COSA MI LASCI DI TE

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Titolo Originale: I Still Believe
Paese: U.S.A.
Anno: 2020
Regia: Andrew e Jon Erwin
Sceneggiatura: Jon Erwin, Jon Gunn
Produzione: Kingdom Studios
Durata: 115
Interpreti: KJ Apa, Britt Robertson

Jeremy Camp, giovane studente e musicista dell’Indiana, si trasferisce in California per il College. Lì, tra i tanti studenti, conosce Jean-Luc (con cui condivide la passione per la musica) e Melissa, giovane del primo anno come lui. Se ne innamora fin da subito ed inizia a frequentarla. Dopo qualche tempo, lei scopre di avere un tumore in stadio abbastanza avanzato. Si fa operare e, dopo l’operazione, visto che le cose sembrano andare meglio, i due decidono di sposarsi. Durante il viaggio di nozze, però la malattia riappare in tutta la sua gravità. Nel giro di qualche mese la giovanissima Melissa muore. Jeremy passerà un periodo molto difficile che riuscirà a superare grazie alla sua fede cristiana e racconterà la sua storia attraverso le sue canzoni.

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
L’amore fra un uomo e una donna, la fede in un Dio misericordioso sostengono la coppia nel dramma che debbono affrontare
Pubblico 
Adolescenti
Il racconto di una grave malattia potrebbe impressionare i più piccoli
Giudizio Artistico 
 
La buona interpretazione dei due protagonisti attenua i problemi che scaturiscono dall’impostazione del racconto che finisce per affrontare troppe tematiche senza portarle al loro pieno sviluppo

Un’altra storia di adolescenti dove la malattia fa capolino e trasforma la vita, dove la fede aiuta a superare il dolore e il buio della morte. Omologo al recente Nuvole (anche se, in quest’ultimo, è il protagonista maschile che si ammala e muore), questo film fa conoscere un tratto della vita di un cantautore di rock cristiano molto affermato negli Stati Uniti (Jeremy Camp ha pubblicato undici album, ha vinto cinque GMA Dove Awards, tre nomination all’American Music Awards e un Grammy Award come “miglior album Pop/Contemporary Gospel” nel 2010).

Numerosi i valori positivi che la pellicola propone al pubblico: l’innamoramento e il fidanzamento vissuti nel rispetto reciproco e nella capacità di attendere. L’amicizia come valore portante per la nostra vita. La famiglia come sostegno e supporto, soprattutto nei momenti più difficili. La musica come strumento per trasmettere messaggi positivi. La fede come aiuto, anche nel dolore e nello sconforto di fronte alla morte.

Dopo il primissimo e strappalacrime Love Story, sono ormai numerose le opere che appartengono al cosiddetto filone Sick Lit: dai serial Tv (Braccialetti rossi) ai lungometraggi (I passi dell’amore, A un metro da te, Il sole a mezzanotte, il già citato Clouds-Nuvole) solo per elencare i più recenti. Il valore aggiunto in questo Christian film, rispetto agli altri, è proprio la fede: fede non come rifugio o vana consolazione di fronte all’esito ineluttabile degli eventi, ma sguardo capace di dare speranza e forza per affrontare con consapevolezza le dure esperienze della vita. La lettera che Melissa scrive a Jeremy invita a riflettere proprio in questa direzione: la serenità e la pace con cui sono stati affrontati tutti i momenti difficili sono state un dono dall’Alto per non lasciarsi andare alla disperazione, ma per affrontare con forza i momenti più difficili.

Sfortunatamente è proprio la grande, troppa ricchezza di contenuti, a danneggiare il film. La fede e la musica sono poco più che accennati, i rapporti familiari vengono presentati ma non approfonditi, il rapporto tra Jeremy e Melissa conosce uno sviluppo ma solo nel finale si comprende la portata del loro amore. Alcuni personaggi praticamente “spariscono” durante lo svolgersi della narrazione.

 

Il lungometraggio ha un’apertura che sembra preludere ad un biopic: la storia di un giovane e promettente cantautore che parte per il College per studiare e per sviluppare la sua passione per la musica. Arrivato a destinazione, si apre una storia d’amore: inizia come un triangolo amoroso (per l’interesse che Melissa mostra per l’amico Jean-Luc), ma poi approda felicemente al fidanzamento. All’interno di questa storia d’amore fa capolino la malattia, che occupa la parte centrale del film. Il ricovero, l’intervento, le terapie, il matrimonio in un momento di apparente quiete del cancro, la ricomparsa del tumore fino alla morte di Melissa.

Per correttezza occore precisare che il film è stato pesantemente danneggiato nell doppiaggio in italiano, sopratutto negli aspetti di fede, come ci precisa un nostro cortese lettore che ha visto la versione originale. Ecco qualche esempio: il titolo originale è "I still believe". "Dio" diventa, di volta in volta, "il destino", o "me stessa". "Ho promesso a Dio" diventa "ho promesso a me stessa", "pregare" diventa "pensare". "Scrivo canzoni per Dio" si trasforma in "scrivo canzoni sulla vita", "Dio vuol dirmi che" sparisce. In una chiesa si è dovuto per forza mantenere il riferimento religioso, ma quasi mostrando l'inutilità della preghiera. Un'operazione incredibile.

Autore: Francesco Marini


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