SCEGLIERE UN FILM 2020

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LA STAGIONE CINEMATOGRAFICA 2019-2020

 

Come per ogni altro ambito economico, sociale e artistico, anche il cinema è stato attraversato, nei primi mesi del 2020, dall’emergenza sanitaria dovuta al Covid 19. In Italia, da marzo a metà giugno, le sale sono rimaste chiuse, comportando di fatto la perdita di metà stagione cinematografica.

Il volume reca inevitabilmente traccia di questa specificità: l’emergenza ha segnato un grande cambiamento nel panorama artistico, portando sulle piattaforme del web ciò che prima si fruiva nelle sale di cinema e teatri. Questi drammatici avvenimenti hanno visto il crescente sviluppo di piattaforme come Netflix e Amazon a cui, sempre più spesso, il pubblico fa ricorso nella ricerca di cinema d’autore e d’intrattenimento. Così, se negli anni passati avevamo incluso solo le opere dei registi più acclamati, la specificità di questa stagione ci ha portato a dedicare un’intera sezione all’offerta delle piattaforme, cercando di scegliere soprattutto prodotti consigliabili e validi, e con un occhio particolare ai film pensati per i più piccoli, come l’ottima animazione Klaus (Netflix), o prodotti che, con delicatezza, parlano agli adolescenti che stanno attraversano un’età complessa e densa di cambiamenti, come Eighth Grade o Tutte le volte che ho scritto ti amo.

Sulle nuove piattaforme non sono mancati, del resto, anche film di grande qualità dedicati a tutta la famiglia. Un caso tra tutti, particolarmente adatto a una fruizione nelle medie inferiori, è quello de Il ragazzo che catturò il vento, basato sul memoir di William Kamkwamba, che ha rappresentato il Regno Unito come candidato agli Oscar per il miglior film in lingua straniera. Sempre da Netflix e Amazon abbiamo scelto un paio di documentari, molto diversi fra loro, ma diversamente interessanti: Miss Americana sulla cantante Taylor Swift, e One Child Nation, sui drammi generati dalla politica del figlio unico nella Cina contemporanea. Non sono documentari, ma trattano questioni calde di storia recente anche The Report e Panama Papers, entrambi film che svelano amari “dietro le quinte” di eventi storici recenti. C’è poi Tornare a vincere, una classica parabola di redenzione, con Ben Affleck che interpreta con grande partecipazione una storia di riscatto di un allenatore di basket affetto da alcolismo.

Un altro film distribuito su Netflix, Marriage Story, girato e scritto da Noah Baumbach, è valso l’Oscar come miglior attrice non protagonista a Laura Dern. La vicenda, narrata da Baumbach con millimetrica e spietata dolcezza, segue la fine di un matrimonio tra due persone che si amano ma vengono trascinate lontane l’una dall’altra da rivalse legali e piccole meschinità. Non ha invece avuto statuette The Irishman di Scorsese, nonostante le molte nomination: un film comunque interessante anche se forse un po’ troppo prolisso. Niente statuette (su tre candidature) anche per  I due papi, altro film interessante, distribuito da Netflix… come spieghiamo nella recensione, suscita interesse la simpatia verso Papa Francesco, ma è abbastanza posticcia la creazione di una figura antagonistica in un presunto Benedetto XVI che corrisponde assai poco al vero Papa emerito.

   La cerimonia degli Oscar si è tenuta a inizio febbraio, alla vigilia dell’emergenza che avrebbe travolto il mondo, e ha visto come principale colpo di scena l’assegnazione degli Oscar più rilevanti (miglior film, miglior regia, miglior sceneggiatura) a Parasite, film del regista coreano Bong Joon-ho. Non era mai successo che un film non in lingua inglese vincesse il premio principale, quello per il miglior film. Logico che per molti commentatori la vittoria di un film straniero abbia ratificato la tendenza sempre più esplicita degli Oscar a una minore centralità di Hollywood.

Il film di Bong Joon-ho, che con un raffinato pastiche di generi racconta la disuguaglianza sociale, per quanto intriso di genio registico, non è a nostro parere inattaccabile dal punto di vista della sceneggiatura: ha un che di non risolto, soprattutto nel finale.

