THE CORPORATION

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Titolo Originale: "THE CORPORATION"
Paese: Canada 2004
Anno: 2004
Regia: Jennifer Abbott, Mark Achbar
Sceneggiatura: Joel Bakan, Harold Crooks, Mark Achbar
Durata: 145'

"Si può far iniziare l'era del capitalismo dall'epoca dei Tudor, quando si decise di recintare le terre per delimitare le proprietà private. Nel medioevo la terra era amministrata in comune, perché era considerata un dono di Dio per tutti" : ci spiega un professore universitario, all'inizio del film. Poi, dopo la Guerra di secessione americana e l'approvazione del quattordicesimo emendamento che stabiliva i diritti inalienabili di una persona, venne riconosciuto alle Corporation,  lo status di persona giuridica. Quello che era un emendamento nato sopratutto per riconoscere i diritti dei negri americani affrancati dalla schiavitù, diventò uno strumento molto utile per definire alcuni privilegi delle società per azioni ma molto meno i loro doveri. Esse sono infatti riconosciute come persone, ma a differenza degli altri esseri umani "non hanno un'anima da salvare né un corpo da imprigionare", come  ricorda il commentatore.

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Forte tensione civile nella ricerca di un'etica degli affari
Pubblico 
Adolescenti
Per la necessità di disporre di una adeguata preparazione culturale per seguire gli argomenti trattati
Giudizio Artistico 
 
I due registi hanno realizzato un film molto completo e curato ma non hanno il senso dello spettacolo di Michael Moore

I due registi canadesi non hanno voluto, con questo documentario che ha vinto 9 audience choice award, incluso il Sundance Film Festival, mettere in discussione nessuna legge del libero mercato ma si sono posti un problema di pura etica degli affari.
Essi hanno cercato di evidenziare  come queste società, che istituzionalmente vivono per il solo obiettivo di portare profitti ai loro azionisti, hanno spesso dimensioni tali da avere, con le loro decisioni,  un impatto significativo sulla vita di molte persone, su temi importanti quali la conservazione dell'ambiente, la distruzione delle risorse naturali, lo sfruttamento dei paesi poveri, la nostra salute. A controbilanciare tale responsabilità non c'è oggi  né  un forte potere nazionale né tantomeno un organismo internazionale in grado di regolamentarne il comportamento nelle loro iniziative transnazionali.

Il film si sviluppa attraverso interviste a CEO di importanti multinazionali, professori universitari e recupera immagini  tratte da documentari spesso inediti   o da inchieste da loro stessi realizzate.

Attraverso la presentazione di casi concreti, essi cercano di dimostrare come molto spesso le Corporation  abbiano un comportamento antisociale, egocentrico, oltre ad una tendenza costante a infrangere la legge e a mettere in pericolo la vita delle persone e dell’ambiente.
 

Di alta drammaticità è la descrizione del caso della città boliviana  di Cochabamba. Nel 1999 la World Bank costrinse il governo boliviano, per ridurre i propri debiti, a privatizzare la distribuzione dell'acqua in questa città, dandola in gestione alla californiana Bechtel. Il risultato fu che il prezzo dell'acqua aumentò del 200% e chi aveva un salario di 60 $ al mese dovette pagarne 20 per l'acqua. Si formò un comitato di protesta civico e la rabbia popolare crebbe fino a culminare con gli scontri con la polizia, che causarono la morte di un ragazzo di 17 anni. Alla fine il governo, grazie anche alla mediazione del vescovo locale,  scisse il contratto con la Bechtel e l'acqua tornò in mani pubbliche.

Molto ben raccontata è anche la storia di tre giornalisti della rete televisiva FOX che avevano preparato un programma sugli effetti dannosi del Posilac: un ormone modificato geneticamente per aumentare la produzione di latte delle mucche, distribuito dal gigante alimentare Monsanto. Tale preparato provoca una dolorosa mastite agli animali e può favorire  il cancro umano. Il direttore della rete  cercò con blandizie e poi diffide di dissuadere i giornalisti dal mandare in onda la trasmissione, fino al loro licenziamento. Avviata un causa legale, il tribunale diede ragione ai tre giornalisti in prima istanza ma il tribunale di appello ribaltò la sentenza. Attualmente il Posilac è vietato in Europa e Canada ma continua ad essere regolarmente venduto negli Stati Uniti:

Il film, molto completo è ben costruito, affronta tanti altri temi, fra i quali quello molto attuale delle biotecnologie. Viene ricordato il primo caso di richiesta di brevetto, all'epoca un battere modificato geneticamente: in quel caso l'Ufficio Brevetti rispose seccamente che "la vita non si può brevettare". Iniziò da quel momento una lunga battaglia legale che portò alla situazione attuale : "tutti gli esseri viventi possono esser brevettati, sia vegetali che animali, tranne l'essere umano".

Il film, realizzato con approccio molto professionale, quasi a livello di tesi universitaria, non regge il confronto con la vivacità e l'arguzia di quelli di Michael Moore. Sicuramente più polemico e poco politically correct, Moore sviluppa le sue tesi riducendo  tutto ad uno scontro uomo contro uomo, come in un duello del Far West (Moore contro  Bush in Fahrenheit 9/11,  Moore contro Charlton Heston in Bowling a Colombine, Moore contro il CEO della General Motors in Roger and me), mostrando un sicuro  senso dello spettacolo.

Indipendentemente dal giudizio personale che si può dare sulle argomentazioni degli autori, è comunque   stimolante che vengano affrontati con passione attraverso un film temi alti, quali i confini fra l'iniziativa privata ed il bene pubblico, la conservazione delle risorse naturali , lo sviluppo dei paesi del terzo mondo ed i limiti che occorre stabilire per le manipolazioni  genetiche.

Michael Moore ha aperto la strada; altri documentari stanno arrivando.

Autore: Franco Olearo


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