BLACK HAWK DOWN

Titolo Originale: BLACK HAWK DOWN
Paese: Usa
Anno: 2002
Regia: Ridley Scott
Sceneggiatura: Ken Nolan
Durata: 144'
Interpreti: Josh Hartnett, Ewan Mcgregor, Tom Sizemore

Chi conosce il regista Ridley Scott come autore di film di visionaria fantasia come Blade Runner o il l Gladiatore, resterà sorpreso dal questo  "Black Hawk Down". Si tratta di un quasi-documentario nel quale viene ricostruita, minuto per minuto, una sfortunata azione di guerra compiuta dai Ranger e dalla Delta Force americani nell'ottobre del 1993 durante la guerra in Somalia. Il tentativo di catturare due luogotenenti di Aidid, il signore della guerra loro nemico, finì con l'abbattimento di due elicotteri (i Black Hawk appunto) e l'uccisione di 19 soldati americani rimasti intrappolati tra le anguste stade di Mogadiscio. Ancora una volta Ridley Scott dimostra tutta la sua bravura di narratore di storie di azione: il coivolgimento dello spettatore è totale ed il realismo è notevole (se il cinema dove vedrete il film non mantiene sufficientemente basso il livello del suono, rischierete di rimanere assordati dalle esplosioni e dai colpi di mitragliatrice).

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Pur esaltando il cameratismo e la solidarietà fra i soldati, il film appare insensibile alle istanze dei poveri "nemici" somali
Pubblico 
Maggiorenni
Perle crude sequenze di battaglia e i dettagli sulle ferite riportate
Giudizio Artistico 
 
Eccezionale capacità del regista di sviluppare un film d'azione con il pieno coinvolgimento dello spettatore

Si tratta inoltre di un saggio eloquente di guerra moderna, tecnologicamente avanzata: una ricetrasmittente nell'elmetto di ogni soldato, fucili mitragliatori con puntamento laser, uso di visori notturni... E' la prima volta, dopo l'11 settembre, che Hollywood ci propone una storia dove gli americani combattono in una missione all'estero; il sospetto che possa trattarsi di un film di propaganda può essere lecito (è noto che il Dipartimento della Difesa ha dato il suo supporto a questo film ) ma riteniamo onesto il tentativo del regista di entrare soprattutto nell'animo di quei ragazzi che si sono trovati coinvolti in una tragedia così lontano da casa loro (molti di loro avevano da poco compiuto 18 anni).
Se non di propaganda si tratta, vi è comunque l'ansia di proporre un film "politically correct": pur nel pieno del furore della battaglia i soldati cercano sempre di evitare di colpire i civili somali; nei momenti di riposo serale i ragazzi giocano tranquillamente a scacchi o al più fanno qualche innocente imitazione del loro comandante (siamo lontani mille miglia dalle "fumatine" dei ragazzi partiti per il Vietnam e tanto crudamente rappresentati nei film di Oliver Stone ).

Autore: Franco Olearo


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