GUERRA E PACE

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Titolo Originale: "GUERRA E PACE"
Paese: Italia, Russia, Francia, Polonia, Germania, Spagna
Anno: 2007
Regia: Robert Dornhelm
Sceneggiatura: Enrico Medioli, Lorenzo Favella, Gavin Scott dal romanzo di Lev Tolstoj
Produzione: Lux Vide, Rai Fiction, Canal Rossia, Eos Film, Pampa Production, Baltmedia Projector, Grupo Intereconomia
Durata: 4000'
Interpreti: Alessio Boni, Clemence Poesy, Alexander Beyer, Andrea Giordana, Violante Placido, Malcom McDowell, Valentina Cervi, Anna Caterina Morariu, Tony Bertorelli

La storia di due famiglie della nobiltà russa, i Rostov e i Bolkonski, in un arco di tempo che va dal  1805 al 1812, durante il periodo dell'invasione napoleonica. La giovane Natashia Rostov incontra il principe Andrea Bolkonski a un ballo e se ne innamora subito, anche se sa che lui è sposato. Pierre Besukov è figlio naturale di un ricco principe che, riconoscendolo in punto di morte, lo rende erede universale. Nel suo nuovo stato subisce le attenzioni dell' ambiziosa cugina Helene che riesce a farsi sposare anche se presto risulterà evidente una forte  incompatibilità di carattere. Il Principe Andrea, forgiato dal padre ad avere un forte senso del dovere e dell'onore,  scopre la felicità proprio accanto alla sensibile Natasha (nel frattempo la moglie è morta di parto) mentre Pierre cerca un significato alla sua esistenza nel migliorare le condizioni di vita dei suoi contadini. Ma intanto Napoleone è alle porte di Mosca...

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
La ricerca dell'amore, della felicità, il significato della vita, gli interrogativi sull'esistenza dell'aldilà sono tematiche che muovono i personaggi positivi sia pur con angolature diverse
Pubblico 
Tutti
Giudizio Artistico 
 
Attori ben scelti e molto bravi, sceneggiatura che recupera non solo le componenti romantiche ma anche filosofiche del grande romanzo, sontuose sceneggiature

Potremmo avere, a ragione, una certa repulsione verso gli sceneggiati televisivi. Ci vengono propinati in grande quantità (mediamente ce ne sono uno o due nuovi a settimana) e la qualità è troppo spesso modesta, con personaggi tirati via e una sceneggiatura da romanzo popolare nel senso deteriore del termine, cioè con personaggi-stereotipo e alla ricerca spasmodica di offrire allo spettatore facili commozioni.
Già dalle prime sequenze della fiction TV Guerra e Pace (in programmazione per novembre 2007 su RaiTV) ci accorgiamo di trovarci in un'altra dimensione: la scenografia è sontuosa (le ambientazioni sono state realizzate fra S. Pietroburgo e Mosca) gli attori sono tutti nella parte, intensi, sensibili, grossolani, infidi, superficiali, come ce li ha descritti il grande Lev Tolstoj.
La sceneggiatura. La sceneggiatura è complessa, non solo per l'elevato numero di personaggi  ma perché questi sono fatti di carne viva, come lo sono stati nelle pagine del romanzo: si evolvono, mutano, riflettono sui casi che la vita ha loro destinato. E' questo forse l'aspetto di eccellenza dello sceneggiato: il taglio è sicuramente moderno (le scene sono dinamiche, organizzate senza soluzione di continuità: appena alcuni personaggi terminano di parlare ne subentrano di altri in un lavoro a piani sovrapposti) e i personaggi, puntata dopo puntata si approfondiscono e ci diventano cari.

Se Guerra e Pace di King Vidor del '56, grande gloria della produzione italiana, voleva  colpire per la spettacolarità hollywoodiana mentre Voina i Mir  - 1965 del regista russo Sergei Bondarchuk (da noi ne è arrivata nelle sale solo una sintesi: Natascha - l'incendio di Mosca) pur puntando molto sulla spettacolarità delle battaglie e la minuziosa ricostruzione della Russia dell'epoca era stato criticato per una certa magniloquenza di regime, orientata a esaltare la pazienza e la tenacia del popolo russo, questa versione, libera da vincoli particolari, più europea che americana, ha avuto l'opportunità di approfondire il testo originale e gli aspetti filosofici di cui è impregnato.
Se la componente romantica, l'intreccio amoroso resta prevalente, c'è anche tempo per Pierre ed Andrej di fermarsi di fronte a un grande albero frondoso per riflettere sul senso della vita e l'esistenza dell'aldilà.
Quando Andrej, bramoso di gloria,  corre in avanti con la bandiera in mano per incitare i soldati a non indietreggiare e viene ferito gravemente, lo sceneggiato  sintetizza  efficacemente il grande soliloquio presente nel libro che il principe fa mentre guarda, caduto, il cielo stellato, segno del  passaggio del suo interesse ai valori semplici e forti della vita.
Anche il personaggio di Natasha contribuisce a pennellare un terzo atteggiamento nei confronti della vita: se quello del principe Andrej è interamente introspettivo e razionale e quello di Pierre è più orientato a uscire da se stesso per porre attenzione negli altri, Natasha conosce  la via del cuore, che le dà la profondità necessaria per conoscere la realtà al di là delle apparenze, come è ben tratteggiato nei suoi numerosi colloqui con Pierre. 

Attendiamo di vedere la versione in lingua italiana sulla RaiTV, sperando che il piccolo schermo non faccia troppo decadere la spettacolarità delle scene e delle ambientazioni.

Come unica osservazione, sarebbe stato meglio puntare di più sulla computer grafica per rendere più efficaci le scene di battaglia, come siamo stati abituati dai blockbuster americani  e certe inquadrature con fondale dipinto delle strade di Mosca.

Autore: Franco Olearo


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