IL BALLO DELLE PAZZE

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Titolo Originale: Le bal des folles
Paese: FRANCIA
Anno: 2021
Regia: Mélanie Laurent
Sceneggiatura: Mélanie Laurent, Christophe Deslandes
Produzione: Légende Entreprises
Durata: 121
Interpreti: Lou de Laâge, Mélanie Laurent

Eugènie è una giovane donna di elevata classe borghese che vive a Parigi alla fine del XIX secolo. E’ una ragazza sensibile e appassionata che vorrebbe avere molta più libertà di movimento e perfezionare la sua istruzione di quanto le viene concesso dal severo padre. E’ compresa solo dal fratello minore, con il quale condivide un suo pesante segreto: lei riesce a parlare con i defunti. Alla fine questa sua particolare dote viene scoperta dal padre che con l’inganno la fa internare presso l’ospedale psichiatrico La Salpètriere, diretto dal prestigioso neurologo Charcot. Eugènie subisce una lunga serie di vessazioni e solo la capo-infermiera Geneviève si convince che lei riesce realmente a mettersi in contatto con i defunti….

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Il valore di questo film sta in un’accusa realistica e senza appello ai comportamenti disinvolti di certi dottori che nel nome della scienza trattavano le pazienti come cavie
Pubblico 
Adolescenti
Alcune scene forti, inclusa una violenza tentata (senza nudità) su di una donna
Giudizio Artistico 
 
La regista-sceneggiatrice-attrice Mélanie Laurent mostra polso fermo e convincente nel narrarci una realtà complessa, coadiuvata dall’ottima protagonista Lou de Laâge

Victor Hugo muore il 22 maggio 1885 ed è da quella data che inizia il film, mostrando una folla imponente che  partecipa alle esequie del sommo esponente del romanticismo francese. Con la sua morte inizia l’eclissi  del romanticismo stesso e si affaccia prepotentemente il pensiero positivista, che crede nella scienza e nel progresso scientifico, espressione della nascente borghesia. Una rivoluzione culturale molto ben descritta in questo film di Melanie Laurent (regista, sceneggiatrice e attrice). Lo si vede dalla decisione del padre di Eugènie che decide di affidarla alle cure del dott Charcot, vate della nuova scienza della neurologia, (a cui si ispirò lo stesso Sigmund Freud), così come dalla reazione rabbiosa del dottore che visita Eugènie in ospedale: quando lei sostiene la possibilità di una realtà soprannaturale (le apparizioni Bernadette di Lourdes  erano al tempo oggetto di un dibattito nazionale) o l’ira del padre di Geneviève che non tollera l’ipotesi che la figlia possa entrare in contatto con la sorella defunta. In effetti quel tempo ribolliva di tante idee fra loro contrastanti: non a caso Eugènie e il fratello si intrattengono a leggere Il libro degli spiriti, scritto nel 1857 da Alla Kardec, fondatore e codificatore della corrente filosofica dello spiritismo.

Questo complesso di pensieri e di eventi fanno da sfondo al tema portante del film, che è la condizione della donna a quel tempo. Un’accusa a tutto tondo: dal modo di vivere all’interno della famiglia secondo una sequenza di eventi preordinata (il ballo delle debuttanti, la scelta del marito da parte del padre,..) al modo con cui vengono trattate, come oggetto di esperimento e di spettacolo, da parte del dottor  Cracot alla Salpetrière (che è rimasto un ospedale solo femminile fino al 1968). Cracot era solito invitare allievi e ospiti ai suoi “spettacoli” che consistevano nel provocare, tramite ipnosi, attacchi isterici alla paziente di turno. Anche le cosiddette cure, a cui erano sottoposte, con indifferenza scientifica, queste donne assomigliavano spesso a delle torture. Decisamente gli uomini non ci fanno buona figura e durante il ballo annuale che l’ospedale era solito organizzare, invitando uomini “normali” a ballare con le pazienti (anche questo evento è storicamente accertato), siamo costretti ad assistere a un tentativo di violenza nei confronti di una di queste ragazze, paralizzata alle gambe.

L’autrice Mélanie Laurent è riuscita a guidare con polso fermo la complessa materia del film, aiutata dall’ottima performance della protagonista Lou de Laâge: si percepisce bene il suo sdegno civile per certi comportamenti del tempo ma non trasborda mai da una rigorosa narrazione storica.

Resta qualche dubbio riguardo allo sviluppo della storia nel suo complesso. L’autrice non ci lesina scene forti (la scena nella quale Eugènie viene fatta scendere a forza dalla carrozza da due uomini per portarla dentro la Eugènie mentre lei urla disperata chiedendo aiuto al fratello e il padre che non muovono un dito, è realmente straziante) e anche all’interno dell’ospedale ci sono troppe sequenze dove ci vengono presentati i metodi dolorosi (sicuramente veri) con i quali le pazienti venivano trattate.  Anche se alla fine arriva il lieto fine, questo ci appare troppo sbrigativo e non ci ripaga della visione di tanta indifferenza umana. Manca quindi una sorta di bilancio finale (anche lo spiritismo viene accettato come reale, senza commenti)  e si è incerti se aver visto una sorta di film horror (comunque molto ben realizzato) o uno squarcio quasi documentaristico di un tempo dove non tutti gli esseri umani erano trattati con uguale rispetto.

Autore: Franco Olearo


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