HELLBOY (2004)

Titolo Originale: HELLBOY (2004)
Paese: USA
Anno: 2004
Regia: Guillermo del Toro
Sceneggiatura: Guillermo del Toro
Produzione: Revolution Studios / Dark Horse Entertainment / Lawrence Gordon Productions
Durata: 122'
Interpreti: Ron Perlman, Doug Jones, Selma Blair, John Hurt, Rupert Evans, Karel Roden

L’FBI si serve della collaborazione di un diavolo adottato da uno scienziato del paranormale per contrastare le creature infernali che, agli ordini del redivivo monaco Rasputin, vogliono scatenare l’apocalisse.

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
La coloritura religiosa del film è solo una connotazione folcloristica
Pubblico 
Adolescenti
Per la violenza di alcune scene
Giudizio Artistico 
 
Il film non annoia ma la storia è uno strampalato supermercato dell'immaginario religioso

Ricordate Ghostbusters? Per riuscire a tirare la fine del mese un gruppo di scienziati spiantati diventavano cacciatori di fantasmi, disinfestatori di ectoplasmi, pompieri del paranormale. Erano gli anni ’80. I fantasmi erano spaventosi, ma soprattutto erano divertenti i tizi che davano loro la caccia.

Oggi Hollywood – ispirandosi a un fumetto cult di Mike Mignola – racconta un diverso tipo di cacciatore dell’occulto. Si tratta di Hellboy, un diavolo che, cresciuto ed educato dal professor Bruttenholm, saggio scienziato esperto di occultismo, ha rinunciato alla sua “natura” infernale. Non va a caccia – come i Ghostbusters – con un fucile che libera una specie di fascio elettrico, bensì prende i mostri infernali a cazzotti, li tiene lontani con rosari e antichi reliquiari (“…forniti direttamente dal Vaticano”, assicurano), li bersaglia con pallottole e granate di acqua santa.

L’immaginario del cinema horror è sempre stato fitto di simbologia religiosa. Qui tuttavia  alcuni degli elementi più tradizionali del culto cattolico vengono inquadrati come veri e propri arsenali di uno scontro bellico con le forze del male.

Da un lato è confortante veder usare tali simboli perlomeno come strumenti del bene e non come emblemi esoterici di poteri occulti e minacciosi (Il codice da Vinci è solo la punta di un iceberg). D’altro lato sconcerta vedere come essi vengano inquadrati in un modo strettamente materialistico. Da questo punto di vista fra Hellboy e Ghostbusters non c’è alcuna differenza, la coloritura religiosa del secondo è solo una connotazione folcloristica, al massimo sintomo di alcune inquietudini che il consumismo oggi fa più fatica a sedare rispetto ai ruggenti anni ottanta.

Certo è suggestiva la storia di un demone scatenato dalle pratiche occulte dei nazisti che si mette al servizio del bene (leggi FBI) grazie all’educazione di un uomo saggio che tiene sempre in mano un rosario… Suggestiva o inquietante? Vabbè, non andiamo troppo per il sottile. È pure intrigante l’idea di sfruttare il personaggio di Rasputin come monaco maledetto che ha ottenuto da Satana la possibilità di una sorta di reincarnazione... Intrigante o strampalata? Vabbè, passi anche questa. Suvvia, è divertente vedere un diavolo alle prese con dilemmi adolescenziali… Divertente o stonato? Vabbè, vediamo di arrivare in fondo.

Insomma. Ve ne sarete accorti anche voi. L’ebbra fantasia di Mignola e del Toro hanno dato vita a un cosmo sicuramente brulicante di creature inconsuete, ma anche piuttosto incoerente, dove convivono reincarnazione, antichi demoni dormienti e diavoli che si piallano le corna col flessibile.

Certo il film non annoia. È movimentato, questo pure. Ma è perlomeno sconcertante vedere il conflitto fra uomini e diavoli ridotto a una scazzottata alla Bud Spencer e Terence Hill.

E circa il mondo raccontato vale quanto risponde il professor Bruttenholm a un soldato che gli chiede se sia cattolico: “Sì, fra le altre cose”.

Autore: Francesco Arlanch


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