PADRENOSTRO

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Titolo Originale: Padrenostro
Paese: ITALIA
Anno: 2020
Regia: Claudio Noce
Sceneggiatura: Enrico Audenino, Claudio Noce
Produzione: Lungta Film, PKO Cinema & Co., Tendercapital Productions, Vision Distribution
Durata: 120
Interpreti: Pierfrancesco Favino, Mattia Garaci, Francesco Gheghi, Barbara Ronchi

Roma, 1976, durante gli anni di piombo, Valerio ha dieci anni, conduce una vita serena con la sorellina e l’affetto della mamma ma attende sempre con ansia il ritorno di suo padre Alfonso, un vicequestore, perché è il suo eroe. Una mattina, quando suo padre è appena uscito, sente dei colpi di mitragliatrice. Lui e la mamma corrono sulla strada e Valerio vede un uomo per terra, sanguinante (un terrorista che ha cercato di uccidere suo padre). Valerio cerca di sapere qualcosa dalla madre ma nessuno gli vuole dire cosa è realmente accaduto anche quando, dopo qualche settimana, il padre ritorna a casa. Valerio finisce per vivere in un suo mondo di fantasia, che si affolla di oscure minacce ma per fortuna un giorno incontra Christian, un ragazzo poco più grande di lui, con il quale inizia a giocare a pallone…

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Un forte e caldo affetto unisce un padre a un figlio. Viene anche ricordato, , sia pur in modo indiretto, l’impegno delle forze dell’ordine contro i movimenti sovversivi degli anni ’70.
Pubblico 
Pre-adolescenti
La scena dell’attentato potrebbe impressionare i più piccoli
Giudizio Artistico 
 
Il film riesce a farci vivere, con grande sensibilità, all’interno delle fantasie e delle paure di un ragazzo di dieci anni, con qualche eccesso di costruzione da parte della regia. Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile a Pierfrancesco Favino alla 77ma mostra di Venezia

Il protagonista del film è senz’altro il piccolo Valerio (un ottimo Mattia Garaci): partecipiamo alle sue fantasie (si intrattiene spesso con un amico immaginario), ne comprendiamo lo straniamento e gli incubi notturni, da quando nella sua vita è entrato un mistero che ha destabilizzato sia il suo mondo reale che quello immaginario. Senza risposte dalla famiglia, guardato con sospetto dai compagni di scuola (il padre è un eroe oppure un infame?), Valerio dilata la sua fantasia e si intrattiene con un ragazzo più grande di lui che lo invita a giocare a pallone ma anche a fare cose pazze, in piena libertà (come rubare la cassetta delle offerte in una chiesa).  E’ un modo libero, all’aria aperta, senza punti di riferimento, da vivere assieme al suo nuovo amico, in pieno contrasto con una realtà che è rimasta bloccata.

Anche quando viene organizzata una gita di tutta la famiglia in Calabria dove vivono i parenti del padre Alfonso, ogni sorpasso, ogni rallentamento sul percorso è motivo di tensione (sappiamo che i NAP hanno giurato di giustiziare il vicequestore). In Calabria viene anche Christian, questo strano personaggio che finirà per assumere vesti inaspettate.

Il valore del film sta nel renderci partecipi di un amore padre - figlio forte e tenero al contempo, che viene esaltato proprio dalle apprensioni per la stessa vita che sente un padre verso il figlio e un figlio verso il padre. Durante il soggiorno in Calabria il tema si allarga all’affetto e alla solidarietà di cui i due possono beneficiare all’interno della cerchia di parenti e di amici. Può tuttavia risultare straniante, per alcuni, la scelta di calare questi sentimenti in un’atmosfera onirica, altamente simbolica, che fornisce poche risposte alla ragione e certi nodi della storia restano volutamente irrisolti. A ciò si aggiunge la grammatica scelta dalla regia, eccessivamente elaborata con complessi movimenti di macchina, riprese dall’alto, lunghi primi piani. Intensa come sempre l’interpretazione di Pierfrancesco Favino ma molto bravo soprattutto il protagonista, il piccolo Mattia Garaci.

Autore: Franco Olearo


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