I GUARDIANI DEL GIORNO

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Titolo Originale: Dnevnoy Dozor
Paese: Russia
Anno: 2006
Regia: Timur Bekmambetov
Sceneggiatura: Timur Bekmambetov, Vladimir Vasiliev
Durata: 132'
Interpreti: Konstantin Klabensk, Marya Poroshina, Vladimir Menshov

Le forze del bene e del male hanno stabilito una tregua, come ci era stato spiegato nel primo episodio della saga I guardiani della notte; perché nessuno rompa la tregua sono stati istituiti i guardiani della notte e del giorno, che si muovono fra gli umani con poteri straordinari. Il film inizia con un omicidio che rischia di porre in pericolo la pace raggiunta; ne è coinvolto Anton, che braccato dai guardiani, sta cercando di ritrovare suo figlio...

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Si conferma la visione manichea della lotta fra il Bene e il Male, già presente nel primo episodio
Pubblico 
Adolescenti
Qualche colluttazione violenta, una nudità intravista da una tendina
Giudizio Artistico 
 
Ottima esibizione di capacità tecnica e di fantasia libera, ma l'elegante confezione sembra avvitarsi su se stessa con particolare autocompiacimento

I guardiani della notte era uscito nel 2005. Come avevamo detto nella nostra critica, il film aveva impressionato per la capacità della cinematografia russa di realizzare un vero kolossal horror-fantasy, in grado di competere con la produzione americana. Avevamo anche osservato l'approccio manicheo che caratterizza questa saga russa in tre atti, come del resto molto produzione fantasy contemporanea (con l'importante eccezione de Il Signore degli anelli): il bene e il male sono due forze  paritetiche contrapposte, ognuna delle quali è disposta anche ad adottare metodi non convenzionali pur di vincere.

I guardiani del giorno si inserisce sull'onda del successo del primo episodio e se lo spettatore troverà inevitabilmente qualche difficoltà nel seguire la trama, la situazione sarà ulteriormente aggravata se non avrà visto il lavoro del 2005.

A dire il vero seguire la trama non è particolarmente importante, anzi l'autore sembra  divertirsi a farci saltare da una situazione all'altra come in un Gioco dell'Oca al solo scopo di stupirci con immagini sempre più ironicamente impressionanti. Per chi ha visitato  Mosca potrà esser divertente vedere la guardiana di turno, al volante di un bolide rosso, correre sulla superficie ricurva del grande Hotel Cosmos salvo poi entrare da una finestra e sempre con la macchina, mettersi a correre per i corridoi. Quando poi l'attenzione dello spettatore, verso la fine, nonostante la musica a tutto volume tenderà ad allentarsi, ecco che il nostro fantasioso Bekmambetov ha in serbo la distruzione per implosione dell'intero edificio dell'albergo e la visione di una Mosca ridotta ad un ammasso di macerie.

Si tratta solo di un esempio delle molte mirabolanti sequenze che ci offrono le più di due ore del film che va affrontato con un'unica logica: prendere o lasciare: l'importante è capire, prima di entrare in sala, se siamo appassionati a questo genere di film, a cavallo fra una clip musicale, un'action-movie zeppo di computer grafica e un horror-fantasy con  allusioni alle tenebrose presenze del male.

Autore: Franco Olearo


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