BARRY SEAL - UNA STORIA AMERICANA

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Titolo Originale: American Made
Paese: USA
Anno: 2017
Regia: Doug Liman
Sceneggiatura: Gary Spinelli
Produzione: Imagine Entertainment, Cross Creek Pictures, Quadrant Pictures, Vendian Entertainment
Durata: 115
Interpreti: Tom Cruise, Domhnall Gleeson, Sarah Wright

Fine anni ‘70, Stati Uniti. Barry Seal è un pilota di una compagnia di linea americana, la TWA. Contattato dalla CIA, viene assunto per sorvolare il centro America con un piccolo velivolo turistico attrezzato per fotografare (e quindi controllare) la situazione dei ribelli comunisti. In una delle sue soste per il rifornimento del velivolo, riceve le attenzioni di quello che diventerà il Cartello di Medellin per portare in territorio statunitense carichi di droga. Inizia così la storia avventurosa e pericolosa di un doppiogiochista: viaggi di andata in centro America come consulente della CIA (e fornitore di armi per i ribelli al governo comunista in Nicaragua) e viaggi di ritorno a casa carico di droga da consegnare ai contrabbandieri.

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Il principio di utilità non ha mai funzionato: per portare benessere alla sua famiglia, il protagonista si trasforma in spacciatore di droga ma le conseguenze di questo comportamento arriveranno presto
Pubblico 
Adolescenti
Linguaggio scurrile, incontri sessuali con nudità, violenza nei limiti del genere
Giudizio Artistico 
 
Tom Cruise si trova perfettamente a suo agio nella parte di questo protagonista ironico e sfrontato, appoggiato da una regia ipercinetica. Al terxo posto fra i top ten di Netflix nella settimana del 9 novembre 2020

Dopo più di trent’anni, Tom Cruise torna ad essere un pilota di aeroplani. Non più come Maverick, pilota un po’ spocchioso senza macchia e senza paura, ma in veste completamente diversa. Protagonista e interprete magistrale in un biopic ben costruito e avvincente.

Versione molto alternativa del sogno americano, improntato sul self-made man che con la sua maestria e il suo ingegno costruisce un impero. In questo caso specifico, in realtà, abilità usate per il contrabbando e l’illegalità. Tecnicamente un film ben riuscito. Costruito a ritroso e basato sul racconto in prima persona di Barry. Interessanti le scelte di regia e fotografia: molte inquadrature con camera a mano e zoom stile anni ‘80, come fossero immagini di repertorio; alcune brevi riprese da documentari originali,  sulle guerriglie armate di Nicaragua e Colombia; sequenze con il protagonista che riprende se stesso mentre racconta la sua storia; momenti di fermo immagine e di voce fuori campo in cui Barry spiega i vari snodi “lavorativi” della sua vita. Lo stile ricalca il protagonista:  sopra le righe non per vezzo artistico, ma per far emergere meglio l’istrionismo del contrabbandiere. Il montaggio concitato rende  avvincente il risultato finale.

Il regista, facendo la scelta di contestualizzare la storia di Barry Seal nel suo tempo, inserisce numerose digressioni in cui vengono spiegati (dalla voce del protagonista) i vari cambiamenti socio-politici nel continente americano in quegli anni, in particolare la rivoluzione sandinista in Nicaragua. Gli inserti sono brevi e, logicamente, semplificano un po’ le dinamiche internazionali e calcano un po’ la mano su ipotesi di collaborazioni tra servizi segreti e gruppi vari di ribelli.

La brevità di questi “excursus storici” non permette al regista di contestualizzare o spiegare in modo esaustivo il contesto socio-politico in cui si situa la storia, però riesce a definire con pochi accenni gli equilibri in gioco: questa definizione permette di mantenere sempre alto il livello di suspense, perché permette di percepire l’alto rischio assunto dal protagonista nel compiere le sue missioni. L’interpretazione di Tom Cruise è tra le migliori della sua carriera. Ironico, spontaneo, sprezzante… capace trasmettere la controversa personalità del personaggio. Vengono invece sacrificati dalla sceneggiatura tutti gli altri personaggi: agenti CIA, DIA, Casa Bianca, Cartello della Droga… poco più che tratteggiati per ovviare al problema di creare un kolossal invece di un racconto di illegalità vissuta con diabolica furbizia. Il linguaggio, a tratti, è scurrile. Pur non indugiando in nudità, sono presenti  scene di rapporti sessuali.

Il protagonista incarna un vero paradosso: costruire una fortuna per il benessere della moglie (che non tradirà mai) e dei figli, il tutto fondato su falsità, contrabbando e illegalità. Un male che, evidentemente, presenta il suo conto: pensare di poter essere alleati di due avversari è un’illusione. L’epilogo della storia, infatti, permette di riflettere proprio su questo: il male non può essere fatto a fin di bene e, prima o poi, passa a riscuotere la sua parte.

Autore: Francesco Marini


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