IL GLADIATORE

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Titolo Originale: Gladiator
Paese: USA
Anno: 2000
Regia: Ridley Scott
Sceneggiatura: David Franzoni
Interpreti: Russell Crowe (Maximus), Joaquin Phoenix (Commodus), Connie Nielsen (Lucilla)

Siamo nel 180 d.c.in Germania, ai confini dell'impero (la stessa data e lo stesso luogo con cui iniziava l'ultimo film holliwoodiano del filone tunica e peplo: la caduta dell'impero romano, del 1964). Maximus, il migliore dei generali di Marco Aurelio riesce a sgominare i  barbari con un ardito attacco della sua cavalleria ma anche con la superiorità delle sue catapulte.

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
L'ero ristabilisce la giustizia e resta fedele ai suoi cari, tutti uccisi.
Pubblico 
Adolescenti
Per le intense scene di combattimento
Giudizio Artistico 
 
R. Scott realizza un film di grande spettacolarità ma con ricostruzioni di fantasia. Ottima interpretazione di Russell Crowe

Marco Aurelio, vecchio e saggio, sa che quando morirà il potere passerà ai corrotti senatori e alla parassita corte imperiale, così ben rappresentata dal suo perfido figlio Commodoro (gli americani non perdono occasione per lanciare strali neanche troppo trasversali contro la loro capitale politica e l'attuale classe senatoriale). Ecco la sua decisione: il generale Maximus sarà il suo successore con il nobile compito di ripristinare la repubblica (niente di più antistorico: Marco Aurelio fu il primo imperatore che trasferì il potere a suo figlio). Commodo non apprezza molto l'idea: rimasto solo con il padre, lo strangola ed ordina che Maximus venga ucciso (in realtà riesce a fuggire) assieme a tutta la sua famiglia. Inizia così la rivincita di Maximus, animato dal solo desiderio di portare a compimento la vendetta per poi ricongiungersi con i suoi familiari nel mondo dell'Ade. Sarà in effetti la fama da lui conquistata come gladiatore a riportarlo a Roma e consentirgli di affrontare nell'arena, protetto dalla benevolenza del pubblico, nientemeno che l'imperatore in persona.

Per apprezzare questo film occorre svolgere un lavoro preliminare di drastica rimozione delle aspettative: qualcuno di noi poteva sperare che con la ripresa del filone storico-romano dopo ben 25 anni, si sarebbe finalmente realizzato un film con il rigore consentito dalle ultime ricerche storiche; oppure che i prodigi della computer grafica ci avrebbero fatto vedere una Roma come mai l'avevamo vista. Fatto eccezione per il Colosseo, ricostruito con adeguata cura, il resto della città è ben poco visibile; inoltre la lunga lista delle imprecisioni storiche è stato ampiamente trattata su vari giornali (l'uso delle medioevali balestre, i combattimenti fra gladiatori e animali, l'anacronistico desiderio di riesumare la Repubblica).

Effettuata questa rimozione, possiamo goderci la spettacolarità del film (con uno sguardo molto attento all'attualità , a cominciare dalla passione per le sfide negli stadi), la storia positiva dell'eroe senza macchia che combatte contro i malvagi di allora, la potenza espressiva delle immagini realizzate da Ridley Scott (in particolar modo la parte centrale del film ,ambientata nel deserto arabo,dove il regista può dar libero sfogo alla sua passione per i pittori orientalisti). Gli attori sono tutti molto bravi , da Russell Crowe, serio e controllato come richiesto dalle sue sventure e dal suo mestiere di generale; al torvo Joaquin Phoenix, condannato, dopo tanti film del genere, a rappresentare lo stereotipo della corruzione dell'epoca imperiale, fino ad i "grandi vecchi": Richard Harris e Oliver Reed.

Il film presenta alcune scene di violenza spaccona, dove Maximus taglia teste e squarta gli avversari come in un video game alla Mortal Combat: per questo motivo è meglio risparmiare la pellicola ad i più piccoli. Non poteva mancare, come in tutti i più recenti film americani, un accenno alle tendenze New Age: il moderno desiderio di comunicare con i propri cari che si trovano nell'aldilà è stato storicizzato nell'antico culto dei Lari.

Autore: Franco Olearo


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