo della glaciazione, devono vedersela ora con il disgelo, che rischia di allagare la valle dove si sono stabiliti. Mentre tentano di mettersi in salvo insieme agli altri animali, ognuno di loro dovrà affrontare le sue paure e riscoprire il senso di appartenenza a quel branco un po’ sui generis. Intanto lo scoiattolo Scrat continua ad inseguire la sua ghianda…

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Profonda amicizia fra animali che hanno imparato a volersi bene e a stimarsi nonostante le profonde differenze che li separano
Pubblico 
Tutti
Giudizio Artistico 
 
Piacevole storia che fra una gag e l'altra afferma con leggerezza, ma anche con profondità, il valore dell’amicizia. Buono il doppiaggio italiano

Se Robots aveva un po’ deluso, in termini di storia più che di bellezza visiva, le aspettative dei fan del terzo polo dell’animazione americana (insieme a Disney/Pixar e Dreamworks Animation), è tornando alle glorie dell’era glaciale che il team dei Blue Sky Studios riesce nuovamente a centrare l’obiettivo di creare un divertimento intelligente adatto a grandi e bambini, che non si fa mancare nemmeno un sottotesto di un certo peso.

Se nel film precedente (L'era glaciale del 2002, un successo enorme sia in sala che nelle vendite di VHS e Dvd) si raccontava il formarsi di uno strano gruppo di animali che, vincendo le reciproche diffidenze, si prendeva carico addirittura di un cucciolo d’uomo (con un meccanismo un po’ simile a quello delLibro della giungla) questa volta il tema della pellicola potrebbe essere definito con parole impegnative come appartenenza ed elezione.

Sfruttando un meccanismo narrativo opposto a quello del primo capitolo (e naturalmente scherzando con le verità scientifiche dell’evoluzione e del succedersi delle ere – mentre il presunto riferimento ecologista al surriscaldamento terrestre sembra un po’ tirato), qui la storia della “migrazione” dei tre strani compagni di avventure usa come pretesto l’urgenza di sfuggire ad una sorta di prossimo diluvio universale (e in effetti c’è anche una specie di Arca, ma, chiaramente, nessun Noè…).

Ma ad essere davvero protagonista è l’amicizia insolita, ma profonda, tra tre tipi animali (e quindi, per traslazione, umani) che hanno imparato a volersi bene e a stimarsi nonostante le profonde differenze che li separano. Forse, però, l’affetto e la stima non sono abbastanza dichiarati e nel corso del viaggio ognuno sarà chiamato a riconfermare la fedeltà agli altri, fino all’estremo sacrificio (mai tragica, ma sempre seria e consistente).

Ci si aggiunga una curiosa “storia d’amore” che coinvolge il saggio mammuth Manny, convinto di essere una specie in via di estinzione, e Ellie, una femmina della stessa specie che, contro ogni evidenza, crede di essere un opossum…

Anche questa linea di racconto è svolta in modo tutt’altro che banale, raccontando di un progressivo “scoprirsi” dei due pachidermi, che imparano a stare insieme non perché devono, ma perché vogliono, formando infine quella “grande famiglia felice” che è il sogno di Manny. E che, finalmente, almeno nei cartoni animati, è fatta di una mamma e di un papà...

Il bello è, come riconosce anche lo scorbutico Diego, che a tenere insieme il tutto, è proprio il pasticcione e ciarliero Sid, che, con una semplicità e una testardaggine da vero cuore d’oro, vede il bene ancor prima che questo si realizzi e ostinatamente spinge i suoi amici verso la meta.
Tra una gag e l’altra, quindi, è un piacere, anche per il pubblico adulto, trovare una storia dal sapore davvero positivo che afferma con leggerezza, ma anche con profondità, il valore dell’amicizia.
A completare il divertimento ritorna, al meglio della forma, lo scoiattolo Scrat, che con Keatoniana comicità continua a dare la caccia alla sua ghianda, alle prese con piraña, avvoltoi, ma soprattutto con una sfortuna a cui rifiuta di arrendersi. A lui è affidata anche la chiusura della storia, che è quasi una colta citazione cinematografica, ma che sancisce un finale assolutamente esilarante.

Per una volta poi, i doppiatori italiani (Claudio Bisio, Leo Gullotta e Pino Insegno per i tre personaggi principali) non fanno rimpiangere le sempre famose voci originali; l’unica scelta discutibile (anche perché dettata da dubbie ragioni di marketing) è quella di affidare al cantante inglese Lee Ryan (un tempo dei Blue, ora solista e interprete della canzone dei titoli di coda) il doppiaggio di uno dei due opossum “fratelli” di Ellie, producendo uno strano effetto di straniamento e talvolta una certa difficoltà a comprendere le battute.

Elementi problematici per la visione: nessuno

Autore: Luisa Cotta Ramosino


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