LA CASA SUL LAGO DEL TEMPO

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Titolo Originale: The Lake House
Paese: USA/Canada
Anno: 2006
Regia: Alejandro Agresti
Sceneggiatura: David Auburn basato sulla sceneggiatura del film "Siworae"
Durata: 105'
Interpreti: Keanu Reeves, Sandra Bullock, Christopher Plummer

L'architetto Alex Wyler che vive fabbricando complessi abitativi commerciali ma sogna di emulare il padre, architetto di fama, acquista una casa disabitata sul lago. Trova per lui una lettera della precedente inquilina, la dottoressa Kate Forster, che le chiede la cortesia di inviarle la corrispondenza che fosse ancora pervenuta a quell' indirizzo.  I due iniziano a conoscersi per corrispondenza e scoprono che lei vive nel 2006, mentre lui nel 2004....

 

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
I due protagonisti restano fedeli al loro amore a dispetto di qualsiasi difficoltà
Pubblico 
Pre-adolescenti
I due protagonisti restano fedeli al loro amore a dispetto di qualsiasi difficoltà
Giudizio Artistico 
 
Bravi i due protagonisti nel creare una storia dalle forti tinte romantiche. La regia asseconda il clima malinconico con troppi trucchi di mestiere

Entrambi i protagonisti  sono molto impegnati professionalmente ma anche molto soli, quasi archetipi di un mondo formato da persone single.. 
La dottoressa Kate lavora in un pronto soccorso alla ER, si sente professionalmente appagata ma tornando a casa ormai sfinita, si rilassa giocando a scacchi con il cane o guardarsi un vecchio film che passa alla televisione. I suoi unici contatti umani sono la madre,   una collega e saltuariamente il suo ex-boyfriend. L'architetto Alex passa tutto il giorno all'aria aperta a dirigere gli operai del cantiere e la sera si rifugia nella sua casa isolata sul lago, comprata da poco, impiegando il suo tempo libero per restaurarla. La lettera che trova nella casetta, scritta della precedente inquilina (Kate) è l'innesco di un colloquio, di un conoscersi a distanza attraverso brevi foglietti che li porta, nonostante un pesante handicap (non possono incontrarsi perché vivono sfalsati nel tempo di due anni)  ad innamorarsi l'uno dell'altra e a cercare di incontrarsi a tutti i costi (in un momento altamente romantico, ricostruendo le loro vite per corrispondenza, scoprono di essersi effettivamente incontrati nel passato di lei, che corrisponde a presente di lui).

Io credo che non bisogna scandalizzarsi per una storia costruita intorno a un pretesto così fragile e assurdo; ciò che conta è che parlando di amore,  lo sviluppo dei sentimenti vissuti abbia un senso.
Tanti altri film si sono avventurati nel raccontarci di amori che si  sviluppano  non sulla conoscenza diretta ma sull'immagine mentale che ci si è fatti l'uno dell'altra: in Serendipity - Quando l'amore è magia (2001), un brevissimo, magico, incontro aveva portato i due giovani  a ricercasi per anni per rendere di nuovo attuale quell'unico momento vissuto insieme, lasciandosi guidare da un destino benevolo; in C'é post@ per te (1998), il fitto scambio di corrispondenza elettronica aveva consentito che ai due di esternare la propria personalità in modo forse più sincero che in un incontro diretto,  fino all'innesco dell'amore.

In questo film la situazione è profondamente diversa: lei vive del rammarico di una vita che non ha potuto vivere, lui dell'aspettativa di un futuro che non si è ancora realizzato; per entrambi l'altro è appunto ciò che avrebbe potuto essere e non è stato, o ciò che potrà essere e che non si è ancora realizzato.
E' inevitabile in queste circostanze i due si stanno innamorando di una persona che  vive solo nella propria mente, di un "qualcuno" che non è altro se non l'esternazione dei propri desideri.
L'amore vero invece, pur potendo contare di una forte componente spirituale, vive avendo come oggetto del proprio desiderio una persona in carne ed ossa, dotata di una propria personalità.


A mio avviso è questo il vero motivo per cui il film appare romanticamente freddo: di questa sensazione che i più percepiscono è stato accusato invece il regista a motivo della sua eccessiva lentezza narrativa, di quel suo prolungare  i momenti sentimentali fino ad estenuarli;   ma la vera causa sta invece, opinione personale, nella  genesi del loro amore.

Keanu Reeves e Sandra Bullock, che avevano già lavorato assieme in Speed (1994) e Speed 2 (1997) sono bravi  nel dare corpo a due personaggi melanconici ed introversi che riescono a  comprendersi e ritrovarsi a distanza ma la regia, impegnata a ricostruire un'ambientazione romantica, ci infligge troppo spudoratamente troppi colpi bassi:  lui  lascia una scritta su di un muro davanti al quale lei passerà due anni dopo,  pianta un fragile virgulto  davanti alla casa di lei in modo che Kate  possa ammirare un albero rigogliosamente cresciuto, lei ritrova un libro dimenticato su di una panchina e da lui fortunosamente ritrovato.

Autore: Franco Olearo


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