ILLUSIONI PERDUTE

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Titolo Originale: Illusions perdues
Paese: FRANCIA
Anno: 2021
Regia: Xavier Giannoli
Sceneggiatura: Xavier Giannoli, Jacques Fieschi
Produzione: Curiosa Films, Gaumont, France 3 Cinéma, Pictanovo, Gabriel Inc., Umedia
Durata: 141
Interpreti: Benjamin Voisin, Cécile de France, Vincent Lacoste, Salomé Dewaels, Gérard Depardieu

Francia, 1837, ai tempi della Restaurazione. Lucien, un giovane che vive in un villaggio nella campagna di Angoulême e che si guadagna da vivere lavorando nella stamperia di famiglia, ha un’ambizione: diventare scrittore. L’occasione si presenta quando entra nelle grazie (e nell’intimità) della nobile Madame de Bargeton, che ama scoprire e incoraggiare nuovi talenti letterari ma sono ben presto costretti a rifugiarsi a Parigi per evitare pettegolezzi. Di fronte a una relazione senza alcuno sbocco, Lucien decide di restare a Parigi e tentare la fortuna. Incontra così Étienne Lousteau, redattore di una piccola gazzetta di successo, in grado di fare il bello e il cattivo tempo nel mondo del teatro e dell'editoria, scrivendo con disinvoltura elogi o critiche al soldo di chi li paga di più. Lucien si inebria presto di questa facile ascesa negli ambienti che contano di Parigi, ormai aspira anche ad ottenere un titolo nobiliare, trova l’amore avviando una relazione con Coralie, attrice di teatro di umili origini. Ma Lucien ha avviato un gioco pericoloso…

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Dal film (come dal romanzo a cui si è ispirato) promana una forte tensione morale di sdegno in favore di quelle arti (lo scrivere, il recitare) che dovrebbero conquistarsi da sole il favore del pubblico, non comperarselo
Pubblico 
Adolescenti
Fequenti scene di nudo e di incontri amorosi
Giudizio Artistico 
 
Il regista e sceneggiatore Xavier Giannoli realizza una scrupolosa ricostruzione della Parigi del 1830 e dello spirito mordace con cui Honoré de Balzac ha voluto, con il suo romanzo, descrivere la corruzione dei tempi, con l’aiuto di ottimi attori.

“La storia è perfettamente gestita? È prevedibile!”; “La trama è attentamente osservata? L'opera manca di mistero! " Lucien e il suo caporedattore Étienne si divertono a trovare le frasi più consone per demolire anche un’opera ben fatta, se è questo che può risultare conveniente per loro. Commercianti di parole, ecco cosa sono: Étienne come veterano, Lucien come matricola entusiasta per questo suo ingresso nel mondo  sfavillante della Parigi della cultura che si concentra nel quadrato del Palais Royal. Qui ci sono case editrici capaci di costruire il successo di aspiranti scrittori,  teatri come finestra per le prossime beniamine del pubblico. ma anche uno stuolo di prostitute provenienti dalla provincia che si accalcano sotto i portici della piazza nella speranza di monetizzare le loro prestazioni. Il regista e sceneggiatore Xavier Giannoli ricostruisce con cura uno dei più “morali” (cioè di costume) romanzi della monumentale Comédie Humaine di Honoré de Balzac. L’impegno di restituirci in pellicola la penna del campione del realismo francese è pienamente riuscita: lo fa con l’aiuto di una voce di sottofondo (con frasi prese dal romanzo) che serve a farci “leggere” gli avvenimenti con lo sguardo dello scrittore  e con accuratissime ricostruzioni degli ambienti della Parigi della Restaurazione, con quello stesso sguardo attento ai dettagli con il quale lo scrittore desiderava fornire un ritratto globale dei tempi e gli  spazi che andava descrivendo. Avevamo già notato in L’ufficiale e la spia (2019) di Roman Polanski un salto di qualità nelle scenografie riferite all’800: ambienti realisticamente sberciati e polverosi, oggetti, lampadari, mobili perfettamente allineati a quel tempo e illuminati con la luce delle candele. Ora il prodigio si ripete, dagli untuosi ambienti di una tipografia di periferia, agli abiti sfarzosi esibiti nei balli dei salotti della nobiltà. Questo Illusioni perdute   non manca di evidenziare i segni dei tempi: le prime pubblicità con le quali i giornali riescono ad arrotondare i loro guadagni, le prime rotative (inventate dai tedeschi, viene sottolineato) per moltiplicare la velocità delle stampe ma anche le passerelle di legno che venivano poste per attraversare le strade di Parigi rese fangose dalla pioggia e che diventavano fonte di guadagno per improvvisati traghettatori.

In questo contesto si sviluppa l’ascesa e la caduta di Lucien, questo giovane Icaro che si brucia le ali per la troppa ambizione e la voglia rabbiosa di superare le spesse barriere sociali, che separavano fra loro  i senza titolo, i borghesi e la nobiltà: una piramide di privilegi crescenti ben protetti e difesi.  Giannoli si attarda con calma a mostraci i gesti maldestri di Lucien che, invitato ai pranzi di gala della nobiltà, si squalifica subito con un gesto sbagliato o una frase inopportuna. Ma poi l’inserimento nel mondo della stampa riesce e in una cerimonia barocca, pagata tutta da lui perché ora può permetterselo, riceve l’ambita incoronazione: “In nome della malafede, del falso pettegolezzo e della pubblicità, ti battezzo giornalista”.

Illusioni perdute è un libro morale e ora il film replica tutto lo sdegno, a malapena controllato, di chi ha scritto quelle pagine. C’è solo un ruscello di acqua limpidissima che scorre fra tante miserie: è l’amore fra Lucien e Coralie, ma come accade spesso nei romanzi dell’Ottocento, per la fragile donna  è in agguato un infelice destino.

Si è molto parlato della modernità di questo racconto e di come quelle che a quel tempo si chiamavano “anatre”, ora sono le fake news con le quali viene linciato l’ingenuo di turno. In realtà Balzac guardava con apprensione lo sviluppo del capitalismo che portava a un cambiamento di civiltà, che il romanziere disapprovava. Nel suo mirino cadevano il potere della stampa, la violenza della critica, i successi fabbricati, i trionfi acquistati, le cadute costruite. Al contrario le attuali Social Network sono strumenti non d’élite ma popolari dove non c’è modo di discutere ma solo di difendere rabbiosamente le proprie tesi e insultare quelli che non la condividono. Se nel romanzo di Balzac un onesto e semplice ragazzo di provincia viene corrotto dai poteri del denaro emergenti, oggi è una cultura popolare che si diffonde, che impone il suo pensiero politically correct. Ma forse spesso questo pensiero, allora come ora,  è stato costruito da pochi

Autore: Franco Olearo


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