COSI' FAN TUTTI

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Titolo Originale: Comme une image
Paese: Francia
Anno: 2004
Regia: Agnes Jaoui
Sceneggiatura: Agnes Jaoui e Jean-Pierre Bacri
Produzione: Jean-Philippe Andraca per Les Films A4
Durata: 110'
Interpreti: Agnes Joui, Jean-Pierre Bacri, Marilou Berry

Lolita, infelice perché soprappeso e ignorata dal padre Etienne, famoso scrittore dal pessimo carattere con una nuova moglie poco più vecchia della figlia, incontra fortuitamente Sebastien, un ragazzo straniero con cui nasce un’amicizia. Intanto Lolita, usando della fama del padre, convince Sylvia, sua insegnante di canto nonché moglie di Pierre, uno scrittore in cerca di fama, ad aiutarla nell’allestimento di un concerto in una cappella vicino alla casa di campagna di Etienne. Un week end fuori città metterà tutti di fronte alle proprie paure e meschinità.

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Tutti finiscono per accettare mille compromessi in cambio di favori di incerto valore, tranne uno
Pubblico 
Adolescenti
Per qualche scena moderatamente sensuale
Giudizio Artistico 
 
La regista Jaoui riesce a creare un microcosmo umano in cui mettere alla prova sentimenti ed emozioni intorno ad un tema di un certo rilievo nella nostra società, sempre più schiava di una notorietà spesso immeritata.

Dagli autori del bel Il gusto degli altri, ecco una commedia premiata a Cannes per la miglior sceneggiatura, che rappresenta un buon antidoto per chi è rimasto deluso dagli ultimi Woody Allen, autore a cui la regista e sceneggiatrice Jaoui è stata più volte accostata per la bravura con cui costruisce situazioni e personaggi.

Le vicende incrociate di questa pellicola ruotano intorno al problema della fama e del “potere” ad essa legato, che diventano decisivi nella vita di diversi personaggi, mettendo in crisi i rapporti più consolidati o facendo barcollare relazioni appena nate.

Gli autori fanno la scelta interessante e coraggiosa di architettare un sistema di relazioni in cui ognuno è “carnefice” e “vittima” al tempo stesso; questo è particolarmente vero per Lolita, figlia di Etienne, un importante scrittore, tormentata dal suo aspetto tutt’altro che slanciato e dalla scarsa attenzione che le dedica l’augusto genitore. La ragazza, fondamentalmente buona di cuore (lo dimostra la spontaneità con cui soccorre il ragazzo fuori dal locale), è però prigioniera dell’apparenza e, ignorata dal padre, da una parte guarda con diffidenza chiunque la avvicini sospettando un interesse estraneo a lei, dall’altra non esita ad usare la sua posizione per piegare gli altri alla sua volontà. Sarà così con Sylvia, l’insegnante di canto – impersonata dalla stessa Jaoui -, costretta ad occuparsi del coro in cui Lolita trova finalmente una specie di serenità. Ma anche il marito di Sylvia, che sta finalmente diventando uno scrittore alla moda, non sfugge alla trappola delle lusinghe gravitando intorno ad Etienne.

La Jaoui riesce, come aveva già fatto nel precedente lungometraggio, a creare un microcosmo umano in cui mettere alla prova sentimenti ed emozioni intorno ad un tema di un certo rilievo nella nostra società, sempre più schiava di una notorietà spesso immeritata.

Evita la trappola ideologica delle semplificazioni e dà a ciascuno la possibilità di riscattarsi prima di tutto di fronte alla propria coscienza. E se il risultato è che quasi tutti finiscono per accettare mille compromessi in cambio di favori di incerto valore, è proprio Lolita a giocarsi fino in fondo la sua possibilità di felicità.

Resta il dubbio di una scelta un po’ furbetta nel lasciare fuori dal gioco della lusinga e dell’adulazione l’unico non-francese del gruppo, mentre il valore catartico attribuito alla musica, in cui anche l’essere più goffo può trovare la sua “voce”, è una scelta azzeccatissima che fa muovere il film nella direzione della leggerezza piuttosto che in quella del cinismo.

Autore: Luisa Cotta Ramosino e Claudia Orlandi


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