UN ANNO CON SALINGER

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Titolo Originale: My Salinger Year
Paese: Canada, Irlanda
Anno: 2020
Regia: Philippe Falardeau
Sceneggiatura: Philippe Falardeau
Produzione: micro_scope, Parallel Films
Durata: 101
Interpreti: Margaret Qualley, Sigourney Weaver

New York, anni ’90. Joanna lascia la California e l’università di Berkeley per trovare un impiego a New York, la città dalle mille opportunità, in particolare per lei, che desidera diventare scrittrice. Viene assunta da un’agenzia letteraria ma Margaret la proprietaria, la tratta inizialmente con distacco e la sollecita soprattutto per le sue mansioni da segretaria. Joanna è contenta ugualmente perché si trova in un mondo che ruota intorno a tanti scrittori famosi e in particolare l’agenzia in cui lavora ha l’esclusiva per uno scrittore famosissimo ma molto particolare: David Salinger. Fra i tanti incarichi deve rispondere a tutti i lettori che hanno letto Il giovane Holden e che desiderano aprire un dialogo con Salinger ma lei è tenuta solo a comunicar loro un cortese rifiuto. Un giorno però inizia lei stessa a rispondere realmente a quei lettori, molti dei quali stanno passando momenti difficili e chiedono solo conforto…

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Persone che si trovano a lavorare nello stesso ufficio, finiscono per sviluppare fra loro amicizia e solidarietà
Pubblico 
Adolescenti
Il film non può interessare i più piccoli
Giudizio Artistico 
 
Il regista-sceneggiatore canadese Philippe Falardeau aveva davanti a se’ una storia curiosa e appassionante ma è come se avesse portato a termine il suo compito sottotono, senza sfruttare a pieno le potenzialità che aveva davanti. Ben sviluppati tutti i personaggi che lavorano nell’agenzia letteraria. Brave, nei imiti dei loro personaggi, Margaret Qualley e Sigourney Weaver

“Volevo viaggiare, volevo scrivere i mie romanzi, volevo parlare cinque lingue, volevo essere straordinaria”. Così si presenta Joanna al suo arrivo a New York. In effetti sono tanti i film che ci hanno raccontato di ragazze di provincia che sono approdate a New York  per costruire la propria indipendenza e cercare il successo ma questa volta l’interesse che il pubblico può aspettarsi da un film come questo è ancor più selettivo: si tratta di conoscere per fama o aver letto il  Giovane Holden, quel romanzo pubblicato in Italia nel 1952 e che è stato il riferimento per coloro che sono stati adolescenti in quel decennio. Ancora più difficile seguire il film, a meno che si sia esperti in letteratura americana, per apprezzare il momento nel quale a Joanna vengono presentate scrittrici di quel tempo, come Rachel Cusk o Judy Blume, autrice di romanzi per bambini. Nonostante queste limitazioni per uno spettatore italiano, il film ha una confezione gradevole; partecipiamo alla felicità di Joanna per riuscire a  vivere in un’atmosfera molto particolare, dove si parla unicamente di scrittori famosi e di esordienti al loro primo romanzo, tutti uniti dalla passione per lo scrivere. Ma anche dalla sua soddisfazione per prendersi un gelato al Walford Astoria e poter entrare, con il pretesto di consegnare un pacco, nella sede del mitico New Yorker. In parallelo riusciamo a seguire la sua vita privata (il film è ricavato dal romanzo autobiografico di Joanna Rakoff): finisce per incontrare un giovane con il quale condividere la passione dello scrivere. Vanno a vivere in  uno squallido appartamento, molto in stile bohemien  ma Joanna non sembra essersi completamente dimenticata del suo gentile ragazzo californiano.

Intanto la vita non è facile in agenzia: la direttrice è molto esigente e scostante, la fa lavorare molto con nuove apparecchiature come il dittafono ma  su questo punto i riferimenti a Il Diavolo veste Prada diventano evidenti, si fa fatica a evitare la sensazione del dejà vu e, com’è  facilmente prevedibile, si stabilirà presto fra le due donne una simpatica amicizia.

Alla fine la regia e la sceneggiatura del canadese  Philippe Falardeauv(Monsieur Lazhar) possono essere definite una continua toccata e fuga. Ci viene introdotta Joanna come aspirante scrittrice ma poi questo tema non viene sviluppato e alla fine non sappiamo se la ragazza inizia veramente a pubblicare qualcosa oppure no.

L’iniziativa che Joanna aveva intrapreso, di rispondere a tono alle lettere degli ammiratori di Salinger dando suggerimenti in merito alla loro situazione particolare, poteva risultare interessante e dare adito a risvolti inaspettati ma questo tema va presto in dissolvenza.

Le vicende sentimentali della ragazza sembrano prendere una direzione inaspettata ma non ci è dato conoscerne i risvolti finali.

Ben caratterizzati  al contrario i personaggi che lavorano nell’agenzia letteraria, tutti simpatici e pronti a darsi la mano l’un l’altro.

Resta allo spettatore la piacevole condivisione dell’amore per il romanzo scritto, del vivere e sperare un grande futuro in una città che è unica nel suo genere, ma forse è un po’ poco.

Autore: Franco Olearo


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