DEUTSCHLAND 89

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Titolo Originale: Deutschland 89
Paese: Germania, Stati Uniti d'America
Anno: 2020
Regia: Florian Cossen
Sceneggiatura: Anna Winger e Jörg Winger
Produzione: UFA Fiction
Durata: 8 puntate di 50'
Interpreti: Jonas Nay, Maria Schrader, Lavinia Wilson, Sylvester Groth

Berlino Est, 8 novembre 1989, 36 ore prima della caduta del muro. Egon Rudi Ernst Krenz, segretario generale del SED (il Partito di Unità Socialista della DDR), sta promettendo sostanziali riforme. Quanto basta per mettere in allarme l’HVA (i servizi segreti della Germania dell’Est) che richiama in servizio Martin Rauch, a cui viene affidato il compito di uccidere Krenz, qualora portasse avanti le sue idee troppo liberali. Martin è costretto ad accettare l’incarico perché diversamente suo figlio verrebbe spedito dal KGB a Mosca da sua madre, anche lei una spia, con il rischio di non poterlo più rivedere. Martin finge di accettare ma si presenta a Günter Schabowski, responsabile dell'informazione della SED che sta per presenziare una conferenza stampa con i giornalisti della stampa tedesca e internazionale  passandogli l’ultima bozza sulla legge degli spostamenti, dichiarando che è stata già approvata da Mosca. Si arriva quindi alla famosa conferenza stampa, ripresa in tempo reale dalla televisione nazionale, dove il portavoce della DDR afferma che la nuova legge sui permessi per passare all’altra Germania è operativa “da subito”. Ciò scatena il tumultuoso, incontrollato, passaggio di migliaia di berlinesi dell’Est oltre il muro. Martin sa che ora verrà ricercato dalla HVA e teme soprattutto per suo figlio ma trova una inaspettata alleata nella maestra Nicole….

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
I protagonisti sono tutte delle spie con licenza di uccidere e di organizzare interrogatori-tortura e lo fanno veramente. Solo il protagonista Martin esce dal coro, preoccupato soprattutto per suo figlio.
Pubblico 
Adolescenti
Alcune scene violente di uccisioni e di torture (senza dettagli) consigliano la visione a partire dagli adolescenti
Giudizio Artistico 
 
Con un’abile caratterizzione dei personaggi e dialoghi ben costruiti, si sviluppa un’avvincente spy-story e una interessante ricostruzione di fatti che hanno segnato la storia recente della Germania, riuscendo a gestire un intreccio di storie e personaggi forse un po’ eccessivo

L’apertura del muro di Belino nella notte del 9 novembre 1989 ha gettato tutte le istituzioni della DDR nel panico. Fuchs, il capo dell HVA (controspionaggio della Germani dell’Est) vede già le truppe della Nato invadere la DDR; bisogna salvare il salvabile. Bisogna evitare che gli occidentali si impossessino dell’oro della Banca Centrale. Occorre inviare un agente esperto che si infiltri nella struttura della Deutsche Bank per controllare le loro prossime mosse. La persona ideale è Walter, pensa Fucks e gli organizza una falsa identità che gli consentirà di venire ingaggiato come consulente della banca.  Walter è quindi convocato nella sede della HVA e informato della missione ma lui rifiuta impacciato. “Perché mai?” – gli domanda sorpreso Fucks. “Perché oggi è venerdì e ho la consueudine di andare a cinema con mio nipote”. Questo serial tedesco è fatto proprio così: segue, attraverso personaggi di fantasia, le vicende che hanno portato alla riunificazione delle due Germanie e in effetti molti risvolti della storia sono drammatici ma gli autori hanno aggiunto anche un po’ di ironia paradossale, per alleggerire il tutto. Uno stile già usato nel precedente Good Bye Lenin!, un racconto divertente e paradossale sugli stessi eventi storici.

Bisogna riconoscere che per ricostruire determinati momenti storici, la realizzazione di un serial TV è probabilmente la soluzione migliore. Non si tratta solo di riassumere, come farebbe un libro di saggistica, gli eventi pubblici che hanno determinato certe trasformazioni storiche ma piuttosto ricostruire le atmosfere, gli umori, le apprensioni della gente comune rispetto a quegli eventi. E’ quanto fa egregiamente questo Deutschland 89 che ricostruisce i momenti decisivi della caduta del muro di Berlino, dopo che nelle due stagioni precedenti aveva ricreato i momenti più acuti della guerra fredda (Deutschland 83) e il terrorismo internazionale del tempo con Deutschland 86.

La formula è collaudata: i fatti pubblici descritti sono quelli realmente accaduti (ci sono anche spezzoni TV originali di quel tempo) che in questo caso sono la caduta del muro di Berlino, l’omicidio, di matrice terroristica di Alfred Herrhausen, CEO di Deutsche Bank e infine l’iniziativa di Helmut Kohl di prospettare un’audace e immediata unificazione delle due Germanie. E’ intorno a questi fatti che si sviluppano le storie private dei protagonisti. Si dà spazio a una spy story dove abbondano il doppio gioco, sparatorie e colpi di scena in modo che l’entertainment sia garantito.  Ma non è questo l’aspetto caratterizzante di questo serial che si trova invece nei momenti in cui racconta cosa accade quando un intero stato si dissolve, come struttura e come cultura e non si sa cosa accadrà dopo.  Tutte le spie, che prosperavano grazie al conflitto Est-Ovest, si debbono riciclare: Walter si offre come mediatore per allenze fra le banche dei due paesi; Fuchs cerca il proprio tornaconto appropriandosi dei capitali segreti della HVA; Fritz Hartmann, un collega di Martin, si trasforma in imprenditore per prodotti di consumo sperando di riuscire ancora a impostare un’azienda che si ispiri agli ideali socialisti (i guadagni equamente ripartiti far imprenditori, impiegati e operai).
C’è anche chi non si arrende a vedere la caduta del comunismo e si avvia sulla strada del terrorismo.  C’è infine Nicole, la giovane maestra fidanzata di Martin che ha timore del nuovo.  Il regime socialista le dava molte sicurezze (il lavoro, l'educazione dei figli, l’assistenza sanitaria) che le consentivano di vivere una vita tranquilla mentre ora tutto è stato trasferito alla responsabilità personale. Emblema di questa situazione è proprio il protagonista, Martin (Jonas Nay): come uno dei tanti personaggi dei film di Hitchcock, ha tutta l’aria di essere un uomo tranquillo, preoccupato solo di far crescere bene suo figlio e stare con la donna che ama ma le varie oorganizzazioni spionistiche sanno che lui è molto bravo nel suo mestiere e lo tirano ora da una parte ora dall’altra. A Walter Schweppenstette (Sylvester Groth) spetta il compito di alleggerire il racconto. Esilarante è la sequenza dove presenta al consiglio di amministrazione di una banca occidentale, fingendosi un illustre sociologo: mostra di esser  capace di riconoscere da una semplice fotografia il carattere e le doti dei potenziali candidati per la banca, guadagnandosi  l’ammirazione dei presenti (in realtà sta inventando tutto).

In una delle sequenze finali, Martin e Nicole si guardano in faccia: “La guerra fredda è finita; capitalismo e democrazia hanno vinto. Non c’è più un’alternativa. Chi ha più bisogno delle spie?” dice Martin e a Nicole non resta che annuire.

Autore: Franco Olearo


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