CHE NE SARA' DI NOI

Titolo Originale: CHE NE SARA' DI NOI
Paese: Italia
Anno: 2003
Regia: Giovanni Veronesi
Sceneggiatura: Silvio Muccino
Durata: 100'
Interpreti: Silvio Muccino (Matteo), Violante Placido (Carmen), Giuseppe Sanfelice (Paolo), Elio Germano (Manuel), Valeria Solarino (Bea)

Tre giovani (Matteo, Paolo e Manuel) finiscono gli esami di maturità e, senza aspettare l'esito dei risultati, si imbarcano per l'isola di Santorini lasciando alle spalle famiglia e scuola,  pronti a godersi una libertà ancora mai provata. Non è esattamente così per Matteo, che è arrivato fino in Grecia per inseguire il suo amore Carmen...

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
I personaggi femminili sono uniformati sulla visione edonistica di un presente da consumare e di un futuro da tenere lontano
Pubblico 
Maggiorenni
Per scene di amore esplicito e per l'uso ripetuto di droghe
Giudizio Artistico 
 
Buona la ricostruzione della vacanza della maturità ma il film fa fatica a distinguersi dal già visto

La famiglia Muccino (il regista Gabriele e suo fratello minore Silvio, prima solo attore ed ora anche sceneggiatore) si sono specializzati in storie su quella generazione che si trova ad essere  giovane   a cavallo dei  nostri due secoli ,  ed in particolare di coloro che hanno fretta di  diventare grandi ma anche di quelli che, ormai grandi, non vorrebbero crescere mai. 

Aveva iniziato Gabriele con  Ecco fatto (1998): un ragazzo coinvolto in una storia di passione e sospetti più grande di lui; poi è arrivato  Come te nessuno mai (1999) con il fratello Silvio come protagonista,  che ci ha raccontato di liceali alla ricerca del primo amore; infine un salto verso la generazione dei trentenni con  l'ultimo bacio (2000). Il penultimo è stato  Ricordati di me (2003) con la  variante di giovani all'assalto del potere mediatico della televisione. Ora con "Che ne sarà di noi" Silvio si emancipa dal fratello e copre  l'anello mancante, descrivendoci quella  "no flight zone" fra la fine dell'adolescenza e la poca fretta di diventare adulti. Se aggiungiamo Caterina va in città (2003) di Paolo Virzì che si ha aperto una finestra sul  mondo delle tredicenni, il panorama (cinematografico) sui giovani italiani d'oggi può dirsi completo.

La gioventù che ci descrivono i Muccino è  uno specchio fedele di quella italiana d'oggi? Sicuramente no, ma tant'è, a livello cinematografico nessun' altro  si è fatto avanti in modo così compiuto..

Anche in questo film  i giovanilismo Mucciniano  si esprime  fisicamente in una corsa continua, nel buttarsi a capofitto dentro  grandi passioni con il piacere di sentirsi vivi, senza null'altro che conti    (è il caso della passione di Matteo per Carmen, lei più adulta e più allenata a non lasciarsi coinvolgere).
E' una  gioventù che, come negli altri film,  vuole riscattarsi dai modelli genitoriali; sa quello che non vuole ma non sa ancora dove andare.
Dalla nave, i tre compagni cercano di  scrutare la Grecia che dovrebbe essere oltre la linea dell'orizzonte. "Come il nostro futuro"- sentenzia Matteo - "c'è già, ma non si vede".

Non manca una contestazione verso una società piena di vecchi al potere e di giovani così poco rappresentati. "Perché non si può eleggere un ministro dell'Istruzione a 19 anni?" declama Matteo sulla spiaggia. Discussione quanto mai tempestiva, visto che  che si sta discutendo sull'ipotesi  di abbassare a 16 anni l'età per andare a votare.

A far da controluce a Matteo c'è il secondo protagonista  Paolo: apparentemente più controllato,  non perde di vista il binario in cui la sua vita  è inserita (in autunno deve andare a Milano con il padre ad iscriversi all'università). Anche lui però viene sedotto (fisicamente e psicologicamente ) da una ragazza più grande  e decide di tuffarsi con lei nell'avventura  di un viaggio in Turchia senza meta e senza scadenze . Infine Manuel (interpretato da Elio Germano,  forse la migliore interpretazione del film) che non vuole più continuare a lavorare nel  negozio di animali di sua madre, ma deve misurarsi sopratutto che sé stesso e le sue limitate capacità.
 Matteo e Manuel prendono la strada del ritorno: le prove generali sono finite, la linea d'ombra é stata oltrepassata.

Se i personaggi maschili risultano ben delineati  (perfino Silvio questa volta ha superato la semplice  caratterizzazione), le ragazze sono appiattite su di  un unico stereotipo: godersi il presente e per il domani si vedrà. " Il piano è semplice- dichiara una delle ragazze - andare in Turchia, fare tanto all'amore e poi, una volta tornata, sposare un uomo ricco".

Un'ultima annotazione; nel film c'è una scena interessante, che val la pena di ricordare.
Matteo, dopo la maturità, incontra suo padre separato e  la  " fidanzata" di lui. Il padre gli vuole fare un bel regalo: "chiedimi qualunque cosa ed io te la darò"   Matteo ci pensa e poi  dice: "che tu torni dalla mamma". Q quando il padre gli contesta che sono ormai sei anni che si è allontanato da casa, il figlio gli risponde: "appunto: sono sei anni che la mamma piange; per quanti anni ancora dovrà continuare a farlo?"

Autore: Franco Olearo


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