IL FANTASMA DELL'OPERA

 
Titolo Originale: The Phantom of the Opera - Andrew Lloyd Webber's the phantom of the Opera
Paese: Gran Bretagna /USA
Anno: 2004
Regia: Joel Schumacher
Sceneggiatura: Andrew Lloyd Webber, Joel Schumacher
Durata: 130
Interpreti: Emmy Rossum, Gerard Butler, Patrick Wilson

All'Opera di Parigi Christine è solo una ballerina di fila ma sa anche cantare molto bene. Raccolta come orfana, é vissuta  sempre dentro il teatro, con un segreto: una persona di cui non ha mai visto il volto,  per lei un angelo ma per gli altri un fantasma,  le ha insegnato a cantare ed ora  che il soprano protagonista ha dato forfait, spaventata proprio dal fantasma, Christine riesce ad esibirsi mostrando il suo talento. Tutto sta andando per il meglio  fino a quando  lei non si innamora del bel visconte di Chagny, dimenticandosi del suo pigmalione....

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
La comprensione riesce a sciogliere anche i cuori più incupiti
Pubblico 
Pre-adolescenti
Per alcune scene di lotta e altre che possono spaventare
Giudizio Artistico 
 
Bella musica, stupendi costumi, sontuose sceneggiature (anche se un po' kitsch) supportate da una efficace computer grafica, ottimo casting ed in particolare la rivelazione Emmy Rossum

"Il fantasma dell'opera" di Andrew Lloyd Webber, con i suoi 80 milioni di spettatori dalla sua prima a Londra nel 1986 ed un botteghino di 3,2 miliardi di dollari, è finora il musical di maggior successo mondiale.
Portarlo sullo schermo ha voluto dire farlo conoscere alle nuove generazioni e nei  paesi non di lingua inglese (molto correttamente nella versione italiana tutte le canzoni sono state tradotte).
Il genio musicale di Andrew Lloyd Webber  (Evita, Cats, Jesur Christ Superstar) si è incontrato con la sensibilità  estetica di  Joel Schumacher che prima di diventare regista (Batman e Robin, Batman Forever, Tigerland,...) è stato un costumista. In effetti il film è un piacere per gli occhi,  per i colorati costumi (la scena del ballo in maschera), le scenografie (sopratutto l'originale e suggestivo cimitero, pieno di grigie statue incombenti e lugibre), e per l'accurata  ricostruzione dell'Opera di Parigi,  sia l'esterno che l'interno animato di operanti (grazie ad un uso sofisticato e non invasivo della computer grafica).
Chi ha visto l'opera a teatro potrà notare che vi sono alcune significative differenze apportate dai due sceneggiatori-amici: tutti i personaggi sono meglio sviluppati, coerentemente con le  maggiori possibilità  offerte dal cinema di ottenere  primi e primissimi piani : il fantasma dell'Opera non è un mostro terribile ma un romantico incrudelito dalla sofferenza; il visconte di Chagny (Raul) è un coraggioso giovane deciso a difendere il suo amore, degno rivale del fantasma ed infine Christine, grazie alla giovanissima età della protagonista (19 anni) sviluppa la tematica del risveglio di una adolescente che diventa donna. Merito di  A Schumacher occorre riconoscere il merito di aver vinto la sfida di non scegliere star di prima grandezza e sopratutto di farci scoprire la sensibile Emmy Rossum, che  in altri film della passata stagione era ancora una liceale  (The day after tomorrow) o figlia adolescente di Sean Penn .in Mystic River.

Se un appunto si può fare al Fantasma dell'Opera, sopratutto se confrontato con Moulin Rouge, è che si tratta di un prodotto di alta professionalità che può vivere di rendita sulla qualità delle musiche, ma manca di  quel guizzo di sorpresa genialità innovativa che era presente nel film di Baz Luhrmann.

Autore: Franco Olearo


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