Più globalmente convincente per noi il film vincitore dell’Oscar alla miglior sceneggiatura non originale, Jojo Rabbit, scritto e diretto da Taika Waititi, ispirato al romanzo di Christine Leunens, Come semi d’autunno. La pellicola riesce ad avvicinarsi con lo sguardo dell’infanzia e il filtro della commedia a un tema delicato come quello dell’indottrinamento della Gioventù hitleriana, narrando il “risveglio” a una umanità piena di un bambino che aveva nientemeno che Adolf Hitler come suo “eroe” personale...

Uno degli Oscar meno inaspettati è stato quello conferito a Joaquin Phoenix per l’interpretazione magistrale di Joker, film che al di là di questa performance attoriale, nonostante il suo successo, riscuote a nostro parere più di un dubbio riguardo allo sviluppo del personaggio e al senso della vicenda narrata, con un ambiguo rimando alla rivolta violenta contro una società certamente oppressiva e ingiusta.

La tematica della disuguaglianza sociale che ispira due film che hanno dominato la stagione, come Parasite e Joker, è stata affrontata in modo più prosaico ma anche più profondo da un autore come Ken Loach che, con il suo Sorry we missed you, scritto dal fedele collaboratore Paul Laverty, ha composto lo struggente ritratto di una famiglia unita costretta a scendere a patti con un capitalismo spietato e disumanizzante.

Se nella pellicola di Loach l’eroismo quotidiano di un padre e di una madre, per quanto struggente, non si rivela sufficiente a contrastare la mostruosità del sistema, una storia di eroismo quotidiano più luminosa è quella raccontata da un altro grande autore, Terence Malick, nel suo Hidden Life- La vita nascosta. Il film, che purtroppo non è stato ancora distribuito nelle sale a causa dell’emergenza sanitaria, racconta la storia vera di Franz Jägerstätter, un contadino austriaco imprigionato per la sua resistenza al nazismo. Un film prezioso ed esteticamente straordinario che mostra un martirio nascosto, supportato dalla grande forza proveniente dal matrimonio con una donna eroica quanto il marito.

   Il panorama degli eroi Marvel e DC è stato forse meno fulminante della scorsa stagione, l’unico film che si è davvero distinto per originalità e ottimo livello di drammaturgia è Spider Man- Far from home, uscito a luglio 2019. Meno indimenticabile, per quanto sempre godibile e improntato a un’aurea classicità, il nono episodio della saga di Star Wars, scritto e diretto da J.J. Abrams.

La Disney, dopo il successo di Aladdin, trova una seconda conferma sulla strada del remake live action dei grandi classici con Il Re Leone. L’elaborata fusione tra riprese e computer grafica stupisce per la bellezza dei dettagli paesaggistici senza perdere la portata universale di un grande racconto sul rapporto tra padre e figlio.

La chiusura dei cinema per via dell’emergenza sanitaria ha impedito a Mulan, altro remake di un classico Disney, di raggiungere le sale, mentre il nuovo film Pixar Onward è stato direttamente distribuito sulla piattaforma Disney+. Il cartone, ambientato in un mondo di creature mitiche, non possiede la grandezza narrativa di altri classici Pixar ma costituisce comunque un racconto sincero e profondo, dotato della consueta qualità estetica della casa di produzione di Toy Story.

Se forse quest’anno non c’è il capolavoro assoluto, il cinema americano ha però proposto, come al solito, un ampio elenco di film molto interessanti, di grande livello estetico e qualitativo, e in grado di soddisfare i gusti più diversi. I fan dell’autore del Signore degli anelli si sono lamentati che il film avrebbe sottostimato la componente religiosa del grande scrittore inglese, ma il biopic Tolkien è comunque un bel film sull’amicizia, che merita certamente una visione. Un bel mix di classico e moderno c’è nel nuovo Piccole donne della giovane regista americana Greta Gerwig (Lady Bird). Altri film solidi e interessanti, di ottima fattura, sono L’ufficiale e la spia sul caso Dreyfus, e Le Mans ’66, film con Matt Damon e Christian Bale, sulla sfida della casa Ford al predominio delle Ferrari in Formula Uno negli anni Sessanta. Cena con delitto riprende atmosfere alla Agatha Christie, per dare un twist interessante al genere. Tarantino ha dato una buona prova, con personaggi interessanti, in C’era una volta..a Hollywood: un film che qualcuno troverà prolisso, ma che ha appassionato i cinefili e i cultori del genere. Appartiene invece al genere bellico il solido Midway, film non particolarmente innovativo, ma che compie il suo dovere nel raccontare una delle battaglie cruciali della Seconda guerra mondiale.

