HEARTLAND (prima stagione)

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Titolo Originale: Heartland
Paese: Canada
Anno: 2007
Produzione: CBC
Durata: 13 stagioni, 214 episodi, in produzione
Interpreti: Amber Marshall, Michelle Morgan, Shaun Johnston, Chris POtter, Graham Wardle

Nelle montagne rocciose di Alberta, in Canada, Heartland è un ranch che alleva cavalli e funge da “clinica” per quei quadrupedi che sono diventati ribelli per qualche shock che hanno subito, grazie alle abilità della signora Marion. In un grave incidente Marion muore: il ranch continua a essere gestito dal nonno materno Jack, dalla quindicenne Amy, che ha ereditato le doti “curative” della madre. Arriva anche Lou, la sorella maggiore di Amy, che ha lasciato il suo lavoro a New York per dare una mano, come amministratrice, per rimettere in piedi gli affari del ranch. Si unisce a loro anche Tyler un ragazzo che è stato condannato dal tribunale a svolgere un periodo di lavori utili sotto tutela. Il suo compito è quello di aiutare nonno Jack a tenere in ordine le stalle…

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Nella fattoria di Heartland ci si occupa di curare le relazioni familiari, anche quelle che si sono incrinate, prestando sempre premurosa attenzione a chi ne ha bisogno, uomini o animali che siano
Pubblico 
Tutti
Giudizio Artistico 
 
Il serial ha una struttura semplice e chiara, adatta a venir compresa anche dai piccoli e punta tutto sulla simpatia dei protagonisti

Heartland, disponibile su RaiPlay, arrivata alla tredicesima stagione, è la serie televisiva più longeva della televisione canadese ed è stata finora venduta alle reti di altri 25 paesi, fra cui l’Italia. Non è da escludere l’arrivo di nuove stagioni.

E’ indubbio il fascino (e anche quel po’ di invidia) che nasce nel vedere questa famiglia che vive tutto il giorno all’aperto, in contatto con una natura intatta, il cui principale impegno è prendersi cura di quel magnifico animale che è il cavallo. Il cavallo è stato da sempre un argomento preferenziale per la letteratura giovanile: i film che sono stati realizzati si sono sempre rifatti a libri di successo (Black Beauty , Black Stallion, War Horse, Seabiscuit,…) fino a quello forse più famoso di tutti: L’uomo che sussurrava ai cavalli. “Io non sussurro ai cavalli, io li ascolto!” esclama Amy un po’ infastidita quando le chiedono qual è il suo segreto nel comprenderli e guarirli, sapendo che è proprio quello il confronto più prossimo nella memoria collettiva. 

La struttura della serie è semplice: ogni episodio comporta la risoluzione del caso difficile di un cavallo che è diventato indomito mentre sullo sfondo si dipanano le vicende dei componenti della famiglia Flaming: le tre sorelle, il nonno, il padre che tanti anni prima si è allontanato, fra espressioni di affetto, occasionali contrasti e immancabili innamoramenti.

La storia si sviluppa con calma, un po’ sullo stile delle soap opera, nessun personaggio è veramente cattivo, né ci sono contrasti che non si possano sanare e che si chiudono con una sincera espressione di pentimento.

E’ indubbio che il longevo successo della serie è da attribuire alla calda simpatia dei protagonisti, che diventano degli “amici di famiglia” per lo spettatore che vuole gustarsi l’evolversi delle loro storie giorno per giorno (anno per anno) ma c’è forse qualcosa di più.

La famiglia Flaming è paladina di un codice morale che potremmo sintetizzare con lo slogan: “prendersi cura di”. Prendersi cura dei cavalli senza badare a quanto tempo ci vorrà, dando loro il nutrimento e le cure migliori, ponendo sempre il denaro al secondo posto.  Ma vuol dire sopratutto prendersi cura delle persone, come è stato accettare Tyler, condannato dal tribunale a un periodo di lavoro sotto tutela.  Si determina in questo modo un circuito virtuoso dove prendendosi cura dei cavalli, si progredisce anche nell’attenzione alle persone.

E’ esemplare, come effetto di contrasto, il sesto episodio, quando arriva nella fattoria, non atteso, Carl, il fidanzato newyorkese di Lou. Già dal suo arrivo viene caratterizzato come un “diverso”, colui che è “il topo di città”, abituato a non sprecare un secondo del suo tempo, che tiene sempre all’orecchio l’auricolare del suo cellulare perché nessuna chiamata vada persa. Le sue intenzioni appaiono serie: chiede a Lou di sposarlo ma lei scopre ben presto che Carl si è già dato da fare per procurare per lei un colloquio di lavoro a Chicago nella stessa azienda dove si è già trasferito lui, lasciando New York. Forse in lui c’è dell’affetto ma si è comportato nei suoi confronti in modo strumentale agendo secondo il proprio vantaggio, senza trattarla come persona sua pari, chiedendo previamente la sua opinione. Per la morale che si pratica in  Heartland, si tratta di una posizione inaccettabile. Interessante anche l’etica sessuale praticata nella famiglia Flaming: a Carl, durante il suo soggiorno a Heartland, viene assegnata una stanza diversa da quella della fidanzata e quando lui, di notte,  cerca furtivamente di raggiungerla, viene bloccato da oche starnazzanti poste strategicamente davanti alla stanza di lei.

La funzione di Heartland può esser assimilabile a quella di un monastero, posto in un luogo lontano dalla vita convulsa delle metropoli di oggi, dove viene posta grande attenzione alle relazioni familiari e alla cura di chi ha bisogno di rimarginare le ferite fisiche o dell’animo, uomini o animali che siano.

Autore: Franco Olearo


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