LA CITTA' INCANTATA

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Titolo Originale: Sen to chihiro no kamikakushi
Paese: Giappone
Anno: 2001
Regia: Hayao Miyazaki
Sceneggiatura: Hayao Miyazaki
Produzione: Studio Ghibli
Durata: 122'

L'incipit del film sembra introdurci in  una storia per ragazzi dall'impronta  realistica.
Un papà,  una mamma ed una bambina di nome Chihiro viaggiano in macchina  diretti verso la loro nuova casa. Si vede molto bene che Chihiro è ancora infantile: se ne sta sdraiata lungo il sedile posteriore incurante degli inviti di sua madre a guardare il paesaggio che scorre intorno.  E' un piccolo dispetto che questa ragazzina di 10 anni fa ai suoi genitori per aver dovuto abbandonare la scuola che frequentava e i suoi amici. Poi, come ha detto giustamente Terry Lawson sul  Detroit Free Press: "Il padre dice una frase  che fa sobbalzare  tutte le mogli e  tutti i figli in ogni parte del mondo: <prenderò una scorciatoia!>"  La famigliola  inevitabilmente si perde in mezzo alla campagna ed è costretta a fermarsi dove finisce la strada, davanti ad uno strano edificio.

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Una bambina di 10 anni compie il suo percorso di maturazione conquistando fiducia in se stessa ed il coraggio per salvare i suoi genitori
Pubblico 
Pre-adolescenti
Per alcune scene impressionanti
Giudizio Artistico 
 
Una superba tecnica di animazione si sposa con un soggetto di vivida fantasia. Una bambina di 10 anni compie il suo percorso di maturazione conquistando fiducia in se stessa ed il coraggio per salvare i suoi genitori

I tre scendono dalla macchina e si guardano intorno: restiamo anche noi  esterrefatti davanti alla bellezza del disegno, che ci fa quasi percepire la pace densa di mistero che proviene da un campo di erba alta accarezzato dal vento o  dalle foglie degli alberi che  si animano per una brezza leggera, quasi allusioni alla presenza di uno spirito silente.  Inoltrandosi in una stretta galleria e portandosi appreso una riluttante Chihiro, la coppia arriva in un villaggio con strutture di cartapesta che potrebbe essere un parco di divertimenti  abbandonato, forse chiuso perché non redditizio. Mentre i genitori, affamati, si fermano a mangiare in una locanda stranamente ricca di vivande, la bambina continua l'esplorazione del villaggio. Ormai è l'imbrunire e  Chihiro intravede dalle finestre che qualcuno sta accendendo le luci, avviando il fuoco delle cucine, anzi, quello che pare essere un fumo in realtà è un'ombra che sta  prendendo vita;  non si tratta di uomini ma di strani esseri....Chihiro corre trafelata verso i genitori ma troppo tardi: sono diventati dei giganteschi, obesi maiali. La ragazza non sa cosa fare ed intanto si accorge che le sue mani stanno diventando trasparenti  così come tutto il resto del corpo....

La storia vira decisamente in una dimensione fantastica: seguiamo la bambina che da paurosa e capricciosa ora dovrà farsi coraggio e superare delle prove per salvare sé stessa, i suoi genitori ed infine ritrovare la via del ritorno alla normalità.

Il film è una sequenza ininterrotta di vivide immagini fantastiche; non ci troviamo di fronte  alla classica favola occidentale con animali antropomorfi, ma ad un denso concentrato di mitologia ed animismo giapponese, metafore sul  mondo moderno e sopratutto  immagini oniriche che  popolano le notti di tutti noi,  grandi e bambini.
Sono immagini che  vanno dritte a turbare la quiete del nostro subconscio : una piccola vecchietta  megacefala, teste rotolanti, un  uomo-ragno, un neonato gigante che strilla e rompe tutto, l'acqua che continua a salire e che tutto sommerge, uno strano essere senza volto che vomita continuamente ed infine, bellissimo, un treno che viaggia attraversando terre desolate per andare  non si sa dove, con passeggeri che sembrano larve umane.

Molte sono le metafore: il lungo tunnell iniziatico percorso dalla ragazza che approda in un luogo a forma di  chiesa; l'ingordigia dei genitori che vengono trasformati in maiali, lo straniero che distribuisce oro come lusinga del mondo moderno, il furto del proprio nome come perdita dell'identità.
Infine esseri  immaginari  che non possono che essere giapponesi come i draghi volati, gli uccelli di carta e l'animismo che traspare ovunque, come quando scopriamo che Haku, il ragazzo che  vuole salvare Chihiro, è il dio di un fiume che già l'aveva soccorsa quando, più piccola, era caduta nelle sue acque.

Il film è talmente denso di significati, manifesti e occulti, che a malapena lo si può definire per bambini;  la presenza di alcune immagini spaventose, troppo simili ai veri incubi dei bambini, suggeriscono di escludere i più piccoli dalla sua visione; è bello comunque vedere come la ricchezza della cultura giapponese riesca a generare prodotti così alternativi al classico film d'animazione Disneyano.

Pregio del film è far vedere (contrariamente al netto contrasto tipico di tanti nostri film) come non ci sia mai una separazione netta fra i buoni ed i cattivi: la terribile maga Yubaba sa rispettare  gli accordi presi; l'uomo nero senza volto, che corrompe tutti con il suo oro, dopo esser stato "convertito" da  Chihiro,  appare docile e bisognoso di amicizia.

Autore: Franco Olearo


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