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Titolo Originale: DARK
Paese: Germania
Anno: 2017
Regia: Baran bo Odar
Sceneggiatura: Baran bo Odar, Jantje Friese, Martin Behnke, Ronny Schalk, Marc O. Seng
Produzione: Wiedemann & Berg Television
Durata: 3 stagioni, 26 episodi di 45-73 min
Interpreti: Louis Hofmann, Andreas Pietschmann, Oliver Masucci, Jördis Triebel, Karoline Eichhorn

In una città (immaginaria) tedesca di nome Winden ci sono alcune grotte in un bosco e una centrale nucleare. Misteriosamente un ragazzo scompare, strani fenomeni elettrici provocano sbalzi di corrente apparentemente senza causa, in alcuni momenti gli uccelli cadono dal cielo morti. Le indagini della polizia riguardo al ragazzo scomparso conducono ad un caso analogo di 33 anni precedente. Tutto questo si incrocia con la torbida storia di quattro famiglie che abitano la piccola città: i Kahnwald, i Nielsen, i Doppler e i Tiedemann. Gli strani fenomeni e le sparizioni, nella realtà, sono legati a viaggi nel tempo che i protagonisti si trovano a fare nei 33 anni dei cicli temporali. Di stagione in stagione, poi, si amplia l’arco temporale dei viaggi: se nella prima i viaggi cominciano nel 2019 e poi coinvolgono il 1986 e il 1953, nella seconda arretrano fino al 1921. Nella terza alcuni dei protagonisti finiscono nel 1888 e, novità rispetto alle altre due stagioni, viene introdotto un mondo parallelo (su una diversa linea temporale) dove gli eventi si sono svolti in maniera differente da quando visto in tutte le precedenti puntate.

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Emergono in maniera positiva i valori dell’amicizia e della famiglia, il desiderio di ricomporre una frattura familiare dopo un tradimento, la tentazione di eseguire un aborto viene sventata. Ma la concezione del tempo prospettata dal serial priva l'uomo del libero arbitrio e l’ineluttabilità della predestinazione induce a commettere atti aberranti come l’omicidio
Pubblico 
Maggiorenni
Linguaggio a volte scurrile. Sono presenti alcune scene esplicite di rapporti sessuali. Per Netflix: VM14
Giudizio Artistico 
 
Il serial si presenta come un prodotto ottimamente confezionato, godibile pur nella sua complessità, capace di suscitare nello spettatore molte riflessioni e domande

Ha fatto molto parlare di sé questo serial TV tedesco. L’attesissima terza stagione, che ha concluso il serial, ha confermato l’esistenza di un pubblico di affezionati diventato con il tempo sempre più numeroso.

Una sceneggiatura per niente semplice. I personaggi sono molti e i numerosi viaggi nel tempo, dove i protagonisti arrivano a conoscere loro stessi nel passato o nel futuro, creano un complesso intrigo di rivelazioni e di nuovi misteri.  I protagonisti vengono approfonditi nella loro personalità e nella loro storia e ciò permette allo spettatore di empatizzare sempre più con loro nell’arco delle tre stagioni. L’ottima regia e la recitazione, molto convincente, aiutano ulteriormente in questo coinvolgimento del pubblico nonostante la complessità delle relazioni che li legano (sia familiari che amorose). Un aspetto che aumenta il pregio di questo serial è la scelta fatta, da parte dei produttori (nonché ideatori e sceneggiatori del serial: Baran Bo Odar e Jantje Friese), di non cedere a semplificazioni di trama per “venire incontro alle esigenze del pubblico”: non sono presenti momenti in cui viene ricapitolata la storia, non c’è spazio per “soluzioni grossolane” ai misteri complicati che i personaggi devono affrontare. Ciò ha scatenato su Youtube e su Internet in generale, una pletora di appassionati pronti a spiegare ai più distratti, i risvolti chiave della trama e a svelare (secondo loro) i significati nascosti di ciò che accade.

La fotografia, spesso con tinte noir, aiuta a rendere il serial una commistione di diversi generi: non è definibile con un serial puramente fantascientifico, ma non può nemmeno essere definito nei termini di un thriller/giallo. Le musiche della colonna sonora sono molto cupe, sottolineano ulteriormente il tono tetro della storia.

Il tempo è il grande protagonista del serial.

I viaggi temporali vengono fatti inizialmente attraversando un tunnel, poi attraverso un particolare marchingegno: niente a che vedere con la celeberrima Delorian dei tre film Ritorno al futuro (peraltro citata nella seconda stagione) o con i viaggi nel mondo quantico dell’universo Marvel. Forse, pur senza l’impiego di grandi effetti speciali, il modo di concepite i viaggi nel tempo si avvicina maggiormente al bellissimo film Interstellar, dove i buchi neri e i ponti di Einstein Rosen come corridoi di passaggio lungo la linea spazio-temporale.

Un assioma fondamentale sottostante ogni puntata è che il passato non può essere cambiato, quindi nonostante gli spostamenti possibili, gli eventi storici sono ineluttabili. Se nel serial TV DC Legends of Tomorrow i protagonisti devono viaggiare nel tempo per riparare i paradossi creati attraverso l’intromissione in diversi momenti storici, qui i paradossi sono ciò che strutturano la trama stessa. Lo stesso personaggio del futuro che incontra sé stesso nel passato, genera quanto vediamo accadere nel presente. In pratica, il presente che i personaggi vivono è tale proprio perché precedentemente ci sono stati i viaggi nel tempo e gli incontri con loro stessi o con altri personaggi di altre epoche.

La logica conseguenza di questa concezione del tempo è che non esiste il libero arbitrio. Questa, infatti, è l’altra grande domanda che accompagna i protagonisti: siamo liberi? I vari tentativi messi in opera per scongiurare gli esiti catastrofici di alcuni avvenimenti, in realtà portano proprio all’accadimento di quegli avvenimenti. Se da una parte sembra non esserci via d’uscita, quindi i protagonisti si sentono quasi ingranaggi di un grande meccanismo dove tutto è predeterminato, tuttavia non si arrendono a questo: il loro desiderio di cambiare le cose e l’amore fanno da spinta a tutte le scelte messe in atto.

Anche la teoria dell’eterno ritorno del filosofo tedesco Nietzsche viene messa sullo schermo: lo spostamento temporale, infatti, avviene nell’arco di 33 anni nel futuro o nel passato perché quella è la durata di tempo di ogni ciclo temporale che inesorabilmente si ripete.

Per quel che concerne i contenuti alcune semplici sottolineature. Il linguaggio, a volte, è un po’ scurrile. Sono presenti alcune scene di rapporti sessuali coniugali, extraconiugali e tra giovani fidanzati. Emergono in maniera positiva i valori dell’amicizia e della famiglia, il desiderio di ricomporre una frattura familiare dopo un tradimento.

In alcuni passaggi l’amore o la predestinazione vengono usati per deresponsabilizzare i personaggi nel momento in cui commettobo atti aberranti come, per esempio, omicidi, quasi a giustificare le loro scelte, vittime di loro stessi e degli eventi.

Complessivamente il serial si presenta come un prodotto ottimamente confezionato, godibile pur nella sua complessità, capace di suscitare nello spettatore molte riflessioni e domande. Richiede non poca concentrazione e attenzione al momento della visione, perché se si perde il filo bisogna rivedere intere puntate per rimettere in ordine i tasselli della storia.

 

Autore: Francesco Marini


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