INKHEART LA LEGGENDA DEL CUORE D'INCHIOSTRO

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Titolo Originale: Inkheart
Paese: Germania, USA, GRAN BRETAGNA
Anno: 2008
Regia: Iain Softley
Sceneggiatura: David Lindsay-Abaire
Produzione: New Line Cinema, Internationale Filmproduktion, Blackbird Dritte
Durata: 106'
Interpreti: Brendan Fraser, Helen Mirren, Sienna Guillory, Paul Bettany, Eliza Bennett,

Mortimer è un appassionato curatore di libri vecchi. Legge con piacere Inkheart, un libro per l'infanzia  a sua figlia Meggie di 3 anni ma troppo tardi si accorge del suo terribile potere: con la sua lettura i personaggi del libro entrano nel mondo reale ma, come contrappasso, sua moglie Rose diventa parte del romanzo. Solo dieci anni dopo, accompagnato da sua figlia ormai tredicenne, Mortimer ritrova in un libraio svizzero una copia di Inkheart e si riaccende in lui la speranza di  liberare sua moglie...

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Un invito per i ragazzi alla lettura di buoni libri
Pubblico 
Tutti
Giudizio Artistico 
 
Ottimo casting anche se non completamente valorizzato; la storia avrebbe avuto bisogno di un maggior guizzo di originalità

E' indubbio il film è un inno alla lettura e a trattare i libri con grande rispetto. "Sono stata ovunque senza mai lasciare questa stanza. I libri sono avventura". la nonna istruisce così la nipotina Maggie, entrata nella sua vasta e preziosa biblioteca.

Ma i libri possono essere anche una minaccia per il terribile potere evocativo che racchiudono in sè. I personaggi della storia possono sembrarci quasi reali; gli scrittori hanno di fatto un enorme potere nei confronti dei loro lettori e  qualcuno può restare intrappolato in quel mondo di fantasia.

Se la metafora è sicuramente suggestiva, non si può dire altrettanto della sua realizzazione. Il film, tratto dal romanzo omonimo della scrittrice tedesca Cornelia Funkeche,   ci rimanda spontaneamente a  La storia infinita del 1984, a sua volta ricavato dal libro  del suo connazionale Michael Ende (anche in quel caso la storia iniziava con la lettura di un libro)  ma è privo della fantasia travolgente di quest'ultimo.

Molte location scelte sono italiane (l'abitazione della nonna è una villa sulle sponde del lago di Como, la piazzetta della città di mare è Laigueglia) ma paradossalmente è proprio questa scelta, anche se esteticamente è valida, a costituire il punto debole della messa in scena: se le  costruzioni in stile pre-raffaellita de Il signore degli anelli realizzate in 3D avevano contribuito in modo decisivo alla partecipazione dello spettatore a  quel mondo fantastico, le stradine del borgo diroccato del comune di Balestrino, scelto come dimora del crudele Capricorno, ancorché suggestive non fanno decollare la nostra fantasia: ci sembra che ad ogni curva possa far capolino una macchina parcheggiata o un bidone della spazzatura, sensazione rinforzata da una fotografia improntata a grande realismo. 

a parte centrale del film, con le sue continue salite e discese dal castello, le fughe, il ritornare e il venir nuovamente catturati sembrano rinchiudere la storia in un circuito senza sbocco, salvo poi l'approdo, per fortuna, nel climax del gran finale, dove, fra cavalli unicorno e minotauri in fuga,  viene ingaggiato un terribile combattimento con una gigantesca nuvola nera, per combattere la quale non resta che...riscrivere il finale del libro.

Il cast è di grande livello: se dobbiamo dimenticare Brendan Fraser, che ha perso lo smalto ironico e dinamico dei film della serie La mummia, ben delineato è  il personaggio di dita di polvere ( Paul Bettany), intrappolato nella sua doppia esistenza, in parte reale e in parte sulla carta: desideroso come uomo di definire il proprio destino ma condannato, come personaggio, a ciò che ha in serbo per lui il suo ideatore.
Helen Mirren dimostra tutta la sua professionalità, sapendo costruire, pur nelle sue limitate apparizioni un personaggio curioso e divertente, che quando arriva in sella all'unicorno con in testa il suo cappellino infiocchettato in stile charleston anni '30.

Per i ragazzi, che certamente non sono interessati a sottili disquisizioni critiche, resta la bellezza di una storia costruita intorno a una simpatica eroina di tredici anni e l'insegnamento su quanto possano essere preziosi ed affascinanti i libri.

Autore: Franco Olearo


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