BLANCA

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Titolo Originale: Blanca
Paese: Italia
Anno: 2021
Regia: Jan Maria Michelini, Giacomo Martelli
Sceneggiatura: Francesco Arlanch, Mario Ruggeri, Luisa Cotta Ramosino, Lea Tafuri
Produzione: Lux Vide, Rai Fiction
Durata: S1 6 episodi di 100 min
Interpreti: Maria Chiara Giannetta,Giuseppe Zeno, Enzo Paci, Pierpaolo Spollon

Blanca è ipovedente ma riesce comunque a realizzare un’aspirazione a lungo coltivata: essere assunta presso il commissariato di Polizia di S Teodoro a Genova. Per il momento è solo una stagista e il commissario Bacigalupo l’ha spedita al centralino, pensando che nelle sue condizioni è il massimo che possa fare. Blanca al contrario ha una dote che gli altri non hanno: una particolare sensibilità nell’udito, la sua principale finestra sul mondo, che può risultare molto utile, come di fatto avviene, nel decodage. Riesce in questo modo a venir coinvolta fin dalle prime indagini, aiutata in questo dall’ispettore Liguori che ha compreso le sue potenzialità e non sembra totalmente disinteressato a lei….

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
La protagonista, ipovedente, diventa un esempio positivo di conquista del proprio posto nel mondo grazie al suo atteggiamento sempre costruttivo e al sostegno di amiche e di amici che le vogliono bene. I colleghi intorno a lei appaiono più dinvolti in termini di relazioni affettive
Pubblico 
Pre-adolescenti
Qualche scena di tensione e di morti violente potrebbe impressionare i più piccoli
Giudizio Artistico 
 
Molto ben delineato il personaggio della brava Maria Chiara Giannetta; così come quello del commissario Bacigalupo interpretato da Enzo Paci. Ancora in formazione in queste prime puntate il personaggio dell’ispettore Liguori, che appare al traino di Blanca e incerto nei suoi sentimenti. Ottima fotografia di una Genova spesso notturna.

La serie Don Matteo, arrivata ormai alla dodicesima stagione (e che molto probabilmente non sarà l’ultima) ha molti atout a suo favore (la simpatia dei protagonisti innanzitutto) ma gioca sempre una carta molto particolare: mentre i carabinieri portano avanti le loro indagini secondo i metodi classici che abbiamo appreso da tanti film polizieschi che abbiamo visto, don Matteo ne svolge un’altra del tutto particolare. Indaga nel cuore delle persone, cogliendo ciò che ognuno ama, ciò che desidera e anche le sue pene segrete. Questa capacità di penetrazione nei cuori, questa “marcia in più” di cui dispone è strettamente legata alla sua fede. Anche i cattivi sono esseri umani e molto spesso, grazie a Don Matteo riescono ad approdare a un sincero pentimento. Questa tecnica della voce fuori dal coro è stata ora applicata alla serie  Blanca: nel commissariato genovese si interrogano testimoni, si seguono degli indizi ma Blanca si affianca a loro e ha quell’ascolto in più che fa la differenza, quel modo di percepire le presenze e di riconoscerle. Partecipiamo così a un poliziesco originale che sottende un significato umano molto importante: la frase “diversamente abile” con la quale etichettiamo quelle persone che apparentemente sembrano avere qualcosa in meno rispetto a noi, sono invece come noi e il personaggio di Blanca, egregiamente interpretato da Maria Chiara Giannetta, è quello che ci si può aspettare da una giovane donna: buon umore, desiderosa di rendersi utile, di avere un uomo che le voglia bene. C’è solo una sottile differenza: quando qualcosa che lei desidera non accade, lei non si incupisce. C’è come una consolidata consuetudine con le difficoltà, qualcosa di già sperimentato, che lei supera andando comunque avanti per la sua strada. E’ proprio questa pennellata in più che fa di Blanca un ritratto credibile, per nulla lacrimoso, sicuramente attraente.

L’originalità della formula e la simpatia della protagonista sono state già premiate: la fiction di RaiUno ha esordito con ben il 26% di ascolto, tallonata da Un professore, sempre su RaiUno con il suo 25%. Un po' più distante resta Cuori , ambientata nella Torino degli anni ’60 (ancora una volta su RaiUno).

Il serial Blanca si preoccupa, come aveva già fatto quella di Don Matteo, di inserire personaggi giovani o comunque di allargare lo spettro generazionale: se fin dalla prima puntata veniamo a conoscenza della dodicenne Lucia, nella seconda abbiamo a che fare con un gruppo di sedicenni che ha problemi con la droga ma anche con lo zio di Liguori, una originale figura di nobile decaduto, un anziano un po’ svagato che ci tiene a restare testimone vivente di una famiglia genovese di antichissime tradizioni. Ed è’ proprio Genova con i suoi dintorni una protagonista non secondaria, con le immagini dell'antico borgo marinaro di Boccadasse, il centro storico, i suoi carrugi, splendidamente fotografata.

La componente investigativa non è particolarmente originale, non c’è l’analisi psicologica del colpevole come avveniva in Don Matteo e sono state innescate nel racconto alcune bombe a orologeria (la morte della sorella di Blanca, il cui colpevole è ancora non pienamente individuato e il suicidio del padre di Liguori) allo scopo di prolungare la suspence lungo le prossime puntate.

Autore: Franco Olearo


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