Ci sono poi i film “civili”, genere sul quale il cinema americano ha una lunga tradizione, a partire dal Mr. Smith va a Washington di Frank Capra, passando per Il buio oltre la siepe: quest’anno si segnalano in particolare Il diritto di opporsi, purtroppo di grande attualità dato il riaccendersi dei conflitti razziali in America in questi mesi, e Cattive acque, sul tema dell’ambiente e dell’inquinamento.

Come sempre interessante anche il panorama dell’animazione giapponese autoriale: abbiamo segnalato alcuni raffinati prodotti presenti sulle piattaforme come Your name di Shinkai Makoto  che in Giappone ha avuto un enorme successo, un film che combina la delicatezza del racconto alla grande qualità estetica dell’animazione.

Inevitabilmente anche il cinema italiano ha sofferto della chiusura delle sale a causa dell’emergenza sanitaria. Tra i film dell’inverno sicuramente il più discusso (e visto) è stato Tolo Tolo, in cui Checco Zalone si misura come regista raccontando un tema caldo come quello dell’immigrazione. Il successo del film, forse aiutato anche dalle polemiche sorte su un video trailer simpaticamente provocatorio, si è però consumato soprattutto nei primi weekend di uscita. Per quanto Zalone si confermi un grande attore e un grande narratore, la sceneggiatura e la comicità hanno risentito della mancanza del consueto apporto artistico di Gennaro Nunziante.

Tra i film italiani da segnalare, c’è sicuramente anche Mio fratello rincorre i dinosauri  di Stefano Cipani che, scritto dal veterano Fabio Bonifacci (Amore bugie e calcetto, Lezioni di cioccolato, Bianca come il latte rossa come il sangue) a partire dal libro autobiografico di Giacomo Mazzariol, racconta una drammatica eppure luminosa storia familiare, mettendo al centro il tema del confronto con la disabilità e della crescita di un adolescente, con uno sguardo rispettoso, amorevole e autentico. Altra storia familiare delicata e commovente è 18 regali, diretta da Francesco Amato, che ha trovato un buon favore fra il pubblico.

Per quanto riguarda i film d’autore, l’atteso Pinocchio di Garrone ha visto il ritorno del regista all’amato mondo della fiaba. Il cast stellare e la visionarietà della regia si accompagnano a una lentezza di racconto in parte dovuta alla scelta di assoluta fedeltà al libro di Collodi generando un’opera di sicuro valore artistico nella messa in scena, ma forse più apprezzabile dagli adulti che dai bambini.

Fra i comici, invece, accanto a una nuova prova interessante di Ficarra e Picone, le ultime settimane di cinema aperti hanno visto il ritorno di Aldo, Giovanni e Giacomo, tornati anche a collaborare con lo sceneggiatore e regista dei loro primi film, Massimo Venier (nel team di sceneggiatori, insieme al regista e ai comici anche Michele Pellegrini e Davide Lantieri, che troviamo anche in 18 regali). Il supporto di queste professionalità più solide rende il film del trio senza dubbio migliore delle ultime loro prove un po’ deludenti, anche se a livello di contenuti, insieme alla positività di fondo che li contraddistingue, c’è qualche sfumatura più problematica nel trattare un tema delicato come l’amore giovanile e la “prima volta”.

 Infine, da segnalare l’incasso notevole di uno dei pochissimi film italiani che si fanno per un pubblico di bambini: quasi dieci milioni di euro per Me contro Te – Il film (segnaliamo con piacere che ha partecipato alla scrittura della sceneggiatura una ex collaboratrice di questa serie di volumi, Emanuela Canonico) sono un segnale importante per tutta l’industria.

 

                                                                                              A.F. – E.R.

 Giugno 2020