I SOSPIRI DEL MIO CUORE

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Titolo Originale: Mimi o sumaseba
Paese: Giappone
Anno: 1995
Regia: Yoshifumi Kondō
Sceneggiatura: Hayao Miyazaki
Produzione: Studio Ghibli
Durata: 111

Shizuku è una ragazza che frequenta l’ultimo anno delle scuole medie e vive con la famiglia in un sobborgo di Tokyo. E’ molto appassionata di libri (le piace sia leggere che scrivere) e si reca spesso in biblioteca per prendere continuamente nuovi libri. Con sorpresa si accorge che nel cartoncino che va compilato per prendere i libri in prestito, il suo nome è sempre preceduto da quello di un certo Amasawa. Incuriosita, inizia delle ricerche, pensando che si tratti di una persona adulta. Un giorno, nel seguire un gatto, si ferma incuriosita davanti a un negozio di antiquariato. Entra e un simpatico vecchietto le mostra antichi oggetti custoditi con molta cura. Finisce per incontrare anche Seiji, il nipote del padrone e con sorpresa scopre che è proprio lui che prendeva in prestito gli stessi suoi libri....

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Storie di adolescenti che si pongono alla scoperta della loro vocazione, aiutati da familiari che sanno comprenderli e incoraggiarli
Pubblico 
Tutti
Giudizio Artistico 
 
Alla poesia del disegno dello Studio Ghibli (la regia è di Yoshifumi Kondo, allievo prediletto di Miyazaki Hayao, scomparso a soli 47 anni) si aggiunge la delicata sceneggiatura dello stesso Miyazaki. Un lieto fine un po' affrettato

E’ sempre difficile concentrarsi sul racconto che si sviluppa all’interno di un fllm dello Studio Ghibli anche quando la sceneggiatura, come in questo caso, è di Hayao Miyazaki: le immagini catturano, distraggono l’attenzione. Le scene ci descrivono una metropoli con il suo traffico intenso ma ordinato, treni metropolitani colorati che sfrecciano fra le case, quartieri popolari con piccoli appartamenti-celle (non c’è ascensore, si sale sempre a piedi). Eppure, grazie al disegno dello Studio, si tratta di una realtà-magia che incanta. Perfino all’interno di una cucina siamo attirati dall’armonia dei colori, dalla cura nei dettagli (notiamo la bottiglia sul frigorifero che risplende, illuminata da un pallido sole che filtra dalle tendine). Ma allora, si tratta di un racconto realistico o di una favola? Se ci fosse una risposta a questa domanda, non staremmo vedendo un film di Hayao Miyazaki. Il contesto familiare è ben dettagliato: un padre molto concentrato sul lavoro che con il suo atteggiamento pagato, dona serenità a tutta la famiglia; una madre premurosa ma un po’ apprensiva; una sorella maggiore che stimola Shizuku a fare delle scelte e a prendere in mano le redini della sua vita. Anche il contesto scolastico è ben delineato con alunni disciplinati quando c’è il professore ma poi pettegoli e chiassosi quando sono in pausa. Eppure, nel bel mezzo del racconto, si passa dalla realtà al simbolo. Il protagonista diventa un gatto che Shizuku decide di seguire ed eccola che guarda la vetrina di un negozio di antiquariato: anche noi percepiamo il fascino misterioso di rari oggetti carichi di ricordi che restano vivi solo nella memoria del vecchio proprietario. La realtà si riaffaccia subito  dopo e la ritroviamo nelle ansie adolescenziali delle ragazze amiche di Shizuku, che si innamorano, non osano dichiararsi e poi restano deluse perché l’oggetto della loro attrazione sta sospirando per un’altra ma soprattutto, per Shizuku,  nell’ansia di trovare quella vocazione professionale a cui dedicare, in un futuro ormai prossimo,  la propria esistenza. La rivelazione che Seiji ha deciso cosa vuol fare (il liutaio e quindi frequentare una famosa scuola a Cremona) getta nello sconcerto Shizuku, che teme che la sua passione per lo scrivere possa essere solo un bel sogno.

Le incertezze e le ansie di un’adolescente ci sono quindi tutte, si tratta di  un’età tutt’altro che serena ma è altrettanto chiaro, in questo film, che il coraggio di scegliere e di andare avanti viene trovato dalla ragazza nell’affetto di chi le sta vicino e sa comprenderla. Molto bella la figura del padre che, in una riunione di famiglia, di fronte alle incertezze della figlia, le concede di sperimentare per un certo tempo le sue doti di scrittrice, sospendendo la decisione di andare alle scuole superiori, così come la “sorellona” Shiho che comprende quanto sia importante (lei sta per partire per frequentare l’università) per Shizuku avere finalmente una stanza tutta sua dove possa concentrarsi. Ma il culmine viene raggiunto dal vecchio antiquario, che invitato dalla ragazza a leggere per primo e a commentare il romanzo che lei ha scritto, riesce a rassicurarla sulla bellezza di un testo impetuoso e schietto come la sua natura ma al contempo, con dolcezza, riesce a farle capire che c’è ancora molto da lavorare per raggiungere la perfezione.  Anche l’analogia usata (il vecchio le mostra una gemma grezza, ancora da estrarre) è molto efficace.

Un film ha grandi valori educativi che fanno impallidire i serial in circolazione sulle nostre piattaforme in streaming ma occorre realisticamente domandarsi sulla possibilità di un suo impatto significativo sugli adolescenti delle nostre latitudini. Mettendo da parte la grande passione di Shizuku per la lettura che potremmo ormai considerare poco realistica, si vede chiaramente dal film che c’è rispetto per le autorità scolastiche, che c’è consapevolezza del valore della famiglia e della continuità fra le generazioni ma c’è un’altra caratteristica che è peculiare in questi lavori che provengono dall’Oriente (non possiamo dimenticare i film familiari di Yasujirō Ozu): l’atteggiamento riflessivo. Riflettere da parte dei genitori per dare sagge risposte, riflessione degli adolescenti per comprendere le proprie potenzialità, la saggezza dei vecchi. E’ l’attitudine a “prendersi del tempo” per osservare e meditare, che anche le sequenze più suggestive come le visite dall’antiquario trovano il suo significato.  C’ è quindi un abisso rispetto agli ultimi teendrama di produzione occidentale e se Shizuku entra in crisi perché non ha ancora definito il suo futuro, negli ultimi serial gli adolescenti non guardano in avanti ma restano concentrati su un presente da consumare.
Presso il sito delle Sale della Comunità, è stata compilata una scheda per usare il film come strumento di catechesi. Netflix ha recuperato di recente 21 capolavori dello Studio Ghibli che sono ora disponibili sulla sua piattaforma

Autore: Franco Olearo


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